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mercoledì 30 agosto 2017

#GuardaComeViaggio: Le abitudini di viaggio dei blogger - 2 parte

30 agosto 0 Comments

Buongiorno cari Naviganti! Come vi ho raccontato nello scorso post, la mia Folle amica virtuale, padrona di casa del Blog Profumo di Follia, ha lanciato un hashtag, per blogger viaggiatori e non, davvero carino e quando ho letto il suo post mi sono detta ok, facciamolo! E' proprio una bella idea.
Si tratta, in poche parole, di raccontare ai lettori del proprio blog (sia che parli esclusivamente di viaggi o, come il mio anche di altri argomenti) come viaggiamo noi amanti di trolley e passaporto. 
Ho diviso il post in sezioni, scopiazzando anche in questo l'amica Folle, ma mettendoci del mio. Ho creato una lista di 10 punti, divisi in due distinti post. Se vi siete persi il primo, fate un click qua, altrimenti continuate a leggere :) 
Vediamo gli ultimi 5:
6. COME MI SPOSTO?

Come ho detto nello scorso post, viaggiare in auto mi piace sempre meno, perciò scelgo mete visitabili con i mezzi pubblici. Autobus, corriere, tram, metro, taxi, funivie, battelli, biciclette o, ancora meglio, piedi. Visitando spesso capitali o grandi città (e non lande sperdute), la cosa mi risulta molto semplice e non ho mai avuto bisogno di noleggiare un'auto.

Al Canyon del Sumidero, Messico, un giro su una lancia a motore
Parigi l'ho visitata tutta a piedi, e non vi dico le vesciche (la metro l'ho presa solo per arrivare a La Défense), Helsinki è a misura d'uomo e la metro è necessaria solo per uscire dai confini della città, Praga pure, si gira bene e ho usato la metro solo perché era inverno e per strada si moriva di freddo, Monaco di Baviera ha dei mezzi fantastici e puntuali, Amsterdam si gira benissimo a piedi o in battello, così Tallinn... e via dicendo. Inquino meno, cammino di più e mi sento più sicura. Se poi devo spostarmi all'interno dello Stato, come quando mi sono gironzolata un po' di Olanda o di Finlandia, allora prendo treni o corriere.
7. DOVE MANGIO?

Ecco, al contrario dell'hotel, in questo caso le recensioni dei viaggiatori le guardo, ma ammetto di dar loro il giusto peso. Diciamo che un 50% dipende dalle recensioni e un 50% dal sentimento. Se un posto mi ispira può essere per il nome, per l'arredamento, per la posizione (magari sul porto) o per il menù con specialità tipiche del posto, ma anche la valutazione degli altri clienti è interessante.

Un simpatico avviso, appeso in una trattoria non lontano da casa, gestita da due ragazzoni :)
Di solito sceglievo posticini imboscati in vicoletti, poco "acchiappa turisti", con cucina casalinga e non costosissima, magari a gestione familiare. Ora, purtroppo, sono vincolata da mio marito. In quanto celiaco, possiamo fidarci solo di locali certificati AIC, quindi non ho più molta scelta, ma faccio comunque quello che posso per trovare sempre il gioiellino dove mangiare qualcosa di delizioso e tipico, seppur senza glutine. Anche la scelta della meta stessa del viaggio, ora è vincolata alla sua condizione e in alcuni posti, meno sicuri da questo punto di vista, preferiamo non andare.

8. COSA VEDO?

Lo ammetto: non amo i musei, a meno che non siano a tema scientifico o "strano" (tipo quello delle torture di Praga, per fare un esempio). Ho adorato il Deutsche Museum a Monaco di Baviera e quello di scienze naturali di Helsinki, ma i musei mi hanno decisamente stancato. Fin da bambina ne ho visti troppi. O si tratta di una mostra unica nel suo genere, come il Van Gogh Alive, oppure mi annoio, non c'è niente da fare. Ho visto, da poco, anche il bellissimo museo egizio di Torino, ma confesso che dopo un po' avrei voluto uscire, così come mi è successo al Louvre di Parigi. Mi piace l'Ateneum di Helsinki, ma di base solo perché c'è la mostra permanente del mio pittore preferito; Albert Edelfelt. Insomma, o il tema del museo è scientifico, o niente.

Tonnellate di salmone, al Kauppahalli, il mercato coperto al porto di Helsinki

Adoro perciò vedere tutto il resto. In particolare le strade, in negozi, i parchi, i porti, i laghi, i mercati (li adoro). Mi piace camminare tantissimo per le strade, sentirmi parte della città, entrare nei bar, prendere un caffè, parlare con la gente. Entrare in qualche chiesa se fuori fa troppo caldo, sdraiarmi su un prato mangiando frutta presa al mercato, se il clima è mite, chiudermi in un pub (o in uno dei suddetti musei) se fuori fa troppo freddo. Adoro girare in battello, sedermi in mezzo alla gente e guardarla, comprare cose stupide che costano pochi spiccioli, assaggiare porcherie locali, entrare nei supermercati a vedere cosa vendono di diverso rispetto ai nostri. Mi piace viverci, in quel posto.


Nemmeno i monumenti mi interessano molto, a meno che non siano davvero i simboli della città. Diciamo che vado di proposito a vedere solo ciò che è obbligatorio vedere. La torre Eiffel, per esempio, l'ho vista e ci ho passeggiato sotto, ma non sono salita. C'era un fila di gente spaventosa, perciò ne ho fatto volentieri a meno. 
Per fortuna mio marito è identico a me, nel modo di viaggiare, quindi anche sotto questo aspetto, ci siamo proprio trovati.
9. COSA COMPRO?

Di solito pochi pensieri per amici e parenti, ma non disdegno l'acquisto di qualche souvenir anche per me. Normalmente cerco di prendere cose utili e non soprammobili senza uno scopo, fatta eccezione delle calamite da frigo, che colleziono. Adoro portarmi a casa prodotti tipici del posto (vedi il salmone, ogni volta che torno dalla Finlandia), magari una maglietta o un souvenir particolarmente legato al luogo, ma tento sempre di evitare i cliché. A Parigi, per dire, non ho comprato la statuina della torre Eiffel, ma un ombrello con dipinto lo skyline della citta. Davvero carino e soprattutto utile, visto che un acquazzone ci ha colti alla sprovvista. 
10. COME TORNO?

