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mercoledì 2 marzo 2016

127.0.0.Sirmione - Giorno 3

02 marzo 0 Comments
Con un ritardo veramente mostruoso che dimostra quanto questo blog non sia una testata giornalistica, ma un mero tentativo di tenere una sorta di diario virtuale, oggi riparleremo di Sirmione, perché il mio breve diario di viaggio si era interrotto al secondo giorno di tre.

Vi avevo parlato di alcuni localini dove mangiare o fare aperitivo, delle affascinanti Grotte di Catullo e dei suoi ulivi, e di qualche piccola e graziosa chiesa da visitare. Vi avevo consigliato come arrivarci, in quale periodo andarci e più o meno come muovervi. Se volete rispolverare quei consigli fate un salto nel mio primo post che ho scritto su Sirmione e anche qua, nel secondo.

Quest’oggi vi racconterò qualche altra curiosità su questa splendida chicca tutta italiana.
Sirmione, conosciuta come La Perla del Lago di Garda, che come sapete è il più grande lago italiano, ha visto passare fra le sue strade parecchie personalità come Maria Callas, Giosuè Carducci, Gabriele D’Annunzio, Ezra Pound, James Joyce, Aristotele Onassis e persino Napoleone.


Dopo aver visitato le Grotte di Catullo e il loro museo, è tappa obbligatoria la Rocca Scaligera, edificata nel XIII secolo dalla potente famiglia degli Scaligeri di Verona.

Il famoso castello, con la sua darsena, è ancora perfettamente conservato fin dai tempi in cui forniva protezione al borgo e al porto. Appena entrati, tramite un ponte levatoio, si accede al rettangolare cortile principale che è circondato da alte mura e da tre torri angolari merlate a coda di rondine, tipiche dell’architettura scaligera. A sinistra è possibile vedere quella di avvistamento, mentre attraversando un altro ponte levatoio, si entra nel secondo cortile, dove una scala di 146 gradini sale fino ai camminamenti sulle mura, dai quali è possibile ammirare la darsena e tutto il borgo.

La Rocca Scaligera è completamente circondata dalle acque ed è dotata di un portico interno che ospita un piccolo lapidario romano e medievale.


Dovete sapere che su questa Rocca circola una romantica leggenda.

Si narra che molto tempo fa, nel castello vivesse una ragazza di nome Arice con il suo innamorato Ebengardo. I due erano felici e la loro vita trascorreva serena, ma un giorno accadde qualcosa di tragico: Un cavaliere chiese riparo durante una notte buia e tempestosa e i due non si sentirono di negargli un tetto sulla testa e un pasto caldo solo per una notte.

Il cavaliere però, una volta lasciato solo, sbalordito e invaghito dalla straordinaria bellezza di Arice, s’infilò di soppiatto nella sua stanza. La ragazza gridò terrorizzata e cercò di difendersi dalle insistenti avances del cavaliere, il quale per farla smettere la pugnalò. Sentite le grida, in suo soccorso giunse Ebengardo che alla vista della sua amata ormai morta e distesa in un lago di sangue, afferrò quello stesso pugnale e nella colluttazione trafisse a morte il cavaliere.

La leggenda vuole che ancora oggi, nelle notti di tempesta, si possa vedere l'anima di Ebengardo vagare per il castello alla ricerca di Arice.



Leggende a parte, Sirmione è naturalmente avvolta da una propria aura magica e per avvertirla vi basterà passeggiare per le sue stradine. La stessa aura magica potrete assaporarla con un bel giro in barca attorno alla cittadina, alla scoperta di scorci mozzafiato, spiagge straordinarie, giardini nascosti e segreti sbocchi di vapore termale che nascono sotto il pelo dell’acqua.




Se non riuscite a prendere la barca, cercate di avventurarvi sulle sponde del lago tentando di fare il giro del borgo centrale a piedi. Vi assicuro che non ve ne pentirete. Scoprirete un sacco di angolini romantici, alberi frondosi nei rami dei quali graziosi scoiattoli saltellano allegramente e in particolare cercate di raggiungere la spiaggia più famosa, dall’evocativo nome di Jamaica Beach. Il colore dell’acqua, in quel punto, è pazzesco.



A proposito delle acque del lago di Garda, dovete sapere che a Sirmione si mangia particolarmente bene e le porzioni sono anche piuttosto abbondanti.

La cucina è ovviamente incentrata sul pescato del lago, con ottime trote, coregoni, lucci, carpioni o alborelle. Pensate che sono almeno 40 le diverse specie ittiche, quasi tutte autoctone, che si possono trovare nella cucina locale. Una specialità del luogo sono le àole salè, si tratta di alborelle conservate in salamoia da consumare cotte alla griglia e irrorate da olio extravergine d’oliva.

Per altro sul Lago di Garda viene prodotto un olio extravergine d’oliva veramente straordinario, vista la presenza di importanti uliveti. Anche le tagliatelle asparagi e trota, il risotto con la tinca, la pasta al persico, il carpaccio di trota, i bigoli con le sarde e molti altri piatti, meritano di essere provati negli svariatissimi e deliziosi localini di Sirmione.


domenica 27 dicembre 2015

127.0.0.Torino

27 dicembre 0 Comments

Oggi un nuovo, anche se breve, diario di viaggio si aggiunge alle pagine virtuali di questo blog: Torino. Sono rientrata da quattro splendidi giorni torinesi e ho intenzione di raccontarveli come meglio posso. Torino è una città magnifica che non avevo ancora avuto il piacere di vedere e finalmente, grazie al ponte dell’Immacolata, ci sono riuscita. Ecco qua il nostro primo giorno di viaggio!

