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venerdì 15 dicembre 2017

Namasté - La mia bimba va alle medie!

15 dicembre 0 Comments

Bentrovati cari Naviganti,
quest'oggi torno a parlare di Namasté, l'Associazione Onlus che ha permesso a me e a mio marito di adottare a distanza la nostra meravigliosa bambina.
Per comodità, visto che per questioni di privacy preferisco non usare il suo vero nome, la chiamerò da ora in avanti come la chiamano amorevolmente in famiglia, ovvero MynaSi tratta di un piccolo uccellino della famiglia degli storni, nero/nocciola, dal becco giallo, monogamo e parecchio chiacchierone e socievole, numerosissimo in India e in particolare in Kerala. :)
A chi si fosse "messo in ascolto" solo ora, consiglio di fare un clic qua, qua e qua.
Spesso mi arrivano aggiornamenti sullo stato di salute e sulla vita di Myna e l'ultimo aggiornamento bello corposo è stato circa tre mesi fa (successivamente ho avuto altre notizie, ma più brevi).
Purtroppo la mia bimba soffre di asma, che peggiora nel periodo dei monsoni, ovvero il periodo "freddo", quando ci sono 30 gradi invece dei soliti 35/40 dei mesi più caldi.
Per fortuna è seguita molto bene e prende costantemente le sue medicine.
Per quanto riguarda la scuola, beh... mi sta dando grandissime soddisfazioni!

Nel secondo trimestre aveva tutti voti ottimi e agli esami finali addirittura eccellenti! Vedremo come se la caverà alle medie, che ha iniziato da giugno. Ora dovrà studiare due nuove materie: Hindi e Studi Sociali (una materia complessa, che comprende storia, geografia, educazione civica, economia e anche un po’ di politica). Si sta comunque ambientando bene, la sua impressione su compagni e insegnanti per il momento è ottima. La scuola è un po' lontana, così deve prendere lo scuolabus, che purtroppo ha un costo non indifferente. Mangia a scuola, in compagnia delle sue amiche e poi, se non è di turno per le pulizie, esce a giocare.

Nel tempo libero gioca col fratello e i bimbi del vicinato, si prende cura delle galline e dei
piccioni; ama molto gli animali, specialmente gli uccelli. La domenica aiuta nelle pulizie di casa. 

L'Associazione Namasté, nella lettera di aggiornamento afferma che il giorno più bello della sua vita è stato quando ha ricevuto il vestito, le scarpe e gli orecchini dalla sua famiglia adottiva, ha detto all'operatrice sociale che era la prima volta nella sua vita che riceveva un regalo da qualcuno! 

I giorni più tristi invece sono quelli in cui la mamma e la nonna litigano, lei detesta sentire le voci alterate e s'impressiona. Ogni giorno prega per la guarigione del padre, se il papà stesse bene e potesse tornare a lavorare con regolarità, la situazione familiare migliorerebbe e non ci sarebbero più facce scure...
Il padre continua a lavorare come manovale quando la salute glielo permette, assume i farmaci di cui ha bisogno e si tiene controllato, per prevenire, se possibile, le crisi. Il nonno sta pian piano riprendendosi dai suoi problemi, ma ancora non è in buona salute. La nonna va a svolgere le 100 giornate di lavori "socialmente utili" che vengono assegnate dal Comune alle famiglie sotto la soglia di povertà. Il fratello, a scuola, è arrivato alla settima classe, l'ultimo anno delle medie, il cugino invece  sta continuando l'università. La mamma non lavora per prendersi cura del marito durante i periodi difficili, del nonno e della casa. Il padre in un mese riesce a guadagnare circa 6000 Rupie, che sono più o meno 80 Euro, ma non gli bastano per le sue spese mediche e quelle della famiglia. Il nonno ha la pensione di vecchiaia, 1000 Rupie, che non sono neppure 14 Euro, e la nonna ne guadagna circa 2400 (32 euro) svolgendo le 100 giornate per il Comune, ma i due anziani non riescono a contribuire alle spese della famiglia, dovendo utilizzare i pochi soldi per le loro necessità.

