Visualizzazione post con etichetta Helsinki Kiitos. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Helsinki Kiitos. Mostra tutti i post

lunedì 26 agosto 2019

InterView: Helsinki - Alessandra

26 agosto 0 Comments

Buongiorno a tutti, cari Naviganti!
Oggi, dopo un sacco di tempo, torniamo a parlare di Finlandia! Se vi siete persi l'ultima intervista che ho fatto in merito, ovvero quella al grande Maurizio Margaglio, campione mondiale di danza sul ghiaccio e oggi allenatore della Nazionale Finlandese di pattinaggio, vi lascio i link della PRIMA e della SECONDA parte!

Oggi parliamo invece con Alessandra, una nuova amica che mi ha contattata prima di partire per avere qualche informazione e dritta sulla Finlandia e sulla sua capitale.

Sentiamo cosa ci racconta del suo recente viaggio! Le fotografie di questo post, sono scatti di Alessandra! 



Ciao Alessandra! Prima di tutto grazie mille per il tempo che hai deciso di dedicare al mio blog! Iniziamo subito con una domanda facile facile. Perché proprio la Finlandia?

Adoro la musica metal!E il freddo.Caratterialmente sono molto “nordica”.Mi piace l’ordine, la precisione, lo spazio personale, il silenzio…Sommando le cose, è stata un’evoluzione naturale venire a visitare la Finlandia… dopo anni di ricerca e risparmio.

Nel tuo viaggio, sei rimasta a Helsinki o hai gironzolato? Quali tappe hai toccato e quali intendi toccare nel tuo prossimo viaggio in terra Finlandese?

Ho fatto base a Helsinki per l’hotel e per gli spostamenti è molto comoda viaggiando da sola. Ma ho fatto una giornata a Tampere a visitare un’amica. Poi ho girovagato Helsinki in lungo e in largo (e in salita!)In totale son rimasta 5 giorni completi e me la sono girata molto con comodo, anche sapendo che ci sarei tornata.Infatti, ad ottobre ritorno, faccio tappa a Rovaniemi e tornando, qualche giorno a Helsinki per vedere quello che mi manca… ancora troppo!

Il tuo breve rapporto con la popolazione finnica in generale come è stato?

Contrariamente a quanto si pensi, è un popolo molto amichevole. Una signora in treno da Tampere, capendo che ero una turista, si è messa a chiacchierare e altre 2 persone poi si sono unite. Ed è ancora più sorprendente vedere quante persone sono state in Italia!



C'è un luogo che ti è rimasto particolarmente nel cuore? Quello che ti fa sospirare anche ora, quando ci pensi.

La chiesa nella roccia!

Cosa ci racconti della gastronomia finlandese? Per un italiano è sempre traumatico mangiare all'estero. Lì, come ti sei trovata sotto questo aspetto?

Premesso che io mangio tutto e ovunque… una volta che ho carboidrati mi adatto bene al resto… Ma ammetto che ho mangiato veramente bene. E non parlo dell’hotel, ma di solito seguivo la gente e mi fermavo dove si fermavano i finlandesi. Quindi ho mangiato alle bancarelle del porto, in un ristorantino indiano dentro al centro commerciale, componevo il pasto tra un panettiere e una bancarella di frutta…

Piccolo aneddoto made in Italy: la sera prima di partire sono stata a cena dalla nonna, non avendo nulla in casa… e son tornata a casa con una schiscetta di insalata di riso, che mi sono portata con me. “Della serie, non sia mai che arrivi in hotel e ancora non sai dove andare a cenare, è tardi, è buio, sei stanca”. Quindi ero in hotel, con una pulla, una tazza di te caldo e l’insalata di riso della nonna. Alla schiscetta della nonna non si può dire di no… anche se immagino la faccia di chi ha passato lo zaino ai raggi X :)

E il freddo? Ormai, l'errata (o meglio imprecisa) convinzione che Helsinki e la Finlandia siano freddissime, ce l'hanno un po' tutti. In base alla tua esperienza, che ne pensi?

Anche qui, doverosa premessa, io amo il freddo e non lo soffro molto. A settembre non faceva freddo, con 10 gradi giravo tranquillamente con la felpa aperta e t-shirt a maniche corte. Come se fossi, se non anche meglio, qui in Italia.



C'è qualcosa che non capisci dei Finlandesi? Un atteggiamento, un'abitudine... usi e costumi... qualcosa che davvero fai fatica ad accettare perché lontano dal tuo modo di vivere?

Attraversano sulle strisce pedonali e tutti rispettano i semafori!Sembra assurdo, ma Milano è un corso di sopravvivenza essere in strada; pedone o automobilista che tu sia, sviluppa una capacità di adattamento che i navy seals ci invidiano.

Ci descrivi un po' la natura? Qual è il posto più bello, dal punto di vista naturalistico e paesaggistico, che hai visto e che quindi consigli di vedere assolutamente?

Helsinki, rispetto al resto della Finlandia, è poco natura e più metropoli. Oltretutto è stata una vacanza più turistico-cittadina, ad ottobre è più into the wild… ma molto wild! Dalla nuotata nel ghiaccio alla cena coi Sami… a tutte le slitte che potrò fare…Ma la crociera è imperdibile!



Ci racconti un aneddoto divertente che ti è capitato quando eri lì?

Arrivo in stazione a Helsinki, il papà-radar capta che sono arrivata e mi chiama al telefono. Liquido in fretta perché sta arrivando il Taxi. Salgo, saluto in qualche lingua che vagamente si avvicinava al finlandese il taxista che mi fa “Ciao, come va?”3 ore di volo, 2500 e oltre km e becco il taxista che ha vissuto un anno in Italia e con cui ho parlato in italiano fino all’hotel… più sorpreso lui di me di vedere una ragazza in vacanza a Helsinki che io di trovare un finlandese che parlasse italiano…


Quali consigli ti sentiresti di dare a chi volesse intraprendere un viaggio in Finlandia simile al tuo?

Di farlo!Ho rimandato per troppo tempo per paura di chissà cosa ci fosse, di chissà quali difficoltà avrei incontrato, di chissà quali problemi avrei potuto avere…E alla fine è stato più incasinato muovermi nel parcheggio di Malpensa che tutto il resto.


Ti sei portata a casa qualche souvenir? Raccontaci cosa hai comprato! :)

Dei mini cioccolatini rotondi ricoperti di confetto alla menta, creme viso e colorate della Lumene (l’unica crema colorata della mia biancagione, 01 finlandese) e i catarinfrangenti da zaino… ottimi souvenirs, costo contenuto, utili e poco impegnativi come spazio e peso in valigia. Li consiglio!Qualche calamita per la famiglia, non amo fare souvenirs.Avevo anche preso 3 pulla da portare a casa… ma hanno trovato me sul loro ritorno a Milano. :)



Quale soluzione hai trovato per alloggiare e come pensi che ti muoverai la prossima volta?

