venerdì 20 ottobre 2017

Halloween Gluten Free

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Bentrovati carissimi Naviganti, fra una decina di giorni sarà Halloween, siete pronti per la cenetta a tema? No? Beh, lasciate che vi suggerisca qualcosa di sfizioso :)
Perdonate le foto, ma questa cena l'ho preparata diversi anni fa, quando non avevo ancora in mente di farci un post sul mio blog e per di più avevo un cellulare che scattava pessime foto. Infatti alcuni piatti mancano, come le dita di strega o l'antipasto. Beh, intanto vi suggerisco un primo, un secondo e un dolce. Meglio di nulla, no?

Iniziamo con il primo: Zuppa di porcini con occhi di ricotta e olive

Ingredienti per due persone:
  • Due patate piccole
  • Uno scalogno
  • Funghi porcini (secchi o freschi) a piacimento
  • Olio EVO
  • Pepe nero
  • Circa mezzo litro di brodo vegetale (senza glutine)
  • Una ricottina
  • Qualche oliva

Pelate le patate, tagliatele a cubetti e lessatele senza aggiungere sale, poi mettetele da parte a scolare. Pulite i funghi con un panno umido ed eliminate la parte terrosa del gambo, se invece usate quelli secchi, metteteli a bagno qualche ora prima, scolateli, sciacquateli con cura e gettate l'acqua dell'ammollo. A questo punto tritateli finemente. Tenete da parte anche loro. Quindi tritate finemente lo scalogno e appassitelo con un po' d’olio EVO. Unite allo scalogno i funghi e le patate e cuocete per una decina di minuti avendo cura di ricoprire tutto con il brodo. Bene, ora fate gli occhi. Con le mani (pulite!) formate delle palline di ricotta della dimensione di un bulbo oculare e posizionate al centro della sfera un'oliva tagliata a metà. Quando il brodo si sarà ritirato a dovere controllate la consistenza della zuppa. Se funghi e patate sono ancora troppo interi, frullate tutto fino a formare una crema liscia. Cercate di servirla caldissima con una spolverata di pepe nero e magari accompagnata da crostini di pane (senza glutine). Per un tocco più macabro, potete aggiungere della paprica alla ricotta, così da rendere gli occhi iniettati di sangue :)



Passiamo al secondo: Fonduta ai due Gorgonzola in zucca

Ingredienti per due persone:

  • Due zucche piccole non dolci
  • Gorgonzola piccante
  • Gorgonzola dolce
  • Latte intero
  • Sale
  • Pepe nero
  • Qualche mandorla

Eliminate la crosta ai due formaggi e metteteli in due boule di vetro distinti a riposare con il latte, per una ventina di minuti. Poi passate i formaggi in due casseruole e fate sciogliere tutto a fuoco dolcissimo. Nel frattempo lavate bene le zucche, tagliate la parte superiore con un coltello senza gettarla e svuotatele, ovviamente senza gettare la polpa della zucca. Infornate le due zucche (e la polpa) per circa 30 minuti a 200 gradi (non ventilato). Quando pronte, spegnete tutto e trasferite il formaggio fuso all'interno delle due zucche, facendo attenzione a non scottarvi. Una volta in tavola, se volete, potete poggiare le zucche su uno scalda vivande, così da mantenere la fonduta sempre liquida. Anche in questo caso preparate dei crostini (senza glutine) o delle fette di pane abbrustolito.
La polpa invece servitela ancora calda, con un filo d'olio, sale e pepe nero. Se volete fare i fighi, come Cracco, spolveratela di mandorle tritate.



Ed ecco il dolce! Ragni di cioccolato

Ingredienti per due persone:

  • Una ventina di biscotti al cioccolato senza glutine
  • Burro
  • Codette di cioccolato senza glutine (io non le ho trovate e ho usato quelle di zucchero)
  • Due rondelle di liquirizia (le zampe)
  • Alcune palline di zucchero per dolci senza glutine (saranno gli occhi)
  • Cioccolato nero (fondente o al latte, ma non bianco) senza glutine

Passate al mixer i biscotti al cioccolato fino a renderli una polvere fine. Sciogliete poi il burro a fuoco dolcissimo in un pentolino e una volta pronto, spegnete e unitelo ai biscotti tritati. Con le mani formate delle sfere grandi quanto una pallina da ping pong. Disponetele su un foglio di carta da forno. Sciogliete a bagno maria il cioccolato e versatelo sulle palline in modo omogeneo, poi, finché è ancora caldo, cospargete le palline di codette, così che restino attaccate al corpo del ragno. Tagliate le rondelle di liquirizia a pezzetti, (tutti lunghi uguale) e con l'aiuto di uno stecchino da denti, attaccateli lateralmente alle palline. Ovviamente 4 da un lato e 4 dall'altro, a simulare le zampe. Poi posizionate gli occhi.


Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

giovedì 12 ottobre 2017

InterView: Helsinki - Francesca

12 ottobre 0 Comments

Rieccomi di nuovo qua a parlarvi della mia meravigliosa e amatissima Finlandia! Quest'oggi ho il piacere di ospitare un'amante della Terra dei Mille Laghi che mi somiglia molto e che durante il suo primo viaggio in quel di Helsinki, ha toccato le mie stesse tappe (ostello compreso), la prima volta che ci misi piede, anche se nel mio caso era capodanno. Sto parlando della simpaticissima Francesca. L'intervista che Francesca mi ha gentilmente rilasciato è riuscita a commuovermi in un paio di punti in particolare, perché fa riferimento a due pensieri che ho avuto anche io. Ah, quasi dimenticavo. Tutti gli scatti che vedete in questo post, sono suoi :)

Andiamo a sentire cosa ci racconta! 