Il mio ex maestro delle elementari, che fa visita a Myna almeno un paio di volte l'anno, insieme all'Associazione Namasté, il giorno in cui è andato a trovarla l'ultima volta, mi ha scritto: 

"Oggi era il "Myna Day", il giorno in cui andiamo a far visita alla piccola che avete adottato. Come sempre è stato tutto carino. Myna è ancora più sorridente e tranquilla, meno timida, con il suo bel vestitino per l'occasione e il tuo ciondolo col cuoricino al collo. Era contentissima di vederci e vi saluta tanto. Le abbiamo dato i regali e raccontato la storia del peluche (una buffa scimmietta) che le hai regalato. Ci ha presentato la sua amica, che abita proprio di fronte e il suo meraviglioso gattino: me lo volevo portare via! C'era solo la mamma e la casa è sempre tutta in costruzione e sottosopra perché non hanno i soldi per continuare i lavori."


L'ultima donazione che io e mio marito abbiamo fatto alla famiglia di Myna, quindi, è servita a intonacare la stanza della bimba, che aveva i mattoni a vista. Piano piano aiuteremo lei e la sua famiglia a sistemare la piccola casetta. :)

Dopo questi aggiornamenti estivi, ci sono arrivate due lettere da Myna, corredate dai suoi  stupendi disegni tutti colorati. Eccoli qua:



Ho scritto qualche giorno fa a Namasté, perché si avvicina il Natale (che la famiglia di Myna non penso festeggi, visto che è induista) e il compleanno del fratello della piccola. Vogliamo quindi fare qualche bel regalo sia a lei che al resto della famiglia. Ho chiesto consiglio all'associazione, perché vorrei comprare qualcosa che possa servire o, quanto meno, essere di gradimento, soprattutto riguardo il regalo per il compleanno del fratello di Myna e così abbiamo fatto! 
A Myna abbiamo preso un armadio per la cameretta (al momento il suo "armadio" è un cavo che passa attraverso la stanza, dove lei appoggia i vestiti) e suo fratello ci ha chiesto un anello d'oro. Lo so, sembra una richiesta strana, ma in India è normale. I gioielli d'oro sono un grande investimento per tutta la famiglia, molto più che da noi. Non è per vanto, che ha fatto questa richiesta, ma per una reale necessità. Oltre all'anello, gli abbiamo preso qualche vestito nuovo. Ora attendiamo che Fabio e Claudine si rechino in India, (ormai non manca molto) e che ci mandino, come sempre, le foto e il resoconto della loro visita. 
Non vediamo l'ora!!!

sabato 18 febbraio 2017

Adozioni a distanza

18 febbraio 0 Comments

Bentrovati cari Naviganti, quest'oggi torno a parlare di mia "figlia" e della meravigliosa Onlus che mi ha permesso di realizzare un sogno. 

Non sapete quanto mi fa impressione questa parola, persino se virgolettata. 

Sì, la nostra bellissima bambina, adottata a distanza, grazie all'associazione Onlus Namasté, che ieri ha compiuto 10 anni! A chi si fosse "messo in ascolto" solo ora, consiglio di fare un clic qua, e qua
Nel corso di questo anno e mezzo, io e mio marito abbiamo avuto uno scambio epistolare abbastanza cadenzato con la nostra bimba, anche se, a dire il vero, io le vorrei scrivere tutti i santi giorni, se potessi. 

Il mio maestro, Fabio, e sua moglie Claudine (da poco Presidente dell'associazione), sono appena rientrati dall'ennesimo viaggio in India, nel corso del quale sono andati a trovare anche la bambina, documentandoci la visita con foto, mail e questa volta persino con un piccolo video che mi ha spappolato il cuore e sbriciolato l'anima. 
Pochi secondi nei quali si vede lei tutta sorridente, meravigliosa e dolcissima nel suo vestitino lavanda, che sventola in aria la sua piccola manina e scandisce in un inglese incerto le parole "Hi Mom and Daddy, how are you? Thank you very much. I love you mammy and daddy!".