Doveroso il Santa Claus Holiday Village a Rovaniemi e per Helsinki torno allo stesso hotel, almeno già conosco la logistica.E volo Finnair.

Hai avuto modo di testare la movida serale?

Ovvio! Vuoi andare fino a Helsinki e perderti un concerto al Tavastia?Eresia!Mi sono giustamente goduta il concerto dei 69 Eyes al Tavastia e un breve aftershow al Riff (il giorno dopo dovevo alzarmi troppo presto mannaggia).

Se la Finlandia fosse:

Un libro: frasario finlandese, l’ho comprato praticamente nella sala d’attesa dell’imbarco per il ritorno.

Uno stato d'animo: l’eco della goccia. Il movimento di ogni goccia, individuale, si fonde armonicamente con quello delle altre gocce, senza intralciarsi. Ma sul treno per l’aeroporto sentivo già la nostalgia.

Un sapore: cannella! Amo la cannella ma i dolcetti che vendevano nella panetteria del centro commerciale Kamppi, ne ho mangiati tantissimi ma sono ancora troppo pochi per esserne sazia!



E' arrivato il momento Marzullo. Fatti una domanda (ovviamente sulla Finlandia) e datti una risposta! :)

Se ti piace così tanto, perché non vai a vivere in Finlandia?

Io mi sono trovata bene, quasi meglio che in Italia. Ma una settimana da turista è troppo poca per giudicare.
La cosa che mi ha fatto più riflettere e dispiacere, è che Helsinki è una città a misura di essere umano, io ho una disabilità motoria e ho viaggiato da sola senza trovare alcun problema, per una settimana mi sono sentita “sana”.
In Italia sembra che ogni cosa sia creata per creare un ostacolo invece di aiutare…ed è triste fare questa riflessione sul proprio paese di nascita.

sabato 21 luglio 2018

InterView: Helsinki - Nientepopodimeno che Maurizio Margaglio! Seconda parte.

21 luglio 0 Comments

Bentrovati cari Naviganti! Siete pronti per leggere la seconda parte della bellissima intervista che mi ha rilasciato Maurizio Margaglio? 
Se vi siete persi la prima (malissimo!!!) dove rimediare subito cliccando qua!


Proseguiamo quindi con le domande!

C'è un luogo dove ami particolarmente andare, magari a passeggiare e a riflettere lontano dal caos (seppur molto blando) della città?

Guarda, devo dire che a Helsinki è abbastanza facile trovare questi angoli un po' "privati" e di grande bellezza dove puoi stare veramente solo e tranquillo. A me piace molto camminare per la costa... mi piace moltissimo la costa di Helsinki! Ci sono, per esempio, delle isole come Lauttasaari, Seurasaari o le coste di Eira e Kaivopuisto che sono perfette a questo scopo. Anche se sei nel tessuto cittadino, nel giro di cinque minuti a piedi resti tu, la scogliera, il mare e nient'altro. Quindi sono situazione molto belle. Noi abbiamo scelto di vivere in centro, vicino al porto che va a Tallin, quindi al Länsisatama, proprio perché c'è questa vicinanza al mare, tanto spazio per camminare, tanti parchi, abbiamo di fronte Lauttasaari... insomma ci è piaciuta. E' molto ventosa, ma ci è piaciuta comunque moltissimo.

E invece con la lingua, come te la cavi? Lì parlano tutti inglese molto bene, ma col finlandese come va? Ci stai provando, lo parli un po'?

Allora: è chiaro che il finlandese è, come dire, un pelino ostico. All'inizio avevo tante belle speranze perché devo dire che con le lingue sono abbastanza veloce, non è mai stato un problema per me imparare nuove lingue o fare nuove conoscenze e invece il finlandese si è rivelato veramente difficile e credo che il problema principale lo abbia evidenziato tu: parlano tutti benissimo inglese quindi, anche quando ci provi, appena il finlandese capisce che sei in difficoltà, parla subito in inglese perché comunque vuole risolvere la questione. A loro non piace tanto parlare finlandese con chi non lo parla bene: si stufano prestissimo, nel senso che con una frase o due capiscono che tu non capisci, e lì è finita la conversazione. Apprezzano sicuramente lo sforzo, ma capiscono che è una via difficile e quindi switchano subito sull'inglese pensando: "Almeno così ci capiamo e risolviamo la questione". Non vogliono portarla sulle lunghe.
E' diverso se in famiglia hai un finlandese. I miei figli, che frequentano le scuole e hanno tutti amici finnici, conoscono la lingua perfettamente. Gabriel quando ci siamo trasferiti aveva 4 anni, in sette anni lo ha imparato benissimo e parla finlandese in modo perfetto: ci fa lui da traduttore. Loro hanno avuto la fortuna di parlarlo fin da piccolini e con gli amici hanno imparato anche lo slang, che poi è un'altra situazione molto complicata, perché in Finlandia il parlato è completamente diverso dallo scritto. Anche nei corsi di finlandese, quello che impari a scrivere è completamente diverso da quello impari a dire. Tagliano tantissimo le parole... insomma, se non hai una persona in famiglia che continua a parlarti in finlandese e ti spiega tutte le traduzioni, è davvero complicato.
Anche usando il traduttore di Google, per esempio, - cosa che noi facciamo in continuazione a causa dei mille documenti come bollette, contratti, ecc... - è comunque ostico, infatti quando vengono degli amici finnici a trovarci, ne approfittiamo: "Senti, mi è arrivata questa bolletta, mi puoi spiegare che cacchio vogliono esattamente?" Perché anche col traduttore non riesci a cavare un ragno dal buco. Le traduzioni ti danno delle opzioni che tu dici: "Boh, ma cosa vorranno? Una mia firma, o magari un atto firmato da un altro, con sotto anche la mia firma..." Insomma, non si capisce, perché le sfumature della lingua sono veramente notevoli.



E' una domanda di rito che faccio un po' a tutti, soprattutto perché per noi italiani la gastronomia è un argomento molto delicato: ti manca la cucina italiana o i sapori nordici si fanno tutto sommato apprezzare? Insomma, in casa Margaglio cosa si mangia? Italiano, finlandese o una sorta di cucina fusion fra le due?