Incazzata come un drago e con una voglia folle di ripartire prima di subito. Molto di rado invece, felice di ritrovare il mio letto, la mia casa, i miei cari. 
Quando torno da un viaggio importante ho almeno tre giorni di decompressione, dove sistemo i bagagli, incontro le persone alle quali ho preso un pensiero, metto a posto le millemila fotografie e inizio a capacitarmi di non essere più laggiù. 
Ah, una cosa: Spedisco ancora le cartoline! E voi?

La coloratissima camera d'albergo di Città del Messico
11. STRANE ABITUDINI.

Qua potrei quasi fare un copia e incolla del post della Folle. Anzi, lo faccio, ma con qualche appunto.

"Sull’aereo puoi mettermi in qualsiasi fila, ma preferisco stare accanto al finestrino. Dato che piace anche a Massimo, all’andata ci si mette uno dei due e al ritorno facciamo al contrario, come fanno i bravi bambini."

Invece mio marito sa che mi piace tantissimo e quindi sia all'andata che al ritorno, tenta di cedermi il posto accanto al finestrino, nonostante piaccia un sacco anche a lui. Un amore! C'è anche da dire però che, per questioni di sicurezza, tendo a non accettare quasi mai. Il posto sul biglietto deve corrispondere al proprietario dei chiapponi poggiati sopra, non si sa mai.

"Ogni volta che viaggio devo portare a casa almeno una cartolina e un souvenir. SEMPRE. Non si scappa. E devo portare qualcosa anche ai miei e ai miei suoceri, altrimenti mi sento una brutta persona."

La cartolina per me mi interessa meno, in compenso ne spedisco sempre molte ad amici e parenti nei primi giorni di viaggio. Nel mio caso non si scappa sull'acquisto della calamita da frigo e del pensiero per i miei suoceri che è rigoroso. Altrimenti sì, mi sento una brutta persona.

"Se la città che visito ha un Hard Rock Cafè devo andarci e comprare un souvenir anche lì, preferibilmente una spilla."

Idem, con la differenza che io mi porto a casa una felpa o una maglietta, di solito niente spille. Ancora mi mangio le manine per non aver comprato niente all'Hard Rock Cafè di Cancun. Mannaggia alla peppetta!

"La prima cosa che faccio appena metto piede nella camera dell’hotel è fare una foto per TripAdvisor o per il blog. La seconda è controllare che sia tutto come deve essere, pulito e in ordine."

Idem come sopra, ma le foto le faccio solo per il blog e non per TripAdvisor (di cui non mi importa un accidente). Foto alla stanza, giro di ispezione e verifica del funzionamento di tutto; luci, rubinetti, scarico del WC e consistenza del materasso. Ah, io dormo con due cuscini, uno sotto la testa e uno lo abbraccio per stare più comoda quando mi giro sul fianco, quindi una cosa che faccio immediatamente è andare alla ricerca del secondo cuscino.

Termino qua i due post dedicati all'hashtag #GuardaComeViaggio e vi invito a partecipare numerosi!

sabato 26 agosto 2017

#GuardaComeViaggio: Le abitudini di viaggio dei blogger - 1 Parte

26 agosto 0 Comments

La mia Folle amica virtuale, padrona di casa del Blog Profumo di Follia, ha lanciato un hashtag, per blogger viaggiatori e non, davvero carino e quando ho letto il suo post mi sono detta ok, facciamolo! E' proprio una bella dea.
Si tratta, in poche parole, di raccontare ai lettori del proprio blog (sia che parli esclusivamente di viaggi o, come il mio anche di altri argomenti) come viaggiamo noi amanti di trolley e passaporto. 
Dividerò il post in sezioni, scopiazzando anche in questo l'amica Folle, ma mettendoci del mio. Ho creato una lista di 10 punti, divisi in due distinti post. 

Vediamo un po' i primi 5:

1. COME SCELGO LA META?

Neuschwanstein, Baviera, Germania

Di solito la scelgo col cuore e non col portafogli, motivo per cui non mi vedrete mai andare in resort a Sharm El Sheikh, cambiare discoteca ogni sera a Ibiza o tirarmela in posti come Cortina, Courmayeur, St. Moritz o che ne so...  Malibu. Un luogo lo scelgo completamente a sentimento. Deve evocarmi qualcosa il suo nome, il suo paesaggio, la sua storia e la sua gente. Al portafogli non guardo mai, e non certo perché sia ricca, tutt'altro... è proprio perché non essendoci niente da guardare, scarto di conseguenza i viaggi troppo costosi. Resto di solito su mete che si aggirano fra il niente (oddio, proprio niente magari...) e i mille, mille e cinquecento Euro al massimo, quando proprio decido di svenarmi. 

Helsinki mi ha chiamata soltanto sentendone pronunciare il nome, Trieste mi è entrata nel cuore dopo che la mia migliore amica me ne ha parlato con immenso trasporto, Napoli l'ho sempre percepita come un parente che non vedo da secoli, il viaggio di nozze l'ho scelto in Messico e Guatemala perché affascinata dalla cultura Maya e dalla sensualissima lingua spagnola (e perché il Giappone costava il doppio). La Baviera l'ho amata grazie alla scrittrice Jane Jensen e al suo stupendo capolavoro Gabriel Knight. E così via... Insomma, scelgo la meta, se quando ne pronuncio il nome, mi torna indietro qualcosa. Altrimenti preferisco il divano di casa mia.