Ok, vi autorizzo a ridere di me, ma non mi vergogno minimamente a confessare che quando l'ho visto ho pianto come una fontana. No, non mi sono solo commossa, avete capito male... ho proprio pianto un fiume di lacrime. 
Credo di poter affermare con una certa sicurezza che Fabio, quel giorno, mi ha fatto il regalo più bello io abbia mai ricevuto. Mi ha donato una cura. Ora, quando sono triste, depressa, magari insoddisfatta o affranta, lo guardo. Lo guardo e mi sento bene, mi sento la mammy più felice del mondo. 

Tramite il viaggio precedente, ho fatto avere alla mia bambina un dono speciale. Un piccolissimo e antico scrigno d'argento lavorato; al suo interno una catenina con un cuoricino d'oro, e un ciondolo con la sua iniziale. E' un oggetto a me molto caro, perché me lo regalò mia madre quando ero piccolissima. Il caso vuole che lei abbia la mia stessa iniziale e il pensiero che ora quel ciondolino sia lì, attorno al suo collo, mi riempie il cuore di gioia. Vederlo dondolare sul suo petto in quel breve video, mi ha emozionata immensamente. 
Persino Fabio mi ha confessato che il momento della consegna (e della spiegazione alla bambina del significato) è stato molto toccante. 


Non avete idea di quanto io sia innamorata di quella creatura. Se potessi la porterei qua e le darei tutto l'amore del mondo. A lei e a suo fratello.

Ma... visto che non posso farlo, mi accontento di donarle ogni cosa di cui ha bisogno, di scriverle, di far stare bene lei e tutta la sua famiglia. Ora, per esempio, ho chiesto all'associazione se è possibile donare un computer alla scuola e cosa potrebbe servire alla bimba o alla famiglia in generale. Grazie anche all'aiuto dei miei suoceri, che hanno a cuore la cosa quanto me, possiamo fare qualcosa di importante. 


Pochi mesi fa abbiamo donato alla famiglia tre ventilatori da soffitto, utilissimi durante il caldo torrido e per allontanare pericolosi e fastidiosi insetti. L'anno scorso, per il Diwali, le abbiamo regalato un banco per studiare e fare i compiti, della cancelleria, un vestitino e delle scarpe. Qualche volta le ho fatto avere un braccialettino, dei quaderni, delle matite colorate, pennarelli, un astuccio per la scuola, una bambola... 
Cose piccine per noi, dal valore relativamente basso, ma per la famiglia della mia bimba sono davvero importanti. Pensate che, come ho già scritto in un post precedente, la sua famiglia guadagna in totale l'equivalente di 50 Euro (circa) al mese e sono in sette.


Ogni donazione è documentatissima, con fotografie puntuali e mail. 

Mi ha fatto tanto piacere sapere che i genitori della piccola la trattano molto bene. In India (parliamo dell'India più indigente) purtroppo non è spesso così e anzi, di solito il padre è la figura più evanescente. A volte non c'è, altre volte è violento, altre ancora è alcolizzato. La famiglia della mia bimba invece sembra molto unita e protettiva e pare che il padre sia una bella persona, così come la mamma e i nonni. 
Ho persino avuto l'impressione che abbia preso un paio di chili. Ricordo che Fabio mi disse che era magrolina perché mangiava poco. Si è anche abituata alla nostra "presenza" e ha capito fino in fondo cosa sta succedendo e chi sono quei due strani figuri che le mandano così tanti doni da 7000 chilometri di distanza. Ora è molto meno timida di fronte a Fabio e Claudine, più sicura e più felice. 


Fabio mi ha detto che la bambina ha creato un quadretto dove ha messo le nostre foto in bella mostra e sapere che laggiù, in un'India sperduta e ancora un po' selvaggia, c'è una cornice con i nostri visi, mi rende estremamente felice. Del resto, anche casa nostra è tappezzata dalle immagini di quella deliziosa creaturina e della sua famiglia. 

