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martedì 18 luglio 2017

Maiale in agrodolce Gluten Free

18 luglio 0 Comments

Bentrovati, carissimi Naviganti! 
Siamo di nuovo qua a parlare di gastronomia gluten free e per rimanere in tema con i post più recenti (vi ricordate la cenetta orientale?), quest'oggi vi racconterò cosa ho preparato a mio marito qualche sera fa. Seguendo sempre la strada della cucina orientale, questa volta mi sono cimentata nel maiale in agrodolce. E' un piatto non semplicissimo da realizzare, ma se vi accontentate di una versione amatoriale senza la pretesa di realizzarlo come al ristorante cinese/giapponese, vi assicuro che non resterete comunque delusi. Noi lo abbiamo usato come piatto unico, abbinandoci soltanto un pochino di riso bianco. 

Il maiale in agrodolce esiste in due versioni, una pastellata e fritta (quella tradizionale cinese) e una no. Personalmente ho deciso di non friggere i bocconcini di maiale e di lasciare il piatto il più naturale e leggero possibile.

Andiamo a vedere come funziona! 

Ingredienti (per due persone come piatto unico):


  • 400 Gr. di lonza (o polpa, se volete pastellare e friggere) di maiale
  • 1 spicchio d'aglio
  • Salsa di soia Tamari (l'unica senza glutine)
  • Olio di semi di girasole
  • 1/2 peperone giallo
  • 1/2 peperone verde
  • Aceto di vino bianco
  •  100 Gr. di zucchero di canna
  • Ananas in succo (non in sciroppo)
  • 200 Ml di passata di pomodoro
  • Maizena 
  • 200 Ml di acqua
  • Zenzero fresco

Iniziamo asciugando la carne con uno Scottex, poi tagliamola a piccoli cubetti di circa due centimetri (nel mio caso, che ho usato la lonza, a listarelle). 

A questo punto prepariamo la marinatura. In un boule andiamo a mettere l'aglio tagliato a pezzettini, lo zenzero grattugiato, due cucchiai di salsa di soia Tamari e uno di aceto. Mettiamoci a mollo la carne, mescoliamo, e mettiamo in frigo a marinare finché non avremo terminato di preparare il resto. Coprite il boule con la pellicola. 


Laviamo e tagliamo a listarelle i peperoni, eliminando ovviamente i semi e le coste interne bianche. Se volete potete anche pelarli, prima. 

Nel Wok versate un cucchiaio d'olio di girasole e quando sarà caldo fate saltare i peperoni qualche minuto. Una volta pronti, spegnete la fiamma e toglieteli dal fuoco. 


Andiamo ora a preparare la salsa agrodolce. 

In un pentolino mettete la passata di pomodoro, lo zucchero, l'aceto, la salsa di soia e il succo dell'ananas che avrete tenuto da parte. Portate la salsa a ebollizione. Sciogliete due cucchiai di maizena in acqua fredda e versate il composto nella salsa. Continuando a mescolare, piano piano vedrete la salsa agrodolce addensarsi. Una volta raggiunta la giusta consistenza, spegnete.

A questo punto prendete la carne dal frigo, scolatela dalla marinatura e versatela nel Wok insieme alle verdure. Non ci metterà molto a cuocere. Saltatela finché non vi sembra cotta al punto giusto, assaggiate e, se è il caso, correggete di sale con la salsa di soia Tamari. Unite ora la salsa agrodolce. 


Quando ormai il piatto è quasi pronto, aggiungete circa 4 fettine di ananas tagliate a dadini. Fate saltare un paio di minuti ancora e servite il vostro maiale in agrodolce ancora caldissimo. 


Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

domenica 4 giugno 2017

Pollo alle mandorle Gluten Free

04 giugno 0 Comments

Rieccomi cari Naviganti, sono di nuovo qua per raccontarvi del secondo! Come dite? Non sapete di cosa sto parlando? Beh, allora fate un salto qua, dove parlo dell'antipasto (Gamberi imperiali all'orientale) e qua, dove parlo del primo (Spaghetti di riso saltati alle verdure)!

Si tratta di una cenetta a tema orientale che ho fatto al mio maritino celiaco che, ahimé, non può più frequentare ristoranti cinesi, giapponesi e nemmeno quelli thailandesi o vietnamiti.

Oggi parlerò del mio pollo alle mandorle. Piatto piuttosto semplice, ma solo all'apparenza. Devo dire che sono diventata molto brava e ora il mio pollo alle mandorle è sempre molto richiesto. Persino dai miei suoceri. Diciamo che, insieme alle Cheesecake e al Ramen (rigoramente occidentalizzato), è diventato il mio cavallo di battaglia! 

Vediamo come si fa.