Ciao Francesca! Innanzitutto grazie per aver accettato di fare quattro chiacchiere con me :) Cominciamo con una domanda facile facile: Cosa ti ha portato in Finlandia?


Ciao! È un piacere per me parlare della mia esperienza in Finlandia con qualcuno che la ama quanto me. Dunque, parecchi anni fa ho conosciuto, grazie a una mia amica, la band HIM ed essendo già appassionata ai Nightwish ho cominciato a informarmi sulla Finlandia con video, foto, pagine facebook sulla cultura finnica, ecc... diventando una finnofila incurabile! Dopo anni passati a desiderare di vederla, a guardare foto sperando un giorno di riuscire a visitarla, come viaggio di maturità mi sono regalata questa esperienza.


"Eccomi. 

Sono a Casa."

Cosa ti ha colpito in modo particolare?

Ti dirò: era il mio primo viaggio così sola e lontanissima da casa. Il mio primo viaggio in aereo. Ero terrorizzata. Ma sapevo che in poche ore sarei arrivata a realizzare un sogno con le mie sole forze, perciò la felicità superava la paura.
Appena arrivai ricordo la zaffata di aria gelida che nonostante fosse la fine di agosto mi investì la schiena quando la hostess aprì il portellone dell aereo. 

Allora pensai "Eccomi. Sono a casa."
Pioveva e l'aereo atterrando aveva fatto aquaplaning. Eppure messi i piedi per terra, la Terra dei Mille Laghi mi ha curato l'anima dal lungo viaggio accogliendomi con un meraviglioso arcobaleno davanti all'areoporto di Vantaa. Scegliere la cosa che più mi ha colpita è una dura scelta. Ogni angolo che guardavo era una sorpresa, un "Oddio questo posto l'ho visto in una foto e ora ci sto davanti!"
Ricordo con molto piacere la meravigliosa isola di Suomenlinna, il rumore del mare in riva al porto, la serata dell'ecologia in cui davanti alla Piazza del Senato i finnici hanno saltato in gruppo su dei castelli fatti di cartone da riciclare, e io mi sono unita a loro. Ho visto persino un ragazzo vestito da pantera rosa in pieno centro!




Esattamente quali zone della Finlandia hai visitato e quanto è durato il tuo viaggio?

Ho visitato solo Helsinki purtroppo, il budget permetteva quello. Ma l'ho visitata in lungo e in largo quasi sempre a piedi. Anche se ammetto, mi sarebbe piaciuto vedere più natura e spazi incontaminati ma avrei dovuto uscire dalla città di parecchi chilometri. Il viaggio è durato una settimana ed è stata una delle più belle della mia vita. Un giorno, spero presto, conto di tornare e poter visitare anche Turku, Rovaniemi, Tampere, Porvoo, Oulu e altre città.

Che ne pensi della cucina finnica?

Ho avuto modo di assaggiare poco ma quel poco che ho assaggiato mi è piaciuto! Ho comprato qualcosina al mercato sul porto la mattina che ho preso il traghetto per Suomenlinna; pesce, alcune deliziose bacche di bosco tipiche, un paio di dolcetti e facendo spesa all'Alepa ho potuto provare vari prodotti in commercio tipici finlandesi. M'informo spesso sulle ricette finlandesi per provarle anche a casa e devo dire che mi fanno venire l'acquolina.



Hai avuto modo di interagire con la popolazione del posto? E se sì, che idea ti sei fatta dei finlandesi?

Certo che sì! Cosa posso dire? Non so se si descrivono burberi al resto del mondo o il resto del mondo li descrive tali per una sorta di protezione. Per dire: "Noi siamo qua, ai margini del mondo e se ci fingiamo un popolo cupo nessuno ci rompe le scatole".  A me sono sembrati persone così carine ed educate! Sono matti, questo sì... ogni sera se ne inventavano una e in centro succedeva sempre qualcosa di strambo, cosa che adoravo. 
Ho potuto interagire molto con il padre di Ville Valo (il cantante dei HIM), Kari Valo, proprietario del negozio Aikuisten Lelukauppa in centro a Helsinki. È stato davvero gentile, mi ha chiesto da dove arrivavo, quanto sarei rimasta, se mi trovavo bene in città e mi ha augurato una bella settimana e di tornare presto, abbiamo chiaccherato un po' e mi ha detto che il figlio era in città e mi ha pure fatto lo sconto sulla band merch regalandomi in aggiunta un paio di cartoline! Quando chiedevo informazioni gli autisti di autobus e tram erano molto disponibili e gentili. Addirittura, un barista al Corona Bar mi ha scambiata per finlandese e parlandomi in finnico mi ha avvisata che stava per piovere. Questo lo posso dire, sono precisi da far paura. Non si sentiva un tuono, era limpido, ma dopo 5 minuti è arrivato il diluvio!

Dove hai alloggiato e che soluzione hai scelto?

Come alloggio ho scelto l'Eurohostel, un ostello per ragazzi vicino al porto e al centro. Un posto veramente carino, belle camere spaziose, sauna, wifi, buffet a colazione e cucina comune per prepararsi il pranzo. I bagni sono comuni, ma veramente super puliti, (come del resto le strade e ogni cosa in quel paese) moderni e in perfette condizioni, come anche le camere. Il personale è molto gentile.