Suo fratello, di poco più grande di lei, nelle primissime fotografie era un po' imbronciato, triste, forse geloso delle attenzioni che stava ricevendo da noi la sorellina, ma ora che ha capito di essere importante quanto lei, è contentissimo e quando ci arrivano le sue foto colme di sorrisoni, mi si riempie il cuore.
Per il compleanno di suo fratello, a dicembre, abbiamo esaudito uno dei suoi desideri. Un orologio e per quello della bambina, ieri, abbiamo fatto altrettanto. Le abbiamo preso una bella bicicletta rossa, il suo colore preferito. 
Pochi giorni dopo il mio compleanno, che cade a inizio Gennaio, abbiamo ricevuto una lettera dalla piccola e al suo interno c'era un disegno fatto da lei con la scritta in italiano "Auguri". Probabilmente si riferiva al Natale o all'anno nuovo, ma riceverla dopo il mio compleanno è stata una bellissima coincidenza. E' come se, inconsapevolmente, mi avesse fatto un regalo inaspettato. 


Sapete, non è così complicato fare del bene. Anzi. E' sufficiente provare empatia. Nemmeno il portafoglio è così importante. Bastano pochi Euro l'anno, qualche regalino economico e un bambino può finalmente tornare a sorridere. Fare del bene è facilissimo e quel che se ne ricava in cambio è qualcosa che non ha prezzo. 

Anche oggi Claudine mi ha mandato una mail con due fotografie allegate. La mia bimba e suo fratello con in braccio alcuni regalini che abbiamo comprato loro per Natale. Un vestitino, dei sandali... poche cose, ma dovreste vedere i sorrisi stampati sulle loro facce. 

Dovreste vedere quegli occhi pieni di gioia. Sì, ve lo assicuro. Non ha prezzo e mai ne avrà. 
Loro due mi stanno dando molto di più di quel che io sto dando a loro. 

Se anche voi avete voglia di essere felici, di trovare quella famosa gioia che sembra perennemente evitarvi, allora seguite il mio consiglio: adottate un bambino a distanza con Namasté. Quel sorriso bianchissimo che si allargherà sul suo faccino grazie a voi, sarà la vostra gioia. Per sempre. 

Grazie Namasté. Grazie.



sabato 21 novembre 2015

Namasté, Onore a Te ONLUS

21 novembre 0 Comments



Il post di oggi è dedicato alla nostra splendida bambina, adottata a distanza tramite l’associazione Namasté Onore a Te. Se vi siete persi il post dove parlo di lei, fate un clic qua

Avevo promesso di aggiornarvi sulla mia esperienza e sulla serietà di questa associazione, ed eccomi qua. Il post che state leggendo è quindi dedicato a coloro che vorrebbero adottare a distanza un bambino, ma non l’hanno ancora fatto per problemi di fiducia o confusione nei confronti delle mille associazioni che ci sono in giro. Partiamo dall’inizio, ok? 

Ho adottato la mia bimba con Namasté il 27 luglio, quindi ad oggi sono passati tre mesi e mezzo. In questi tre mesi, le ho scritto due volte, anche se avrei voluto scriverle molto di più, ma la distanza è tantissima e il problema della lingua un bell’ostacolo, visto che lei l’inglese lo sta ancora studiando a scuola e non lo parla. 

Il giro che facciamo noi è questo:

Io e mio marito scriviamo una lettera su carta in inglese, la scansioniamo e la mandiamo all’associazione della nostra città via mail. I loro volontari la inviano alla sede indiana, dove viene stampata e anche tradotta nella lingua della bambina. A quel punto, altri volontari fanno avere tutto alla piccola (sia quella scritta da noi in inglese, che la traduzione).

Viceversa, la bimba scrive la lettera nella sua lingua, Namasté la scansiona e la traduce in inglese, dopo di che ci fa avere tutto via mail. Chiaramente è sempre possibile avere gli originali cartacei via posta, ma nel nostro caso ci pensa il mio favoloso maestro delle elementari, che fa da tramite. 