In casa Margaglio si mangia principalmente fusion italiano-tedesco con qualche sprazzo di finlandese. Ci siamo adattati e apprezziamo anche qualche piatto dalla Finlandia. Abbiamo preso qualche ricetta, come le piirakka... i bimbi, ad esempio, vogliono sempre le pulle... poi siamo spesso in giro a mangiare nei ristoranti dove proviamo i piatti tipici. Principalmente il pesce, quello devo dire che ci piace molto. Abbiamo anche amici finlandesi che ci portano alla scoperta di qualche piatto più tipico, meno conosciuto dai turisti, qualche ristorante particolare, però in casa devo dire che in generale noi cuciniamo più che altro italiano e un pochino tedesco, perché mia moglie è tedesca, quindi facciamo questo mix un po' strano. 

Quando torniamo in Italia però i nostri figli ci fanno mangiare pizza in continuazione! "Vogliamo la pizza, la pizza, solo la pizza, c'è la pizza! La pizza!!! Pizza, pizza, pizza!" Perché è complicato trovare la pizza buona in Finlandia, o meglio buona come la intendiamo noi; loro la riempiono anche di renna e mirtilli, però noi ci restiamo un po' così. Magari chiediamo una margherita "Pomodoro e mozzarella va benissimo!" e loro non ce l'hanno. Può essere difficile da trovare.

E non c'è qualcosa che proprio non mandi giù? Del Salmiakki, cosa mi dici? Io, ad esempio, faccio proprio fatica.

Ogni tanto mangio qualche caramellina di Salmiakki, ma più che altro la regalo agli amici che mi chiedono: "Mi porti qualcosa dalla Finlandia?"

Devo dire che ho trovato degli estimatori in giro per il mondo! Ho amici, come ad esempio un'amica ungherese che espressamente mi chiede il Salmiakki ogni volta che ci incontriamo. Lei impazzisce per quella liquirizia salata! Quindi vedi, ci sono anche estimatori di cose che per noi italiani sono un po' meno attraenti.

Alla fine penso sia abitudine. Per loro la mattina è porridge, io la mattina il porridge non riesco a mangiarlo, ma è solo una questione di cultura. D'altronde, quando li porto in Italia e la mattina ci facciamo cappuccio e brioche, loro lo fanno il primo giorno per farmi compagnia o farmi piacere, ma già il giorno dopo mi dicono: "Senti io mi faccio un panino col salame e il cetriolo!"

La tua famiglia come si trova a vivere così lontano dall'Italia? I tuoi figli sono soddisfatti delle scuole finlandesi e dei loro metodi educativi?

Noi stiamo bene in Finlandia, ma come qualunque "migrante" ti devi scontrare con qualche piccola problematica data da una cultura diversa, dai modi di fare diversi, dalle prassi diverse. Certe cose che in Italia sono scontate, in Finlandia non lo sono per niente. Come trovare posto al ristorante anche se non prenoti per il numero giusto di persone. Ad esempio, tanto per ridere, se in Finlandia prenoti per venti, devi presentarti in venti, se ti presenti in ventidue, loro ti dicono:"Mi dispiace ma gli altri due non possono entrare". Per me, questa è una roba impossibile.

"Ma come, te ne porto due in più, ci stringiamo..." 

"No". Sono molto rigorosi, a volte al limite della ragionevolezza. D'altra parte il loro ragionamento è: "Se prenoti per un certo numero di persone, io voglio farti trovare la tavola imbandita e apparecchiata perfettamente per quel numero di persone e se vi stringete perché siete di più, non posso assicurarvi il servizio di qualità che siamo soliti fornire". Il loro ragionamento tutto sommato è comprensibile, ma per noi è surreale perché in Italia pensiamo: "Ma sì, faccio aggiungere due sgabelli..." e il ristoratore anzi, è più contento perché pensa:"Faccio due coperti in più."

E' un piccolo aneddoto che però spiega il loro modo di pensare, piuttosto fiscale rispetto al nostro.

Come scuola invece i miei bimbi si sono sempre trovati molto bene. Hanno fatto l'asilo finlandese per un anno e poi son passati alle scuole tedesche, quindi abbiamo vissuto entrambi i sistemi e ci siamo trovati sempre molto bene, ma ci trovavamo bene anche con il sistema italiano. Siamo persone dall'indole molto aperta e tendiamo a non immischiarci nei percorsi didattici, mentre vedo che molto spesso i genitori, sia in Italia che in Finlandia, danno tanti giudizi anche sull'insegnamento, nello sport vogliono entrare quasi come fossero allenatori... noi, forse per la nostra esperienza personale, abbiamo avuto famiglie che ci hanno portato ad avere un grande rispetto per la scuola e gli allenatori, quindi cerchiamo di farlo anche noi con i nostri figli. Noi non diciamo niente e i bimbi si trovano improvvisamente bene, credo che la regola sia molto semplice. Penso che se la seguissero un po' più di persone, avremmo infinitamente meno problemi.

Noi ci troviamo bene ovunque andiamo, abbiamo girato il mondo, siamo molto aperti, abbiamo sempre ospiti a casa... adesso, per dirti, siamo qui in Italia -in questo momento in due posti diversi-, io a casa mia ospito 4 pattinatori finlandesi, a Helsinki abbiamo lasciato i nostri due gatti a un ragazzo italiano che vive in casa nostra per due mesi, noi gli abbiamo dato la casa e lui ci tiene i gatti... insomma siamo molto tranquilli... siamo "gente di mare".

Ahh quindi sei un gattofilo come me! Anche io ne ho due!

Sì sì! Due gatti! Anche se per loro la vita è un po' stressante, visto quanto ci spostiamo.



Immagina di avere davanti un italiano pronto a trasferirsi in quel della Finlandia, quale consiglio daresti in merito a cosa fare e a cosa non fare assolutamente?

E' una domanda complicata, perché dipende da cosa ti spinge ad andare in Finlandia. Se ad esempio la persona che ho davanti mi dice: "Guarda, vorrei fare un giro della Finlandia da turista perché mi attrae." Allora gli rispondo: "Va bene, vieni con uno zaino minimo e parti alla scoperta del paese anche in bicicletta, o magari anche solo camminando e sarà un viaggio spettacolare."

La cosa da non fare assolutamente, invece, è toccare le persone che non conosci. E' una cosa che da italiano capisci molto presto, perché noi appena incontriamo una persona, beh...  pacca sulla spalla, "smanacciate" a destra e a sinistra, abbracci, baci... direi che la maggioranza dei finlandesi ti fa un sorriso cordiale, ma dentro pensa: "Che vuole questo da me? Io non gli ho mai detto che poteva toccarmi, quindi sarebbe sufficiente spiegarmi le cose a parole mantenendo una distanza di venti, trenta centimetri, senza troppi gesti, senza troppa "caciara" e soprattutto senza toccarmi!"

