Visualizzazione post con etichetta Gluten Free. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gluten Free. Mostra tutti i post

domenica 21 aprile 2019

Colomba di Pasqua Gluten Free

21 aprile 0 Comments

Buona Pasqua a tutti quanti!

Rieccomi qua, cari Naviganti, a parlare di un dolce tradizionale di Pasqua! La Colomba. Come sapete, mio marito è celiaco, pertanto le colombe artigianali se le è dovute dimenticare, ma io, che non demordo mai, ho tentato di farla a casa, in versione gluten free.

Il risultato non è affatto male, quindi voglio condividere con voi questa mia ultima fatica!

Prima però, vediamo un pochino la storia di questo dolce, riportata da Wikipedia. :)

Con Colomba pasquale si indica comunemente il dolce inventato in Lombardia negli anni trenta del 1900 dalla Motta e poi diventata quella commercialmente più diffusa in tutta Italia. Fu Dino Villani, direttore pubblicità della ditta milanese Motta, già celebre per i suoi panettoni natalizi, che per sfruttare gli stessi macchinari e la stessa pasta, ideò un dolce simile al Panettone, ma destinato alle solennità della Pasqua. La ricetta poi venne ripresa da Angelo Vergani che nel 1944 fondò la Vergani srl, azienda di Milano che ancora oggi produce colombe.
Da allora la Colomba pasquale si diffuse sulle tavole di tutti gli italiani, e anche ben oltre i confini dell'Italia. L'impasto originale, a base di farina, burro, uova, zucchero e buccia d'arancia candita, con una ricca glassatura alle mandorle, ha successivamente assunto varie forme e varianti.
Vi sono leggende che vorrebbero far risalire questo dolce pasquale in epoca longobarda, addirittura al re longobardo Alboino che durante l'assedio di Pavia (metà VI secolo) si vide offrire, in segno di pace, un pan dolce a forma di Colomba. Un'altra leggenda vuole la Colomba pasquale legata alla regina longobarda Teodolinda e il santo abate irlandese San Colombano. La leggenda vuole che San Colombano al suo arrivo in città, attorno al 612 venisse ricevuto dai sovrani longobardi e invitato con i suoi monaci a un sontuoso pranzo. Gli furono servite numerose vivande con molta selvaggina rosolata, ma Colombano e i suoi, benché non fosse di venerdì, rifiutarono quelle carni troppo ricche servite in un periodo di penitenza quale quello quaresimale. La regina Teodolinda si offese non capendo, ma l'abate superò con diplomazia l'incresciosa situazione affermando che essi avrebbero consumato le carni solo dopo averle benedette. Colombano alzò la mano destra in segno di croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane, bianche come le loro tuniche monastiche. Il prodigio colpì molto la regina che comprese la santità dell'abate e decise di donare il territorio di Bobbio dove nacque l'Abbazia di San Colombano. La Colomba bianca è anche il simbolo iconografico del Santo ed è sempre raffigurata sulla sua spalla.


Bene, andiamo ora a vedere come ho realizzato la mia Colomba Gluten Free.


INGREDIENTI PER UNO STAMPO DA 750 gr:  
  • 350 gr. di farina gluten free
  • 3 uova Bio
  • 200 gr. di zucchero
  • 1 bustina di lievito gluten free
  • 200 ml. di latte senza lattosio
  • 100 gr. di burro senza lattosio
  • 100 gr. di gocce di cioccolato gluten free
  • 1 fialetta di aroma al Rum gluten free (o, se l'avete, un bicchierino di vero Rum)
  • 1 arancia Bio
  • 1 limone Bio
  • Una manciata di mandorle pelate
  • Se vi piacciono, una manciata di canditi gluten free
  • Zuccherini o codette di zucchero colorate (io non ho trovato gli zuccherini)
  • Uno stampo per dolci da 750 gr. Io non l'ho trovato a forma di colomba, così l'ho fatta a forma di cuore :)


Come prima cosa, separate i tuorli dagli albumi, poi fate sciogliere a bagnomaria, o nel microonde per qualche secondo, il burro.

Montate a neve gli albumi, e mi raccomando niente sale! E' una bufala dura a morire, ma continuerò a battermi per la verità scientifica, ovvero che il pizzico di sale non farà altro che rovinarvi tutto il lavoro. 

