domenica 13 maggio 2018

Life is Strange Before the Storm

13 maggio 0 Comments

Esattamente come la prima volta che ho finito di giocare Life Is Strange (inteso come primo gioco di questa saga), mi ritrovo qua davanti a un foglio bianco e non so cosa scrivere, perché le emozioni mi attanagliano e mi confondono. Il cursore lampeggia come in segno di sfida e io, davvero, non so da dove iniziare. Life Is Strange è un vero casino da raccontare, perché è un gioco che va vissuto in prima persona. Va visto, vissuto e ascoltato. Anche questa volta, sui titoli di coda mi sono sentita spaesata e commossa e il primo pensiero è stato: "Devo rigiocarli tutti e due in fila, tutti d'un fiato" perché, secondo me, solo così è possibile metabolizzare tutto e sfornare una recensione veramente accurata. Purtroppo però, la recensione del primo l'ho già fatta (se ve la siete persa, fate un click qua), quindi dovrete accontentarvi. 
Cerchiamo di fare il punto della situazione e andiamo a vedere in che modo, questo secondo capitolo, si aggancia al primo. 


Innanzitutto è necessario comprendere che si tratta di un prequel e che giocandolo andremo quindi a scoprire il corso degli eventi prima dell'arrivo di Max alla Blackwell e lo faremo, stavolta, indossando i panni ribelli e punk di Chloe, la sua migliore amica. 

Life Is Strange: Before the Storm è quindi un'avventura grafica di tre episodi sviluppata da Deck Nine Games e pubblicata da Square Enix. La storia è ambientata cronologicamente tre anni prima degli eventi accaduti in Life Is Strange e si concentra sulle vicende tormentate della sedicenne Chloe Price, quando conobbe la compagna di scuola Rachel Amber.

La Deluxe Edition (ovvero quella comprata da me) include un capitolo bonus chiamato "Farewell" ("Addio", in italiano), che ha come personaggio giocabile Max Caulfield, tre capi d'abbigliamento a scelta da far indossare a Chloe e una Mixtape Mode, che permette ai giocatori di personalizzare le proprie playlist con la colonna sonora del gioco. In Life Is Strange: Before the Storm non è presente la meccanica dei viaggi temporali a cui siamo stati abituati nel precedente capitolo, quindi ogni azione non può essere annullata e conseguentemente modificata. Motivo per cui è necessario ponderare con grande attenzione le proprie scelte nei dialoghi. Ogni scelta che andremo a fare, avrà delle conseguene sulla trama e sugli eventi futuri. 


Alessandra Borgonuovo, nella sua bella recensione su IGN, scrive: 

"Deck Nine è riuscita in qualcosa che non è davvero alla portata di tutti. Ha raccolto un'eredità per farne qualcosa di personale e unico, un gioco che definire banalmente prequel non renderebbe l'idea di cosa sia Life is Strange: Before the Storm, dell'identità che si è costruito passo dopo passo e di come non meriti di stare un passo indietro al gioco originale, bensì al suo fianco a testa alta. Potrei definire il gioco come un enorme palcoscenico lungo il quale prendono vita numerose piccole scene che si susseguono, si rincorrono, si ostacolano per poi convergere in un finale dal quale non c'è possibilità di ritorno né cambiamento - e forse proprio per questo fa più male." 

E continua scrivendo: 

"Per la maggior parte di questo viaggio, Life is Strange: Before the Storm non ha il sapore di un prequel ma di un'opera inedita, che sottilmente ci indirizza verso l'originale senza scimmiottarlo: trova una sua strada e si fa espressione dell'amore, della dedizione, del rispetto che Deck Nine ha portato al lavoro di Dontnod, così palese che è facile perdersi nella loro meravigliosa intepretazione di Arcadia Bay come se fosse la prima volta."

Non posso che concordare con Alessandra Borgonuovo. Before The Storm non ha affatto l'aspetto di un prequel, ma di un'opera a se stante, che viaggia perfettamente in parallelo con Life Is Strange. 