Loro però ormai mi conoscono e accettano le mie provocazioni, io abbraccio tutti! Ad esempio ho dei pattinatori, magari dei quali conosco i genitori, che mi chiedono espressamente "Mauri, per favore vai lì e bacia e abbraccia mia mamma come fosse un'italiana, ti prego!" solo per poter ridere della sua reazione, perché sanno che questa mamma si irrigidirà come un ciocco di legno e inizierà a guardare il figlio con gli occhi sbarrati pensando:"Oddio cosa succede, perché mi abbraccia?" Per loro è un comportamento, soprattutto da sobri, inconcepibile...

Ci stiamo avvicinando alla fine di questa lunga e bellissima intervista, quindi ti faccio una domanda a brucia pelo: hai mai pensato seriamente di restare a vivere lì per sempre, a prescindere dal tuo lavoro come allenatore? O credi, prima o poi, di tornare in Italia?

Io non penso di restare a vivere per sempre da nessuna parte, alla fine sono abitante un po' del mondo e con la mia famiglia siamo sempre pronti a spostarci, a viaggiare. In questo momento siamo in Finlandia e siamo contenti di stare qua; molto probabilmente prolungheremo di qualche anno la permanenza e la collaborazione che ho con il comitato olimpico finlandese e quindi, al momento, questa è la mia vita, ma dire che starò qua per sempre non credo. Non so, non penso. Non sono stato tutta la vita in Italia, non vedo perché dovrei stare tutto il resto della mia vita in Finlandia. Noi siamo un po' globetrotters e vogliamo rimanerlo. 

Non sarà probabilmente il paese definitivo, ma certamente sarà un paese che rimarrà nel nostro cuore per sempre, perché da questo punto di vista, la vita in Finlandia ci ha fatto crescere sotto tanti aspetti e vivere in un paese straniero a lungo, ti porta a riconsiderare tante cose, per esempio anche la tua patria, in un modo diverso. Io quando torno in italia mi ritrovo a essere decisamente più ottimista della maggioranza degli italiani riguardo al nostro paese e questo, secondo me, è dato proprio dalle esperienze che uno vive stando all'estero. 

La gente pensa che in Finlandia non ci siano problemi, che vada tutto bene, che siano tutti onesti... sì, è vero, in linea di massima è così, ma poi scopri che il capo della squadra antidroga finlandese è andato in carcere dieci anni perché spacciava. Queste notizie però in Italia non arrivano e quindi pensiamo che solo da noi siano tutti corrotti, disonesti, ecc... quando il mondo in realtà è paese.



Ti racconto una cosa, così, giusto per sorridere. 

La metropolitana finlandese è una linea sola e per finirla sono arrivati in ritardo di quasi dieci anni. Se succede una roba del genere in Italia tu dici: "Eh va beh, siamo in Italia, figuriamoci se veniva finita in tempo...", ma se ti spiegassi che in Finlandia hanno fatto un errore talmente clamoroso, uno di quelli da non crederci, riconsidereresti la precisione finlandese in altro modo. 
Loro volevano fare la metropolitana automatica, quindi i treni dovevano fermarsi in stazione e le porte dovevano aprirsi automaticamente, come la metro di Parigi o a Milano (mi pare sia la linea lilla). Bene: hanno affidato a una ditta straniera la costruzione dei treni e questa ditta ha cablato un vagone prototipo che funzionava perfettamente, quando poi hanno cablato il secondo vagone, si sono accorti che questo si fermava in un punto diverso da quello prestabilito e mano a mano che cablavano altri vagoni, ogni vagone si fermava in un punto sempre diverso, quindi capirai che per una metro automatica, non fermarsi nello stesso punto, è un leggerissimo problema, visto che non si aprono le porte. Quando hanno scoperto questo, hanno chiesto ai finlandesi: "Ci potete dare lo schema di cablaggio dei vagoni?" scoprendo così che questo schema non esisteva. Facevano tutto manualmente e quindi ogni vagone era artigianale, fatto a mano, quindi da una parte il cavo era lungo 50 metri, da un'altra parte 49,5 e così via. Se tu questa cosa la racconti di una casa italiana, - del tipo premo un interruttore e si accende la luce nella stanza accanto - la gente si chiede: "Ma chi ha fatto questo impianto? Però dai, siamo in Italia, succede..." In Finlandia invece pensano: "Non è possibile, ma nooo, non può essere..." Hanno sbagliato TUTTI i vagoni della metropolitana. Quando sento queste cose io, da italiano, me la ghigno, mi nasce un sorrisetto all'angolo della bocca. "Allora vedete, ci prendete tanto in giro, poi fate queste cavolate pure voi!" E mi prendo una piccola rivincita.

Quindi quando torno in Italia vedo la bellezza del nostro paese. Alla fine guarda, forse siamo un po' "arrangini", ma come siamo capaci di arrangiarci noi...
In Finlandia mi trovo molto spesso a dover dare istruzioni su qualunque cosa e penso: "Dai ragazzi, non è possibile però, voglio dire: trovatela anche da soli una soluzione! Se non si può arrivare direttamente lì, girateci attorno e arrivateci da un altro punto!" e invece per loro la strada per arrivare in un punto deve essere una sola e perfetta. Se si trovano davanti a un ostacolo si bloccano, fanno fatica ad aggirarlo perché questo va contro al loro modo di pensare molto lineare. In Italia abbiamo imparato ad accettare l'imperfezione, ad arrangiarci per sopravvivere e per arrivare all'obbiettivo finale.
Da noi si chiama creatività. Noi italiani siamo creativi, loro invece fanno veramente fatica.

Quindi il tuo consiglio finale alla fine è viaggiare. Viaggiare sempre quando se ne ha la possibilità, perché oltre a farti rivalutare il tuo paese, ti fa crescere, ti fa vedere la vita in modo diverso.

Guarda, viaggiare credo sia un modo di vivere intenso che ti porta continuamente a cambiare. Volendo non importa nemmeno se stai cambiando in peggio o in meglio, ma stai comunque cambiando e quindi stai vivendo. Io trovo che sia importante. Faccio viaggiare tanto anche i miei figli e loro, poverini, a volte sono stremati, ma ora iniziano a capire anche la fortuna di poter scoprire culture diverse, paesi diversi, lingue diverse... ora con mio figlio più grande di 11 anni mi sto divertendo tantissimo a parlare italiano usando i diversi accenti del mondo e ci facciamo un sacco di risate, perché lui inizia ad avere una cultura delle lingue e vivere in un paese straniero gli fa capire anche l'ironia; secondo me è molto importante e come dicevi tu, ti fa apprezzare tantissimo da dove vieni, le tue radici, la tua stessa cultura.