Ingredienti (per due persone MOLTO affamate):


  • 400 gr di petto di pollo intero (non in filetti sottili)
  • Zenzero fresco
  • Salsa di soia Tamari (l'unica senza glutine)
  • Maizena (o amido di riso, o farina senza glutine)
  • 1 cipolla bianca
  • Acqua
  • 50 grammi di mandorle pelate
  • Olio di semi di girasole

Per prima cosa procuratevi un coltello serissimo per poter ridurre il pollo a dadini di circa 2/3 centimetri. Io ne uso uno di ceramica e lo trovo perfetto. Ovviamente eliminate tutto quello che è grasso, tendini e il piccolo ossicino che di solito viene lasciato in quel tipo di taglio.




Una volta pronti, infarinate con la maizena i dadini usando le mani. Potete farlo su un tagliere, ma io consiglio un boule di vetro e magari un colino, così da far cadere nel boule la farina in eccesso.

Pulite e tagliate la cipolla in fettine sottilissime. Grattugiate lo zenzero fresco.
Prendete il wok, scaldate 2 cucchiai di olio di semi di girasole, e fate imbiondire la cipolla insieme allo zenzero. 




Già a questo punto dovreste sentire un profumo delizioso invadere la vostra cucina. Quando la cipolla è appassita, iniziate a mettere i dadini di pollo nel wok sempre con le mani, ma non tutti insieme! Questo passaggio è molto importante per evitare che i pezzetti di pollo rimangano tutti attaccati fra loro creando il famoso mappazzone di Chef Barbieri. Mettete una decina di pezzetti nel wok, aspettare qualche secondo senza toccarli e poi mescolateli con un cucchiaio di legno, dopo di che aggiungete altri pezzetti e via così, fino a terminare il pollo.

Quando i pezzetti saranno tutti rosolati a dovere, sfumateli con una paio di cucchiai di salsa di soia e mezzo bicchiere d'acqua. Coprite il wok con un coperchio possibilmente di vetro, abbassate la fiamma, ma non al minimo, e fate andare il pollo per circa un quarto d'ora (io lo lascio anche venti minuti). Giratelo ogni tanto.



Vi ricordo che il pollo crudo è pericolosissimo. Fatto in questo modo, quindi coperto e in una salsa liquida fatta di olio, salsa di soia e acqua, si cuocerà rimanendo morbidissimo, tanto da sciogliersi in bocca. Mentre il pollo cuoce, prendete una padellina, metteteci le mandorle e fatele tostare per qualche minuto, saltandole. 



Una volta pronte unitele al pollo con una vigorosa mescolata. Altri due minuti e il pollo sarà pronto per essere servito ancora caldissimo.


Se volete fare i fighi, servitelo accanto a una pallina di riso bianco basmati.

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

martedì 30 maggio 2017

Spaghetti di riso alle verdure Gluten Free

30 maggio 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti! Rieccoci qua insieme a parlare di gastronomia gluten free.  
Nuovo post, nuovo piatto, dunque. Dopo aver parlato dei Gamberi Imperiali all'orientale in questo post, oggi vi racconto cosa ho fatto di primo, sempre durante la cenetta di qualche sera fa per il mio maritino celiaco: Spaghetti di riso saltati alle verdure!

Ingredienti (per due persone, ma con tanta fame):


  • Spaghetti di riso, circa 160 grammi, ma dipende da quanta fame avete :)
  • Una carota piccola
  • 1/2 peperone rosso
  • Una zucchina piccola
  • 1/4 di verza
  • 1 cipolla bianca piccola o del porro
  • Olio di semi di girasole
  • Zenzero fresco o in polvere
  • Curry gluten free
  • Acqua
  • Salsa di soia Tamari (l'unica senza glutine)
  • Un pizzico di prezzemolo (giusto un tocco occidentale)
  • Germogli di soia (che io non ho messo, perché non posso mangiare alimenti troppo fitoestrogeni)

Lavate e pulite accuratamente tutte le verdure, poi tagliate la cipolla (o il porro) in sottilissimi spicchi e il resto in sottilissimi bastoncini.




Scaldate un paio di cucchiai d'olio di semi di girasole nel wok, poi iniziate a far imbiondire la cipolla insieme allo zenzero grattugiato, in polvere o a fettine. 




Dopo qualche minuto, quando la cipolla diventa morbida, aggiungete le carote. 




Fate ammorbidire anche loro e poi passate al peperone. 




Qualche altro minuto e aggiugete le zucchine e infine, dopo altri quattro o cinque minuti, la verza e i germogli di soia (se li avete). 



Aiutatevi con un po' d'acqua tiepida, se le verdure dovessero risultare troppo asciutte. Fatele andare a fuoco medio finché non risulteranno cotte al punto giusto. 



E' il momento di condirle, quindi unite alle verdure due cucchiai di salsa di soia Tamari, sarà lei a salare il piatto, una spolverata di Curry e il prezzemolo (se volete). In una pentola a parte, portate a ebollizione l'acqua salata (poco) e quando è il momento spegnete il fuoco e buttate gli spaghetti di riso. Seguite comunque le istruzioni e il tempo di cottura sulla confezione e quando saranno pronti, scolateli e passateli sotto l'acqua fredda. 