Riponete in frigo le uova montate a neve, mentre con lo sbattitore montate i tuorli con lo zucchero, la scorza del limone grattugiata, la scorza d’arancia, il burro e metà dose di latte. Il composto dovrà sembrare una sorta di crema liscia.
A questo punto unite un po' per volta la farina e il rimanente latte a filo e continuate a mescolare. Infine aggiungete il lievito e le gocce di cioccolato. Mescolate con una frusta. Unite gli albumi montati a neve e mescolate dal basso verso l’alto molto delicatamente, altrimenti vi si smonterà tutto.

Accendete il forno a 160 gradi.
Siamo pronti per imburrare e infarinare lo stampo. Versate la farcia e livellatela con una spatola, (date qualche colpetto con la mano sul fondo, così da eliminare eventuali bolle d'aria) poi decorate la superficie con mandorle e zuccherini.
Infornate, in modo statico, per 60 minuti. Come sempre, terminati i 60 minuti, fate la prova con la punta di un coltello o uno stecchino, per verificare la cottura. Nel caso non sia ancora pronta, ma si stia scurendo troppo velocemente sulla superficie, copritela con un foglio di alluminio forellato. Non c'è bisogno di rimboccarla, basta coprirla.
Sfornate e lasciatela raffreddare.

Certo, non raggiunge la sofficità delle colombe industriali o di quelle dei grandi maestri di pasticceria, ma vi assicuro che è molto buona e morbida, perfetta per essere inzuppata nel Vin Santo il giorno di Pasqua o nel latte la mattina successiva :) 

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

sabato 6 aprile 2019

Pastiera "napoletana" Gluten Free

06 aprile 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti!

Come dite? Perché ho virgolettato la parola napoletana? Beh, per due motivi. 
- Il primo è che si tratta della versione Gluten Free, quindi come è ovvio, non può essere la vera pastiera napoletana. 
- Il secondo è palese: l'ho fatta io, ergo: come può essere napoletana!? :)

Ho però cercato di avvicinarmi il più possibile alla ricetta originale e, devo dire, sono molto soddisfatta del risultato; la mia Pastiera ha riscosso un grande successo fra marito, amici, colleghi e parenti, persino napoletani. 
Prima di tutto, per la frolla, ho usato la ricetta e il procedimento del Maestro Iginio Massari e per la farcia ho seguito le dritte di un pasticcere napoletano esperto proprio di Pastiera :) In entrambi i casi, ho autonomamente modificato qualcosa per rendere il dolce senza glutine.
Prima di scoprire come l'ho realizzata, però, vi racconto qualche aneddoto di questo famosissimo e sacro dolce partenopeo.
La Pastiera Napoletana è un dolce della cucina campana tipico del periodo pasquale.
La leggenda, che vuole la sirena Partenope creatrice di questa delizia, deriva probabilmente dalle feste pagane e dalle offerte votive del periodo primaverile. In particolare la leggenda è probabilmente legata al culto di Cerere le cui sacerdotesse portavano in processione l'uovo, simbolo di rinascita che passò nella tradizione cristiana. La ricetta attuale fu perfezionata proprio nei conventi e divennero celebri quelle delle suore del convento di San Gregorio Armeno.
Esiste anche una leggenda più "reale" che narra di alcuni pescatori che, a causa dell'improvviso maltempo, erano rimasti in balia delle onde per un giorno e una notte. Una volta riusciti a rientrare a terra, a chi domandasse loro come avevano potuto resistere in mare così tanto tempo, risposero che avevano potuto mangiare la Pasta di Ieri, fatta con ricotta, uova, grano ed aromi. Per questo motivo la Pastiera iniziò ad essere simbolo di rinascita, oltre che per gli ingredienti, perché aveva dato una seconda vita a questi quattro pescatori. Fu inventata nel XVI secolo.
La Pastiera è una torta di pasta frolla farcita con un impasto a base di ricotta, frutta candita, zucchero, uova e grano bollito nel latte. La pasta è croccante mentre il ripieno è morbido. Il colore è giallo oro molto intenso. Il profumo e il sapore cambiano a seconda delle spezie e degli aromi utilizzati durante la preparazione. Nella ricetta classica gli aromi utilizzati sono cannella, canditi, scorze d'arancia, vaniglia e acqua di fiori d'arancio. 
Le massaie partenopee la preparano di solito il giovedì santo, il venerdì santo o il sabato santo ma ormai è presente tutto l'anno nelle migliori pasticcerie napoletane.
Oramai la Pastiera si consuma in ogni evento familiare, visto che in commercio si trovano molti ingredienti per farla più velocemente, in particolare il grano cotto.
Bene, ora andiamo a vedere come ho realizzato la mia personale Pastiera. Vi avverto subito che, per quanto non sia difficilissima da fare, richiede due giorni di preparazione. Andrebbe mangiata il terzo giorno, quindi è molto lunga da preparare.