E' un intervista bellissima, perché in realtà doveva essere incentrata sulla Finlandia, e lo è stata, ma questo finale pro Italia mi fa enormemente piacere e sinceramente non mi aspettavo saremmo arrivati a parlare di quanto siamo invece fortunati a vivere in un paese come il nostro.

Ma sai, io ci credo veramente in quello che ti ho detto, perché lo vivo sulla pelle. Forse rispetto ad altri italiani che si sono spostati all'estero, io non mi sono spostato perché "dovevo", ma per fare un'esperienza nuova, diversa e affascinante; sono andato all'avventura e alla scoperta. Non sono "andato via dall'Italia", che è diverso. 
C'è tanta gente che va via dall'Italia ed è incarognita col nostro paese, ne sa parlare solo male e io quando incontro queste persone semplicemente provo un po' di compassione e penso: "Che peccato, hai vissuto nel paese più bello del mondo e ne parli come se fosse una pattumiera". Quando non è esattamente così. Devo dire però che, chi si lamenta in questo modo, poi si lamenta anche all'estero, quindi lo trovo un po' un lamento costante, quasi fosse un'indole. Gente che magari alla fine rimane in Finlandia sei mesi e poi torna a casa dicendo: "Eh ma sai, non mi sono fatto degli amici, è difficile trovare lavoro... allora me ne torno in Italia." E allora perché ne parlavi così tanto male? Alla fine è difficile dappertutto, non è che che in Italia stavi male perché ce l'avevano tutti contro di te. 
Ti ripeto, se stai in Italia, la tua prospettiva è molto italiana e quindi vedi tutte le negatività che ci sono nel tuo paese: sostanzialmente non fai altro che piangerti addosso. Quando vivi all'estero invece ti rendi conto che anche lì la gente parla delle loro negatività e quindi puoi apprezzare quello che possiamo avere noi nella nostra bellissima Italia.



E dopo aver letto l'intervista, non ditemi che non vi è venuta voglia di vederlo danzare sul ghiaccio! Alzate la risoluzione a 1080p e gustatevi queste due performance di Maurizio Margaglio e Barbara Fusar Poli.



giovedì 19 luglio 2018

InterView: Helsinki - Nientepopodimeno che Maurizio Margaglio! Prima parte.

19 luglio 0 Comments

Oddio come sono emozionata, non potete capire!
Penso di poter affermare con una discreta dose di sicurezza che, quella di oggi, è l'intervista più emozionante io abbia mai fatto, e non solo perché si parla della mia amata Finlandia, ma perché il mio ospite è veramente speciale! 
Sto parlando del grandissimo Maurizio Margaglio!

Forse questo nome dirà poco ai non appassionati di sport, o di pattinaggio, ma Maurizio è stato campione europeo e mondiale di danza su ghiaccio in coppia con la bravissima Barbara Fusar Poli. Insieme a lei è stato campione nazionale ininterrottamente dal 1995 al 2002, nonché campione del mondo nel 2001 e bronzo olimpico nel 2002 a Salt Lake City (in totale ha partecipato a ben tre olimpiadi). Barbara e Maurizio hanno scalato progressivamente posizioni nelle competizioni internazionali, vincendo le prime medaglie per l'Italia nella storia della danza su ghiaccio.

Come lessi tempo fa in un'altra intervista che Maurizio ha rilasciato su Artonice.it: Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio non hanno soltanto scritto la storia della danza sul ghiaccio italiana, ma hanno aperto la strada alle generazioni successive.



Ditemi ora come potrei non essere emozionatissima ad averlo come ospite nel mio blog. L'intervista che leggerete oggi, in realtà risale a ieri e per la prima volta non è stata fatta via mail. Io e Maurizio ci siamo sentiti prima via Facebook (ma in quel momento era in Canada per lavoro) e poi al telefono e posso assicurarvi che è di una squisitezza unica. Un uomo alla mano, disponibilissimo e veramente simpatico! A tal proposito vorrei ringraziare pubblicamente Enrica, un'amica comune, che ci ha messi in contatto. 

Vi chiederete cosa c'entra un campione mondiale di pattinaggio con la mia rubrica dedicata alla Finlandia.  E' presto detto: Maurizio, da tempo, allena la nazionale finlandese di danza su ghiaccio e pertanto vive a Helsinki da qualche anno, precisamente dall'estate del 2011!

Dimenticavo! Magari non siete appassionati di sport, ma di musica sì. Beh, potreste aver visto pattinare Maurizio e Barbara nel video di Elisa (Heven out of hell) o in quello di Dolcenera (Un dolce incantesimo) !

Andiamo ora a leggere cosa mi ha raccontato del suo speciale rapporto di vita e lavoro con la Finlandia e con la sua capitale Helsinki. Siamo stati al telefono quasi un'ora, perciò questa stupenda intervista verrà divisa in due parti :)

Prima di iniziare, però, vorrei ringraziarti nuovamente per la tua grande gentilezza e per avermi dedicato un po' del tuo prezioso tempo! Sono immensamente onorata di ospitarti nella mia Casa virtuale e spero un giorno di poterti incontrare dal vivo, magari proprio durante una delle mie visite a Helsinki.




Qual è stata la prima cosa che hai pensato quando ti è stato chiesto di allenare giovani promesse del pattinaggio finlandese? Per altro, da quel che so, secondo sport nazionale dopo l'hockey su ghiaccio. 

Se devo dirti la verità, la prima volta che sono stato chiamato, ero da un lato sorpreso e dall'altro ovviamente lusingato. Sopreso perché non conoscevo bene l'ambiente del pattinaggio finlandese, quindi non sapevo cosa aspettarmi. Lusingato perché comunque penso che per un italiano, andare a insegnare o comunque a lavorare con i migliori pattinatori finlandesi - e quindi essere considerato un esempio da seguire -, per il nostro paese sia una cosa un po' eccezionale, come se noi chiamassimo un finlandese ad allenare la nostra nazionale di calcio. Quindi la prima sensazione è stata un pochino questa: di sorpresa e di lusinga perché è una cosa così strana che un italiano vada a insegnare pattinaggio ai finlandesi, visto che per loro è una cosa così naturale pattinare sul ghiaccio... quindi la cosa mi ha fatto molto piacere ed è anche forse per questo che ho accettato con molto entusiasmo quest'avventura.

Il pensiero di un trasferimento a tempo indeterminato nel freddo nord ti ha preoccupato in modo particolare o conoscevi già piuttosto bene la Finlandia, sapendo quindi cosa aspettarti?

Avevo già fatto un po' di viaggi nei paesi scandinavi come Svezia, Danimarca e anche Finlandia; non era quindi una situazione a me completamente sconosciuta e fra l'altro c'ero stato sempre in periodi invernali. Comunque lo sport mi ha sempre portato ad andare tanto in montagna, a viaggiare durante l'inverno, a ritrovarmi in posti anche molto freddi. 