Nel primo capitolo facciamo la conoscenza di una ragazza insicura, con un carattere palesemente ingenuo, molto dolce e premuroso. Max è una "legale buona", se vogliamo, e come tale non ha un carattere forte e una personalità che s'impone sugli altri. Diciamo che è la ragazza della porta accanto. Questo aspetto però ben sia adatta, infatti, con la meccanica di gioco e la possibilità di fare un rewind del fattore tempo. L'insicurezza di Max viene in qualche modo superata potendo tornare indietro nel tempo per correggere ogni scelta sbagliata o meno fatta nel corso del gioco. 

In Before The Storm questo non accade, perché Chloe non possiede i poteri di Max e la trama, oltre ad avere un aspetto più realistico e meno paranormale, impone al giocatore di fare scelte sicure, mancando la possibilità di rimediare. Chloe, al contrario di Max, ha un carattere ribelle, "cazzuto" e per niente ingenuo. E' una ragazza tormentata dal dolore causato dalla perdita del padre che amava così tanto, dall'arrivo nella sua famiglia di un nuovo patrigno col quale non va affatto d'accordo, con una madre che si fa in quattro al lavoro per non farle mancare nulla, ma che in compenso non c'è mai e, non dimentichiamolo, con il dolore della perdita di Max, che ha abbandonato lei e Arcadia Bay  per trasferirsi a Seattle proprio quando Chloe avrebbe avuto più bisogno di lei. 

Chloe quindi, al contrario di Max, che ha avuto un'infanzia felice e genitori presenti e amorevoli, si porta appresso un buco nero al centro del petto. Un trauma che l'ha spezzata in due, che l'ha "rotta" per sempre, indirizzandola verso atteggiamenti di ribellione, alcol, fumo e persino droga. 

Mentre il primo capitolo vede una Max tutta carina ed educata intenta a indagare per risolvere diversi misteri, fra i quali i suoi stessi poteri (il gioco quindi appare più investigativo), in Before The Storm abbiamo a che fare con un dramma adolescenziale, con un risvolto introspettivo e con la crescita psicologica di un personaggio dannatamente tormentato e perseguitato dai guai. Ed è proprio il suo lato tormentato che ci fa amare così tanto Chloe, rispetto alla piccola, dolce e "banale" (poteri a parte) Max.


Una menzione d'onore va al personaggio di Rachel Amber, soltanto accennato nel primo capitolo, seppur le vicende ruotassero proprio attorno a lei. In Before The Storm, Rachel è un personaggio chiave, caratterizzato benissimo, che si integra perfettamente al carattere di Chloe, unica persona oggettivamente in grado di capire il disagio interiore che vive la ragazza e che ha imparato a nascondere magistralmente al resto del mondo. 
Rachel mi ha ricordato in qualche modo Laura Palmer e detto questo, mi fermo. 

Concludendo, possiamo dire che l'assenza dell'aspetto paranormale e investigativo si sente, ma non inficia per niente la godibilità del gioco nella sua completezza. Sarà un piacere incontrare di nuovo i personaggi che abbiamo conosciuto in Life is Strange e soprattutto, sarà davvero affascinante addentrarci nella vita di Rachel Amber e Chloe Price. Diciamo che mentre il primo lavoro della Dontnod era un videogioco a tutti gli effetti (seppur immersivo e coinvolgente a livello emotivo), con Before The Storm ci sembrerà di vivere in prima persona un film, lasciandoci sul finale con una voglia matta di continuare a vivere la vita di Chloe, per vedere cosa le riserva il futuro.

Il mio personale voto è quindi altissimo e consiglio caldamente a tutti i tipi di gamer, di giocare a entrambi i capitoli. Sarebbe un vero peccato, perderseli.      



lunedì 16 aprile 2018

New York Crimes

16 aprile 0 Comments

Lo so, è un gioco del 2012, ma a me non dispiace affatto cimentarmi ogni tanto con giochi vecchiotti e questo è proprio il caso di New York Crimes, titolo della Pendulo Studios che non sono riuscita a giocare prima del 2018. In offerta a 4 spicci su FX Interactive, ho deciso di prenderlo e non me ne sono affatto pentita. 

New York Crimes è un'avventura thriller punta e clicca di quelle classiche, quindi parliamo di puntatore del mouse che cambia quando passa su un oggetto interagibile, grafica in 2.5D, visuale in terza persona, apposito tasto per vedere tutti i punti interessanti di una location, inventario nella barra inferiore dello schermo e transazioni (per fortuna velocissime) quando il nostro personaggio si sposta da un luogo all'altro. 
Ma andiamo a vedere più nel dettaglio di cosa si tratta.