2. COME PRENOTO?

Escludendo il viaggio di nozze, che è stata un'eccezione, prenoto sempre in autonomia, solitamente su internet. Booking, Edreams, Trivago, ecc... sono siti utilissimi allo scopo. A meno che il viaggio non sia in territori a me completamente sconosciuti, lontanissimi, pericolosi e molto diversi rispetto ai miei usi e costumi, preferisco sempre evitare le costose agenzie. Se la meta invece è "complessa", per stare dalla parte dei bottoni e dormire sogni tranquilli, preferisco affidarmi a esperti del settore, ma finché rimaniamo in Europa, il problema della prenotazione in autonomia non si pone e visto che il portafogli langue, direi che mete simili possono aspettare.
L'unica meta "complessa" per la quale non userei l'agenzia di viaggio è l'India, ma solo perché ho la fortuna di avere dei contatti che mi aiuterebbero in tutti gli aspetti del viaggio, dall'alloggio al volo.

3. COME PAGO?

Rigorosamente con la carta di credito o il bancomat, online su siti sicuri oppure sul posto. In contanti mi capita di pagare, anche se di rado, il ristorante o l'hotel se non l'ho pagato prima, al momento della prenotazione. Preferisco che resti sempre traccia del mio pagamento, nel caso qualche gestore voglia fare il furbo con me, quindi quando posso evito i contanti. Nero su bianco, insomma, è sempre meglio.

4. COME VIAGGIO?

Mi piace molto il treno (è forse il mio mezzo di trasporto preferito) e tanti anni fa lo usai per andare a Monaco di Baviera, viaggiando circa dieci ore di notte, ma non in cuccetta. Arrivai moribonda, perché non c'è pericolo che io riesca a dormire in viaggio. Ho sempre paura che qualcuno mi rubi la valigia, mi faccia del male o di perdere la stazione. L'unico momento in cui riesco è in volo, perché non ho preoccupazioni di questo tipo. Però mi rendo conto che l'aereo è in assoluto il mezzo più comodo, veloce e sicuro. Detesto invece partire in auto. Un tempo non avevo questo problema (ci andai persino a Praga in pieno inverno), ma invecchiando e mettendo su coscienza, mi rendo conto che le autostrade sono luoghi troppo pericolosi, quindi cerco sempre di viaggiare in treno o in aereo. E poi vogliamo parlare del bagno sempre a disposizione? 

Certo, questo non è un momento storico ideale per viaggiare, ma non possiamo di sicuro farci schiacciare dalla paura. Però devo confessarvi una cosa: In quanto moglie di un ferroviere, mi piace vincere facile. :)

Attendo con ansia l'avvento del teletrasporto.

5. DOVE DORMO?
Helsinki Hellsten, Finlandia

Cerco sempre e solo le tre P. Pulizia. Privacy e Posizione. 
Me ne sbatto se la zona è rumorosa (tanto dormo con i tappini), me ne sbatto se non ci sono persiane e tapparelle (male che vada uso la mascherina), me ne sbatto se il letto non è comodissimo, basta che sia pulito e me ne sbatto se il posto non abbonda di belle recensioni. 
Mi è capitato di dormire in ottimi ostelli, in dignitosissimi hotel a una stella, pensioni, b&b, baite, agriturismi e una volta, tanto tempo fa, persino in una casa "cantoniera", se così la vogliamo chiamare. Di norma cerco sempre posti puliti, con bagno in camera, economicamente accessibili e posizionati strategicamente rispetto a quello che voglio visitare della città. 

Non m'importa se il posto è arredato male, se c'è o meno il ristorante, se la colazione fa pena (tanto prendo sempre un caffè e buona grazia) o se manca di servizi base come la cassaforte, l'ascensore o il parcheggio. 

La mia soluzione preferita però, è l'appartamento indipendente. Niente orari da rispettare, si cucina quando si vuole facendo la spesa (il che è un grosso risparmio in termini di soldi) e spesso, non c'è nemmeno bisogno di conoscere il proprietario. A Helsinki, ad esempio, c'è la possibilità di affittare mini appartamentini totalmente accessoriati e deliziosi, utilizzando una prassi particolare. Al momento della prenotazione, il proprietario invia una mail con le istruzioni per l'accesso all'appartamento, ovvero l'indirizzo esatto con tanto di mappa,  il codice numerico da inserire nel tastierino che apre il portone del palazzo e un secondo codice che serve per aprire una piccola buchetta numerata presente nell'androne, che contiene le chiavi dell'appartamento. Al momento di andare via, si inseriscono le chiavi nella buchetta e solo dopo che il proprietario ha controllato in che stato avete lasciato la casa, preleva i soldi dal vostro conto. Se, ovviamente, avete danneggiato qualcosa, ve lo fa sapere e aggiumge al costo dell'affitto, anche quello del danno che avete arrecato.Vi assicuro che è un metodo semplice, che si basa sulla fiducia (non per niente siamo in Finlandia) e che funziona. A disposizione avevamo due biciclette, la lavanderia del palazzo, la sauna e una convenzione con alcuni ristoranti. Per la mia spiccata misantropia, questo metodo è eccezionale. Come Sheldon Cooper, sono una grande fan e sponsorizzatrice di qualunque cosa possa sostituire l'interazione umana. O quanto meno, l'interazione umana frutto di convenzioni sociali non opzionali.

Termino qua la prima parte di #GuardaComeViaggio e vi rimando alla seconda, che posterò fra pochi giorni! Buon Viaggio, Naviganti! 

giovedì 9 febbraio 2017

Diario di Viaggio: Helsinki Giorno 5 - Davide

09 febbraio 0 Comments

Ritorniamo insieme a Davide nella nostra bellissima Helsinki, per leggere il suo ultimo giorno di viaggio. Pronti a tornare a casa? Beh, Davide e la sua compagna di viaggio, no. :)

10/08/2010

            La nostra ultima mattina è dedicata al Museo di Scienze Naturali (Luonnontieteellinen), al cui ingresso si trova la statua di un alce; accanto alla biglietteria, si trovano un elefante, un facocero e delle faraone.

