giovedì 27 novembre 2014

# Diario di viaggio # Germania

127.0.0.Monaco di Baviera -Hohenschwangau- Giorno 9

Perdonate la mia assenza di ieri, ma senza un post completo e finito, ho preferito saltare l’appuntamento del mercoledì. Rimedio oggi, parlandovi di un altro posto stupendo della bellissima Baviera, strettamente collegato a un personaggio storico che personalmente amo moltissimo: Ludwig II.

Pronti a viaggiare ancora con me?


Schwan, in tedesco, significa cigno; animale che è sempre stato nel cuore di Ludwig (conosciuto fra gli altri appellativi anche come il Re Triste). Sin da bambino, frequentando assiduamente il castello di famiglia a Hohenschwangau situato nell’omonima frazione del pittoresco paesino Schwangau (Contea del Cigno, in italiano, a 800 metri sul livello del mare) vicino Füssen, Ludwig si è identificato nel simbolismo che si cela dietro questo splendido animale dalle fattezze e dalle movenze regali, con il suo sinuoso e lungo collo sottile, il piumaggio candido e puro, come un cuore privo di peccato o come la neve che ricopre le Alpi bavaresi in inverno e ovatta con il suo silenzio le foreste circostanti.

Il cigno era anche il simbolo dei signori di Schwangau, feudatari abitanti del castello in epoca medievale. Il piccolo paesino si trova nel sud della Baviera, quasi al confine con l’Austria e oggi conta poco più di tremila abitanti.

Questo castello (il suo nome originario era Schwanstein) non è stato costruito da Ludwig, quindi, né da un componente della sua famiglia, i Wittelsbach, il più importante casato bavarese nonché una delle più antiche dinastie tutt’ora esistenti dell’intera Europa. Per Ludwig però è sempre stato un luogo molto importante, al quale era profondamente legato, avendoci passato praticamente tutta la sua infanzia. 


Si tratta di una fortezza medievale risalente almeno al 1100, edificata dai Cavalieri di Schwangau. Con il passare dei secoli e cambiando più volte proprietario, la rocca venne parzialmente distrutta durante le guerre napoleoniche e finì con l’essere abbandonata attorno al 1500, all’estinzione dei Cavalieri, cadendo lentamente in rovina. Quando il principe ereditario Massimiliano II, padre di Ludwig, passeggiando nei boschi, scoprì per caso le sue rovine, decise di acquistare la proprietà trasformandola, dopo una grossa ristrutturazione durata quattro anni (1832-1836), in una residenza in stile medievale originale, ma arricchita con particolari Tudor e gotici e circondata da un giardino a dir poco meraviglioso che ospita alberi secolari affacciati sulle acque cristalline del lago Alpsee.

L’atmosfera che aleggia dentro e attorno al castello è ancora davvero magica e surreale, fatto, questo, che ha certamente alimentato il carattere romantico e sognatore di Ludwig. Da bambino, Lohengrin, ovvero il Cavaliere del Cigno e gli eroi del Santo Graal gli parlavano dalle pareti del castello affrescate, mentre il suo sguardo correva alla collina di fronte, sperando di catturare una fugace immagine di un vero cavaliere fra le mura diroccate dell'antico castello diroccato di Hinterschwangau.

In questa residenza, inoltre, Ludwig potè incontrare per la prima volta il suo amato compositore e idolo Richard Wagner, che passeggiò spesso per le sue stanze nei mesi successivi in compagnia del nuovo giovanissimo sovrano, mentre organizzava, grazie al devoto e generoso sovrano, le rappresentazioni di Tristano e Isotta e de I Maestri Cantori di Norimberga.


Le modifiche che Massimiliano II apportò al castello furono importanti e fra di loro spicca la Cappella in stile neogotico che prende il posto dell’ex armeria, dove di domenica e nei giorni festivi, la messa viene celebrata ancora oggi. Questo castello vanta anche una serie di antichi oggetti quali armature originali del 1500 o l’altare della Cappella risalente al 1460.

Hohenschwangau era la residenza preferita della coppia reale e i due sovrani trascorrevano parecchie settimane all’anno presso questo magnifico castello. Le attività preferite della Regina erano piuttosto tranquille, come la pesca sul lago Alpsee (alle spalle del castello) o le lunghe passeggiate per i sentieri fra i boschi, mentre il Re, di contro, amava le feste, le battute di caccia e i tornei cavallereschi. L’ingresso alla rocca avviene attraversando un giardino decorato con statue, stucchi, fontane e dipinti che abbelliscono la splendida balconata.