A New York sta accadendo qualcosa di strano e terrificante, qualcosa che però non è sufficientemente grave da attirare l'attenzione dei media e del governo. Qualcuno sta uccidendo i clochard uno dopo l'altro, torturandoli e terminando la sua opera dando loro fuoco. Siamo già a quota sei omicidi. 

L'intro di gioco ci mostra una serie di immagini forti e veloci; una grossa ypsilon rosso sangue sfregia la parete di una stanza, fermo immagini di persone urlanti si alternano a decine di Polaroid che ricoprono il muro, il tutto condito da una musica tenebrosa. Al centro della stanza, a terra, un pentacolo rosso circondato da candele rituali. Un paio di manette penzola dall'alto.
Chi conosce i lavori precedenti della Pendulo Studios avrà già capito che questo gioco si discosta di parecchio dallo standard ironico che erano soliti usare anche quando si parlava di temi potenti come i delitti.

Henry White, un giovane universitario magrolino, rosso di capelli e con gli occhiali, fortemente impegnato nel sociale, con un lato nerd e legittimo ereditario di una grande fortuna, decide di indagare su questi misteriosi omicidi per la sua ONG Les Enfants de Don Quichotte, associazione realmente esistente alla quale i Pendulo dedicano il gioco. Insieme a Cooper, il suo migliore amico alto, grosso e all'apparenza parecchio ingenuo, si reca in uno dei posti più pericolosi, collegato a queste uccisioni, ovvero Cadway Station, una stazione della metropolitana chiusa e in stato di abbandono da anni, occupata spesso da senzatetto o gente poco raccomandabile. Inizialmente quindi dovremo giocare nei panni di Henry, ma più avanti avremo modo anche di comandare Cooper.
Un terzo personaggio, che comanderemo per la maggior parte del gioco, è John Yesterday (che fuori da Italia e Spagna dà nome al gioco). E' lui, in fin dei conti, il vero protagonista della nostra storia. John ha perso la memoria e rivivere i suoi rari ricordi e flash, ci darà modo di addentrarci nella trama particolarmente complessa che gli sviluppatori della Pendulo si sono immaginati.
Già dall'inizio, Henry e Cooper si troveranno in guai seri, perché il luogo si rivelerà all'altezza della sua pessima fama.

Terminati i primi eventi, ci vedremo sbalzati a sei anni nel futuro. Henry White è ormai un ricchissimo uomo d'affari e il suo impegno nel sociale non sembra essere scemato, anzi. L'assassino di sei anni prima pare aver fatto ritorno e Henry ha tutte le intenzioni di trovarlo. Ora, il killer, non si limita più a uccidere e bruciare i corpi dei senzatetto, ma li tortura sottoponendoli a rituali satanici molto simili a quelli che venivano messi in atto dall'antichissimo Ordine della Carne. Ed ecco che per acchiappare il mandante di questi efferati delitti, Henry chiederà aiuto a John Yesterday, esperto in satanismo con un passato oscuro persino per se stesso.


Da qua non intendo raccontarvi nulla, perché il rischio spoiler è molto alto. 

La trama si articola fra passato e presente e i ragazzi della Pendulo Studios sono stati molto bravi sotto questo punto di vista, regalando al giocatore svariati colpi di scena niente male.
L'unica pecca, lasciatemelo dire, è la longevità del gioco che non supera le 6/7 ore al massimo (facendo le cose con calma). Certo, il ritmo rimane sempre molto serrato, in questo modo, ma in compenso personaggi all'apparenza molto affascinanti non vengono sufficientemente approfonditi e questo è un gran peccato.
Al termine del gioco dovremo effettuare una scelta (l'unica davvero influente) che ci porterà a uno dei tre differenti finali (più uno bonus) pensati dagli sviluppatori.
Ahimé questa sarà l'unica volta in cui potremo cambiare il corso degli eventi e la rigiocabilità degli eventi viene quindi compromessa. 