            Le prime due sale che visitiamo raccolgono le ossa degli animali, raccontandone la loro evoluzione. Tutte le didascalie sono in finlandese, svedese e inglese, i nomi degli animali anche in latino. Per la mostra temporanea, sempre a piano terra, il tema è “gli animali sulle navi”, con ricostruzioni di alcune parti delle navi, le attrezzature e ovviamente tanti animaletti, tra cui un topo gigante vestito da capitano all'ingresso della sala. 

            Al primo piano del museo una vera attrazione: il corpo mummificato di una foca di oltre 4000 anni. Su questo piano ci sono i diorama che illustrano i vari paesaggi del mondo, con la flora e la fauna caratteristica: spettacolari soprattutto quello dell'orso polare che cattura la foca mezzo sommerso, gli orsi che acchiappano i salmoni che risalgono il fiume – l'effetto dell'acqua in movimento è incredibile – e la tigre che sta per prendere un cervo in mezzo alla neve. 

Inoltre i titoli dei diorama sono molto poetici: "La primavera si risveglia nella Taiga del Canada Occidentale”, “Erba lontana fino a dove gli occhi possono vedere..."

            All'ultimo piano, per la gioia di Davide, che sembra un bambino davanti ai regali la notte di Natale, ci sono i dinosauri: uno Shunosauros Lii, un Gigantosaurus Carolinii, un Plesiosaurus e una testa di T-Rex.

Questo scatto è della sottoscritta e risale al 2008 :)
            C'è anche uno spazio dedicato agli oggetti usati dall'uomo, sul balcone che dà sulla sala dei dinosauri: molto carino è il banco di scuola in legno di una volta; addirittura, in bacheca, sono esposti i cellulari (fa un certo effetto vederli lì).

            Per motivi di tempo non visitiamo la sala dedicata alla flora e fauna finlandese; torniamo per l'ultima volta a pranzo al mercato – oggi anelli di totano per entrambi, verdure per me e patate per Davide; scopriamo, con un certo orrore, che l'olio usato per friggere somiglia più a acqua tinta appena di giallo – recuperiamo le valige, andiamo alla stazione, pausa bagno (il bagno della stazione più bello e più pulito che abbia mai visto) e prendiamo l'autobus che ci porterà in aeroporto.

È GIÀ FINITA!!!

Non vedo l'ora di tornare.

sabato 4 febbraio 2017

Diario di Viaggio: Helsinki Giorno 4 - Davide

04 febbraio 0 Comments

Rieccoci insieme all'amico Davide, per raccontarvi il quarto giorno del suo viaggio in quel di Helsinki! Venite con noi! :)

09/08/2010

            Oggi abbiamo fatto tutto con molta calma. In programma l'itinerario 3.

            Dopo colazione ci siamo diretti verso la Johanneksen Kirkko (la chiesa dei due spunzoni, per dirla alla maniera di Davide) per vedere l'interno, ma era chiusa. Purtroppo qui la maggior parte dei siti e dei negozi apre intorno alle 10-11.

            Facciamo una passeggiata e passiamo davanti al “Tavastia”, al centro commerciale e di nuovo al Lasipalatsi, quindi ci dirigiamo verso la Temppeliaukion Kirkko, la Chiesa nella Roccia. Da fuori non le si dà molto credito: su una collinetta rocciosa, si erge solo una piccola parte della muratura e la cupola. Giriamo un po' intorno alla cupola, poi, dato che inizia anche a piovere, entriamo, insieme a una gita di giapponesi. All'entrata sentiamo il suono di un pianoforte: all'interno della chiesa (che, come le altre, è spoglia) si ha un'acustica assolutamente eccezionale, tant'è che vi si tengono numerosi concerti. Naturalmente facciamo molte foto – un grazie al signore tedesco che ce ne ha fatte un paio.

            Dopo ci dirigiamo verso Töölö, nel cui mercato, nonostante la pioggia, faccio il mio miglior acquisto della vacanza e anche della vita: una vaschetta di fragole, a prima vista bruttine, piuttosto sciupate, ma che sono dolcissime. A Töölö vediamo anche la chiesa con il suo giardino. Troviamo anche il tempo di tornare al Quartiere Olimpico dove compro la maglietta di Paavo Nurmi a babbo.

            Torniamo in Piazza del Mercato a pranzare, prendiamo le mazzancolle accompagnate da patate per Davide e insalata con una specie di salsa bernese forte per me. La salsa sarebbe per le mazzancolle, ma poiché l'olio per condire l'insalata non esiste, l'ho usata per il contorno. Sempre con calma facciamo un giro sull'Esplanade dove mangiamo le fragole – delizia!

            Se la mattina è stata nuvolosa con un po' di pioggia, nel pomeriggio il tempo si rimette ed esce una magnifica giornata.
            Prendiamo il bus 24 che ci porta all'isola di Seurasaari. Sull'autobus Davide semina l'ombrello, ma ce ne accorgiamo solo al ritorno dall'isola, troppo tardi.
            Seurasaari è stupenda. Vi si trova un museo all'aperto (a pagamento) dove si possono visitare le vecchie abitazioni del luogo. L'isola è ora disabitata, se si escludono i molti animali: corvi, anatre, piccioni, cigni (enormi), gabbiani e soprattutto scoiattoli.


          I simpatici roditori sono così abituati alla presenza umana che si avvicinano spontaneamente alle persone per prendere il cibo: purtroppo noi non ne abbiamo perchè credevamo che si potessero comprare le noccioline sull'isola. Indimenticabile Davide che, in mancanza di noccioline e nel tentativo di far scendere uno scoiattolo da un albero, tira fuori 50 euro proponendogli di prendere i soldi e di andarsele a comprare. Con 50 euro si possono comprare molte noccioline! (Citazione da Homer Simpson). Alla fine, con delle ghiande scartate trovate per terra, siamo riusciti a farli avvicinare e a farci le foto.

            L'isola comunque non è solo il tripudio di questi amori patatosi pelosetti: girovagando abbiamo visto un ristorante, l'anfiteatro nel quale, d'estate, si tengono molti spettacoli, le case in legno e il mulino a vento che fanno parte del museo all'aperto.