Devo essere sincero: non è mai stato un pensiero. Andare in Finlandia non è mai stata una preoccupazione, e in effetti è stato più quello che pensavano le altre persone, quando io e mia moglie dicevamo che saremmo andati a vivere in Finlandia. Le prime domande sono sempre state: "Ma come farai a resistere... c'è sempre buio... fa freddo..." Certo, l'inverno è più lungo sicuramente, fa buio prima e forse è più questo aspetto che può impensierire piuttosto che le temperature, ma non è comunque la Luna, voglio dire, si può fare!  

A tal proposito, sei a Helsinki in questo momento?

No, stiamo facendo un allenamento a Milano e staremo qua fino a fine luglio, poi ricominceremo ad allenarci a Helsinki.

Ormai vivi a Helsinki da parecchio tempo, cosa puoi dirci riguardo le evidenti differenze culturali fra il popolo italiano e quello finlandese, anche magari riguardo l'approccio sportivo?


Beh, diciamo che abito lì dal 2011, quindi sono sette anni che vivo a Helsinki e mi è ormai chiaro che l'approccio culturale è diverso, ci sono tante caratteristiche, tante sfumature che danno una connotazione differente a come viene visto lo sport in Italia, oppure in Finlandia. 

La cosa principale che ho notato fin da subito è che quando parli di sport in Finlandia, quasi tutti te lo descrivono come il loro hobby. Mentre in Italia tendenzialmente chi fa sport, soprattutto facendo gare, te lo descrive come un'attività agonistica, quasi come fosse un secondo impegnativo lavoro, in Finlandia invece molto spesso quando chiedi "Da quanto tempo lo pratichi?", loro rispondono "E' il mio hobby da 10 anni...", quindi viene vissuto meno come un estremo agonismo; diciamo che a loro piace fare attività sportiva in generale e a volte capiscono in ritardo che bisogna dedicarsi completamente a una sola disciplina per raggiungere determinati livelli, e questa è una problematica che riscontro con i giovani: quand'è il momento di scegliere, intorno ai 14/15 anni, tante volte i ragazzi mi rispondono "Eh ma sai, io avrei tanti hobby e non vorrei lasciarne neanche uno". A 15 anni però, quando si parla di agonismo ad alti livelli, devi decidere. O fai il pianista, o il pattinatore, o giochi a pallavolo... insomma non puoi fare tutto.  In generale, avere tante passioni è una cosa positiva e loro sono molto eclettici, ma se parliamo di entrare in una Nazionale non si ha quasi tempo per fare nient'altro. Lì certamente le cose cambiano. Poi abbiamo anche tanti ragazzi che si dedicano assiduamente al pattinaggio e che sono chiaramente i migliori.

E' un concetto un po' difficile in Finlandia da recepire... mentre in Italia quando sei nella Nazionale, non dico che c'è un rispetto intorno diverso, però c'è sicuramente un'attitudine ad aiutare, a venire incontro. In Italia se ad esempio vai in un Palazzo del Ghiaccio a chiedere delle ore per allenare la Nazionale ti vengono date quelle migliori, mentre in Finlandia capita di sentirsi dire "Eh ma prima ci sono gli over settanta che devono giocare a hockey, quindi dovete aspettare che si liberi la pista." E tu pensi: "Ok, ma volete fare le cose serie a livello agonistico, oppure no?" Queste sono purtroppo le problematiche reali che ho riscontrato, presenti in un paese dove l'uguaglianza è molto sentita - ed è certamente una cosa ammirevole - . Non fraintendermi, è un aspetto che io amo della Finlandia, ma che molto spesso limita la loro forza a livelli altissimi di agonismo. 


E a proposito di questo, quali sono le attitudini delle istituzioni statali, amministrative e scolastiche nei confronti dello sport rispetto all'Italia?

La mia esperienza finlandese posso riassumertela in questo modo: quando vai in Federazione, entri negli uffici e parli col Segretario Generale, poi apri la porta e c'è il Presidente, così gli proponi un progetto olimpico e lui ti dice "Guarda, prendiamo l'ascensore, saliamo di un piano e ne parliamo direttamente col Segretario del Comitato Olimpico!"; ciò rende le cose estremamente più snelle.

Quello che vedo è che in Finlandia, col fatto che è tutto molto ridotto, molto piccolo, è anche tutto molto efficiente. Siamo pochi e quindi è ovviamente più facile gestire tutto. Un italiano che arriva in Finlandia nota subito che in banca o in posta non c'è fila, gli ospedali non sono mai affollati e si possono fare gli esami in qualunque struttura, il traffico non è caotico, i mezzi sono puliti, silenziosi, quasi vuoti...  Insomma, le amministrazioni devono gestire cinque milioni e mezzo di persone per tutta la Finlandia, ovvero poco di più della sola Milano e provincia, quindi quando sono in Italia non penso che le cose non funzionino -certo, sono più lente- ma se dovessimo gestire solo cinque milioni e mezzo di persone come fa la Finlandia, beh nemmeno da noi ci sarebbero le file, tanto per dirne una.

Ecco, mi ricollego al tuo esempio parlando proprio di ospedali: so che due dei tuoi figli sono nati proprio a Helsinki, com'è il sistema sanitario che hai avuto modo di conoscere personalmente?


La nostra esperienza sugli ospedali finlandesi è stata quasi un aneddoto divertente di quelli da raccontare. I primi due figli sono nati al Mangiagalli, la clinica più grande di Milano, quindi quando si arriva c'è una sala d'attesa con venti, trenta persone che aspettano costantemente, poi arrivi finalmente all'accettazione dove guardano la madre e dicono "E' ancora presto, manca ancora tanto, torni più tardi...", quando magari lei ha anche già le doglie. Ti rimandano a casa perché non c'è posto, poi ritorni e in sala parto ci sono quattro parti in contemporanea quindi l'ostetrica e la dottoressa passano da una stanza all'altra e ogni tanto vi lasciano soli. Alla fine poi i bimbi sono nati sani, tutto a posto, nessun problema, per carità. 