Ora siamo in trepidante attesa della sua risposta! Ogni volta che ci sono delle novità, vengono scattate foto al bambino e inviate via mail. Ad esempio, quando le è arrivata la nostra seconda lettera e le due fotografie che abbiamo allegato (una di noi e l’altra dei nostri due gattoni), le hanno scattato una fotografia deliziosa che ci hanno subito inoltrato. Lei, con un sorrisone stampato su quel bel visino, in divisa scolastica, con la nostra lettera in una mano e le due fotografie nell’altra. Una meraviglia di bimba. 

I miei suoceri, che si sono innamorati del nostro tesoro a prima vista, hanno immediatamente chiesto di venir coinvolti ogni volta ce ne fosse bisogno e così abbiamo deciso tutti insieme di fare un bel regalo alla piccola per “Natale”. Virgoletto questa parola perché la famiglia della bambina è induista (come circa altri 800 milioni di indiani), perciò dubito seriamente che festeggino questa ricorrenza, ma per puro caso ho saputo che in India è stato da pochissimo festeggiato il Diwali (che quest'anno è caduto l'11 novembre), ovvero la Festa delle Luci, la più importante celebrazione induista che ferma tutta l’India e dura la bellezza di cinque giorni.


Ve la racconto un po’, perché la trovo una cosa meravigliosa che merita di essere conosciuta anche nel resto del mondo. 



Il Diwali è la vittoria della Luce sulle tenebre dello Spirito. 

Durante quest’antica festa, non solo le case, ma anche i luoghi di lavoro vengono decorati con fiori, lampade a olio, candele galleggianti e non, e luci di ogni tipo. La festa è un’occasione per rinsaldare i legami familiari e per scambiarsi doni. Nasce in ricordo del ritorno di Rama, manifestazione di Vishnu, nella sua capitale Ayodhya, vittorioso dopo 14 anni di esilio, peregrinazioni e battaglie, aiutato dal suo esercito di scimmie. Simbolicamente, quindi, si festeggia il ritorno della Luce nella sua Casa di origine. 

L’India intera festeggia con fuochi d’artificio e luci che avvolgono ogni abitazione e ogni strada. E’ uno spettacolo di proporzioni inimmaginabili. La festa inizia due giorni prima della data effettiva, e prosegue per i due giorni successivi. DhanTeras è il primo giorno di festa. L'usanza vuole che porti fortuna comprare qualche utensile nuovo per la casa, che per l'occasione deve essere pulita alla perfezione. In questo giorno è usanza anche acquistare qualche monile d'oro. 


In questo primo giorno di festa, inizia l'anno commerciale indiano e un nuovo libro contabile viene inaugurato in ogni azienda. Magnifici rangolis (le spettacolari preghiere colorate) vengono composti all'esterno di case e negozi, sempre decorati da centinaia di lucine. E' consuetudine invece, nel Diwali, iniziare il giorno con un bagno purificatore seguito da un massaggio con oli profumati. Questo rito equivale, religiosamente parlando, a un'abluzione nel Gange.

Prima del tramonto, tutti i familiari abbigliati con sfarzosi abiti tradizionali si ritrovano insieme a cena. I piatti più prelibati e tanta frutta, vengono posti in bella mostra accanto ai nuovi utensili. E dopo la celebrazione e il banchetto, la festa ha inizio. Fuochi d'artificio a migliaia, canti e musiche per le strade illuminate a giorno, fanno di questa festa uno spettacolo unico al mondo, al quale, prima o poi, mi piacerebbe assistere. 



Tornando alla bimba, abbiamo deciso di farle dei regalini in questo periodo post Diwali e pre Natale, proprio per abbracciare entrambe le ricorrenze. Su suggerimento dell’associazione, alla quale abbiamo chiesto di cosa potesse avere realmente bisogno la piccola, abbiamo comprato uno study table (3500 rupie, circa 50 euro). In parole povere un banco in stile scolastico dove possono studiare sia lei che il fratello maggiore. 
A quella cifra, abbiamo aggiunto un vestitino nuovo (600 rupie, circa 8 euro) e delle scarpine chiuse per lei (utili nel periodo dei monsoni) e una maglietta, dei pantaloni e delle scarpe anche per il fratello. L’idea che lui possa soffrire a causa delle attenzioni rivolte alla sua sorellina, ci ha spinto a fare un pensiero anche a lui. In totale abbiamo donato una cifra che a noi non cambia la vita, ma che alla famiglia della nostra bambina sì, considerando che guadagnano circa 3500 rupie al mese (i suddetti 50 euro) e sono in 7.