            Sulla via del ritorno ci fermiamo al Sibelius Park (Sibeliuksen Puisto) per vedere il monumento dedicato al compositore, molto particolare.

            Torniamo in hotel, doccia e si va a cena. La scelta ricade su “Zetor”, dove prendiamo una porzione gigante (è così che le servono) di stufato di renna con purè, mirtilli rossi e cetrioli (un centriolo tristissimo): ci fa schifo. Forse perché lo stufato di per sé non è un granché, forse perché probabilmente non era tutta renna (la carne era a straccetti), l'unica cosa buona era il pane scuro con il burro. Dopo cena ci fermiamo da “Carrol's“ e compriamo delle patatine fritte (nella speranza di rifarci la bocca) senza sale, fanno schifo anche loro. Rinunciamo a mangiare e andiamo al “Tavastia”, chiuso. Decidiamo di interrompere questo circolo vizioso di sfiga andando verso Piazza del Senato, dove facciamo le ultime foto alla cattedrale, e poi a vedere Piazza del Mercato di notte. Tira molto vento e fa freddo, così ci sbrighiamo per tornare in hotel.

            Domani andremo al museo dei dinosauri, faremo gli ultimi acquisti e partiremo.
            NON VOGLIO ANDARE VIA!

domenica 29 gennaio 2017

Diario di Viaggio: Helsinki Giorno 3 - Davide

29 gennaio 0 Comments

Eccoci tornati al diario di viaggio dell'amico Davide! Siete pronti per il giorno 3? :)

08/08/2010

            Scrivendo la data di oggi penso ai montalesi che sono andati all'Aquila. Io invece ho fatto un altro bel giro nella capitale finnica. La stanchezza del giorno prima non ci ha aiutati; quindi abbiamo intervallato i nostri itinerari con molte pause.

            Cominciamo dal riprendere l'itinerario 5, ma prima facciamo una breve tappa alla fontana di Diana e alla Johanneksen Kirkko per far loro le foto alla luce del giorno. Sulla vetrina di un negozio vediamo un simpatico cartello per i cani (e per i loro padroni): “vietato fare la cacca sul marciapiede”.
            Arriviamo al Memoriale dei Navigatori (Merenkulkijoiden Muistomerkki) in Ursinin Kallio; nello stesso posto, poco lontano, c'è anche uno skate park (deserto, data l'ora) e le ben già note tartarughe – anche Davide e la tartarughina della mia borsa ci fanno le foto sopra.
            Proseguendo su Merinkatu arriviamo a Villa Ensi, famosa per avere due sculture sul suo ingresso. In Armfeltintie troviamo un altro piccolissimo parco dedicato a Juhani Aho, autore finlandese. Ci dirigiamo verso il parco Eiranpuisto, deserto (a parte due tipi che dormivano sul prato) e curatissimo, e, dopo, verso la Agricolan Kirkko.
            Continuiamo facendo il giro della zona delle ville: Eiran Sairaala (ex ospedale), Villa Johannan (considerata una delle più belle ville di Helsinki) e infine le case colorate in Jugenstyl in Huvilakatu (dove troviamo anche una Vespa con tanto di sidecar).
            Ritorniamo alla Johanneksen Kirkko e al Museo del Design, qualche foto al Koulupuisto e andiamo verso il centro per riposarsi un po'. Decidiamo di entrare nel Duomo, ma non ho l'abbigliamento adatto, così siamo tornati in hotel dove ho preso e infilato in borsa una maglietta e un paio di pantaloni. Per tornare in centro abbiamo preso il tram.


            Come la Agricolan Kirkko, anche il Duomo all'interno è piuttosto spoglio, fatta eccezione per l'organo.

            Dato che era mezzogiorno, siamo andati al mercato per pranzo. Davide ha preso i totani e le patate (crude) e io delle palline di carne di mucca con le cipolle. È stato un errore perché erano molto pesanti. Comunque ho avuto tutto il tempo per smaltirle. Al momento di pagare un malinteso: la tipa del banco ci chiede “sixty euros”. È troppo! Davide le dà 50 euro e mi chiede se ne ho 10. Stavo aprendo il portafoglio quando Davide vede la tipa che sta per fargli il resto. Il dialogo:
            Davide: “Sixty euros?”
            Ragazza: “Sixtyn euros!”
            Rachele: “Sixty or sixteen?”
            Ragazza: “Sixteen!”
            Tutto risolto alla fine.