Sabato 5 Dicembre 2015

Bologna Centrale Ore 9.23, arrivo a Torino Porta Nuova ore 11.40

Arrivati a Torino grazie alla Frecciarossa 9566, con 8 minuti di ritardo, ci siamo diretti a piedi all’appartamento che ho affittato tramite Airbnb e che ho amato a prima vista guardandone soltanto le fotografie. Gironzolando in rete alla ricerca di un posto dove alloggiare per 4 giorni, sono capitata sull’annuncio di Cristiana, la proprietaria della “Casa del Gelsomino” e sono stata letteralmente rapita dalla bellezza degli arredi, così, senza pensarci due volte, l’ho contattata e lei gentilissima, mi ha risposto immediatamente dandomi tutte le informazioni richieste e visto che la cifra era abbordabile, soprattutto divisa per quattro (io, marito e suoceri) ho deciso di accettare e prenotare da lei, al posto di andare in hotel. La posizione vicina alla Stazione di Porta Nuova e al Parco Valentino è ottima come base di partenza per la visita alla città. Da Porta Nuova all’appartamento sono circa dieci minuti di cammino e la strada è semplice. Il quartiere è San Salvario.



Cristiana, sapendo che siamo grandissimi amanti degli animali, in particolar modo dei gatti, ci ha chiesto la cortesia di poterci lasciare in casa i suoi due adorabili mici, perché uno dei due teme la macchina e loro sarebbero andati tutti in montagna per il ponte. Ovviamente abbiamo accettato immediatamente e quindi per tre notti e quattro giorni abbiamo avuto felina compagnia. 



Brando, un micione adulto leggermente sovrappeso e tutto rossiccio e Ulisse, un cucciolino di nemmeno quattro mesi davvero monello. Siamo stati felicissimi di occuparci di loro e di godere della loro compagnia. E’ stata la ciliegina sulla torta di un memorabile lungo weekend torinese. Brando ci ha viziato di coccole, testate e strusciate dappertutto e Ulisse ci ha divertito correndo per casa come un pazzo indemoniato, giocando con noi fino allo sfinimento e addormentandosi all’improvviso nei posti più strani proprio come un neonato umano.



Ecco alcuni scatti della fantastica, etnica ed eclettica dimora; fate un clic qua sotto : )


L'impressione che si ha appena si mette piede nella Casa del Gelsomino è di stupore e meraviglia. Inizialmente l’unico pensiero è "wooooaaaaawwwwhhhooo". Poi lo sguardo si perde indeciso sui dettagli, centinaia di dettagli.
Guardare negli occhi Cristiana quando mi parlava era difficile, perché la casa attirava tutta la mia attenzione. Un appartamento meraviglioso, senza alcun dubbio, ma del resto non ci si può aspettare di meno da una restauratrice sposata con un arredatore d’interni, entrambi amanti dei viaggi, dei gatti, della famiglia, del cinema, della musica, della lettura e della fotografia.

Beh, una volta sbrigate le poche formalità con Cristiana, ci siamo riposati un pochino, abbiamo disfatto i nostri pochi bagagli e poi siamo usciti alla scoperta della città.



San Salvario - Trafiletto tratto da qua.

"Da tempo primo approdo per gli immigrati che venivano a lavorare nelle industrie cittadine, San Salvario si è caratterizzato dagli anni Novanta del Novecento come quartiere multietnico. È un quartiere densamente popolato e contraddistinto da un'elevata presenza di attività commerciali e artigianali, alberghi e ristoranti. Possiede inoltre un ricco tessuto associativo. Qui convivono poi quattro religioni e i loro templi: le chiese cattoliche, il tempio valdese, la sinagoga, le sale di preghiera musulmane. Nonostante ancora permangano, in zone circoscritte, fattori di degrado edilizio, sociale e commerciale - che determinano talvolta disagi negli abitanti, situazioni di conflittualità e un'immagine negativa del quartiere - la grande la capacità di San Salvario di mettersi in gioco e rinnovarsi lo ha reso negli ultimi anni un luogo privilegiato per l'interculturalità e per la progettazione partecipata di politiche locali che tendono a favorirne il carattere plurisecolare di territorio di incontro tra le genti."


Le vie e le piazze di Torino

Siamo usciti di casa verso le 13.30 e abbiamo passeggiato “a caso” in direzione centro città, gustandoci le vie e le piazze incontrate lungo il percorso. La giornata era fredda e grigia, ma gironzolare a piedi è stato comunque piacevole. I miei suoceri si sono presi un caffè nell’affollata Tamborini, una pasticceria che ha più di 200 anni. Non male, ma a quanto pare c’è di meglio, a detta loro che di caffè, per altro, se ne intendono parecchio. Lì ho comprato un sacchettino di gianduiotti cari come l’oro, ma molto buoni, anche se quelli della famosissima Cioccolateria Gobino, sono decisamente meglio. In quel pomeriggio ci siamo gustati Piazza Castello, le vie del centro, i negozietti, i corsi principali, pieni di portici e botteghe, un paio di splendide gallerie e altre piazze più piccole, ma comunque splendide.

Verso l’ora dell’aperitivo, ci siamo diretti alla ricerca del locale dove cenare, ahimé gluten free dato che mio marito si è scoperto celiaco da poco. Dopo un bicchiere di frizzantino nei paraggi, in un baretto senza pretese dove le tartine erano quel che erano e due bicchieri su quattro puzzavano di pesce (non sto a dirvi il nome del posto, visto che ci siamo andati solo per riposare i piedi e far giungere l’ora di cena), ci siamo diretti al ristorante.