Gli enigmi, mai veramente complessi, si baseranno sulla classica raccolta e uso degli oggetti sparsi fra le location. La trama, devo dire, è piuttosto bella, seppur non innovativa. I capitoli che compongono questo gioco sono sei in totale e saremo liberi di esplorare 4 o 5 location a capitolo dove raccoglieremo solo gli oggetti ultili ai nostri scopi. L'interfaccia di gioco è molto semplice e intuitiva, lasciando al giocatore meno esperto la possibilità di affidarsi anche a un pulsante d'aiuto, nel caso si resti bloccati e non si sappia come proseguire. Il nostro protagonista si sposterà solo in punti utili allo svolgimento degli enigmi -per la raccolta di oggetti- e la transizione fra una location e l'altra è molto veloce visto che si tratta di un teleport diretto.  La cosa che più di tutte mi ha colpita è la totale assenza di una modalità di salvataggio. Ci pensa direttamente il gioco a salvare in corrispondenza ai punti nevralgici della trama. Nel caso volessimo ricominciare da un momento passato, potremmo usare una sorta di storyboard che il gioco ci mette a disposizione e che tiene traccia di tutti i nostri progressi. Una piccola pecca che ho riscontrato fin da subito è la gestione dell'inventario. Per utilizzare un oggetto, infatti, è necessario trascinarlo fino al punto desiderato e, anche se detta così sembra semplice, vi assicuro che risulta un pelo macchinoso. Fortunatamente dopo poco ci si abitua e il difetto passa in secondo piano.


Concludendo, posso dire che dal punto di vista grafico siamo davanti un prodotto eccellente, con fondali e personaggi disegnati magistralmente nel classico stile cartoon, tipico dei lavori targati Pendulo. Le ambientazioni e le musiche sono decisamente più cupe rispetto ai titoli precedenti, e il doppiaggio in italiano è veramente ottimo, anche se è presente qualche errore di battitura nei sottotitoli, che però si limitano alla descrizione degli oggetti.
Come ho detto, il difetto più grande è la scarsa longevità che tarpa le ali a personaggi particolarmente interessanti, rendendo il gioco molto meno corposo di quel che immaginavo. Si tratta comunque di un ottimo lavoro e lo consiglio a tutti gli amanti delle avventure grafiche, ma vi avverto che non sarà né lungo né complesso da finire. E' un vero peccato, perché il gioco avrebbe delle enormi potenzialità.


Riassumendo, ecco i pro e contro, secondo me. 

PRO: Grafica decisamente ottima e accattivante. Doppiaggio davvero ottimo. Trama ben sviluppata con qualche buon colpo di scena, seppur non troppo originale.
 
CONTRO: Enigmi tendenzialmente semplici, longevità scarsa, qualche errore di battitura nei sottotitoli. 

sabato 31 marzo 2018

Lasagne Pasqualine Gluten Free

31 marzo 0 Comments

Cari Naviganti, ben trovati.
Siamo vicinissimi alla Pasqua, quindi mi sembra un ottimo momento per postare le mie Lasagne Pasqualine Gluten Free. Il prossimo post, invece sarà tutto videoludico, quindi stay tuned, mi raccomando :)

Andiamo a vedere come realizzare questo piatto gustosissimo e tutto sommato molto semplice. 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE (o due molto affamate!):


  • 500 gr. di lasagne senza glutine
  • 4 uova bio
  • 50 gr. di burro per la besciamella
  • 20 gr. di burro per le teste degli asparagi e i piselli
  • 1 spicchio d'aglio
  • 250 gr. di pisellini freschi
  • Sale iodato
  • Pepe nero
  • 1 kg di asparagi sottili
  • 500 ml di latte senza lattosio
  • 50 grammi di farina senza glutine
  • Noce moscata
  • 100 grammi di Parmigiano Reggiano

Iniziamo lavando accuratamente gli asparagi, pareggiateli eliminando la parte bianca e coriacea, poi pelateli finché lo stelo non risulterà bianco, eliminando quindi la parte verde filamentosa. Cuoceteli al vapore (meglio usando l’apposita asparagiera). Le punte degli asparagi, la parte più delicata, dovrebbero rimanere fuori dall’acqua per restare croccanti. Scolateli e tagliateli a pezzetti avendo cura di tenere da parte le punte intere. Riducete in purea i pezzetti di asparagi (escluse le punte) con un mixer e tenete da parte la crema ottenuta. 