            La prima tappa del dopo pranzo è l'interno della Cattedrale di Uspenski, decisamente più ricca delle altre. Dopo la visita ci fermiamo dietro la chiesa e decidiamo il da farsi.
            Si parte per l'itinerario 2, che inizia da Piazza della Stazione (Rautatientori). Foto alla stazione (nella quale siamo entrati per sapere gli orari degli autobus), all'Ateneum e al teatro nazionale finlandese (Suomen Kansallisteatteri), con davanti la statua dell'autore Aleksis Kivi.
            Dietro al teatro si trova il Kaisaniemi Park, un parco che è ritrovo abituale degli studenti di lingua svedese. Vicino all'entrata si trova la scultura di un giovane alce. Con la cartina in mano, mentre decidiamo che percorso fare, si avvicina una ragazza che molto gentilmente ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto. Un po' spaesati (in Italia non sarebbe mai successo) ma con altrettanta gentilezza la ringraziamo dicendole di non averne bisogno. Vicino al parco si trova il Giardino Botanico dell'Università (Yliopiston Kasvitieteellinen Puutarha), nel quale decidiamo di non entrare ma guardiamo da fuori. Ci fermiamo a riposare sulle sponde del Kaisaniemenlahti (dove Davide si mette a sedere su qualcosa di strano, forse cacca di papera).
            Poco dopo ripartiamo, attraversiamo il Ponte Lungo (Pitkänsilta) e ci ritroviamo in Hakaniementori, che la mattina ospita il mercato. Dall'altra parte della strada si trova l'ennesimo piccolo, curatissimo e fiorito parco con la statua Nyrkkeilijät (“I due boxer”) – ovviamente ci facciamo le foto sceme. Sempre lì vicino c'è l'Ympyrätalo (Round House) e l'edificio residenziale Arena.
            Allunghiamo l'itinerario – per colpa mia – per vedere il sexy shop Aikuisten Lelukauppa, di proprietà del signor Valo (!). Dato che ci siamo, vediamo anche il piccolo parco Karhupuisto – che ha la statua di un orso – e la chiesa di Kallio (Kallion Kirkko), che ha uno splendido giardino davanti. Ci siamo anche entrati – ovviamente era spoglia – e io ho approfittato del bagno per fare pipì.
            Finita la deviazione, ci troviamo di fronte all'Eläintarhanlahti, un golfo, sul quale continuiamo la nostra passeggiata, arrivando nella zona delle ville in legno, dove regna una pace assoluta. Tra queste la più importante e la più bella è sicuramente Villa Kivi, sul mare, in legno bianco e usata dagli scrittori per cercare l'ispirazione. Villa Kivi e tutte le altre ville sono immerse nel verde, dal quale ha fatto capolino un coniglietto.
            Continuando arriviamo al Giardino d'Inverno (Kaupungin Talvipuutarha) – che è semplicemente magnifico. Lì vicino c'è lo stadio e dovremmo uscire dal Giardino e fare un lungo giro per arrivarci. Davide esclama: “Col cazzo!”, vediamo delle transenne (una parte del giardino era in ristrutturazione), le spostiamo, passiamo, le rimettiamo a posto ed arriviamo allo Stadio in poco tempo.
            Finalmente allo Stadio Olimpico (Olympiastadion)! Facciamo il biglietto per salire sulla Torre (72 metri). Fortunatamente per noi si può salire i primi 11 piani (su 13) solo con l'ascensore! La vista è mozzafiato e si riesce a vedere tutta la città. Da lassù telefono a babbo per dirgli dove sono. Infatti lo stadio è intitolato a Paavo Nurmi, il “finlandese volante”, un famoso maratoneta degli anni '20, al quale, insieme a Lasse Viren (corridore degli anni '70), hanno dedicato due statue fuori dallo stadio – e babbo, corridore veterano, ovviamente sa chi sono. Non siamo potuti entrare dentro lo stadio perché era in ristrutturazione.


            Si continua lungo Töölönlahti, pieno di persone che camminano, fanno jogging e vanno in bici, mentre noi ogni tanto ci concediamo una pausa. Attraversiamo l'Hakasalmen Puisto, che si trova nei pressi di casa Finlandia (Finlandia Talo), in ristrutturazione. Dall'altra parte della strada si trova il Museo Nazionale (Suomen Kansallismuseo), sul cui ingresso si trova la statua di un orso.
            Nei pressi c'è anche il Parlamento, il Museo di Arte Contemporanea Kiasma (mi sarebbe piaciuto andarci, altro motivo per tornare a Helsinki), il palazzo di vetro (Lasipalatsi) e il centro commerciale Kamppi.

            Anche se mancano poche cose da vedere, torniamo alla stazione e, distrutti, ci avviamo in albergo. All'hotel chiediamo ad Aino informazioni sul bus rosso della Koff (sul quale si può fare il giro turistico della città bevendo birra, ma che purtroppo non circola nel fine settimana) e Davide si fa spedire le cartoline.

            Dopo la doccia andiamo a cena da “Subway”, a due passi dall'albergo, una catena di paninerie in cui scegli tipo, lunghezza e ripieno del panino. Ci mettiamo a sedere vicino alla vetrina e io noto che l'aria si è fatta verde. Chiedo a Davide se è scuro il vetro o è cambiato qualcosa nel cielo e lui punta sul vetro scuro. Detto ciò, si alza un fortissimo vento e si fa nero tutto d'un colpo. Mi accorgo che comincia a piovere e facciamo una corsa per tornare in hotel. Rientrati in hotel, scoppia un temporale. Chiediamo ad Aino che tempo farà domani: su Internet mette pioggia, ma lei ci dice che questi temporali vanno e vengono. Lo voglio sapere perché non è un granché passare la serata in hotel, inoltre avevamo deciso di andare al “Tavastia” – per il quale avevo pure rinnovato le Converse – ma niente da fare. Speriamo che domani sia bel tempo.
            Riporto i miei pensieri scritti quella sera stessa:

            ORE 21:25 – HELSINKI – 08/08/2010
            Ha cominciato a piovere! Una bufera! Ed è cominciata all'improvviso! È una pioggia torrenziale, speriamo che finisca presto. Abbiamo fatto in tempo a cenare, meno male che eravamo vicini all'albergo.
            NON VOGLIO RIMANERE IN HOTEL STASERA!


            P.S. ORE 23:10 – mi pare che abbia smesso...

sabato 21 gennaio 2017

Diario di Viaggio: Helsinki Giorno 2 - Davide

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Eccoci tornati con il secondo giorno di viaggio dell'amico Davide! Che ne dite di saltare a bordo e fare un giro con noi?