La locanda del Pentegallo – Gluten Free – Voto 8

Sempre pienissimo, questo ristorante completamente gluten free, offre una vasta scelta di pizze, svariati hamburger e qualche primo. 
Io ho preso una pizza funghi, carciofi e tropea, molto molto buona, mentre mio marito l’ha presa patate e salsiccia. I miei suoceri invece si sono buttati sul risotto allo zafferano, di cui sono rimasti piuttosto contenti. Ancora affamati ci siamo fatti fare un’ulteriore pizza da dividere in quattro: pomodoro, mozzarella e rucola. A prendere il dolce è stata la mia golosa suocera che si è sparata, dividendola con noi, una fetta di torta Nutella e mascarpone, davvero ottima. 

Il locale è gradevole, abbastanza piccolo e sempre affollato, motivo per cui consiglio di prenotare per tempo. Lo staff è molto gentile e i prezzi sono assolutamente nella norma. Il posto è adatto a tutti, ma si presta poco a una cenetta romantica perché non ne ha l’atmosfera. E’ possibile anche solo prendere le pizze da portare a casa. Non so dire se si trova parcheggio facilmente, considerando che noi siamo arrivati a piedi dal centro e siamo tornati a casa in taxi. 

Rientrati al nostro splendido appartamento, ci siamo messi in pigiama e sdraiati sul meraviglioso divano angolare grande come una piazza d’armi, abbiamo guardato un po’ de Lo Hobbit che passavano in TV, prima di crollare dal sonno.

Per oggi quindi è tutto, nei prossimi giorni vi racconterò la nostra seconda giornata torinese!

sabato 18 aprile 2015

127.0.0.Sirmione - Giorno 2

18 aprile 0 Comments
Quest’oggi ritorno a parlare, dopo ben tre mesi e mezzo da quel weekend trascorso sulle rive del Lago di Garda, della bellissima Sirmione.

Perdonate la lunga assenza dal blog, ma a costo di essere ripetitiva fino alla nausea, vi ricordo che non amo postare tanto per riempire spazi vuoti. Preferisco di gran lunga prendermi il tempo necessario per scrivere un post lungo e ragionato. Tanto più che questo blog non è una testata giornalistica, ma solo il mio personale Diario di bordo senza pretese di nessun tipo, men che meno di puntuale regolarità. Per quella vi consiglio il Bifidobacterium animalis.

Bene, detto questo torniamo a Sirmione.



Dopo una colazione da paura, con un buffet così vasto da mandare gli ospiti dell’hotel Grifone in attacco di panico del tipo “E ora cosa mangio!? Con cosa comincio!? Per la Peppetta quanto ben di Dio O_O” ci siamo incamminati verso le famose Grotte di Catullo.


Grotte di Catullo
Se andate a Sirmione, dovete per forza andarci. Questo sito archeologico, conosciuto da tutti come Grotte, in realtà è un’immensa villa romana, o meglio ciò che ne resta, edificata fra il I secolo avanti Cristo (le strutture sottotanti) e il I secolo dopo Cristo (la villa); a dire il vero anche Catullo, in tutto questo c’entra poco e niente.

La denominazione di Grotte risale al 1400 a causa della riscoperta delle liriche del poeta romano Catullo (morto nel 54 avanti Cristo), dove egli descrive il ritorno nell’amata casa di Sirmione suggerendo un collegamento con i resti ancora visibili dell’antica villa, in larga parte interrati e ricoperti dalla vegetazione, tanto da sembrare quasi delle grotte. A tutt’oggi non esiste però un reale collegamento fra i resti della villa romana di Sirmione e la famiglia del poeta Catullo.




Sembra che la villa abbia avuto vita breve, perché già nel III secolo dopo Cristo era in stato di abbandono, diventando col tempo una sorta di fortificazione a protezione della penisola, luogo di sepoltura e persino una cava di materiali.

Il complesso copre un’area di circa due ettari e ha pianta rettangolare. Il piano nobile, quello dove alloggiava il proprietario, è il più danneggiato, mentre si sono conservati meglio i restanti due piani. La villa era caratterizzata da lunghissimi portici e splendide terrazze aperte sul lago e comunicanti fra loro da un belvedere. Sul lato occidentale è ancora visibile il criptoportico, una lunga passeggiata un tempo coperta. 


Grotte di Catullo
Nel corpo centrale della villa, dove si trovava un ampio giardino ora vi è il Grande Oliveto. Pensate che in tutta l’area del sito archeologico sono presenti circa 1500 ulivi, alcuni dei quali plurisecolari e dal 2012 si è ripresa la raccolta delle olive e la produzione del raro olio extravergine del secolare oliveto 'Grotte di Catullo'.

Sul lato meridionale si trovava un’enorme cisterna lunga circa 43 metri per la raccolta dell’acqua. Una zona della villa, probabilmente costruita successivamente, era dedicata alle terme.



Dal 1999, all’interno del sito archeologico, è presente anche il museo che ospita numerosi reperti venuti alla luce durante gli anni degli scavi, un plastico che riproduce la villa stessa e una piccola, ma interessante area dedicata alla formazione geologica del Lago di Garda.

La visita del sito richiede un bel po’ di tempo, perciò mettete in conto almeno due o tre ore. Quel che è rimasto in piedi della villa è davvero poco, ma vi assicuro che vi perderete fra gli ulivi, passeggerete lungo tratti altrimenti inaccessibili e scatterete foto su scorci mozzafiato lungo tutto il perimetro nord della penisola che sarebbe possibile vedere soltanto in barca. Se avrete la fortuna, come l’abbiamo avuta noi, di visitare le Grotte di Catullo in una giornata di sole, sono certa che vi tratterrete a lungo in quella macchia verde e azzurra, dove si respira aria di duemila anni fa.