E' il momento di preparare la besciamella! 
In un primo pentolino mettete a scaldare il latte a fiamma bassa, facendo attenzione che non arrivi al punto di ebollizione. In un secondo pentolino fate sciogliere il burro con la fiamma al minimo. Una volta fuso, spegnete e aggiungete la farina molto lentamente, mescolando di continuo con una frusta. 
A questo punto unite il composto burro/farina al latte, mescolando continuamente per impedire la formazione di grumi. E' necessario mescolare ancora fino al raggiungimento della consistenza desiderata; Più densa per i ripieni, più lenta per i condimenti. Se siete intolleranti al lattosio, sostituite il latte con il brodo, vi assicuro che viene comunque buonissima. Grattugiate un po' di noce moscata e un pizzico di sale.


Unite la besciamella alla crema di asparagi e al Parmigiano Reggiano e mescolate delicatamente. 

In un pentolino fate sode le uova (immergetele totalmente in acqua fredda, accendete il fuoco e aspettate. Dal momento del bollore contate 8 minuti e poi spegnete. Passatele sotto l'acqua fretta e delicatamente togliete il guscio). Tagliatele a fettine con un coltello, tenendo sempre la lama bagnata.

Tagliate a metà le punte degli asparagi e in una padella, con un pochino di burro e lo spicchio d'aglio fatele saltare insieme ai pisellini e a un pizzico di sale e pepe. 

A questo punto è il momento di comporre le nostre lasagne. Ungete il fondo della teglia e stendete il primo strato di crema/besciamella, poi la pasta; poggiateci sopra la crema, le teste degli asparagi, i pisellini e infine qualche pezzetto di uova. 
Proseguite fino all'esaurimento degli strati. 

A me erano avanzati dei pezzetti di uova e qualche punta di asparagi, quindi li ho usati per decorare l'ultimo strato che ho anche spolverato con un po' di Parmigiano. 

Le lasagne vanno cotte in forno statico a 200 gradi, per circa 25/30 minuti. Controllatele spesso, mi raccomando. Il primo strato non si deve bruciare.

Queste lasagne si possono conservare in frigorifero, coperte con la pellicola trasparente o in un contenitore ermetico per massimo 2 giorni. Volendo, potete prepararle il giorno prima, lasciandole in frigorifero coperte con la pellicola e cuocerle il giorno dopo. 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

martedì 27 febbraio 2018

Biscotti in padella Gluten Free

27 febbraio 0 Comments

Buongiorno cari Naviganti!

Visto che al Carnevale non ho dedicato nemmeno un post, che ne dite di concludere (in ritardo) queste festività così colorate, con un dolce semplice e adatto un po' a ogni occasione? San Valentino compreso (basta farli a forma di cuore, ed è fatta!). Sto parlando dei Biscotti in Padella, ovviamente Gluten Free e schifosamente nutellosi!


Andiamo a vedere come procedere:  

Ingredienti per circa 15/20 biscotti (dipende da quanto li farete grandi):
  • 150 grammi di farina senza glutine
  • 50 grammi di burro a temperatura ambiente
  • 50 grammi di zucchero
  • 20 grammi di latte senza lattosio
  • 1 pizzico di bicarbonato
  • 1 bustina di vanillina senza glutine
  • Cacao amaro in polvere senza glutine
  • Nutella

Per la farcia potete scegliere voi cosa usare. Nutella, marmellata, crema pasticcera... come preferite. Io ho optato per la Nutella.

Come prima cosa andiamo a fare l'impasto, a mano o in planetaria. Unite la farina al burro a temperatura ambiente fatto a pezzettini, lo zucchero, il latte, il pizzico di bicarbonato e la vanillina. Impastate fin quando la "palla" non diventa liscia, morbida e non appiccicosa. Dividete l'impasto in due porzioni identiche.  

A questo punto, con un matterello, stendete il primo impasto (dovrà essere intorno ai 3 millimetri di spessore). Con un cucchiaino posizionate a distanza regolare un po' di Nutella sulla sfoglia. Procedete a stendere anche il secondo impasto, sempre alto circa 3 millimetri, ma senza aggiungere la Nutella. Con lo stampo per i biscotti della forma preferita -io non li ho, quindi ho usato una tazzina- (non saranno venuti bellissimi, ma vi assicuro sono una vera delizia) ritagliate quelli con la farcia e poi quelli senza, da usare per coprirli e chiuderli ai bordi premendo un po' con le dita. 