07/08/2010

            Sveglia presto, ci vestiamo e scendiamo nel piano interrato a fare colazione. La zona della colazione è un'elegante cantina in pietra. La colazione, a buffet, è varia e comprende sia dolce che salato. Io prendo del tè verde accompagnato da due paste (un cornetto vuoto e una pasta con le gocce di cioccolato) e il succo d'arancia. Davide invece prova il caffè (per dargli un po' di sapore ci mette lo zucchero!), dei biscotti e il succo. Ritorniamo in camera per lavarci i denti e partiamo.
            Il programma della mattina è visitare la fortezza di Suomenlinna. Mentre ci avviamo scattiamo di nuovo qualche foto alla Vahna Kirkko, al Lönnrotinkatu, alla statua di Eino Leino sull'Esplanadi e a Havis Amanda. Dopo andiamo in Kauppatori (piazza del mercato) per comprare i biglietti del traghetto. Notiamo che ci sono già alcuni banchi del mercato, qualcuno col tendone arancione (che vendono roba da mangiare – frutta, verdura e pesce, sia fresco che pronto per essere mangiato), altri col tendone bianco (che vendono soprattutto souvenir e pellicce). Ci mettiamo in coda per prendere il biglietto della JT Lines, ma era sempre chiuso e si formava già una bella fila. Ci accorgiamo che sta per partire un altro traghetto, quello della HKL; decidiamo allora di prendere quello. Il tragitto è breve e scattiamo molte foto ai vari isolotti che incontriamo – isolotti che spesso ospitano una sola casa!
            Alle nove e mezzo l'isola-fortezza si rivela estremamente tranquilla e quindi completamente godibile. Per visitarla seguiamo, in linea di massima e con qualche deviazione, la Blue Route.
            Appena scesi ci troviamo di fronte un edificio rosa del periodo russo, il Rantakasarmi. Lo attraversiamo e vediamo sulla nostra destra le case in legno e un edificio in mattoni rossi, che un tempo era una scuola. Sulla sinistra si trova invece la chiesa russa. Lungo il nostro cammino vediamo le mura difensive dell'isola e il museo militare in mattoni rossi.
            Raggiungiamo il centro informazioni dove chiediamo una cartina dell'isola, attraversiamo il ponte (Suomenlinna è formata da più isole collegate da ponti; le più importanti sono Iso-Mustasaari, dove siamo sbarcati, Susisaari e Kustaanmiekka).
            Camminiamo, attraversando i tunnel di pietra, anche solo per scoprire cosa c'è dalla parte opposta. Arriviamo nel cortile dove si trova la tomba di Ehrens Värd e un'ancora gigante. Vediamo anche dei cannoni – ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le epoche sull'isola. Ci fermiamo un attimo a riposarci al parco Piper (Piperin Puisto), il più antico dell'isola.
            Si riparte! Dall'alto di una collinetta vediamo una spiaggia dove è possibile fare il bagno: un po' di tentazione c'è, ma non abbiamo il costume e vogliamo andare avanti. Continuiamo la nostra passeggiata a Kustaanmiekka, vediamo altri cannoni e le trincee scavate dentro le colline. Arriviamo nel Rantavarustus, uno dei punti più meridionali dell'isola, da dove si può godere di una bella vista del Golfo di Finlandia.
            Torniamo verso nord; attraversiamo poi un tunnel molto buio e arriviamo al King's Gate, uno dei punti panoramici più famosi dell'isola, dove ci fermiamo un po' – Davide ha odiato immensamente una famiglia che si era seduta proprio nel mezzo e che secondo lui gli rovinava le foto. Continuando, vediamo il memoriale ai caduti e i bastioni Hyve (virtù), Kunnia (onore) e Hyvä Omatunto (buona coscienza); quest'ultimo ospita un teatro estivo, mentre Hyve una sala da tè giapponese.
            Arriviamo al sottomarino Vesikko, l'ultimo rimasto in dotazione alla Finlandia e trasformato in museo. Decidiamo di visitarlo: l'interno, ovviamente molto stretto, mostra come si viveva dentro al sottomarino. Era piuttosto interessante, anche se pagare 4 euro per cinque minuti di visita ci è sembrato un po' esagerato.
            Torniamo indietro a riprendere il traghetto. La visita alla fortezza ha richiesto circa tre ore, un tempo giusto per visitarla a dovere. Non abbiamo però visitato il museo del giocattolo: motivo in più per tornarci!
            Affamati, andiamo a pranzare al mercato. Dopo aver girato un po' prendiamo una porzione di anelli di totano e verdure per me e una fetta di salmone per Davide: molto buoni e a un prezzo ragionevole. Decidiamo che pranzeremo sempre al mercato. Piuttosto pieni, ci rimettiamo in marcia per smaltire, e Davide si accorge di aver lasciato la borsa al mercato! Fortuna che siamo a due passi dal banco dove ci siamo fermati e la borsa era rimasta lì; così, entrambi con una fibrillazione atriale maligna, riprendiamo il nostro giro, che prevede la zona di Piazza del Senato (Senaatintori) con i suoi dintorni e il quartiere di Katajanokka.
            La prima tappa – obbligatoria – è il Duomo (Helsingin Tumiokirkko), ma non possiamo entrare causa una qualche funzione religiosa. Ad ogni modo è incredibile vedere come il bianco dei muri e il verde delle cupole risalti nel cielo azzurro sgombro di nuvole. Alla destra del Duomo si trova l'Università (Helsingin Yliopiston), con accanto la sua biblioteca, e alla sinistra il Palazzo del Governo (Valtioneuvoston Linna), due edifici molto simili.
            Proseguiamo poi su Aleksanterinkatu, dove un negozio di souvenir ha, fuori dalla porta, una renna impagliata! Facciamo la fila per fare la foto: l'immagine ritrae Davide che, con sguardo pseudo-cattivo, tenta (invano) di strangolare la povera bestia.


            Andando avanti si trova la residenza del sindaco, una bassa casa rossa. Ci avviamo verso la Cattedrale di Uspenski (Uspenskin Katedraali), la chiesa ortodossa fatta costruire durante il periodo russo. Anche qui, purtroppo, non riusciamo a fare le foto, causa matrimonio.
            Il nostro itinerario comunque prosegue nel quartiere di Katajanokka. A farci da ingresso ci sono i due edifici Tallberg (in rosso) e Aeolus (in verde chiaro). Mi viene sete e compro una bottiglietta d'acqua a un chiosco: 3 euro! Tra l'altro il tipo del chiosco mi ha venduto una bottiglietta di vetro, quindi sono costretta a finirla subito; si presenta la questione di capire in quale contenitore vada buttata (ovviamente fanno la raccolta differenziata), dato che le scritte sono solo in finlandese. Sto per chiedere informazioni, quando vedo delle persone che buttano una bottiglia di vetro; seguo l'esempio e si riparte.
            Ci addentriamo in Katajanokka, il quartiere elegante di Helsinki. In questa zona convivono stili vecchi e nuovi: si va dal neoclassicismo al romantico nazionale, dallo Jugenstyl all'arte contemporanea. Proseguendo in Luosikatu vediamo un vecchio modello di FIAT Punto verde – scusate, ma mi sembrava di dovere mettercelo.
            Continuando la passeggiata vediamo gli edifici Eol, Olofsborg e il casinò. Vediamo per la prima volta delle grosse tartarughe di pietra ai bordi di alcune strade; in seguito scopriamo che il buco che hanno sul guscio serve per metterci i pali dei cartelli stradali. Ce ne sono dappertutto in città e la sottoscritta, moderna amazzone, ci monta a cavalcioni – come documenta la foto scattata dal di lei paziente compagno di viaggio.