C'è qualcosa che ti ha colpito negativamente della Finlandia?

A parte i prezzi astronomici per qualsiasi cosa? So che il costo della vita è alto in rapporto al guadagno dei cittadini e sembrava tanto a me, che arrivavo da casa con gli spicci di una liceale fresca di maturità e ricca solo di voglia di viaggiare. Tra qualche anno, quando avrò da parte qualcosa in più, ci tornerò e mi concederó più cose, anche se per quel che potevo, non mi sono fatta mancare niente!

Ti è sembrata una città efficiente o c'è qualcosa che tu cambieresti?

I mezzi erano sempre puntuali, puliti e ben organizzati. Biglietterie, musei e locali lo stesso, con personale disponibile e cordiale. Le strade, come dicevo prima, pulitissime, con scoli appositi per l'acqua che liberano la strada velocemente durante la pioggia fitta, le persone attraversano solo sulle strisce e gli automobilisti lasciano passare i pedoni. Roba che in Italia te lo sogni! Un altro tipo di cultura e civiltà.
Ho avuto occasione di visitare vari quartieri in periferia come Munnkkiniemi; è un posto tranquillo con parchi puliti e pieni di bambini. Non cambierei nulla, dovremmo anzi prendere esempio da loro!




Hai sicuramente comprato qualche souvenir, ci confidi cosa ti sei portata a casa?

Possiamo pure dire che ho svaligiato qualche negozio per tentare di portarmi a casa un pezzo di Finlandia sapendo bene che lì ci avrei lasciato un pezzo di cuore. Ho comperato: la bandiera finalndese, un classico, nel mercatino sul porto. Una calamita, una palla di quelle con la neve con la Cattedrale Luterana all'interno, un giubbino in pelle, la maglia dell'Hard Rock Cafè di Helsinki, una maglia degli HIM e un pupazzo di un polipetto all'acquario.
Si, lo ammetto, sono tornata squattrinata in patria!



Lì non so perché, 

ma il mare fa un rumore diverso: 

canta.

Che consiglio daresti a chi decide di visitare la Finlandia per la prima volta?

Innanzitutto se ci andate d'estate preparatevi a piogge torrenziali e a un tempo che cambia almeno tre volte in una giornata, quindi guardaroba per ogni clima. Si noterà che siete turisti solo per il fatto che, ad agosto con dieci gradi, voi siete in giubbotto e loro in infradito. Se sapete bene l'inglese andate sul sicuro, loro lo parlano molto bene. Solo, prendetevi del tempo per stare in silenzio qualche minuto al porto e gustatevi il rumore del mare. Lì non so perché, ma il mare fa un rumore diverso: canta. Respirate a fondo l'aria e se siete appassionati come me di metal made in Finland, capirete da dove i finlandesi traggono ispirazione per le melodie.



Hai avuto modo di visitare qualche museo, galleria d'arte o pinacoteca?

Ho visitato i musei sull'isola fortezza di Suomenlinna, il museo dei giocattoli, le chiese, il museo di guerra. In centro ho visitato il museo di arte moderna pieno di opere particolari e fantasiose, il rettilario e l'acquario in periferia, la Cattedrale Luterana, che mi ha lasciata senza fiato per la sua semplicità, eleganza e bellezza senza tempo. Ho visto la famosa chiesa nella roccia, magica all'interno quanto particolare. La Cattedrale di Uspenski, con una vista meravigliosa su tutta la città, e la Piazza del Senato. Mi rammarico di non aver fatto in tempo a visitare il parco divertimenti di Linnanmaki e almeno una pasticceria Fazer!

Ci racconti un aneddoto divertente sul tuo soggiorno finlandese?

Sono partita da casa che c'erano 40 gradi. Arrivata a destinazione ero tutta convinta di farmi un bel bagno in mare facendo la coraggiosa nonostante la temperatura, dopotutto vedevo alcuni finnici in costume sul porto e ho pensato "Vabbe, posso farcela, oggi c è il sole anche caldo, quasi quasi mi butto." Arrivata sull isola di Suomenlinna, faccio un giro sugli scogli per godermi la vista del mare e quasi quasi cadevo molto sgraziatamente per via del muschio. Stati attenti si scivola da morire! Comunque... arrivata sulla spiaggetta, immergo una mano in acqua per verificare e.... la mano esce blu e gelata. E lì sono morte tutte le mie speranze di farmi un bagno. Mi sono limitata a stare seduta sulla sabbia a guardare il mare.


Ti sei goduta un po' di movida notturna? Che locali hai frequentato?

Non molto... diluviava davvero parecchio la sera e, avendo camminato molti chilometri a piedi di giorno, dopo cena ero distrutta.
Una sera sono stata al Corona Bar e al Tavastia, dove ho visto che la settimana seguente (i giorni in cui partivo) si sarebbero esibiti i 69eyes, che rabbia, io li adoro! Ho visitato l'Hard Rock Cafè e le feste che organizzavano nella piazza centrale, tra cui anche una parata con tanto di banda che sfilava! Devo dire però che oltre una certa ora la città diventa tranquillissima e silenziosa, quasi deserta.




Ecco il momento Marzullo. Fatti una domanda e... datti una risposta!

Se ti chiedessero di mollare tutto e partire per Helsinki domani, lo faresti?