Una volta preparati tutti, accendete il fornello e in una padella antiaderente fateli cuocere 4/5 minuti per lato a fuoco dolce. Prima di gustarli, fateli raffreddare e poi spolverateli di zucchero a velo (senza glutine) o, se volete, di cacao amaro, come ho fatto io. Questi biscotti si conservano 3/4 giorni fuori frigo. 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

giovedì 8 febbraio 2018

Torta Salata Zucchine, Peperoni e Prosciutto Cotto Gluten Free

08 febbraio 0 Comments

Buongiorno carissimi!

Eccomi a parlare di nuovo di cucina Gluten Free! Oggi vedremo come preparare una squisita torta salata zucchine, peperoni e prosciutto cotto!

Ingredienti (per una teglia da 24 cm a cerniera): 


  • - Un rotolo di pasta sfoglia senza glutine rotondo
  • - 1 peperone rosso bello grande bio
  • - Qualche zucchina (minimo 2/3 di quelle piccole) bio
  • - Un poco di porro o uno scalogno bio
  • - Prosciutto cotto tagliato a dadini o straccetti senza glutine
  • - 400 grammi di ricotta freschissima
  • - Olio EVO
  • - Sale
  • - Pepe
  • - Noce moscata
  • - Zenzero fresco grattugiato (ma va bene anche quello in polvere) bio
  • - 2 Uova bio
  • - Per la decorazione, un pomodorino e un ciuffetto di basilico sempre bio



Come prima cosa pulite bene le verdure. Lavatele e tagliatele, eliminando testa e coda delle zucchine e le coste bianche all'interno del peperone. Poi tagliate il peperone a dadini e le zucchine a rondelle. In una padella bella capiente, fate soffriggere il porro (o lo scalogno) tritato finemente, con un filo di olio EVO e una generosa grattugiata di zenzero fresco. Quando il porro è pronto, buttate in padella anche le verdure e fatele cuocere per una decina di minuti, insieme a un mezzo mestolo d'acqua. Coprite la pentola con un coperchio, possibilmente di vetro e lasciate cuocere a fuoco medio-basso.



Nel mentre preparate la farcia, da unire poi alle verdure. 
In un boule di vetro, rompete le due uova e sbattetele con un po' di noce moscata, unite la ricotta, il pepe, il prosciutto cotto tagliato a dadini o a straccetti e mescolate. Solo alla fine correggete di sale, mi raccomando. 



E' il momento di preparare la teglia. 
Inumidite della carta da forno e ricoprite la tortiera (oppure usate quella in dotazione che si trova normalmente nelle sfoglie già pronte).
Posizionate delicatamente la pasta sfoglia e forellatela con i rebbi di una forchetta. Dopo che, unite le verdure al composto di uova e ricotta e riempite la tortiera. 
Accostate i lembi di pasta avanzata ai bordi e mettete in forno, precedentemente riscaldato a 200 gradi per circa 30/40 minuti. Fate sempre la prova dello stecchino, prima di sfornarla. 


Una volta sfornata, lasciatela risposare per circa 15 minuti, dopo di che decoratela con un pomodorino tagliato in tre e un ciuffetto di basilico al centro. Bella e buona! 
Vi farà fare un figurone, ve lo assicuro! 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

giovedì 18 gennaio 2018

Tiella foggiana Gluten Free

18 gennaio 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti! Torniamo oggi a parlare di ricette Gluten Free! Oggi vedremo un contorno molto famoso, in particolare in Puglia e Abruzzo: ovvero la Tiella.

Personalmente lo trovo quasi un piatto unico, soprattutto per il fatto che quando lo faccio, eccedo sempre con le dosi! :)

La Tièlla è una specialità gastronomica molto diffusa, con notevoli varianti, in svariate regioni d'Italia.

In alcune regioni la Tiella consiste in una sorta di focaccia dalle piccole dimensioni, generalmente farcita prima della cottura, anche utilizzata come pane, quando priva di farciture; in altre consiste di ingredienti disposti a strati nella pentola, senza la sfoglia di farina e acqua.
Le varianti della Tiella, a seconda della zona di provenienza, possono essere molto diverse, ma si suddividono fondamentalmente in Terra e Mare. La Tiella di Gaeta, ad esempio, è un piatto tipico, di antica tradizione, formato da due dischi di pasta lievitata farciti con pesce e/o verdure. Quella pugliese invece viene fatta con cozze, patate e riso. La Tiella Tarantina prevede anche le zucchine e quella campana (o quanto meno una delle sue versioni) la scarola e il baccalà.