INGREDIENTI PER UNA PASTIERA DI 24 CM. 

PER LA FROLLA: 

  • 200 gr. di ottimo burro morbido
  • 120 gr. di zucchero a velo di canna
  • 30 gr. di miele d'acacia
  • 60 gr. di tuorli (sono circa 4 uova medie) BIO
  • 2 gr. di sale fino
  • 1 baccello di vaniglia
  • La scorza di mezzo limone grattugiato non trattato e BIO
  • 333 gr. di farina senza glutine
Consiglio di prepararla il giorno prima e tenerla in frigo a riposare. 


PER LA FARCIA:
  • 100 gr. di grano saraceno in chicchi
  • 300 gr. di ricotta di pecora
  • 130 gr. di zucchero bianco
  • La scorza di mezzo limone grattugiato non trattato e BIO
  • La scorza di un'arancia grattugiata non trattata e BIO
  • 1 baccello di vaniglia
  • 50 ml di Acqua ai fiori d'arancio (NON la fialetta di aroma per dolci)
  • 50 gr. di arancia candita gluten free
  • 50 gr. di cedro candito gluten free
  • 1 pizzico di sale
  • 2 uova medie BIO (separate i tuorli dagli albumi!)
  • Mezzo litro di latte intero
  • La punta di un cucchiaino di cannella
  • Zucchero a velo per la decorazione finale (opzionale)
Nel filtro per tè, ci sono un paio di stecche di cannella (non l'avevo in polvere)
PROCEDIMENTO PER LA FROLLA (da fare il giorno prima):

Togliete dal frigo il burro un quarto d'ora prima e tagliatelo a piccoli cubetti. In una planetaria (o col Bimby o, volendo, anche a mano) unite il burro, il miele e lo zucchero a velo di canna. Impastate a bassa rotazione per pochissimo, giusto il tempo che il burro si unisca allo zucchero. Sbattete con una forchetta i due tuorli con il sale, così che si sciolgano un po'. Incidete per il lungo la bacca di vaniglia ed estraete con la punta di un coltello l'interno pastoso. Lavate e grattugiate la scorza di mezzo limone, facendo attenzione a non grattugiare la parte bianca, che lascia un retrogusto amaro (tenete quindi la grattugia verso l'alto, se possibile usate una grattugia stretta e lunga). Sempre nella planetaria, unite al burro le uova, la vaniglia, il limone e la farina. Impastate ancora per un po'. Il segreto per una frolla perfetta è lavorarla per il tempo giusto. Se la impastate poco, gli ingredienti non si uniscono a dovere, se la maneggiate troppo, il burro si scioglie e l'impasto diventerà appiccicoso. La frolla perfetta non deve attaccarsi alle mani, né alle lame della planetaria. Una volta pronta, fatene un panetto e avvolgetela nella pellicola da cucina. Riponete in frigo da un minimo di mezz'ora a, volendo (come faccio io) tutta la notte. 

PROCEDIMENTO PER LA FARCIA (da fare il giorno prima): 

La ricotta di pecora deve essere estremamente asciutta. Nel caso non lo fosse, lasciatela scolare in frigo dal giorno prima, in un colino, su una bacinella coperta da uno straccio. Una volta asciutta unitela allo zucchero, mescolate e lasciate riposare tutta la notte. 


IL MOMENTO DI FARE LA PASTIERA: 

Sciacquate il grano saraceno sotto l'acqua fredda per un minuto e scolatelo bene. In questo modo eliminerete qualunque residuo di contaminazione (anche se nella confezione c'è scritto senza glutine). Lavate l'arancia. Con un pelapatate ricavate delle scorze grosse dall'arancia e dal mezzo limone che avete grattugiato per la frolla. Fate sempre attenzione a evitare la parte bianca. Incidete per il lungo la bacca di vaniglia ed estraete con la punta di un coltello l'interno pastoso. In un pentolino antiaderente unite il grano al latte e portate a ebollizione lentamente. Unite da subito anche le scorze, la vaniglia e la punta di un cucchiaino di cannella. A fuoco lento (mi raccomando, altrimenti il latte rischia di uscirvi dal pentolino) cuocete il grano mescolando con un cucchiaio di legno, di tanto in tanto. Ci vorrà una ventina di minuti. Il grano sarà pronto quando avrà assorbito tutto il latte, formando una bella crema. Spegnete la fiamma ed eliminate con una pinza le scorze. Lasciate che il grano si raffreddi. 