             Arriviamo davanti all'ex prigione di Katajanokka, ora albergo a 5 stelle, un bell'esempio di recupero di un edificio. Continuiamo lungo la costa, vedendo la rompighiaccio e le varie isole di fronte a noi. Ci fermiamo un attimo sugli scogli di Matruusinpuisto a riposare e poi si riparte: si torna verso il centro città.
            Andiamo a vedere il Palazzo presidenziale (Presidentinlinna) e Stora Enso, opera dell'architetto Alvar Aalto. Prendiamo Pohjoisranta (da cui si può vedere l'isola di Korkeasaari, dove si trova lo zoo) e ci addentriamo nel cuore di Helsinki.
            Vediamo la più antica casa in legno della città, ora museo, e, proseguendo, un dipartimento dell'università. Lungo il percorso ci fermiamo nuovamente a comprare dell'acqua e scopriamo che è più conveniente comprarla nei supermercati. La gola mi istiga a comprare anche un succo di frutta che avevo visto spesso in giro, purtroppo però non sa di niente.
            Arriviamo nella zona politica della città, dietro Piazza del Senato. Qui Davide vuole fermarsi a vedere una fontana in stile moderno che sulla guida lo aveva ispirato, ma che ha miseramente deluso le sue aspettative; lì vicino si trovano la Sede degli Stati (Säätytalo) che ospita funzioni statali e la Banca della Finlandia (Suomen Pankki).
            Ritorniamo in Piazza del Senato e si parte con l'itinerario 5. Questo parte all'incirca dalla fontana di Havis Amanda, dove vediamo una piccola parata delle marine militari finlandese, danese, norvegese e svedese. Finita la parata, ripartiamo.
            Questo itinerario si snoda in luoghi meno frequentati dai turisti. Causa stanchezza, ne facciamo solo metà, rimandando il resto al giorno dopo.
            Andiamo verso il grande parco di Tähtitorninmäki, dove vediamo (solo dall'esterno) la Saksalainen Kirkko, il Monumento ai Caduti e l'Osservatorio, oggi sede del Dipartimento di Astronomia dell'Università. Ci fermiamo un po' a riposare: stare a piedi nudi sull'erba è fantastico e rilassante. Quando riprendiamo, vediamo un signore che tenta di far entrare il cane dentro la fontana del parco e il cane che guarda il padrone come se dicesse: “Vacci te!”. Vediamo anche sbucare dai cespugli un tenerissimo coniglietto che non vorrà farsi fotografare.
            Proseguendo il nostro cammino, passiamo davanti all'ambasciata russa e quindi entriamo in Kaivopuisto, parco che dà sul mare. Troviamo (miracolo!) una fontanella fatta a orso dove riempiamo le bottigliette. Vediamo anche un'alta piattaforma sorretta da una gru: Davide pensa che sia per vedere la città dall'alto e tenta inutilmente di convincermi a salire. Poi la verità: a giudicare dal ragazzo che si butta appeso a un filo, deduciamo che la gru serve per fare bungee jumping. Propongo a Davide di salire, dato che era così convinto... Siamo così coraggiosi che non riusciamo nemmeno a guardare.
            Usciamo dal parco e ci dirigiamo verso Ehrenströmsvägen dove vediamo la Statua della Pace. Rientriamo nel parco e visitiamo il quartiere delle ambasciate. Quelle più brutte e squallide sono quelle del Brasile e dell'Italia, che sembrano delle case popolari oltretutto venute male. Proseguendo vediamo anche le ambasciate di Francia, Regno Unito e U.S.A.. A quest'ultima, imponente, Davide fa delle foto, ma quando vediamo il cartello con il divieto di fotografare l'ambasciata e uscire un soldato armato di mitra, si affretta a cancellarle.
            Arriviamo a Ehrenströmintie, sul mare, dove ci fermiamo un po' a riposare sugli scogli. Da questo punto si vede anche Suomenlinna. Ritorniamo nel parco e andiamo verso l'Osservatorio Ursa (Ursan Tähtitorni); sentiamo anche un urlo terrificante: una vittima del bungee jumping, che fa girare tutte le persone presenti.

            Siamo troppo stanchi per continuare l'itinerario, decidiamo allora di tornare in albergo, farci una doccia e uscire per la cena. Decidiamo inoltre di andare anche a fare una bevuta. Giriamo nella zona centrale della città, non troppo lontani dall'albergo. Purtroppo i pub che troviamo non hanno da mangiare, così andiamo in un ristorante, l'“Iguana”, dove io prendo un'insalata di gamberetti e Davide i gamberetti grigliati: le porzioni sono abbondanti ma non salate. Per smaltire andiamo al Duomo dove ci fermiamo un po', e poi al pub “On the Rocks” (consigliatoci da un’amica) per una bevuta – per entrare chiedono gli IDs (documenti), quindi scopriamo – con piacere – che non ci sono ragazzini. Il pub è strapieno e fortunatamente, come anche in Italia, non si può fumare dentro i locali. Qui vediamo il sosia di Francesco Guccini che gioca (male) a biliardo, ma aveva una fortuna... Dopo aver finito la birra (presa solo da Davide), torniamo, stanchissimi, in albergo.

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