Le Grotte di Catullo viste dalla barca
Le Grotte sono raggiungibili a piedi dal centro di Sirmione in circa 15 minuti e lungo la strada vi consiglio di fermarvi qualche istante nell’antichissima chiesa di San Pietro in Mavino riposando i piedi stanchi, seduti su una delle panchine lungo la strada alberata accanto all’edificio.

Secondo la tradizione, questa chiesa venne costruita dai pescatori del luogo e dedicata all’apostolo Pietro. I primi documenti che citano la chiesa di San Pietro in Mavino risalgono all’VIII secolo. Con la facciata a capanna, il rosone centrale, una sola navata, la pianta rettangolare, il basso campanile e la semplicità dei suoi interni ha il tipico aspetto di una chiesa medievale e le sue dimensioni così ridotte la rendono un luogo intimo e raccolto.


San Pietro in Mavino
A proposito di dimensioni ridotte, non dimenticatevi di visitare nel centro storico di Sirmione, proprio di fronte alla Rocca Scaligera, la microscopica chiesa di Sant’Anna. Una delle chiese più piccole che io abbia mai visto. Piccolissima e deliziosa. La chiesa, che si trova all'entrata del borgo di fronte alla Rocca, risale al 1300. All'interno vi sono decorazioni e affreschi anche quattrocenteschi. Gli stucchi sono in stile barocco. Sull'altare vi è l'effige della Madonna dipinta su una pietra con lo stemma scaligero.

Sant'Anna
No, non credo in Dio, nel caso ve lo stiate chiedendo, ma amo il silenzio, il fresco, la pace e la spiritualità che in tutti i luoghi di culto (qualsiasi culto) si respira. Diciamo che credo in “qualcosa” che va al di là di ogni religione. Credo nell’energia e nello spirito della Natura e della Terra, credo nell’equilibrio e nel Respiro del Pianeta.
Nelle chiese, insomma, amo entrare e sedermi quando non c’è nessuno.

Un’altra splendida chiesa da non perdere nel centro storico di Sirmione è Santa Maria della Neve. Edificata nel 1400, è ricca di storia, accogliente e piena zeppa di fascino. La sua facciata poggia sul muro che un tempo cingeva la cittadina ed è decorata in terracotta. Il portico a cinque arcate che la caratterizza, in origine faceva parte del cimitero, e anche questa chiesa, come San Pietro in Mavino, ha un’unica navata.


Santa Maria della Neve
Tornerò a parlare di Sirmione in un prossimo post, raccontandovi ancora del mio weekend trascorso lì e di tutte le meraviglie che questa piccola perla sul Lago di Garda può offrire al visitatore. A presto!

sabato 10 gennaio 2015

127.0.0.Sirmione - Giorno 1

10 gennaio 0 Comments
E’ a causa delle festività natalizie e del mio compleanno che ci cade preciso nel mezzo come un dito in un occhio, che non sono riuscita a postare prima, pertanto auguro a tutti quanti i miei lettori un buonissimo anno nuovo con un pelino di ritardo. 

Per farmi perdonare vi racconterò dove sono stata e vi darò qualche dritta che vale la pena seguire, se vorrete spendere qualche giorno sulle rive del lago di Garda, nella magnifica Sirmione. Dopo il Natale e il Capodanno, io e consorte ci siamo goduti tre giorni di totale relax fra le bellezze lacustri di questa lingua di terra mezza lombarda e mezza veneta. Immagino che tutti quanti voi conoscerete anche solo di fama la graziosa Sirmione; forse per le famose acque termali o forse per le Grotte di Catullo. 

Sirmione, ovviamente, è molto più di questo. Essendo piccina è facile girarla tutta a piedi in un solo giorno, ma vi assicuro che per gustarla al meglio è bene spenderci almeno un paio di notti. L’ideale sarebbe come abbiamo fatto noi, venerdì, sabato, domenica, per ripartire verso casa il lunedì. Evitate l’alta stagione e, se potete, evitate persino l’automobile: i prezzi di qualsiasi cosa sono molto alti e la coda per entrare in paese è chilometrica. Sirmione ha un pro e un contro, in questo senso: è di una bellezza straordinaria, ma è anche schifosamente turistica.

Ma partiamo dal principio, che ne dite?


Dov’è questo gioiellino tutto italiano? 

Sirmione si trova sulla costa sud del lago di Garda, in fondo a una stretta lingua di terra lunga però 4 chilometri. Arrivando da Sud-Est incontrerete prima Peschiera del Garda, mentre se arrivate da sud-Ovest, passerete per Desenzano. Questo punto è molto importante se deciderete, come vi ho consigliato, di abbandonare a casa l’auto e usare il treno perché a Sirmione non c’è la stazione e dovrete scendere in una delle due cittadine appena nominate. Se, come me, venite da Bologna, le due soluzioni migliori sono:

1 – treno fino a Verona Porta Nuova -poco più di un’oretta- e corriera fino a Sirmione -1 ora-

2 – treno fino a Verona Porta Nuova, cambio treno fino a Peschiera del Garda -15 minuti- e bus fino a Sirmione -15 minuti-

Come spero saprete, il lago di Garda è il più grande lago italiano. Misura 16 chilometri di larghezza (diciamo da Ovest a Est) per ben 52 chilometri di lunghezza (da Sud a Nord) per un totale di circa 370 chilometri quadrati. Arriva alla profondità di quasi 350 metri, quindi è un bacino d’acqua veramente enorme.