In Finlandia quando siamo arrivati, quasi non trovavamo il reparto perché era deserto, non c'era nessuno... abbiamo camminato lentamente alla ricerca di qualcuno finché a un certo punto è uscita un'infermiera alla quale ho detto "Mia moglie sta per partorire..."  e lei "Sì certo, accomodatevi." Ci ha portato in una stanza singola, ha messo mia moglie già nel letto, in due ore le hanno fatto le visite, in sala parto avevamo sette persone dedicate soltanto a noi. Sembrava quasi una clinica di lusso, quando invece era l'ospedale pubblico della città. Alla fine i bimbi sono nati comunque sani, è andato tutto bene esattamente come in Italia, quindi, come dicono a Milano "L'è l'istess!", però è chiaro che in Finlandia è stato diverso, sembravamo gli unici presenti, poi invece andando che so, nella sala mensa, abbiamo visto altre mamme, altri bambini, ma era tutto silenzioso. Persino i bambini appena nati non piangevano, io non so come fosse possibile! Erano proprio tutti tranquilli, quindi in confronto al guazzabuglio medievale di quando eravamo in Italia, per altro al quale noi siamo abituati, è stato surreale, in confronto alla situazione finlandese ci ha fatto sorridere. Pensa che in metropolitana, a volte, se stai chiacchierando con qualcuno, è facile che quello seduto accanto si volti e ti dica "A me non interessa ascoltare la vostra conversazione." E tu ci rimani malissimo, così abbassi la testa e pensi "Va beh, facciamoci questo viaggio in silenzio..." Diciamo che a volte è quasi eccessivo. Per loro il silenzio dice molte più cose di quelle che pensiamo noi. 

Dal punto di vista naturalistico, la Finlandia è un paese all'avanguardia. Immense foreste, circa 188.000 laghi (soltanto quelli censiti) e poche città davvero grandi da potersi definire metropoli. Com'è il rapporto uomo-natura, in Finlandia, è davvero così palpabile come sembra?

Sì. Si, lo vedi già dalla città di Helsinki, perché al di là del centro urbanizzato che è una piccola metropoli, esci pochi minuti dal centro e sei in mezzo alla foresta, ed è pieno di case, solo che son nascoste, non le vedi, sono quartieri interi che attraversi magari in bicicletta o in macchina, pensi di attraversare una foresta e invece quando hai qualche amico che ti invita a cena e metti la via sul navigatore, scopri che devi entrare in una foresta e dopo una viuzza sterrata ricomincia un pezzo di città con le case immerse nel verde. 

Non è nemmeno questione di rispetto, secondo me, è proprio una sorta di adorazione della loro natura. 


Non c'è finlandese che non ti dica "Vado al mio mökki." (Ndr: il tipico cottage di legno sul lago) E tu gli chiedi "Ma cosa fai quando sei lì?" e lui ti risponde "Niente, vado lì tre giorni, in silenzio a guardare la foresta e il lago." 


E' una cosa meravigliosa che a noi italiani, a cui piace la spiaggia affollata, un pochino colpisce perché alla fine noi cerchiamo la compagnia, loro cercano la solitudine e quindi questo si riflette in tutta la loro vita sociale, vogliono il loro spazio - che è sacro -, deve essere grande e l'unica cosa che può entrarci è la natura, quindi: il contatto con la natura, sì. Il contatto con le altre persone, solo a determinate condizioni. E' un po' il loro modo di pensare. Invece noi, forse perché sovraffollati, siamo come dire... abituati che le persone entrino nel nostro spazio e la viviamo quasi fosse una mancanza se questo non avviene.


Vi lascio con una delle meravigliose esibizioni di Maurizio e Barbara. 
Rifatevi gli occhi e gustatevela a 1080p!

E mi raccomando, Stay Tuned, perché fra qualche giorno pubblicherò la seconda parte dell'intervista!


martedì 5 giugno 2018

InterView: Helsinki - Salvatore

05 giugno 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti! Oggi torniamo a parlare, dopo tantissimo tempo, di Finlandia! Grazie a un forum al quale sono iscritta da tempo, ho conosciuto una persona, Salvatore, che ormai vive da molti anni a Helsinki. Chiaramente non mi sono lasciata sfuggire l'occasione per intervistarlo e lui, gentilissimo e disponibile, mi ha concesso qualche minuto del suo tempo per rispondere alle mie domande! Andiamo a conoscerlo e a scoprire insieme qualcosa in più della nostra amata Terra dei Mille Laghi.

Ciao Salvatore, prima di tutto grazie per aver accettato di essere mio ospite in questo spazio virtuale!

Come mai la scelta del tuo trasferimento è ricaduta sulla Finlandia e per la precisione sulla sua capitale Helsinki? Lavoro, amore, il caso, fascinazione per quella terra?

La scelta di andare a vivere in Finlandia è stata di lavoro e nello stesso tempo per amore. Nel senso che ero già sposato con una finlandese, sposati regolarmente a Roma.
La decisione di trasferirci l'abbiamo presa quando sono subentrate delle difficolta economiche e quindi la soluzione migliore era quella di andare a vivere in Finlandia.
Helsinki forse è stata casuale, perché in quel periodo c'era un'amica di mia moglie che doveva traslocare e quindi è subentrata lei con i nostri 3 figli. Era il 1995. Dopo sette mesi mi sono trasferito anch'io.

So che lavori o hai lavorato a Helsinki. Ci racconti com'è il mondo del lavoro? Soprattutto se paragonati alla situazione italiana?

Ora sono in pensione già da due anni. Il mondo del lavoro qui è un po' diverso rispetto a quello italiano. Si può trovare lavoro abbastanza in fretta. Meglio ancora se si ha qualche diploma.

Quali sono le difficoltà pratiche iniziali che hai incontrato, non appena ti sei trasferito e da quanto tempo, ormai, vivi lì?

Il trasferisi all'estero comporta sempre qualche difficoltà: prima di tutto si ha a che fare con una realtà diversa da quella che ci si lascia alle spalle, poi c'è il problema della lingua. Se sai l'inglese te la puoi cavare bene. Qui in Finlandia, ad esempio, non ci sono grossi problemi: la lingua inglese è la terza più parlata. Nel mio caso, non ho incontrato grossi problemi perché c'era mia moglie e ha provveduto a tutto lei: per il permesso di soggiorno e tutto il resto...


Immagino che l'Italia ti manchi almeno un po'. Cosa ti manca più di tutto, che in Finlandia proprio non c'è?

Certamente, lasciare l'ambiente in cui uno ha vissuto da sempe, un po' di nostalgia la porta, soprattutto all'inizio. Lasciare il proprio paese, i familiari, gli amici e il lavoro: sono cose che fanno parte delle proprie radici e certamente l'Italia è, appunto, la mia radice. Potrei dire che mi mancano tutte queste cose. Ma dato che i miei genitori non ci sono più, ciò che mi manca di più sono le mie sorelle.

Al contrario, cosa hai trovato in Finlandia che invece manca a all'Italia?

