lunedì 20 ottobre 2014

# Diario di viaggio # Germania

127.0.0.Monaco di Baviera – Giorno 2


Quest’oggi proseguirò a parlarvi della Germania e nello specifico della bellissima Monaco di Baviera, continuando con il diario di viaggio iniziato qualche post fa.

Diario di Viaggio - Seconda tappa: Centro storico

Come ho accennato nel primo post dedicato alla bella Baviera, Monaco è una città enorme, soprattutto da girare a piedi e ha una storia lunga e affascinante sparpagliata in decine e decine di posti che è un peccato scorrere rapidamente in pochi giorni.  Conta circa 1.4 milioni di abitanti, senza contare i 2 milioni dell’area metropolitana, ed è la terza città in ordine di grandezza della Germania. Offre davvero tantissime cose da vedere per cui, signori miei, I’m sorry but non basta un fine settimana per conoscerla. In un week end ci si può immergere giusto nel centro storico, che è un crocevia di strade pulite, ordinate e apparentemente nuove di zecca, ma il tempo, che come si sa è tiranno, non vi permetterà di vedere molto altro. Partendo dalla stazione e passando da Karlsplatz, sede del palazzo di giustizia e di un’imponente fontana che ricorda quella di Piazza de Ferrari a Genova, si arriva alla piazza principale, Marienplatz; un rettangolo di bellezza unica nel cuore della Baviera.  Nella piazza si trovano i due Rathaus (municipi), quello nuovo, la cui facciata è lunga 100 metri ed è decorata con statue gotiche e centinaia di fiori, e quello vecchio. Al centro spicca la Mariensaule, colonna di Maria, da cui prende nome la piazza, e il famoso ‘gioco di campane’, l’orologio del Neues Rathaus.

Visivamente il “municipio nuovo”, edificato fra la fine del 1800 e inizio ‘900, appare decisamente più antico di quello vecchio. Dallo stile neogotico, misterioso ed esoterico del municipio nuovo, il "municipio vecchio" si discosta totalmente, è più solare e dall’architettura apparentemente più moderna con toni molto chiari. 
In questa immagine (che ho trovato in rete) sulla sinistra potete vedere il nuovo, mentre in fondo, dietro la Mariensaule, potete notare il vecchio, voi che ne dite?  



Il nuovo municipio è dei primi del ‘900, mentre il vecchio risale al 1400. Sarà, ma ai miei occhi profani, questa cosa stona:) Io, la prima volta che ho messo piede in Marienplatz, continuavo a confondermi.



Il Glockenspiel di Monaco, ricorda nell’originalità l’orologio astronomico di Praga, lo Staroměstský Orloj. Vi mostro affiancati anche loro, così approfitto per raccontarvi le differenze. Ebbene sì, mi sento in colpa per avervi parlato troppo poco di Praga, così rimedio un pochetto in questo post.

A Monaco, il Glockenspiel, suona ogni giorno alle 11.00 e alle 12.00 (d’estate anche alle 17.00). Le sue 32 figure a grandezza quasi naturale raccontano due eventi importanti della città. Si tratta di un vero e proprio carillon, il quarto più grande del mondo ed è diviso in due sezioni. Nella parte superiore vengono raccontati i festeggiamenti per il matrimonio del duca Guglielmo V con la principessa Renate Von Lothringen (1568) mentre in quello inferiore viene rievocata l’antica danza dei bottai che simboleggia il ritorno alla normalità di Monaco dopo la fine della peste che la coinvolse a metà del 1500. L’orologio si aziona seguendo un preciso cerimoniale. Come prima cosa partono le 43 campane della torre alta 81 metri, per annunciare l’ora, poi parte la melodia del carillon e solo a questo punto iniziano a muoversi i personaggi del piano superiore. Una volta terminato il movimento, partono i danzatori del piano inferiore. Lo spettacolo termina con il canto ripetuto tre volte del gallo dorato, posto alla sommità dell’orologio, che sbatte le ali e muove persino la testa. Alle 20.58 spaccate l’orologio si llumina e appare una sentinella notturna che suona un corno e  benedice il cosiddetto “Bambinello” (Münchner Kindl, simbolo della città); sulle note di una ninna nanna un angelo lo accompagna a dormire, dando così la buonanotte a tutta la città. Ogni mese, il sistema di rulli dell’orologio viene intercambiato e ad ogni cambio corrisponde una melodia diversa.


A sinistra l'orologio di Praga, a destra quello di Monaco.