Nel frattempo tirate fuori dal frigo la ricotta che avete preparato il giorno prima. Dividete due uova in tuorli e albumi. Sbattete i tuorli con una forchetta e uniteli alla ricotta. Unite anche il grano, una volta raffreddato, poi montate le uova a neve ben ferma. Mi raccomando, non mettete sale. Il pizzico di sale per montare le uova a neve è una bufala della nonna, dura a morire, che rovina soltanto il procedimento. A tal proposito vi consiglio un bel video del bravissimo e amichevole chimico "di quartiere" Dario Bressanini (mi auguro che lo conosciate tutti), dove spiega e sbufala questa cosa del pizzico di sale, quando si montano gli albumi.



Ottimo, ora accendete il forno e preriscaldatelo a 160 gradi. 
Bene, ora che avete montato a neve gli albumi, uniteli al composto di grano e ricotta, mescolando lentamente dal basso verso l'alto, per non smontarli.          
E' il momento di unire al composto l'acqua ai fiori d'arancio e i canditi. Mescolate sempre delicatamente e sempre dall'alto verso il basso. 
Ora tirate fuori la frolla dal frigo (non fatelo prima, anche se vi sembra dura come un mattone, perché non appena la toccherete, il burro si scioglierà col calore delle vostre mani e diventerà malleabile in pochissimi secondi). Sulla spianatoia poggiate un grande foglio di carta da forno, poi il panetto di frolla e sopra un altro foglio di carta da forno. Col matterello stendetela velocemente. Deve risultare abbastanza alta (circa mezzo centimetro). Non la lavorate troppo! Con una rotella tagliapasta, possibilmente ondulata e non liscia, ricavate 4 strisce lunghe, che serviranno a decorare la superficie della nostra Pastiera. Stendete la frolla rimanente sulla tortiera e con la punta delle dita (o ancora meglio, il dorso di un cucchiaio) foderate i bordi. Non ci sarà bisogno di forellare il fondo. Riempite la tortiera con la farcia. Battete una mano sul fondo, per eliminare le eventuali bolle d'aria, poi posizionate le 4 strisce di frolla a formare dei rombi. Mi raccomando, non è una crostata, quindi niente quadrati. Il disegno sulla Pastiera deve essere rigorosamente a rombo. 
E' il momento di infornare. 



Lasciate cuocere la Pastiera per un'ora e mezza, ma a un'ora e un quarto controllatela con la prova stecchino e scuotetela delicatamente. Se la Pastiera non ondeggia e lo stecchino è asciutto, allora è pronta. In caso contrario, soprattutto se la frolla superiore si è già dorata a sufficienza, poggiateci sopra un foglio di alluminio che avrete precedentemente foracchiato. Non c'è bisogno di rimboccarla, basta che il foglia sia poggiato sopra, così da prevenire un eventuale imbrunimento della frolla. Una volta pronta estraetela dal forno e lasciatela raffreddare completamente. 
La Pastiera, se cotta correttamente (quindi umida al punto giusto al suo interno) può resistere fuori dal frigo persino una settimana. Ovviamente coperta. 
Se non riuscite a resistere, potete assaggiarla la sera stessa, ma l'apice del gusto lo raggiungerà il giorno successivo. 
Vi assicuro che vale la pena aspettare :)

Fatemi sapere se l'avete fatta, come vi è venuta e se avete seguito la mia ricetta! 



Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.


martedì 12 febbraio 2019

Zuppa Imperiale alla Mortadella Gluten Free

12 febbraio 2 Comments

Bentrovati, cari Naviganti!


Lo so. E' dall'8 novembre che non posto nulla sul blog e mi dispiace, ma sono stata presissima da altro e non ho avuto proprio il tempo di starci dietro. Dopo qualche mese di pausa, rieccomi però a parlare di cucina Gluten Free (e molto altro), con un piatto tipico della mia terra, la Zuppa Imperiale.
Gli ingredienti della Zuppa Imperiale sono sempre gli stessi, con l'unica eccezione della mortadella, che viene aggiunta solo a piacimento e, se vogliamo, di qualche scorzetta di limone, così come nei passatelli. Personalmente nei passatelli gradisco una punta di acido, ma nella Zuppa Imperiale no. In ogni modo, so che sono pochissimi quelli che usano il limone in questo piatto.