Sì! Assolutamente sì. Di corsa. Ho già la valigia pronta! Mi manca troppo quella città, la sua atmosfera. Tutto. Ho fatto tantissime foto e le riguardo spesso quando sento troppo la mancanza di quella che mi piace chiamare " la mia seconda casa".

Ci salutiamo con un ultimo quesito! Se la Finlandia fosse:

Un colore: Decisamente azzurro.
Non so spiegare il perché. Forse il mare, i laghi o forse chiudendo gli occhi e respirando a pieni polmoni mi viene in mente l'azzurro quando penso a Helsinki.


Un sentimento: Dolce malinconia.
Non che la città sia malinconica, ma dopo tre anni non ha ancora smesso di mancarmi e ogni volta che dalla finestra entra uno spiffero d'aria fredda, soprattutto la sera, sorrido e penso alla mia amata Finlandia.


Un aggettivo: Familiare. 


Perché mentre ero là 
non mi sentivo né straniera né spaesata. 
Mi sentivo a Casa.

venerdì 6 ottobre 2017

Porca Vacca - David Duchovny

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Rieccomi insieme a voi a parlare, dopo un sacco di tempo, di libri! Dovete sapere che da poco ho acquistato un Kindle e sistemato quindi la mia libreria, regalando ad amici, colleghi e parenti, diversi libri ai quali non sono particolarmente legata (non alla copia cartacea, intendo). Quelli rimasti, li ho poi donati a un'associazione Onlus che vi consiglio caldamente. Si chiama Equi-Libristi. :)

Il libro di cui vorrei parlare oggi lo ha scritto il fascinosissimo Fox Mulder, ve lo ricordate? L'agente speciale dell'FBI che vuole credere nel paranormale e che con la sua bellissima collega Dana Scully indaga sui casi più strani che giungono al bureau, alla sezione X-files?



Beh, in pochi sanno che David Duchovny, ovvero l'interprete di Mulder, è anche uno scrittore (e musicista).  Ha esordito nel 2016 con il suo primo romanzo e io, fan di quest'uomo così eclettico dalla prima puntata di X-files nel lontano 1994, non ho saputo resistere e l'ho comprato. S'intitola Porca Vacca (Holy Cow) ed è la storia, simpaticissima, di una mucca da latte di nome Elsie Bovary, di un tacchino incapace di volare di nome Tom e di un maiale ebreo chiamato Shalom. 
Questa combriccola, come potete capire, è tutta un programma! Andiamo a leggere cosa dice la descrizione :)

--- Elsie Bovary è una mucca ed è felice di esserlo: passa lunghe, sonnolente giornate a mangiare, dormire e chiacchierare con la sua migliore amica Mallory.

"Tanta gente crede che le mucche non sappiano pensare. Pronto? C'è nessuno in casa? Anzi, permettetemi di riformulare: tanta gente crede che le mucche non sappiano pensare e che non provino emozioni. Ari-pronto? Io sono una mucca, e mi chiamo Elsie."

Una sera le due mucche guardano oltre il loro pascolo: mentre Mallory non fa che flirtare con i tori del vicinato, Elsie resta affascinata dalla fattoria. Attraverso la finestra vede la famiglia del fattore raccolta intorno a una luminosa Scatola-dio, che sta parlando di una cosa chiamata “allevamenti intensivi”: ed ecco che il mondo di Elsie viene scosso fino alle fondamenta. C’è un’unica soluzione: scappare verso un luogo migliore, più sicuro. In breve si forma la squadra: Elsie, Jerry, o meglio Shalom, scontroso maiale che legge la Torah e si è da poco convertito al giudaismo, e Tom, un amabile (almeno nella sua testa) tacchino che non sa volare, ma sa usare un iPhone col becco. Armati di passaporti rubati e camuffati da uomini, i tre si dirigono all’aeroporto e da lì verso la Terra Promessa, ma si sa: la cosa importante è il viaggio, non la destinazione. ---

Non fatevi ingannare! Il libro non vuole essere soltanto un'accusa verso gli allevamenti intensivi, di cui Duchovny parla infatti pochissimo, ma pretende di raccontare una storia, una favola, una fiaba moderna e anacronistica sulla speranza, l'amicizia e il rispetto. E' un libro che mi ha fatta ridere, ma anche riflettere e commuovere, adattissimo agli adulti così come ai bambini. Porca Vacca, narrato in prima persona dalla Mucca Elsie, vuole raccontare qualcosa di complesso, molto più complesso del "Non mangiate gli animali, perché provano sentimenti". 

Si tratta di un libro che si legge rapidamente, zeppo di momenti assurdi, scene grottesche e inverosimili (come quando il manipolo di animali si traveste da umani e passa il controllo in aeroporto), ma anche di "momenti serietà" che danno da pensare, portandoci a fare autocritica , sia riguardo il nostro comportamento nei confronti degli animali, sia nei nostri. 

Insomma, non è un libro denuncia, ma una bella favola da leggere ad alta voce.  


lunedì 25 settembre 2017

'A frittatin''e maccarun' Napoletana Gluten Free

25 settembre 0 Comments

Adoro i piatti svuota frigo! 

Ho una vera e propria passione per questo tipo di cucina povera e la preferisco di gran lunga a piatti raffinati, ricercati e costosissimi. Trovo che i piatti realizzati col preciso scopo di "non buttar via niente", nel pieno rispetto quindi degli ingredienti, siano i più buoni in assoluto. Motivo per cui rispetto moltissimo lo Chef Bottura e prendo in giro amabilmente altri Chef famosi come Cracco, Barbieri e Cannavacciuolo. Bravissimi e rispettosi della materia prima anche loro, ma decisamente meno impegnati di Bottura su questo fronte del recupero degli scarti.