Altrettanto originale è lo Staroměstský Orloj di Praga. Il suo meccanismo è composto da tre elementi principali: il quadrante astronomico, sul quale, oltre all'ora, sono rappresentate le posizioni in cielo del Sole e della Luna, insieme ad altre informazioni astronomiche; il "Corteo degli Apostoli", un meccanismo che, allo scoccare di ogni ora, mette in movimento delle figure rappresentanti i 12 Apostoli; e un quadrante inferiore composto da 12 medaglioni raffiguranti i mesi dell'anno. L’orologio di Praga è decisamente più antico di quello bavarese perché risale al 1410. Anche in questo caso però, ci sono figure animate che intrattengono con il loro ipnotico spettacolo, turisti e autoctoni.
Le quattro figure che fiancheggiano l'orologio si animano allo scoccare di ogni ora. Ognuna di esse rappresenta i vizi capitali: lo scheletro simboleggia la morte, il turco la lussuria, il personaggio con lo specchio impersona la vanità e il viandante con la borsa rappresenta l'avarizia. Allo scoccare dell'ora lo scheletro suona una campana tirando la fune con la mano destra e capovolge la clessidra che ha nella sinistra, mentre il turco, l`avaro e il lussurioso fanno no con la testa; a questo punto esce il corteo con i dodici apostoli (11 apostoli più San Paolo) che, a coppie di due a due, si inchinano alla folla. Le finestre che fanno uscire le statue si aprono contemporaneamente. La prima figura ad uscire dalla finestra sulla destra è San Paolo (con in mano un libro e una spada), seguito da Tommaso (con una lancia), Giuda che porta un libro, Simone con una sega e Bartolomeo con un libro. Mentre nella seconda finestra, escono Pietro con una chiave, Matteo con un'ascia, Giovanni con un serpente, Andrea e Filippo con una croce e Giacomo con una mazza; alla fine dello spettacolo il gallo, sopra le finestre dell'orologio canta l'ora suonata, esattamente come il Glockenspiel di Monaco.

Tornando a Marienplatz, vi segnalo che nella torre del vecchio municipio si trova il museo dei giocattoli e a nord della piazza invece abbiamo il duomo di Nostra Signora (Frauenkirche) simbolo della città in moltissime cartoline (prima foto in alto), riconoscibile dalle sue torri gemelle. 

Un altro luogo importante del centro storico è il Viktualienmarkt, il mercatino alimentare più importante di Monaco, ricco di colori e profumi indimenticabili. Se volete un bel souvenir vi consiglio un orologio a cucù fatto a mano in legno, da prendere rigorosamente da Max Krug, lungo la via pedonale che va da Karlsplatz a Marienplatz. Mano al portafogli, vi avverto.

Nell'ottocentesca Fischbrunnen (fontana del pesce) è tradizione dei monacensi sciacquare il portafoglio il mercoledì delle ceneri. Si dice porti bene. Chissà.

Monaco è stracolma di residenze reali, musei, immensi parchi, simpatico folclore bavarese e architettura barocca o rococò e come Praga è nata e cresciuta sulle sponde di un fiume, l’Isar, che l’attraversa all’altezza del ponte Wittelsbach.  Molti degli edifici più belli e sontuosi di Monaco e della Baviera sono stati costruiti sotto il regno di Ludovico I e suo figlio Massimiliano II, dinastia Wittelsbach, per l’appunto.

La storia della loro famiglia è affascinante e piena di intrighi, non tanto politici quanto amorosi e scandalistici, e con la nascita dell’erede al trono Ludovico II, conosciuto dal mondo intero come Ludwig II, Re delle Favole, nonché cugino della Principessa Elisabetta d’Austria, anche lei conosciuta da tutto il mondo come Sissi, quella storia esplode in tutto il suo fascino e mistero.
Ludwig II, assolutamente senza volerlo per altro, ha tessuto un velo di mistero, arte e bellezza, che tutt’oggi, ricopre l’intera Baviera come un'impalpabile presenza. Ogni angolo di questa terra è impregnato dalla devozione e dall’affetto che il popolo ha maturato, non senza fatica agli inizi, per il suo tormentato e passionale Re.  


Ludwig II, Re di Baviera. A questo meraviglioso Re, dedicherò un post a parte.  

Gira voce che i tedeschi siano persone fredde, dure e severe, ma vi assicuro che in Baviera le cose stanno in tutt’altro modo. Non posso parlare per Berlino, perché è una tappa germanica che ancora mi manca, ma i Bavaresi sono per lo più persone socievoli, gentili, educate e sorridenti. Spesso delicatamente avvolti dai fumi della birra che scorre letteralmente a fiumi in questa città, si prodigano per aiutare un turista apparentemente in difficoltà, fermo in mezzo alla strada con una cartina in mano e lo sguardo perso. Ricordo con piacere una tenera vecchietta con le pesanti borse della spesa, che si è avvicinata e ci ha chiesto in inglese se avessimo bisogno di informazioni. A tal proposito vi dico di non preoccuparvi per la lingua, non c’è bisogno di sapere il tedesco perché a Monaco la popolazione parla un buon inglese e i menù dei ristoranti sono spesso bilingue.

La zona del centro è pedonale e camminare lentamente è il modo migliore per ammirare la bellezza imponente di questa città, fermandosi magari per un una bella birra ghiacciata all’Hard Rock Cafè dietro a Orlando Strasse, o ancora meglio all’HB (Hofbrauhaus) la birreria più famosa e antica di Monaco; un appunto: non fregatevi i bicchieri, ci sono i controlli all’uscita!

Come non accennare a questo punto della mitica festa attesa da mezzo mondo ogni anno? L'Oktoberfest è un festival popolare che si tiene ogni anno a Monaco, negli ultimi due fine settimana di settembre e il primo di ottobre. È l'evento più famoso ospitato in città, nonché la più grande fiera del mondo, con mediamente 6 milioni di visitatori ogni anno e che hanno raggiunto quasi i sette milioni nel 2011 con un consumo di 7,5 milioni di boccali di birra.  

Chiudo questo post consigliandovi un sito con cui anni fa, anche se per poco tempo e con solo qualche scatto fotografico, ho collaborato. E’ davvero ben fatto e pieno zeppo di informazioni utili! Noi torneremo a parlare di Monaco a breve, con il mio Diario di Viaggio e il resoconto della giornata numero tre!

Auf Wiedersehen!

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