Non avevo mai fatto la Zuppa Imperiale senza glutine prima d'ora, ma devo dire che è venuta buonissima, quindi voglio proporvi la mia personale ricetta, ma prima parliamo un po' di questo piatto, tipico dell'Emilia Romagna, in particolare di Bologna e Ravenna.
E' un primo piatto, molto sostanzioso, a base di semolino, uova, parmigiano, burro e noce moscata.
Normalmente la si mangia in brodo, rigorosamente di cappone, lo stesso usato per i tortellini. Minestra sostanziosa ed energetica, la Zuppa Imperiale ha superato i confini della cucina bolognese ed è perfetta per ritemprarsi dalle rigide temperature (nelle Marche esiste un piatto simile che si chiama Pasta Reale). Grazie alla sua consistenza s'inzuppa senza disperdersi nel brodo ed è un’ottima alternativa ai famosi passatelli o tortellini. E' tipica delle feste, come il Natale e il Capodanno, ma noi bolognesi la mangiamo tutto l'anno.

La Zuppa Imperiale senza glutine è stata una sfida, perché il rischio che si spappolasse nel brodo era alto. Sono comunque riuscita a farne una versione perfetta per il brodo, che non ha perso minimamente la sua tipica consistenza.

Vediamo un po' il procedimento da me eseguito e gli ingredienti necessari.




INGREDIENTI PER 500 GRAMMI DI ZUPPA IMPERIALE

  • 5 Uova Bio
  • 150 gr. di Parmigiano Reggiano
  • 100 gr. di burro senza lattosio
  • 100 gr. di mortadella IGP
  • 70 gr. di farina di riso
  • 50 gr. di Maizena
  • Sale
  • Noce Moscata

Ottimo, siamo pronti a cominciare. Come prima cosa preriscaldiamo il forno a 180 gradi non ventilato.

Cominciamo separando i tuorli dagli albumi.

Montiamo gli albumi a neve molto ferma (non usate il pizzico di sale, non solo non serve, ma fa solo danni e purtroppo è un mito durissimo da sfatare).

Nel frattempo facciamo sciogliere il burro a bagnomaria molto lentamente.
Procediamo tritando molto finemente la mortadella. Vi consiglio, se non siete esperti di coltelli, di farlo con un mixer. La mortadella deve risultare quasi polvere e ridurla così col coltello è faticoso e mooolto meno preciso.

In un boule uniamo poi il Parmigiano Reggiano grattugiato sul momento, il burro fuso, i tuorli precedentemente sbattuti, la Maizena e la farina di riso setacciate. Mescoliamo molto bene e poi uniamo, con un movimento delicato dal basso verso l'alto per non smontarle, le uova a neve.

A questo punto profumiamo il tutto con la noce moscata e correggiamo di sale.

Dovrebbe risultarvi un impasto morbido, ma molto asciutto e un po' gonfio. Stendetelo uniformemente con il dorso di un cucchiaio su una teglia rettangolare di circa 25 cm per 20.

A questo punto infornate. Passati 20/25 minuti (dipende dal vostro forno) a 180 gradi, ventilate il forno e lasciate l'impasto altri 5 minuti. Deve dorarsi sulla superficie.

Personalmente non ho dovuto nemmeno fare la prova dello stecchino, per capire se fosse pronta. Era visivamente evidente.
Estraetela dal forno e lasciatela raffreddare. Una volta a temperatura ambiente tagliatela a cubetti di circa 1 centimetro.
Potrete anche congelarla, riponendola suddivisa in porzioni nei sacchetti da freezer. Sarà pronta per essere gettata ancora congelata nel brodo bollente.

Mi raccomando... preparate un brodo all'altezza di questo favoloso piatto! Anche se non sarà di cappone, come tradizione vuole, l'importante è che la Zuppa resti in qualche modo.... Imperiale!

Buon appetito!



Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

giovedì 8 novembre 2018

Torta alle fragole Gluten Free

08 novembre 0 Comments

Dopo i post dedicati alle Zucchine tonde ripiene con tonno e ricotta e alla Torta salata zucchine, piselli e ricotta, tutto rigorosamente Gluten Free, oggi vi presento una buonissima e semplice Torta alle Fragole! Sempre senza glutine.

Vediamo un po' cosa ci serve! 

INGREDIENTI PER UNA TORTIERA DA 24 CM:
  • 100 grammi di zucchero di canna
  • 2 uova bio
  • 300 grammi di farina senza glutine Schaer Mix B
  • 50 ml di olio di girasole
  • 1 pizzico di sale iodato
  • la buccia di mezzo limone non trattato Bio
  • 50 ml di latte senza lattosio
  • 1 vasetto di yogurt alla fragola senza glutine (va bene anche bianco o ai frutti di bosco)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 300 grammi di fragole fresche Bio
  • Zucchero a velo per decorare (io non lo avevo e ho usato le codette)


Il procedimento è semplicissimo! 

Montate -con taaaaanta pazienza e l'ausilio delle fruste elettriche- le uova con lo zucchero e il pizzico di sale, poi aggiungete DELICATAMENTE tutti gli altri ingredienti tranne le fragole. 

Mescolate dall'alto verso il basso, per far sì che le uova non si smontino, fino a ottenere un composto omogeneo e spumoso; tagliate a dadini due terzi delle fragole e infarinatele, poi unitele al composto e mescolate sempre con grande delicatezza.

Versate il tutto in una tortiera rivestita di carta da forno e cuocete in forno statico per 40 minuti a 170 gradi. Come sempre fate la prova stecchino, prima di sfornarla. Lasciatela intiepidire e servitela cosparsa di zucchero a velo.
Decoratela con le rimanenti fragole tagliate a metà. 

Un dolce perfetto per grandi e piccini! Per la colazione, da inzuppare in un bel bicchiere di latte o dopo cena, accompagnata da un buon gelato alla vaniglia Bourbon!

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

sabato 27 ottobre 2018

Donuts Gluten and Lactose Free

27 ottobre 0 Comments

Bentrovati cari Naviganti. 
Oggi vi racconterò come ho realizzato i miei Donuts, le ciambelline americane tanto amante da Homer Simpson, ma senza glutine e senza lattosio!
La ricetta americana è leggermente diversa e prevede una frittura, ma io ho cercato di farle più salutari e quindi meno caloriche, preferendo una cottura al forno e ingredienti più leggeri. 
Non si tratta quindi della versione originale, ma di una versione personale. 
Mio marito, celiaco, le ha apprezzate molto quindi spero piacciano anche a voi! 

DOSI PER 12 CIAMBELLE:

  • 125 ML di Zymil tiepido
  • 1 uovo bio
  • 10 Gr. di lievito senza glutine, molto meglio se di birra
  • La scorza di mezza arancia Bio
  • 40 Gr. di zucchero
  • 40 Gr. di olio Cuore
  • 1 bustina di vanillina senza glutine
  • 300 Gr. di farina Schar Mix B 
  • 15 Gr. di farina di riso
  • 35 Gr. di Maizena
  • Zucchero a velo

Preparate una terrina capiente e iniziate versando il latte tiepido, il lievito, la Maizena, la bustina di vanillina, l'uovo, l'olio, lo zucchero e la scorza d'arancia. Mescolate molto bene tutto con una forchetta, eliminando eventuali grumi. A questo punto, con le mani, versate la farina e impastate fino a quando non salterà fuori una palla liscia, morbida e omogenea. Spolverate la spianatoia di farina di riso e continuate a impastare con le mani e a lungo. Lavoratela con pazienza e poi fatene una palla. Infarinate la base della terrina (dev'essere abbastanza grande, perché l'impasto raddoppierà in volume). Poggiate nella terrina la palla di pasta, copritela con della pellicola (la terrina, non l'impasto) e poggiateci sopra un canovaccio pulito. Lasciate lievitare un'ora in forno spento, ma con la lucina accesa. 



Dopo un'ora riprendete l'impasto, che sarà diventato il doppio (se così non fosse, lasciatelo lievitare ancora) e sulla spianatoia formate uno strato alto circa 1 cm e mezzo, aiutandovi con un matterello. Intanto accendete il forno e portatelo a 180 gradi non ventilato. 

Preparate la teglia con la carta da forno. Io ho ritagliato un quadratino di carta per ogni donut.