Come il Ramen o l'Okonomiyaki giapponese (di cui parlerò più avanti), la Panzanella toscana (lo so, la fanno anche altrove), la Ratatouille provenzale, i Canederli Altoatesini e per l'appunto quella che noi al nord conosciamo come mattonella di pasta napoletana, ma a Napoli guai a chiamarla così, nessuno capirebbe di cosa state parlando. Lì, il napoletano DOC, prima di mangiarsi una bella pizza come solo loro al mondo sanno fare, è solito farsi venire appetito con 'A frittatin''e maccarun'

I maccheroni, al sud, un tempo indicavano qualsiasi tipo di pasta lunga e comoda da mangiare a passeggio con le mani. Ad esempio, una delle mie paste preferite (ziti a parte che adoro e che qua, mannaggia, non si trovano) sono i Maccheroncini di Campofilone, che altri chiamerebbero addirittura capelli d'angelo.

Per chiarire, quanto meno da Bologna in su, i maccheroni sono questi: 
Ma quelli di Campofilone sono questi: 
Visto che ogni pizzeria, ristorante e friggitoria a Napoli ha una sua ricetta personale, vi racconterò la mia che, da quel che ho letto in giro, non si discosta poi moltissimo da quelle che si trovano fra le strade di quella meravigliosa città che porto costantemente nel cuore, quasi fosse parte di un passato che non ricordo più, ma di cui ho una tremenda nostalgia.

Per il napoletano verace è un sacrilegio, lo so e chiedo umilmente perdono, ma io ho preferito alleggerire la già caloricissima pietanza, evitando la frittura e cuocendo le frittatine di maccheroni in forno. 

Una premessa fondamentale: Questo piatto richiederebbe tante ore di preparazione, visto che per molto tempo la pasta deve riposare in frigo, quindi armatevi di santa pazienza e preparatelo al mattino o all'ora di pranzo, per mangiarlo la sera. Va bene persino preparlarle il giorno prima e cuocerle il giorno dopo. Le scuole di pensiero in questo senso sono infinite, così, personalmente, ho deciso di fare di testa mia e ho lasciato riposare la pasta tutta la notte. 

Nella foto ho dimenticato il Parmigiano Reggiano, ops!
Due frittatine saziano già parecchio, con tre avrete sicuramente cenato, quindi prendete questa ricetta come un piatto unico per 4 persone. 

Ingredienti per 12 Frittatine di Maccheroni: 

  • 250 gr. di bucatini senza glutine
  • 120 gr. di prosciutto cotto a dadini senza glutine 
  • 100 gr. di piselli freschi bio
  • 1 mozzarella, possibilmente fiordilatte bio
  • Besciamella (fatta a mano) q.b.
  • Pepe nero
  • 4 cucchiai di Parmigiano Reggiano
  • Abbondante pangrattato senza glutine per impanare
  • Sale, grosso e fino
  • Una cipolla piccola
  • Olio di semi per friggere (oppure, come me, potete cuocerle in forno)

Spezzate grossolamente con le mani i bucatini e teneteli da parte. Mettete sul fuoco l'acqua per la pasta. Una volta che inizia a bollire, salatela e buttate i bucatini. Spegnete la fiamma un paio di minuti prima della cottura e conditeli con un filo d'olio, così che non si attacchino facendo il famoso "mappazzone". 



Mentre attendete che cuocia la pasta, affettate la cipolla molto sottile e fatela stufare in una padella con un filino d'olio e un pelino d'acqua di cottura della pasta. Poi unite i piselli. Lasciate cuocere il tempo necessario affinché diventino morbidi. 



Riducete a dadini una mozzarella e lasciatela sulla carta da cucina per farle perdere la maggior parte del liquido. 



Nel caso non abbiate la besciamella pronta, questo è il momento di farla. 

Ingredienti per la besciamella: 

  • 500 ml di latte
  • 50 grammi di farina senza glutine
  • 50 grammi di burro
  • Sale
  • Noce moscata

In un primo pentolino mettete a scaldare il latte a fiamma bassa, facendo attenzione che non arrivi al punto di ebollizione. In un secondo pentolino fate sciogliere il burro con la fiamma al minimo. Una volta fuso, spegnete e aggiungete la farina molto lentamente, mescolando di continuo con una frusta. 
A questo punto unite il composto burro/farina al latte, mescolando continuamente per impedire la formazione di grumi. E' necessario mescolare ancora fino al raggiungimento della consistenza desiderata; Più densa per i ripieni, più lenta per i condimenti. Se siete intolleranti al lattosio, sostituite il latte con il brodo, vi assicuro che viene comunque buonissima. Grattugiate un po' di noce moscata e un pizzico di sale.



Bene, ora che abbiamo scolato e condito con un filino d'olio la pasta, uniamo nello stesso boule anche i piselli (che si saranno intiepiditi), il prosciutto cotto, la mozzarella asciugata dal suo liquido di governo e il parmigiano. Mescoliamo bene, pepiamo, e disponiamo in una teglia antiaderente (o leggermente oliata), il nostro composto. Livellatelo, premete, compattate tutto fino a formare una grande mattonella di circa 3 cm di altezza. La teglia deve essere quindi bassa e rettangolare. 