Soltanto quel piccolo banco in legno è un mese di stipendio per loro sette e il pensiero che questo minuscolo gesto per noi non comporti nemmeno un sacrificio e per loro invece sia un dono enorme, mi rende al contempo felice e dannatamente triste, però sono piccoli passi verso un futuro migliore per la nostra piccola e adoratissima bimba, che un giorno, ne sono sicura, potremo stringere fra le braccia. 

"Il bene bisogna farlo bene"- Namasté. 

mercoledì 29 luglio 2015

Sono diventata mamma!

29 luglio 0 Comments
Non fate quella faccia! Ora vi spiego! : )

Quello di oggi è un post particolare, diverso dal solito e molto, molto importante per me. Due nuove date sono entrate a far parte della mia vita. Due nuove ricorrenze. Una è il 27 luglio e l’altra il 17 febbraio.

Il perché è presto detto: io e mio marito, il 27 luglio appena trascorso, grazie alla Onlus Namasté, siamo diventati “genitori” a distanza di una bellissima bambina indiana che ha compiuto otto anni il 17 febbraio.

Non avendo figli miei (per scelta), il pensiero di essere diventata “mamma” mi riempie di immensa gioia. Da qualche giorno, quindi, è iniziato un percorso nuovo ed emozionante. Un capitolo della nostra vita tutto da scoprire e spero, svariati viaggi in India per poterla abbracciare. La “nostra” bambina è di una bellezza che spezza il fiato e non lo dico perché me ne sono innamorata a prima vista, lo dico perché è vero.

Questo post nasce dall’esigenza di condividere la mia gioia col mondo intero e da quella di documentare nel tempo l’attività che Namasté svolge e svolgerà in particolare per noi, in modo trasparente e imparziale, non essendo noi volontari dell’associazione ma solo sponsor, per farvela conoscere e chissà, per piantare nel vostro cuore il seme della fiducia, dell’amore e della solidarietà.

Grazie al mio maestro delle elementari, con il quale sono ancora in contatto dopo la bellezza di 30 anni, ho conosciuto quest'associazione. Devo premettere che il mio maestro è una persona che rispetto e ammiro immensamente. Un uomo dall’anima delicata, che ha fatto della fotografia una passione e dell’insegnamento un motivo di vita. Osservando i suoi scatti è impossibile non cogliere la sua spiccata umanità e il suo grande amore per i dettagli e per la purezza. E’ un uomo generoso, altruista e innamorato della vita. Dico tutto questo per sottolineare la totale fiducia che ho in lui e questa fiducia è stata la scintilla che ha acceso tutto, illuminando con un nuovo raggio di sole la mia vita.


Dovete sapere che in passato ho avuto modo di lavorare (quindi stipendiata) presso una Onlus e anche se non ci occupavamo di adozioni a distanza, ma di tutt’altro, ho potuto vedere dall’interno com’è la realtà di un'associazione di volontariato. Probabilmente sono solo stata sfortunata, ma vi basti sapere che i miei occhi hanno visto cose vergognose, cose che sarebbero dovute finire sui giornali e persone che la legge avrebbe dovuto gettare in una cella ingoiando possibilmente la chiave. La mia fiducia verso qualsiasi associazione di volontariato, da allora (parliamo di molti anni fa, più o meno 15 ormai) è scomparsa. Piano piano, grazie alla LAV, è tornata a risalire in questi anni, ma in ogni modo mai verso una Onlus che si occupa di esseri umani. 

Mai, fino all’arrivo nella mia vita di Namasté.