A questo punto utilizzate un coppa pasta o, se non lo avete, un bicchiere di circa 8 cm di diametro e un altro oggetto (io ho usato un bicchierino da grappa) con un diametro di un paio di cm, per formare il buco centrale della ciambella.  

Create le ciambelline con il loro buco centrale e poggiatele sulla teglia. Continuate così finché non finirete la pasta (quindi terminato il primo giro di ciambelle, riprendete la pasta rimasta e il cerchiolino centrale avanzato dal buco e tornate a impastarla con le mani e a stenderla col matterello, così da finire tutto l'impasto).

Infornate per 15 minuti circa (dipende dal vostro forno). 



Togliete dal forno, attendete che si intiepidiscano un po' e spennellatele con un velo di latte. Poi cospargetele di zucchero a velo, normale o di codette colorate.

Non sono carine? Vi assicuro che sono anche buone e leggere. Adatte sia per la colazione che come dolce, magari accompagnate da una pallina di gelato, dopo cena. 
Certo, non sono sofficissime come quelle americane (con la farina senza glutine non è affatto semplice, al momento non ho trovato nessuno che ci sia riuscito), ma il risultato non è male, soprattutto se inzuppate nel latte a colazione o tagliate a metà e farcite di Nutella o Dulce de leche!

La prossima volta le farò fritte e magari cercherò una farina senza glutine più adatta a dolci soffici! Se avete suggerimenti, commentate! 



Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

domenica 21 ottobre 2018

Torta salata zucchine, piselli e ricotta Gluten Free

21 ottobre 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti! Eccoci di nuovo qua a parlare di cucina gluten free. Parecchie domeniche fa ho spadellato un po' e dopo avervi mostrato le Zucchine tonde ripiene con tonno e ricotta, vi voglio consigliare una torta salata decisamente buona, bella e che si adatta perfettamente alla bella stagione (anche se ormai sta finendo)! Dovete sapere che io ADORO le torte salate!

Vediamo un po' cosa dobbiamo mettere nel carrello della spesa!

INGREDIENTI PER UNA TEGLIA DA 24 CM:

  • 1 grossa zucchina tonda Bio
  • 4 uova Bio
  • 100 grammi di panna fresca da cucina senza lattosio
  • 100 grammi di piselli freschi Bio
  • Sale iodato
  • Pepe nero
  • 100 grammi di ricotta senza lattosio
  • Olio Evo
  • 50 grammi di Parmigiano Reggiano
  • Erba cipollina fresca Bio
  • Pasta Brisè senza glutine tonda
  • Basilico fresco Bio



Per prima cosa lavate la zucchina accuratamente e non tagliatela. Portate poi una pentola d'acqua salata a ebollizione e immergete la zucchina per 3/4 minuti. Se è molto grossa potete tenerla anche 5. Scolatela e lasciatela raffreddare. 

Mentre si raffredda preparate la farcia. 

In un pentolino, fate scaldare i piselli in poca acqua e sale, e toglieteli un paio di minuti prima che arrivino al giusto grado di cottura. Come prima, fate raffreddare e se necessario scolateli dall'acqua in eccesso. 


In un boule di vetro sbattete le uova con una forchetta, salate, pepate e unite la panna, il Parmigiano Reggiano, la ricotta e l'erba cipollina precedentemente lavata e tritata, così come il basilico.

A questo punto togliete il picciolo alla zucchina e tagliatela a dadini molto piccoli. Unitela alla farcia insieme ai piselli. Mescolate delicatamente il composto. Assaggiatene pochissimo (ci sono le uova ancora crude!) e correggete di sale se necessario.


Stendete la pasta Brisè nello stampo per torte, sopra un foglio di carta da forno e bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta. Riempite la tortiera con la farcia e ripiegate i lembi della pasta sopra la torta delicatamente. Io ho tenuto da parte delle listarelle di zucchine per decorare la superficie. Spolverate con una manciata di Parmigiano Reggiano. 


Infornate a 200 gradi per circa 40 minuti, gli ultimi 10 dei quali ventilati. Come sempre, vi consiglio di fare la prova dello stecchino (o la punta di un coltello) per verificare la cottura. 
Sfornatela e lasciatela intiepidire, dopo di che decoratela con un ciuffo di basilico. 
Il giorno dopo sarà persino più buona! Si conserva al massimo 3 giorni, tenendola in frigo coperta. Buon appetito! :)


Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

There's no place like 127.0.0.1