Questo è il momento di riporre la teglia in frigo, coperta con la pellicola da cucina, per almeno tre ore. Io l'ho tenuta 24 ore.
Tirate fuori dal frigo la teglia e con un coltello, o un taglia pizza, ricavate 12 mattonelle quadrate. 
Con un composto di acqua e farina, preparate la pastella. 

Ingredienti per la pastella: 

  • 400 ml. di acqua (per la farina normale bastano 300 ml.)
  • 300 gr. di farina senza glutine



Passate le mattonelle nella pastella e poi nel pangrattato. 
Riponetele nuovamente in frigo per altre due ore. 

Una volta pronte, potete impanarle una seconda volta (io ho preferito una singola impanatura) e poi potete friggerle in abbondante olio di semi o cuocerle al forno come ho fatto io. Nel caso usiate il forno, ricordatevi di metterlo statico, a 200 gradi per almeno 30 minuti. Usate una leccarda con la carta da forno e voltatele una sola volta a metà cottura. 

Che ne dite? Secondo me, sono eccezionali anche in forno! 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

domenica 17 settembre 2017

InterView: Helsinki - Graziella

17 settembre 0 Comments

Bentrovati cari Naviganti! Oggi torniamo a parlare di Finlandia insieme a Graziella, un ospite del mio blog che come molti altri conosce e ama questa bellissima terra! 
Graziella mi ha donato un pochino del suo tempo e di questo la ringrazio moltissimo. Purtroppo non sono in possesso di scatti fatti da lei, così correderò questo post con fotografie mie. Andiamo a sentire cosa ci racconta.


Come mai hai scelto la Finlandia, meta ancora non così turistica e inflazionata?

Non ho scelto io la Finlandia ma è stata la Finlandia a scegliere me, dal momento che mio figlio ha sposato una ragazza finlandese.


So che ci sei stata diverse volte, sia d'inverno che d'estate. Ci racconti le impressioni avute dalle due diverse stagioni?

Bella e fresca d'estate, come piace a me. L'inverno è molto suggestivo con la neve e le luci che illuminano i paesi.

Cosa ti ha colpito di più in assoluto? E cosa ti è piaciuto meno?

La vita si svolge in assoluto silenzio, manca il chiasso dei bimbi al parco e tutto ciò che è vita, questo mi ha colpito. Da ammirare le strade pulite,  l'ordine e come funzionano bene i mezzi pubblici.

Oltre a Helsinki hai visitato altre città?

Ho visitato anche Valkeakoski, Porvoo e altri paesini vicini.

Parliamo di cibo: cosa hai potuto assaggiare? Ti è piaciuto tutto o hai trovato qualche alimento dal gusto particolare e non adatto al palato di noi italiani?

Ho assaggiato un po' di tutto e ho anche gradito le varie zuppe, il salmone, l'alce e le patate che si mangiano per Juhannus. La renna non è tanto di mio gradimento, però.

Una tipica bancarella alla festa di Juhannus.

Immagino tu abbia comprato qualcosa da portare a casa, quali souvenir hai messo in valigia?

Come souvenir? I soliti oggettini che si trovano; calamite, apribottiglie con il corno di renna e una cosa che forse pochi italiani comprano... la macchina per il caffè finlandese! Anche da Iittala ho preso qualcosa.

Che idea ti sei fatta della popolazione finlandese?

Simpatici, accoglienti e gentili i finlandesi che conosco, gli altri non saprei.

Dal punto di vista dell'organizzazione, la città secondo te funziona o c'è qualcosa che cambieresti?

Funziona tutto e anche bene... noi siamo indietro anni luce rispetto a loro.

Quando l'hai vista la prima volta, ha rispettato le tue aspettative o te l'immaginavi diversa?

La immaginavo così: boschi, laghi e tanto, tanto verde.

Un consiglio da dare a chi va in Finlandia la prima volta?

Non portatevi ciabatte, in casa si cammina scalzi!



lunedì 11 settembre 2017

Piccolo spazio pubblicità

11 settembre 0 Comments

Come diceva il buon Vasco Rossi, questo post è un piccolo spazio pubblicità! :)

Ci tenevo a farvi sapere che ho aperto un nuovo gruppo su Facebook inerente una delle mie passioni, ovvero la Natura. Si tratta di un gruppo dove parleremo del Regno Animale in ogni sua sfaccettatura. Creature pericolose,  misteriose, coccolose, velenose e straordinarie.
Su Fascination of Nature - Animali Fantastici potrete scoprire le meraviglie di Madre Natura, dai mammiferi agli insetti. In questo gruppo si parla di tutto ciò che vive e respira, (umani a parte) e di tutto quello che il grandioso Regno Animale racchiude. Avete fotografato una bestiola e non sapete di cosa si tratta? Postatela e vi aiuteremo a riconoscerla.




Mentre invece vi ricordo che, se amate la Finlandia quanto me, c'è sempre la mia pagina Facebook Helsinki Kiitos pronta lì ad aspettarvi! Parleremo di Helsinki, della Finlandia, della Lapponia, di Babbo Natale, dell'aurora boreale e molto, molto altro! 


Come dite? Della natura non vi importa un fico secco e della Finlandia men che meno? Beh, allora il posto che fa per voi è Bad Destiny! La pagina Facebook dedicata agli amanti di Star Wars e del bellissimo gioco di carte collezionabili Destiny che sta spopolando in tutto il mondo! 