Sirmione, questo piccolo paesino da fiaba, si trova sotto la provincia di Brescia e vive sostanzialmente solo di turismo, motivo per cui vi ho sconsigliato di farci un salto in alta stagione. Il suo passato, che eviterò di raccontarvi per non ammorbarvi gli zebedei con una tediosa lezione di storia, risale all’epoca romana, quindi sappiate che le cose da vedere non sono così poche come può sembrare. Chiunque vi dirà “E’ minuscola e si vede tutto in un giorno solo, non vale la pena restare a dormire”, mentirà sapendo di mentire o peggio, crederà di averla visitata davvero, solo perché magari un giorno è andato a farsi un gelato sotto la Rocca Scaligera o un bagno alle terme.

Le possibilità di alloggio sono molteplici, poiché la concentrazione di hotel e B&B in così pochi chilometri quadrati è spaventosamente alta. Potrete dormire “dentro porta”, ovvero nel centro storico di Sirmione, come ho fatto io, oppure lungo la lingua di terra che passa da Colombare e arriva fino alla costa a sud del lago di Garda, esattamente in mezzo fra Desenzano e Peschiera. Il mio consiglio è quello di passare la notte nel cuore di Sirmione, così da non dover per forza utilizzare la macchina. La corriera vi scaricherà proprio fuori le mura del Castello Scaligero, oltrepassate le quali, sarete in pieno centro. Lungo la lingua di terra ci sono abitazioni e hotel, nient’altro, perciò a parte una lunghissima passeggiata, non potrete fare granché. Anche prendere un caffè vi sarà difficile. Per questo vi consiglio di “saltare i preliminari” e andare direttamente al sodo, nel cuore di Sirmione storica.

Come ho detto prima, per l’alloggio c’è l’imbarazzo della scelta che verrà influenzata sicuramente dalla capienza dei vostri portafogli. Personalmente ho scelto una soluzione medio bassa (meno di 50 Euro a testa a notte in alta stagione per letto e colazione). Un tre stelle che però non ha niente da invidiare a hotel più lussuosi. Certo, non avrà il ristorante, le terme interne, la mega TV o il frigobar, ma è in una posizione a dir poco meravigliosa -per me il punto più bello di tutta la penisola-, fa una colazione spaziale con ogni ben di Dio, la coppia di Parma che lo gestisce è di una gentilezza e disponibilità disarmante e le stanze sono calde, profumate -una cosa strana e piacevolissima-, silenziose, confortevoli, pulite in maniera impeccabile e dalle finestre si gode di una vista mozzafiato. L’hotel in questione è il Meublè Grifone e se siete in coppia chiedete la stanza numero 28. Mi ringrazierete. Ecco un assaggio di quel che dico.




Dopo essere arrivati e aver sbrigato le pratiche con l’hotel, vi consiglio di passeggiare per i vicoli del centro e godere di tutta la sua bellezza. Fermatevi nei negozietti, fatevi un gelato e non abbiate paura di infilarvi in pertugi che possono sembrare proprietà privata, perché spessissimo non lo sono affatto. Sono anfratti che magari sboccano sul lago, in un angolino isolato e pittoresco che non vi aspettereste assolutamente. Come questo:


Da ottobre a marzo i battelli che collegano Sirmione alle altre località del Garda non girano, ma se il vostro intento è fare solo un giro in barca per ammirare il profilo della penisola e perdervi nel suo immenso fascino, allora sappiate che immediatamente fuori dalle mura ci sono alcuni simpatici personaggi che per una cifra abbastanza ragionevole vi faranno passare una mezz’ora tra i flutti del lago facendo il giro tutto attorno al paese e spiegandovi anche cosa state guardando. Il mio consiglio? Fatelo… e se c’è, chiedete di Alberto.

Un’informazione che potrebbe risultarvi molto utile è che la prima domenica del mese, le attrazioni turistiche sono gratuite, perciò potrete risparmiare i 13 Euro a capoccia della Rocca Scaligera, i 6 delle Grotte di Catullo e anche entrare liberamente nei musei. E’ un risparmio notevole, fidatevi. Solo Rocca e Grotte, fanno 38 Euro se siete in due.

Se, come noi, arrivate di venerdì, il mio consiglio è quello di gironzolare senza meta per le vie del centro, prendere confidenza con le sue stradine e con la disposizione dei punti d’interesse, farvi un gelato, una birretta o uno spritz magari al Bar Moderno in Piazza Carducci, non tanto per la qualità del posto, che è comunque nella norma, quanto per la sua posizione strategica. Seduti fuori, in orario aperitivo, godrete di un tramonto favoloso che si riflette sulle acque del lago, da una piazzetta a dir poco deliziosa.

Come dite? Dove mangiare e bere?! Come per gli hotel, anche riguardo ai ristoranti, bar, ecc… c’è l’imbarazzo della scelta. Personalmente ho testato 7 localini, tutti nel cuore di Sirmione. Ve li elenco con un breve commento per ciascuno di essi.


Ristorantino piccolino e rinomato (prenotate o andateci molto presto, apre alle 19.00), ma molto affidabile e aperto anche in inverno. Si mangia bene, punto. Prezzi nella norma. Stiamo sui 40 euro a testa se prendete anche vino o birra. Se ho capito bene, il loro cavallo di battaglia è il risotto gamberi e zafferano che però va ordinato per un minimo di due persone. Un difetto? I tavolini troppo vicini. Non c’è molta privacy.