Grazie al mio maestro, del quale come ho detto ho la fiducia più totale, ho potuto riassaporare il gusto della donazione, del volontariato, del donare è sempre meglio che ricevere. Chi mi conosce sa benissimo quanto io sia scettica, quanto io sia restia nel donare soldi che “non so dove vadano a finire”. Piuttosto ho sempre preferito fare volontariato in prima linea, come quando ero in Croce Rossa, ma donare soldi senza avere la possibilità di vedere con i miei occhi che finiscano davvero nelle tasche di chi ha bisogno, ecco, quello no, soprattutto dopo la mia tremenda esperienza personale in quella Onlus tanti anni fa.  

Un’altra qualità fondamentale che vado sempre cercando in una Onlus è la distanza da posizioni politiche o religiose. Aborro entrambe le cose e per principio non donerei a queste associazioni nemmeno 1 euro.

Beh, sono anni che ho il pallino di adottare un bambino a distanza, ma proprio per questi motivi non l’ho mai fatto. Il caso ha voluto che venissi a sapere di Namasté tramite gli scatti del mio maestro e un suo post su Facebook. Stupende immagini dell’India, di bambini meravigliosi, di sorrisi bianchissimi e occhi neri e luminosi come il cielo stellato. Parlando con lui, ho scoperto l’associazione con la quale lui e sua moglie collaborano da circa dieci anni. Mi sono fatta dare molte informazioni, ho studiato il loro sito e mi sono guardata il film documentario realizzato per altro proprio da lui e sua moglie (insieme ad altri volontari) sulla realtà indiana e la vita di quei bambini. 

Per loro due ormai l’India è una seconda casa, si recano spesso sul posto in missione e non solo toccano con mano la situazione, ma agiscono per il bene di chi ha bisogno, di chi ha chiesto aiuto, dei bambini e delle bambine sole, abbandonate, orfane o semplicemente indigenti. Insomma: FANNO.

Parole sì, aiuti in denaro sì, ma anche istruzione, miglioramento dello stato d’igiene, aiuto agli anziani, alle donne e ai bambini, ma soprattutto fatti



La mia esperienza è partita in modo rapidissimo perché sempre grazie al “caso”, se così vogliamo chiamarlo, il mio fidato maestro era in India quando io e mio marito abbiamo preso la decisione di adottare. E’ in India tutt’ora, mentre sto scrivendo questo post. Ha avviato le pratiche d’adozione istantaneamente e dalla lista d’attesa mi è stata "affidata" la bambina. Il giorno seguente è andato fisicamente a trovare lei e la sua famiglia, a visitarla dal punto di vista medico, a parlarle di noi, a portarle una nostra foto e immediatamente a fornirle un aiuto concreto comprandole alcune cose fra cui un vestitino nuovo e delle scarpe nuove (la piccola teneva una postura innaturale perché camminava chissà da quanto con sandali di almeno due numeri più piccoli dei suoi piedi…). 

Dopo la visita mi ha mandato una mail con allegate molte fotografie scattate in quell’occasione che documentano la vita della bambina, le condizioni della casa, il volto dei parenti con i quali vive, e non mi vergogno minimamente a dire che quando le ho viste, ho pianto. Un pianto di dolore per quella bimba sfortunata misto a un pianto di gioia, al pensiero di poterle dare un aiuto vero.



Mi ha detto che è una bimba carinissima, un po' timida e molto brava a scuola, tanto che ha preso una medaglia che gli ha mostrato tutta orgogliosa. Il suo colore preferito è il rosso e fra gli animali ama le tigri.

Nei primi scatti la bambina aveva un'espressione incuriosita e intimorita, ma quando ha compreso cosa stesse succedendo, ha elargito una serie di sorrisoni così grandi da riempire tutto il mio cuore.  

Mi è stato detto che il suo nome significa amata colei che sa rendere belle le cose e io non posso fare altro che confermare quanto sia vero, perché anche se forse non ne è ancora consapevole, ha reso più bella la nostra vita e noi l'amiamo già. 

Sono così felice che spero di contagiare anche la "mia" bimba e non vedo l'ora di cominciare con lei uno scambio epistolare. Il motto di Namasté è verissimo. 


Il bene bisogna farlo bene, altrimenti non ha senso.


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