Non sapete giocare!? Nessun problema, abbiamo una soluzione per tutto. Ecco qua il nostro canale YouTube con tutorial, demo, commenti sulle carte e partite amichevoli o finali dei più importanti tornei. Gianluigi vi spiegherà per filo e per segno come giocare e divertirsi al massimo insieme a Rey, Finn, Luke, Kylo Ren e tutti gli altri personaggi dell'universo Star Wars. 

sabato 9 settembre 2017

Torta Salata agli Asparagi, Porro e Ricotta Gluten Free

09 settembre 0 Comments

Bentrovati cari Naviganti! 
Ultimamente parlo spesso di cucina, non è vero? Sarà colpa della bella stagione che mi fa venire voglia di cucinare! 
Tranquilli, tornerò a parlare anche di libri, viaggi e miniaturismo. Non disperate! 

Oggi vado a raccontarvi una Torta Salata agli Asparagi, Porro e Ricotta Gluten Free, che ho fatto al marito a fine aprile, quando ancora dal mio spacciatore di fiducia (ricordate?) si trovano ottimi asparagi a chilometro zero. Andiamo a vedere come l'ho realizzata! 

Ingredienti (per una tortiera da 24 cm A CERNIERA):
  • 400 grammi di ricotta freschissima 
  • 3 uova medie biologiche
  • 1 porro
  • Zenzero fresco
  • Prosciutto cotto tagliato a dadini senza glutine
  • 500 grammi di asparagi verdi (sottili o meno non ha importanza)
  • 1 rotolo di pasta sfoglia senza glutine
  • Parmigiano Reggiano grattugiato
  • Un pizzico di curry (mi raccomando, controllate che sia senza glutine)
  • Un pizzico di curcuma
  • Sale
  • Pepe nero
  • Olio Evo
Come prima cosa andiamo a pulire molto bene gli asparagi. Teniamo le teste da parte ed eliminiamo la parte dura e coriacea in fondo al gambo. 


Tagliamo a piccoli pezzettini gli asparagi e bolliamoli per il tempo necessario (circa quindici, venti minuti).  A questo punto andiamo a scaldare in una padella antiaderente un filo d'olio Evo e dopo aver lavato, pulito e tagliato a rondelle sottili il porro, facciamolo imbiondire insieme a una generosa grattugiata di zenzero fresco. 


Quando il porro è pronto, scoliamo gli asparagi senza gettare l'acqua di cottura e buttiamoli nella padella insieme alle teste. Condiamo con sale, pepe nero, il pizzico di curry (senza glutine) e la curcuma. Uniamo un mestolo scarso dell'acqua di cottura degli asparagi e copriamo con un coperchio, possibilmente di vetro. Abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere finché le teste degli asparagi non saranno pronte. Una volta cotte, tenete da parte qualche testa per la decorazione finale.



A questo punto possiamo procedere a fare la farcia. 

In un boule mettete la ricotta, il Parmigiano Reggiano, le tre uova e il prosciutto cotto a dadini. Mescolate e quando gli asparagi sono pronti, spegnete la fiamma, attendete che intiepidiscano e uniteli al composto. Mescolate ancora e lasciate riposare dieci minuti.


Nel frattempo foderate la teglia con la carta da forno precedentemente bagnata e strizzata bene. Adagiate al suo interno la pasta sfoglia senza glutine e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta. 


A questo punto versate la farcia nella tortiera dopo averla assaggiata e, nel caso, corretta di sale, livellatela con il dorso di un cucchiaio e spolveratela di Parmigiano Reggiano. Ripiegate verso l'interno i lembi di pasta sfoglia rimasti scoperti e poggiate sulla torta alcune teste di asparago. 

Cospergete ancora con una seconda generosa dose di Parmigiano e infornatela a 200 gradi non ventilati per circa 35/40 minuti. Fate sempre la prova dello stecchino, prima sfornare. Se vedete che la superficie della vostra torta si sta scurendo troppo (o se lo sapete in anticipo perché conoscete bene il vostro forno), coprite la torta con della carta stagnola e scopritela solo gli ultimi dieci minuti di cottura. 



La torta si mantiene benissimo per circa 3 giorni. E' buona sia fredda che calda e se avete ospiti a cena e volete fare i fighi, introducete nella farcia (immergendole proprio e nascondendole alla vista) due uova sode, precedentemente sgusciate, salate e pepate. Quando i vostri ospiti taglieranno una fetta di torta, rimarranno stupiti :)

sabato 2 settembre 2017

Listography # 44 - Top 5 Great First Date Ideas for Me

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Le cinque migliori idee per un primo appuntamento. 

Torno dopo mesi e mesi, e ancora mesi, con un post dedicato all'etichetta Listography, o come li chiamo io "filler", ovvero quei post riempitivi utili fra un post impegnativo e l'altro. Oggi il tema tratta delle cinque migliori idee avute per un primo appuntamento. 
Non che io abbia mai avuto moltissimi primi appuntamenti, ma qualcuno lo ricordo. 