E' in Piazzetta Mosaici. Buonina per un pranzetto veloce o un aperitivo. Noi ci siamo andati a pranzo e abbiamo preso due piatti di spaghetti cacio e pepe. Buoni, non certo eccelsi come quelli che puoi trovare a Roma, ma comunque gustosi. Se potessi dar loro un consiglio, gli direi di usare i tonnarelli e non gli spaghetti. Con due Menabrea siamo stati sui 25 euro in totale. Abbastanza onesti.


Bellissimo ristorante che certamente dà il meglio di sé d’estate, con la sua terrazza sul lago a pochissimi centimetri dall’acqua e voltata verso il tramonto. Deliziosa la saletta più piccola, arredata con gusto e finezza. Personale molto gentile e molto attento. Si mangia ottimamente, spendendo più o meno come alla Fiasca, ma mangiando in un ambiente decisamente molto, ma molto più chic e a lume di candela. Un consiglio? Non avventuratevi in richieste fuori menù o variazioni senza prima chiedere esplicitamente e senza vergogna quanto vi costeranno, potreste avere pessime sorprese al momento di andare in cassa.


Piccola enoteca senza grandi pretese. Noi l’abbiamo testata a pranzo con due birre alla spina e due bruschette piuttosto buone. Ottimi prezzi e gentilezza del personale. Seduti fuori si sta bene perché l’enoteca è in un vicolo molto carino, riparato e con un passaggio di persone non eccessivo. Un paio di tavolini hanno persino dei comodi divanetti. I tavoli esterni sono tutti da due persone.


Bel ristorante, rinomato e di alta qualità. Servizio gentilissimo e simpatico. Si mangia molto bene. Abbiamo prenotato e contestualmente alla prenotazione abbiamo chiesto un tavolino appartato per festeggiare tranquillamente il mio compleanno e il personale si è ricordato la ricorrenza, portandomi, alla fine della cena, il dolce guarnito da una candelina. Piccoli gesti, ma secondo me molto importanti. I prezzi sono leggermente più alti dei due ristoranti già citati, ma se evitate di prendere antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, vino, caffè e e ammazza caffè, uscendo dal locale rotolando, beh… potete spendere il giusto e uscire comunque soddisfatti.


In questo posticino sotto un piccolo portichetto, ci siamo fermati solo per l’ammazza caffè e il giorno dopo per due spritz prima di cena. Prezzi onestissimi e personale gentile molto “alla vecchia”, come si dice qua a Bologna per intendere “alla mano”. E’ un posto dove è facile fare amicizia. Dicono che la pizza sia ottima!


E’ primo locale di cui vi ho parlato, in una piccola piazzetta sul lago, è un ottimo posto dove fare aperitivo gustandosi il tramonto. E’ aperto anche d’inverno e ha le stufe piramidali a fiamma continua sotto il grande dehor. Davvero suggestivo. Se dovessi dar loro un consiglio, gli spiegherei che Bloody Mary non si scriver Blady Mary!

Mi avevano parlato molto bene anche di un altro ristorante di cui non farò il nome; l’abbiamo scartato perché al suo interno – ma si vede anche da fuori, quindi a buon intenditor, poche parole… - c’è una vasca con le aragoste vive e per di più con le chele legate. Cosa completamente contraria all’etica, alla morale e mi auguro, un giorno, anche alla legge.

Per oggi mi fermo qua, ma torneremo a parlare di Sirmione fra qualche giorno!


La casa in pietra alla destra del Castello Scaligero, con quel piccolo balconcino e le due sedie di plastica bianche è il nostro Hotel Grifone e quel delizioso balconcino era la nostra stanza numero 28. 

lunedì 24 marzo 2014

127.0.0.Corte d'Aibo

24 marzo 0 Comments
Sono appena tornata da un fine settimana rilassante, trascorso presso un agriturismo non troppo distante da Bologna (parliamo di soli 20 km), dove ho passato due giorni immersa nella natura.
Parlo dell’Agriturismo Corte d’Aibo.


Si trova nel cuore del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, dove si possono trovare vigneti, colli, calanchi, boschi, laghetti, frutteti e campi coltivati.
L’agriturismo è composto da un nucleo centrale risalente al XVI secolo, nato come torre fortificata e poi trasformato in un piccolo convento. Narrano antiche scritture del Cinquecento che i canonici del monastero di Monteveglio acquistarono appezzamenti nella località “alle vigne di Daibo”. Quelle stesse terre furono poi acquistate alla fine degli anni ’80 da un gruppo di giovani viticoltori che recuperarono i vigneti già esistenti e ne realizzarono di nuovi, attuando una profonda valorizzazione di questa splendida zona.

L’agriturismo offre ospitalità in 12 stanze ottimamente arredate e fornite di ogni comfort. Il ristorante invece propone piatti tipici della zona accompagnati dai vini biologici prodotti dalla stessa azienda.

La struttura dell’agriturismo è quella di un piccolo borghetto molto antico, formato da 4 o 5 caseggiati.