Le stanze aperte al pubblico di questa residenza sono svariate (circa una dozzina) e meravigliose.

Nel 1835 la Sala del Cavaliere del Cigno venne affrescata con scene della leggenda del Lohengrin (opera di Wagner nella quale il cigno occupa un posto di rilievo). Il centrotavola in argento che si può ammirare in questa stanza è un pezzo notevole e si tratta di un dono fatto dagli svevi di Baviera in occasione delle nozze fra Massimiliano II e la principessa Maria Von Hohenzollern.

Massimiliano, nel 1833, ebbe modo di visitare la Turchia e rimasto affascinato dall’architettura del paese, decise di riprodurne un pezzetto dentro il suo maniero, così fece arredare e decorare la Camera della Regina in stile turco. Le pitture murali in questa stanza mostrano infatti alcune tappe del suo viaggio in Oriente.

I Cavalieri di Schwangau furono vassalli dei guelfi e più tardi anche dell’antica casata degli Hohenstaufen; una stanza del castello, ex spogliatoio e Camera da Musica del Re, è affrescata con dipinti dedicati a questa nobile discendenza che, oltretutto, era legata ai Wittelsbach considerando che il Conte Otto Von Wittelsbach, in un’occasione, salvò la vita all’Imperatore Federico I Barbarossa, che lo nominò nel 1180 primo Duca di Baviera. In questa stanza è possibile ammirare uno splendido pianoforte quadrato, intagliato in legno d’acero, usato da Richard Wagner in occasione di alcuni concerti privati che contavano come unico spettatore Ludwig II. Annessa alla stanza in questione vi è una piccolissima cappella privata, arredata con stupende icone russe, donate direttamente dallo Zar Alessandro II.

Un’altra stanza visitabile è la Sala degli Eroi. E’ la camera più grande e importante di tutto il castello, arricchita da particolari e affreschi tratti da leggende che parlando di eroi germanici come, ad esempio, quella dei Nibelunghi.

A proposito di leggende, secondo una leggenda bavarese, il primo grande Re europeo Carlo Magno, nacque nei pressi del lago Starnberg, vicino Monaco e una delle stanza di Hohenschwangau è dedicata a lui e a sua madre, la Camera di Berchta. Al centro della stanza spicca una grande coppa dorata, dono dei Cavalieri di San Giorgio.

La Camera del Tasso, ovvero la stanza da letto reale, è affrescata con rappresentazioni dell’opera di Torquato Tasso “Gerusalemme liberata”.

Frederik Hansen Sødring (1809 - 1862) - Slottet Hohenschwangau, 1843
Ai piedi del castello si trova il museo dei Re di Baviera e se avrete la fortuna di visitare questa magica e romantica residenza, fateci un salto. Si tratta del Museum der Bayerischen Könige. Ricco di pezzi importanti, potrete ammirare anche il bellissimo mantello blu che soleva indossare Ludwig II come gran maestro dell’Ordine di San Giorgio.

Potrete raggiungere il castello, ancora proprietà dei Wittelsbach, in vari modi. Da Monaco potrete prendere il treno fino a Füssen e il bus fino alla biglietteria che si trova ai piedi del castello. Potrete salire con una passeggiata di circa quindici minuti oppure utilizzando una delle carrozze a disposizione dei turisti. (Sono profondamente contraria allo sfruttamento dei cavalli, soprattutto a scopi turistici, quindi camminate che vi fa bene, pigroni che non siete altro!!!)

Da Monaco partono anche dei pullman di linea per Füssen e alcuni anche turistici, appositamente organizzati per scarrozzare i turisti in giro, dando anche la possibilità di fare un biglietto unico per bus e tutti i castelli.
In pieno centro a Monaco, se pernottate lì, potrete trovare in Marienplatz, l’ufficio per il turismo, dove troverete tutte le informazioni a riguardo. 

All'interno del Castello vi consiglio caldamente di investire pochi Euro per l'audioguida in italiano. Vi svolterà completamente la visita. 

  
Schloss Hohenschwangau
Alpseestraße 30, 87645 Hohenschwangau


Un ringraziamento a Wikipedia per le immagini, visto che quelle scattate da me all'epoca sono ignobili : )

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