Questo vi aiuterà a non farli diventare un mappazzone, per citare Chef Barbieri. Unite poi gli spaghetti alle verdure e fateli saltare altri due o tre minuti per amalgamare bene il tutto. Se necessario aggiungete un po' d'olio e di salsa di soia Tamari (per aggiustare di sale).

Servite quando sono ancora caldissimi. 

E se volete fare i fighi, aggiungete il bambù fra le verdure e verso fine cottura una manciata di arachidi tostate e non salate. Io lo adoro anche con la soba, al posto degli spaghetti di riso. Si attaccano molto meno e son di grano saraceno (ho fatto pure la rima!).

Come avrete notato manca la foto del piatto finito, cosa di cui mi scuso, ma erano talmente caldi e invitanti che non ho proprio pensato a fotografarli. :)


请慢用!
Buon appetito!

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

venerdì 5 maggio 2017

Gamberi Imperiali all'Orientale Gluten Free

05 maggio 0 Comments

Rieccomi qua, dopo parecchi giorni di silenzio, a parlarvi di cucina gluten free. Oggi vi racconto cosa ho cucinato al mio meraviglioso maritino celiaco, in occasione di una cenetta in stile orientale che ho voluto fargli.
Purtroppo cinese e giapponese sono vietatissimi al celiaco, quindi ho dovuto, ma soprattutto voluto, imparare a destreggiarmi anche con piatti della cucina orientale che lui ama moltissimo, ma che non può più mangiare fuori casa.
Andiamo a vedere cosa ho cucinato questa volta, partendo dall'antipasto :)

Ingredienti (per due persone):


  • 15/20 mazzancolle - Io le ho prese già pulite e sbollentate, ma se avete tempo a disposizione, compratele fresche. Togliete il carapace, la testa e lasciate solo la coda. Eliminate l'intestino e sbollentatele pochi minuti in acqua non salata. -
  • Salsa di soia Tamari (l'unica gluten free)
  • Zenzero fresco
  • Acqua
  • Curry (controllate che sia gluten free)
  • Uno spicchio d'aglio
  • Olio Evo



Le mazzancolle, dette anche Gamberi Imperiali, sono crostacei molto delicati e richiedono una cottura rapida. Prendete un boule di vetro e preparate la marinatura con due cucchiai di salsa di soia senza glutine (Tamari), lo spicchio d'aglio tritato molto finemente, lo zenzero fresco grattugiato, due cucchiai di acqua, uno di olio EVO, uno di curry gluten free. Mettete le mazzancolle a bagno nella marinatura e mescolatete un pochino in modo che si insaporiscano bene, poi coprite il tutto con la pellicola e lasciate riposare in frigo almeno un'ora. Più riposano più si insaporiscono.



Quando è trascorso il tempo per la marinatura, scolate le mazzancolle e preparate una padella antiaderente. Fatela scaldare un minutino e poi posizionate le mazzancolle. Fate rosolare a fuoco medio per circa 3/4 minuti, poi voltatele e fate rosolare altri 3/4 minuti. 

Se non volete che si arriccino in cottura, potete fare qualche taglietto sull'addome del crostaceo, se invece volete un effetto arricciato e particolare, create un taglio abbastanza profondo sulla schiena, per la lunghezza, stando attenti a non dividere il gambero a metà. In padella si arricceranno e quel taglio si aprirà creando un effetto estetico gradevole e adatto a particolari impiattamenti.



Se volete fare i fighi, come dice il buon Chef Cracco, potete prendere anche una manciata di semi di sesamo, adagiarli su un piatto e fare degli spiedini con le mazzancolle da passare sui semi una volta tolte dalla padella. Personalmente non amo il sesamo e nemmeno mio marito lo apprezza molto, quindi ho preferito fermarmi prima di quest'ultimo passaggio. Servite le mazzancolle ancora caldissime.

Le MAZZANCOLLE, da Wikipedia: 

La sua carne è pregiata, con sapore delicato e con aroma gradevole e fine. In commercio la mazzancolla si può trovare fresca, con il guscio o sgusciata, ma anche congelata e precucinata. Contiene circa il 15% di proteine, mentre basse sono le percentuali di glucidi e di grassi. Per la scarsa presenza di grassi, è modesto anche l'apporto energetico, che resta al di sotto delle 100 kilocalorie. È considerevole invece l'apporto di fosforocalcioferro e le vitamine del complesso B tiaminariboflavina e niacina. Il contenuto di colesterolo si aggira invece sui 150 mg per 100 grammi.
Per il buon valore delle sue carni e per la loro grande duttilità gastronomica, la mazzancolla si presta ad una notevole quantità di ricette.

Per qualsiasi nozione inerente la celiachia, invece, vi rimando all’unico sito davvero attendibile nel quale potrete trovare risposta a ogni vostro dubbio. Il sito dell’Associazione Italiana Celiachia, AIC. Se però avete qualche domanda, più che altro incentrata sulla nostra esperienza personale, scrivetemi pure.

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