A me piace molto la più semplice di queste, ovvero quella che mi è stata insegnata da alcuni parenti foggiani. Andiamo a vedere come viene realizzata. 

INGREDIENTI (regolatevi a seconda delle dimensioni della vostra teglia). 

- Pomodori, possibilmente adatti al sugo
- Cipolle di Tropea
- Patate (io uso quelle di Bologna Dop)
- Origano
- Sale
- Pepe nero
- Olio EVO
- Pecorino da grattugiare

Come prima cosa lavate, pelate e tagliate le patate a fette piuttosto spesse (almeno mezzo centimetro), poi mondate le cipolle e fate lo stesso anche con loro. 
Lavate e tagliate a fette anche i pomodori, usando lo stesso criterio. 

In un boule condite con le mani le patate, usando olio, sale, pepe nero e origano. 

In un altro boule fate lo stesso con le cipolle (stando attenti che le rondelle restino integre) e poi passate ai pomodori, tagliandoli sempre a fette belle spesse. 

A questo punto stendete un primo strato di cipolle nella teglia, una accanto all'altra. Procedete nello stesso modo con i pomodori e infine con le patate. Se vi avanzano ancora degli ingredienti, fate altri strati. 

Una volta riempita la teglia, versate un ulteriore filo d'olio e una spolverata d'origano, poi cospargete il tutto col pecorino grattugiato. 

Infornate a 200 gradi per circa 45 minuti, poi (controllando sempre lo stato di cottura) fatelo partire ventilato per gli ultimi 15 minuti, così da gratinare la superficie. 

Servitela ancora caldissima, magari accompagnata da formaggi o salumi. 

Semplice, buona e salutare, vi farà fare un figurone!

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

venerdì 15 dicembre 2017

Namasté - La mia bimba va alle medie!

15 dicembre 0 Comments

Bentrovati cari Naviganti,
quest'oggi torno a parlare di Namastè, l'Associazione Onlus che ha permesso a me e a mio marito di adottare a distanza la nostra meravigliosa bambina.
Per comodità, visto che per questioni di privacy preferisco non usare il suo vero nome, la chiamerò da ora in avanti come la chiamano amorevolmente in famiglia, ovvero MynaSi tratta di un piccolo uccellino della famiglia degli storni, nero/nocciola, dal becco giallo, monogamo e parecchio chiacchierone e socievole, numerosissimo in India e in particolare in Kerala. :)
A chi si fosse "messo in ascolto" solo ora, consiglio di fare un clic qua, qua e qua.
Spesso mi arrivano aggiornamenti sullo stato di salute e sulla vita di Myna e l'ultimo aggiornamento bello corposo è stato circa tre mesi fa (successivamente ho avuto altre notizie, ma più brevi).
Purtroppo la mia bimba soffre di asma, che peggiora nel periodo dei monsoni, ovvero il periodo "freddo", quando ci sono 30 gradi invece dei soliti 35/40 dei mesi più caldi.
Per fortuna è seguita molto bene e prende costantemente le sue medicine.
Per quanto riguarda la scuola, beh... mi sta dando grandissime soddisfazioni!

Nel secondo trimestre aveva tutti voti ottimi e agli esami finali addirittura eccellenti! Vedremo come se la caverà alle medie, che ha iniziato da giugno. Ora dovrà studiare due nuove materie: Hindi e Studi Sociali (una materia complessa, che comprende storia, geografia, educazione civica, economia e anche un po’ di politica). Si sta comunque ambientando bene, la sua impressione su compagni e insegnanti per il momento è ottima. La scuola è un po' lontana, così deve prendere lo scuolabus, che purtroppo ha un costo non indifferente. Mangia a scuola, in compagnia delle sue amiche e poi, se non è di turno per le pulizie, esce a giocare.

Nel tempo libero gioca col fratello e i bimbi del vicinato, si prende cura delle galline e dei
piccioni; ama molto gli animali, specialmente gli uccelli. La domenica aiuta nelle pulizie di casa. 