1 - In ordine cronologico mi torna in mente il mio primo appuntamento al buio. Me lo ricordo perché ancora ci rido. Parliamo del periodo Cretaceo, ovvero quando andavo ancora alle superiori. Non ho idea del perché m'infilai in una situazione simile, ma lo feci. Ci trovammo davanti al Mc Donald's, in pieno centro. Ci eravamo sentiti solo al telefono (nemmeno mi ricordo come nacque tutta la faccenda) e non ricordo neppure il suo nome. Ricordo però che mi disse "sono alto, biondo e ho gli occhi azzurri. Indosserò una felpa (blu? Boh... ) e avrò uno zaino Invicta in spalla". 
Lo aspettai qualche minuto sotto al portico del Mc Donald's, poi vidi arrivare un ragazzo identico alla sua descrizione. Ovviamente era davvero carino... e, manco a dirlo, non era lui. Mentre ero lì che rimiravo quello stinco di manzo immaginando già il giorno delle nostre nozze e il visetto dei nostri tre splendidi bambini, una mano battè sulla mia spalla. 

Toc Toc. 

Mi voltai e vidi il mio appuntamento al buio. 

Non aveva affatto mentito, ci tengo a dirlo. Era davvero alto, davvero biondo, e aveva davvero gli occhi azzurri, una felpa blu e lo zaino Invicta. Peccato che si era dimenticato di parlarmi dei denti storti, degli occhiali da vista spessi come un fondo di bottiglia, dell'acne portentosa e dei trenta chili di troppo. Ci volle tutto il mio tatto e tutta la mia pazienza per dirgli di no, perché continuò a tempestarmi di chiamate e inviti fuori. Non fu nemmeno tanto l'aspetto fisico a farmi scappare, alla fine, quanto il carattere appiccicaticcio ed estrememente noioso e logorroico che dimostrò nelle telefonate successive. Un ragazzo di una noia mortale. Lo avrei mandato a spendere anche fosse stato il famoso stinco di manzo. :)

Certo, non è una delle cinque migliori idee per un primo appuntamento, ma dovevo raccontarla proprio per mettervi in guardia sugli appuntamenti al buio. Sono una pessima idea, soprattutto di questi tempi! 

2 - Un altro primo appuntamento che ricordo bene, fu col mio primo e unico colpo di fulmine. Ve la faccio breve perché non voglio ammorbarvi gli zebedei. 
Persi la testa a prima vista e decisi che con quel ragazzo dovevo assolutamente uscire, così feci una cosa che non è da me e lo invitai a cena fuori, facendo io la prima mossa. Roba da matti, ve lo assicuro. Contrariamente a tutte le mie aspettative, il ragazzo accettò. 
Ci frequentammo qualche mese, poi però la storia finì. Tornando alla "migliore idea", posso dirvi che lo portai in un'osteria minuscola e tremendamente romantica, con tanto di caminetto acceso accanto al nostro tavolino. Cenammo a lume di candela a suon di panini e birra e poi andammo sui colli a veder le stelle con altre due birrette prêt-à-porter. Non accadde una mazza quella stessa sera, se ve lo state chiedendo, ma io ero comunque la ragazza più felice di tutta la città :)  

3 - Non è stato un primo appuntamento, ma comunque mi è rimasto impresso per il romanticismo della situazione. Qua siamo nel Pleistocene e all'epoca uscivo con un ragazzo nato in Bolivia, ma residente in Italia da sempre. Mi piaceva molto, devo dire, ma non ne ero innamorata e lui lo sapeva. La notte di capodanno, che non sto qua a raccontarvi, mi ritrovai da sola con lui in sella al suo scooter perché i programmi della serata andarono a monte. Beh, allo scoccare della mezzanotte, fermò inaspettatamente lo scooter, scese, aprì il sottosella e ne trasse una bottiglia di spumante e due calici di vetro. Rimasi senza fiato. Mi disse che subodorava il pacco che ci avrebbero tirato gli amici e così aveva pensato a un'alternativa per festeggiare comunque il capodanno insieme. Devo ammettere che lui era davvero un campione di romanticismo.

4 - E' arrivato il momento di parlare del mio immenso e meraviglioso marito. Uscimmo inizialmente da amici molte volte, quindi sarò sincera nel dire che il vero e proprio primo appuntamento non lo ricordo. Le cose crebbero col tempo e non ci fu un vero invito a cena, o qualcosa di simile. Ricordo però due momenti bellissimi. 

Il primo, quando ancora non stavamo insieme, riguarda una cenetta a casa sua. Casa appena comprata, ancora in fase di ristrutturazione e completamente vuota con tanto di eco che rimbombava a ogni nostra parola. Mangiammo mezza pizza a testa, su un tavolo raffazzonato che gli avevano dato in prestito. Seduti su due sedie sbilenche, nella sua sala da pranzo completamente spoglia, parlammo per ore di un mucchio di cose. Di lui, di me, delle nostre passioni e... dei giochi di ruolo alla Dungon's and Dragons! Mi raccontò la trama di un gioco inventato da lui a tema Star Wars e io rimasi affascinata dal modo in cui raccontava così bene quella storia. E' un oratore fantastico, il mio maritino. Fu una serata magica. 

5 - L'appuntamento più bello in assoluto però, fu quando andammo a Montebello, in provincia di Rimini, a visitare la rocca malatestiana e a fare un saluto allo spirito della piccola Guendalina (Azzurrina, per i più). 
Mangiammo da Pacini, passeggiammo per il piccolo borgo e lì, ci mettemmo insieme ufficialmente. Era il 27 febbraio del 2006. Sul camminamento degli armigeri, espressi un desiderio e quel desiderio poi si avverò. Tredici mesi dopo ci sposammo e quest'anno abbiamo fatto i nostri primi dieci anni di matrimonio. Ho vinto al superenalotto, sposando quest'uomo e io sono la donna più fortunata del mondo. :)

Koti on siella missä sydämesi on