Ah! A questa domanda rispondo che qui ho travato diverse cose che mancano all'Italia., ma ne elencherò solo alcune, perché credo siano importanti.
Per i Finlandesi è importante l'onestà, la sincerità, la lealtà.
E, cosa ancor più importante, il senso di appartenenza: ci tengono molto alla loro bandiera. Saprai che a ogni celebrazione civica, viene issata la bandiera in ogni dove.
C'è molto rispetto per le istituzioni: verso il Presidente della Repubblica, che ogni finlandese riconosce come proprio rappresentante, verso le forze dell'ordine che subito intervengono se chiamate. Ecco, penso siano queste le cose che mancano all'Italia.

Il rapporto con la popolazione finnica com'è? Come vedono un italiano che vive e lavora in casa loro?

Negli anni precedenti il mio arrivo in Finlandia, l'italiano era rispettato e benvoluto (almeno credo).
Da diversi anni, forse intorno al 2000, credo, la situazione è cambiata. Non in peggio per noi italiani, ovviamente, ma perché qui, specialmente i Helsinki, sono arrivati molti immigrati per cui l'italiano è visto come tutti gli altri. Ma si sta bene.


Da quando sei lì, penso tu abbia gironzolato un bel po'. C'è un posto che ti è rimasto particolarmente nel cuore?

Per la verità non ho girato molto, ma c'è un posto che mi è rimasto, non dico nel cuore, ma quasi, perché davvero bello. Si tratta di un museo, per così dire all'aperto: Seurasaari.
È un'isola collegata alla terra ferma da un ponte. Sono state raccolte molte vecchie case in legno da diversi luoghi e fatto, appunto, un museo  cielo aperto. Il parco è molto grande e si può fare anche un picnic. C'è anche un ristorante e diversi posti per fare il grilli (grigliata). È un posto molto bello dove si può stare un giorno intero a contemplare la natura.

Cosa ci racconti della gastronomia finlandese? Per un italiano è sempre traumatico mangiare all'estero. Lì, come ti trovi sotto questo aspetto?

Per mia fortuna non ho problemi col cibo finlandese. Beh, diciamo quasi, perché alcune cose non riesco nemmeno ad assaggiarle e sono: il mämmi e il glög. Per il resto mangio tutto. Ma devo dire che in casa preparo io da mangiare, per cui cucino e mangio all'italiana. Comunque, nei supermarket si trovano molte pietanze già pronte, che vanno bene per i finlandesi.

Nota dell'autore: Il mämmi è un dolce tradizionale finlandese preparato e consumato a Pasqua; è un dolce a base di acqua, farina di segale e malto di segale in polvere, condito con melassa scura, sale e buccia d'arancia secca in polvere. Tradizionalmente il mämmi veniva conservato in piccole ciotole fatte di corteccia di betulla, chiamate tuokkonen. Oggi l'inscatolamento del mämmi in Finlandia prevede scatole di cartone stampate che simulano la corteccia di betulla. Di solito il mämmi si mangia freddo con panna e zucchero, salsa alla vaniglia o gelato alla vaniglia. Si mangia anche spalmato su una fetta di pane.

Il glögg è una bevanda tradizionale svedese e finlandese, tipica del periodo natalizio. E' una variante dei tanti storici vin brulé che si possono trovare nel mondo.

E col freddo, come te la cavi? Ormai, l'errata (o meglio imprecisa) convinzione che Helsinki sia freddissima, ce l'hanno un po' tutti. Tu che ne pensi?

Quando sono arrivato qui, le temperature invernali si aggiravano intorno ai 25 gradi sotto zero ed è stato così  per diversi anni, ma ora, da qualche tempo qui a Helsinki, non è più così. Tieni presente però che siamo nel sud della Finlandia, per cui la temperatura è certamente più alta che al nord. C'è da dire che è anche una questione di abitudine. Io, ad esempio, preferisco di più il freddo che il caldo.


E' difficile trovare casa, a Helsinki? Com'è il mercato immobiliare?

Carissimo! Ma penso sia abbastanza facile trovare un appartamento. L'edilizia è fiorente: vedo spesso le imprese lavorare a pieno ritmo: Helsinki cresce a vista d'occhio e, ahinoi, il verde diminuisce. Ma è abbastanza facile trovare casa, anche se cara.

C'è qualcosa che proprio non capisci dei Finlandesi?

Sì, non capisco perché i finladesi tendano ad abbreviare molte parole.

Ci descrivi un po' la natura? Qual è il posto più bello che hai visto fino ad ora, da quando sei lì?

La natura è molto importante per i finlandesi. Loro la adorano (e anch'io). Per me il momento più bello è quando vado per boschi. Da dove abito, per arrivare al bosco più vicino, ci vogliono cinque minuti a piedi. Ci vado spesso a passeggio con il mio cane. Nei boschi ci sono stradine di terra battuta e camminando, puoi ascoltare gli uccelli cinguettare e altri suoni che provengono dagli alberi. Se sei un po' sensibile, puoi sentire il fruscio delle foglie o immaginare di essere dentro una fiaba.

Mio cognato abita a Multia, 63 km a nord-ovest di Jyväskylä, ma dal paese si deve fare un bel po' di chilometri in auto. La sua abitazione è la vecchia cascina dei genitori, quindi in aperta campagna. Ogni tanto andiamo lì per qualche giorno, ma per arrivarci si attraversa una foresta molto fitta di abeti e betulle, la strada non è asfaltata e quindi attraversare quella zona, ti fa pensare di vivere in una fiaba: è molto suggestivo.
Ecco, questi sono i posti che mi piacciono di più.


Immagino userai l'inglese per dialogare con gli altri. Hai imparato anche il finlandese? Sappiamo tutti che è una lingua molto difficile. Usi qualche trucco per imparare più velocemente?

Purtroppo non capisco bene la lingua finlandese, e ho anche smesso di frequentare i corsi serali. Il motivo è che, per me, la lingua finlandese si è rivelata particolarmente difficile, per cui vado avanti con quel poco che so, ma ho scoperto che anche l'inglese mi è particolarmente ostico da imparare, infatti ho provato a studiarlo ma.... niente. Qualche volta mi fermo a scambiare delle parole con i vicini e, in modo particolare, quando porto il cane fuori per la passeggiata.

Credi che potresti viverci per sempre o hai in programma di tornare a vivere in Italia, un giorno?

Beh sai, mia moglie è finlandese, i nostri figli ormai sono più finlandesi che italiani. No, penso di rimanere qua. Ormai sono "quasi" anziano e non ho voglia di spostarmi di nuovo. Poi qui mi trovo bene, ma non ti nascondo che mi piacerebbe passare dei periodi in Italia, sia in vacanza sia per fare un po' di attività di volontariato.

There's no place like 127.0.0.1