L'Associazione Namastè, nella lettera di aggiornamento afferma che il giorno più bello della sua vita è stato quando ha ricevuto il vestito, le scarpe e gli orecchini dalla sua famiglia adottiva, ha detto all'operatrice sociale che era la prima volta nella sua vita che riceveva un regalo da qualcuno! 



I giorni più tristi invece sono quelli in cui la mamma e la nonna litigano, lei detesta sentire le voci alterate e s'impressiona. Ogni giorno prega per la guarigione del padre, se il papà stesse bene e potesse tornare a lavorare con regolarità, la situazione familiare migliorerebbe e non ci sarebbero più facce scure...
Il padre continua a lavorare come manovale quando la salute glielo permette, assume i farmaci di cui ha bisogno e si tiene controllato, per prevenire, se possibile, le crisi. Il nonno sta pian piano riprendendosi dai suoi problemi, ma ancora non è in buona salute. La nonna va a svolgere le 100 giornate di lavori "socialmente utili" che vengono assegnate dal Comune alle famiglie sotto la soglia di povertà. Il fratello, a scuola, è arrivato alla settima classe, l'ultimo anno delle medie, il cugino invece  sta continuando l'Università. La mamma non lavora per prendersi cura del marito durante i periodi difficili, del nonno e della casa. Il padre in un mese riesce a guadagnare circa 6000 Rupie, che sono più o meno 80 Euro, ma non gli bastano per le sue spese mediche e quelle della famiglia. Il nonno ha la pensione di vecchiaia, 1000 Rupie, che non sono neppure 14 Euro, e la nonna ne guadagna circa 2400 (32 euro) svolgendo le 100 giornate per il Comune, ma i due anziani non riescono a contribuire alle spese della famiglia, dovendo utilizzare i pochi soldi per le loro necessità.

Il mio ex maestro delle elementari, che fa visita a Myna almeno un paio di volte l'anno, insieme all'Associazione Namastè, il giorno in cui è andato a trovarla l'ultima volta, mi ha scritto: 

"Oggi era il "Myna Day", il giorno in cui andiamo a far visita alla piccola che avete adottato. Come sempre è stato tutto carino. Myna è ancora più sorridente e tranquilla, meno timida, con il suo bel vestitino per l'occasione e il tuo ciondolo col cuoricino al collo. Era contentissima di vederci e vi saluta tanto. Le abbiamo dato i regali e raccontato la storia del peluche (una buffa scimmietta) che le hai regalato. Ci ha presentato la sua amica, che abita proprio di fronte e il suo meraviglioso gattino: me lo volevo portare via! C'era solo la mamma e la casa è sempre tutta in costruzione e sottosopra perché non hanno i soldi per continuare i lavori."


L'ultima donazione che io e mio marito abbiamo fatto alla famiglia di Myna, quindi, è servita a intonacare la stanza della bimba, che aveva i mattoni a vista. Piano piano aiuteremo lei e la sua famiglia a sistemare la piccola casetta. :)

Dopo questi aggiornamenti estivi, ci sono arrivate due lettere da Myna, correlate dai suoi  stupendi disegni tutti colorati. Eccoli qua: 



Ho scritto qualche giorno fa a Namastè, perché si avvicina il Natale (che la famiglia di Myna non penso festeggi, visto che è induista) e il compleanno del fratello della piccola. Vogliamo quindi fare qualche bel regalo sia a lei che al resto della famiglia. Ho chiesto consiglio all'associazione, perché vorrei comprare qualcosa che possa servire o, quanto meno, essere di gradimento, soprattutto riguardo il regalo per il compleanno del fratello di Myna e così abbiamo fatto! 
A Myna abbiamo preso un armadio per la cameretta (al momento il suo "armadio" è un cavo che passa attraverso la stanza, dove lei appoggia i vestiti) e suo fratello ci ha chiesto un anello d'oro. Lo so, sembra una richiesta strana, ma in India è normale. I gioielli d'oro sono un grande investimento per tutta la famiglia, molto più che da noi. Non è per vanto, che ha fatto questa richiesta, ma per una reale necessità. Oltre all'anello, gli abbiamo preso qualche vestito nuovo. Ora attendiamo che Fabio e Claudine si rechino in India, (ormai non manca molto) e che ci mandino, come sempre, le foto e il resoconto della loro visita. 
Non vediamo l'ora!!!

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