Arrivando dalla strada principale, il primo che si incontra è il ristorante, ricavato dall’antico fienile. Rustico, in legno e pietra, accogliente e pulito. Attorno ad esso circolano liberamente galline (con tanto di gallo), un sacco di gatti e Miele, la dolcissima e cicciona cagnolina. Fra il parcheggio e il ristorante troviamo un albero di Fico particolarissimo. Interrato per metà il tronco a causa dell’innalzamento della collina, è cresciuto allargando e contorcendo le sue braccia al cielo, rendendo il suo aspetto davvero bizzarro. Il caseggiato a fianco è l’ex porcilaia (si vedono ancora le mangiatoie, che nella ristrutturazione non sono state toccate di proposito) e ricovero per gli animali, divenuto il corpo che ospita le 12 stanze, tutte con bagno privato e alcune delle quali con l’idromassaggio. Il Wi Fi non funziona perfettamente, purtroppo, a causa dei muri antichi troppo spessi. Muri che però rendono le stanze molto silenziose. Il piano superiore è piuttosto caldo, perché le stanze sono a ridosso dell’invisibile, ma presente, locale caldaie. Se siete freddolosi è il piano che fa per voi, altrimenti vi consiglio le stanze del piano inferiore.
La 7 ha anche l’idromassaggio, la vista sul biolago e l’uscita sul retro, con tanto di tavolinetto, quattro sedie di legno e posacenere.


Menzione speciale va proprio al biolago. Una parola a dir poco sconosciuta che identifica un ibrido lago-piscina. Mi spiego meglio: si tratta di una piscina, intesa come una grande vasca in pietra costruita dall’uomo, con tanto di scaletta in metallo per risalire dopo una nuotata, ma gestita in tutto e per tutto come un lago. I sistemi di filtraggio sono naturali, non esiste addizione di cloro o di altri prodotti chimici per la sua pulizia (che effettuano manualmente e periodicamente) e il suo mantenimento è totalmente affidato alla natura.
Proprio per questo motivo, il biolago è diventato la casa di svariate specie vegetali e animali come rane, piccoli pesci, libellule e altri tipi di animali, confermando quindi l’assoluta genuinità dell’acqua e il rispetto per l’equilibrio dell’ecosistema acquatico.
In questo biolago d’estate è possibile fare il bagno, ovviamente rispettando rigorosamente alcune regole. La sensazione generale, e sulla pelle, sarà quella di aver fatto una nuotata in un lago vero e non in una banale piscina. Un’esperienza sicuramente unica nel suo genere!
L’edificio successivo, lungo il vialetto dietro il ristorante, è la sala della colazione. Una saletta deliziosa, con un bel caminetto. La colazione a buffet prevede un po’ di tutto, dal salato (prosciutto, formaggio, pane di diverse tipologie, uova sode – immagino delle loro galline – burro e frutta) al dolce come torte caserecce, marmellate, cornflakes, yogurt e un meraviglioso barattolo di cremino Fiat da spalmare! Camminando oltre si incontrano invece le cantine, dove avviene la produzione del vino biologico dell’azienda.
Dall’agriturismo partono diversi sentieri che permettono di passeggiare lungo le vigne e nei boschi circostanti, nonché di arrivare ad un secondo laghetto immerso in una piccola vallata sovrastata dai famosi calanchi tipici di questa zona.

Corte d’Aibo non produce però solo vino biologico, ma anche pane (fenomenale quello scuro), pasta fresca, grappa, nocino, aceto, miele e addirittura una linea di prodotti per il corpo al vino rosso che prende il nome di Sveva.
Potrete trovare campioncini da testare, direttamente nelle stanze. Bagnoschiuma, dopobarba, sapone, crema viso e corpo. Tutto rigorosamente al vino rosso. E’ possibile acquistare in loco anche tutta questa serie di prodotti.
Che altro dire di questo delizioso pezzettino di paradiso, se non invitarvi a provarlo in prima persona, magari per un fine settimana di primavera, all’insegna del relax, della natura e del buon cibo?

Il mio parere è assolutamente positivo, i prezzi sono onesti e la cordialità è di casa. Credo che qualunque stagione abbia i suoi vantaggi, d’estate per la possibilità di fare il bagno nel biolago e prendere il sole in totale privacy, d’autunno per godere dei colori della natura che cambiano e fare lunghe passeggiate, in primavera per il clima e lo sbocciare della vegetazione che è un incanto e d’inverno per stazionare davanti al caminetto immersi nel silenzio della vallata innevata, magari sorseggiando un bel bicchiere di nocino fatto in casa. Il mio personale voto a questo agriturismo è un 8 pieno!

lunedì 6 gennaio 2014

127.0.0.San Leo

06 gennaio 0 Comments

Scrivo questo post il 6 Gennaio dalla plancia della mia astronave di Bologna, ma in realtà riguarda la giornata di ieri.

Avendo il Last Check Out dell'hotel alle 13.00 ed essendo Verucchio così vicino a Bologna, abbiamo deciso di sfruttare tutta la giornata, prima di tornare a casa, così dopo la colazione sempre ottima e i saluti di rito con i gentili e professionali gestori dell'Oste del Castello, abbiamo gironzolato per Verucchio acquistando un paio di prodotti tipici da regalare ad amici e parenti in un negozietto molto carino gestito da una coppia di coniugi cortesi e disponibili. Dopo di che ci siamo presi un caffè nel bar centrale e poi, dopo aver preso i bagagli, siamo partiti alla volta di San Leo.

Tutti questi posti: Verucchio, Rimini, San Marino e San Leo li avevo già visitati più di una volta in passato, ma sono luoghi talmente belli che un saltino ogni tanto fa sempre bene.
San Leo poi è di una bellezza e un fascino veramente particolari.
Ci sarebbe moltissimo da dire su San Leo, ma forse l'evento più affascinante risale a quando venne imprigionato all'interno dell'enorme e inespugnabile Rocca, accusato di eresia dalla Chiesa Cattolica, Giuseppe Balsamo, conosciuto nel mondo come Il Conte di Cagliostro.
La sua storia è lunghissima e piena di fascino e intrighi. Vorrei potervela raccontare, ma è talmente densa di avvenimenti e personaggi storici di rilievo (vedi Maria Antonietta) che dovrei fare una serie di post a parte e non escludo che un giorno possa farlo. Vi consiglio una lettura, magari dalla pagina di Wikipedia.

Terminata la lunga visita alla rocca, siamo ripartiti verso Bologna. Questa piccola vacanza è purtroppo terminata, ma stiamo già progettando la prossima meta! Si accettano suggerimenti! :)

sabato 4 gennaio 2014

127.0.0.Rimini

04 gennaio 0 Comments

Scrivo il presente post appena uscita dalla vasca idromassaggio di questo magnifico hotel, quindi ok, vi autorizzo a invidiarmi!
Questa mattina, dopo la solita ottima colazione siamo andati a fare un bel giro al mare. Nello specifico a Rimini. Ci ha accolto una giornata uggiosa, ma come ieri siamo stati fortunati perché a un certo punto il cielo si è aperto ed è uscito uno spiraglio di sole.
Abbiamo passeggiato tantissimo e siamo anche stati sulla ruota panoramica che è stata allestita sul lungo mare, verso il molo. E' alta sessanta metri e da lassù si gode di una splendida vista su Rimini e sul mare.

Abbiamo visitato anche il presepe di sabbia. Una cosa assolutamente meravigliosa!

Ah, dimenticavo di puntualizzare che oggi è il mio compleanno, il trentanovesimo per la precisione e proprio oggi ho acquistato la mia primissima crema antirughe! Non ne ho nemmeno una ancora, sono fortunata e proprio per questo è il momento di prevenire la loro fastidiosa comparsa!

Vorrei approfittare di questo post per ringraziare tutte le persone che mi hanno telefonato, mandato sms, messaggi su What's Up e riempito la bacheca di Facebook di auguri! Grazie a tutti, siete stati tantissimi davvero! Certo, è decisamente più intensa una telefonata, ma trovo che anche gli altri mezzi per pigroni (come me) abbiano la loro valenza, perciò di nuovo grazie a tutti!

Ora mi appresto a prepararmi per la cena, che stasera avverrà al Mastin Vecchio, il ristorante dell'hotel.

Eccolo qua!


Come ho già ripetuto, al mio ritorno provvederò ad ampliare questi primi post e a corredarli di fotografie. Con l'iPad non è proprio comodissimo... Sono ancora schiava del mouse!
Un saluto a tutti da Verucchio!

giovedì 2 gennaio 2014

127.0.0.Verucchio

02 gennaio 0 Comments
Questo secondo post arriva direttamente dal grazioso e antichissimo borgo, bandiera arancione Touring, Verucchio! Si tratta anche del primo post scritto direttamente col mio nuovo e fiammante iPad!

Siamo arrivati nel primo pomeriggio, dopo un viaggio in autostrada breve (un'ora e mezza circa) e tranquillo, in questo stupendo hotel chiamato L'Oste del Castello, immerso nel cuore del paese e resteremo in questo piccolo paradiso fino al 5 gennaio. L'hotel è un 4 stelle e gode di ogni confort. Le suite come la nostra (306) hanno anche una splendida vasca idromassaggio per due persone e nel sottosuolo c'è la Grotta del Benessere. Ci hanno portato addirittura la bottiglia di spumante e la frutta fresca in camera come aperitivo di benvenuto. Il posto è pulitissimo, arredato con gusto e il personale gentile e disponibile. Insomma soldi spesi bene, soprattutto considerando che abbiamo trovato un'offerta davvero niente male.

Ve lo presento e soprattutto ve lo consiglio:


"... svegliarsi al mattino nel caldo tepore di lenzuola che sanno di fresco e tutt’attorno al silenzio che sa di storia e natura! 
Il cinguettio degli uccelli che possiedono per casa l’intera valle, lo scoccare timido dell’orologio della piazza, la signora che ha comprato il pane fresco e parla con la sua vicina... 
Un raggio di sole, autentico, invade la stanza e aprendo la finestra, il venticello della prima mattina ci fa respirare a pieni polmoni quello che la vita di tutti i giorni ci fa dimenticare... 
L’Hotel Oste del Castello è una dimora del 1700 ristrutturata e arredata con materiali nobili della terra di Romagna e vi porterà a contatto con la storia e la natura grazie alla sua posizione strategica su tutta la Valmarecchia. 
L‘Hotel si trova nel cuore di Verucchio, a ridosso della piazza principale ed è costruito su un reticolo di grotte, grottini e cunicoli tufacei di cui è ricco tutto il centro storico. Alcune di esse si possono ammirare scendendo al sottostante ristorante Mastin Vecchio o nell’esclusivissima Grotta del Benessere"


Domani mattina, dopo la colazione a buffet, andremo a San Marino per gustarci due mostre. Quella di Leonardo e quella di Eron.

Dopo aver sistemato i bagagli abbiamo gironzolato un pochino per Verucchio, scattando qualche foto e ci siamo presi una deliziosa piadina alla Taberna di Malatestino. La Taberna si affaccia sulla splendida piazzetta del borgo medievale che fu "Trono degli Etruschi e culla dei Malatesta" qui nacque "Il Mastin Vecchio" (Padre di Malatestino) capostipite della famiglia che conquistò Rimini nel 1295 ricordato anche da Dante nella Divina Commedia. 

Ora vi saluto perché stiamo per andare a cena al ristorante La Fratta, dove ci aspetta una tranquilla pizza :)

Al mio ritorno a Bologna provvederò ad aggiornare questi post con tanto di fotografie di questo piccolo fine settimana!

Moi moi!

There's no place like 127.0.0.1