martedì 28 febbraio 2017

# Una stanza senza libri è come un corpo senza Anima.

L'Isola Misteriosa - Jules Verne

Rieccomi a parlare di libri! Come ho spiegato nel post precedente, in questi ultimi mesi ho letto moltissimo e post dopo post, vorrei farvi partecipi delle mie svariate letture. Dopo aver parlato de L'Isola del Tesoro (di Stevenson) e di Ventimila Leghe sotto i Mari, oggi vi racconterò del suo splendido seguito, ovvero L'Isola Misteriosa, ovviamente sempre di Jules Verne.

Parliamo di un romanzo d'avventura che fu pubblicato inizialmente a puntate su una rivista e poi raccolto in un volume nel 1875. Costituisce il terzo e ultimo libro di una trilogia iniziata con I Figli del Capitano Grant, di cui vi parlerò più avanti. Sì, lo so che avrei dovuto iniziare a scrivere le mie recensioni dal primo, ma per due motivi ho preferito non farlo. Il primo è che le trame sono piuttosto scollegate fra loro e leggerli nell'ordine scorretto non è un così grande dramma e il secondo è che (e qua faccio pubblica ammenda) non lo conoscevo, quindi sto rimediando a questa enorme lacuna proprio in questi giorni.

L'Isola Misteriosa racconta le avventure di un gruppetto di americani naufragati su un'isola del Sud del Pacifico, che non è segnata su nessuna mappa.

Durante il famoso assedio di Richmond del 1865, in piena Guerra di Secessione, cinque americani (e un cane!), progettano di fuggire in un modo decisamente bizzarro. Ovvero rubando, nel cuore della notte, un pallone aerostatico a gas presente nell'accampamento dei Confederati dove vengono tenuti prigionieri. 
Dopo parecchi giorni di volo in balia di una violenta tempesta, i protagonisti precipitano sulle coste di un'isola vulcanica. Passato un primo momento di smarrimento e panico, i cinque si ritrovano scoprendosi ancora vivi, cane compreso, e facendo capo a tutte le loro forze e al loro ingegno, riescono a sopravvivere sull'isola deserta per molti mesi, producendo da soli tutto il necessario al sostentamento.

I protagonisti della nostra avventura sono quindi sei. Andiamo con le presentazioni.
 
  • Cyrus Smith, ingegnere estremamemente brillante. 
  • Gedeon Spillet, impavido giornalista del New York Herald. 
  • Bonadventure Pencroff, esperto marinaio nativo di Martha's Vineyard. 
  • Harbert Brown, un ragazzino di quindici anni appassionato di scienze naturali. 
  • Nabucodonosor, detto Nab, servitore afroamericano fedelissimo e impassibile di Cyrus. 
  • Top, il segugio di razza anglonormanna, fedele amico del gruppetto di naufraghi.

Senza fare spoiler, vi anticipo che altri tre personaggi faranno capolino fra le pagine de L'Isola Misteriosa, ma non voglio dirvi chi sono, altrimenti rischio di rovinarvi questa bellissima storia.

Smith, sopravvissuto misteriosamente alla violenta caduta dal pallone sulle rocce, diventa ben presto il leader del gruppo e insieme ai suoi nuovi compagni, riesce col tempo a colonizzare l'isola, che decideranno di ribattezzare Isola Lincoln, in onore del presidente statunitense. 

Inizialmente le cose procederanno per il meglio, ma alcuni eventi misteriosi finiranno per scuotere la serenità dei cinque naufraghi.

Sono davvero soli, su questa strana isola?
Come ha fatto Smith, ridotto in quelle tremende condizioni dopo la caduta dal pallone, a trascinarsi in salvo all'interno di una grotta riparata dalla tempesta e perché non ricorda nulla di quel momento?
Che razza di creatura era, quella che ha salvato Top nelle acque del lago? 
Il vulcano che domina l'isola è veramente dormiente?
Ogni volta che i naufraghi si trovano in pericolo, qualcosa va sempre per il verso giusto al momento giusto. E' una coincidenza o qualcuno, da chissà dove, veglia su di loro?
Il ritrovamento miracoloso di un'enorme cassa piena di vettovaglie, armi e utensili, è un caso o su quest'isola ci sono altri naufraghi dispersi come loro?
Di chi è quella richiesta di soccorso ritrovata nella bottiglia?



Come sempre mi fermo qua, giusto in tempo per non spoilerare nulla, anche se probabilmente molti di voi conosceranno la famosa trama. 

Il libro, scritto in uno stile impeccabile, è colmo di descrizioni pratiche e scientifiche, specialmente su ciò che concerne la sopravvivenza, la costruzione di un campo base, la creazione di armi e l'approvvigionamento di viveri. E' il libro perfetto da portarsi sempre dietro quando si viaggia, perché nel caso di naufragio et similia, sarà molto più utile del Manuale delle Giovani Marmotte, ve lo posso assicurare. Dopo averlo letto, anche voi sarete in grado di sopravvivere mesi in un luogo sperduto. 


Qualche chicca: 


Gli appassionati della serie strafamosissima Lost, inoltre, ritroveranno moltissimi dettagli dai quali gli sceneggiatori hanno attinto per creare la storia dei sopravvissuti del volo Oceanic 815.


Lost a parte, moltissime altre opere hanno preso spunto da questo splendido libro e, come per gli altri lavori di Verne, molte trasposizioni cinematografiche sono state realizzate nel corso del tempo. Persino l'anime giapponese Il Mistero della Pietra Azzurra, prende spunto da questo libro.

Inoltre, se come me amate videogiocare, vi consiglio la saga della Microids, Il Ritorno all'Isola Misteriosa I e II. Più avanti, tra l'altro, prevedo di fare due distinte recensioni per il mio blog. 

Concludendo, è un libro adatto non solo ai ragazzi, ma a tutti quanti. Se l'avete letto quando eravate piccoli e, come me, non ricordate molto della trama, beh, è il momento di riesumarlo dagli scaffali polverosi e di rileggerlo. 

Non ve ne pentirete.





- Mio caro Cyrus, queste vostre teorie - disse Spilett - sono per me delle profezie e io sono sicuro che si avvereranno.
- E' il segreto di Dio - gli rispose l'ingegnere.
- Tutto questo è bellissimo - osservò Pencroff, che era stato ad ascoltare con gli occhi sbarrati.
 - Ma mi sapreste dire se anche questa nostra isola è stata fabbricata da questi infusori? (animali marini che creano le barriere coralline)
- No, Pencroff - gli rispose Cyrus. - Essa è d'origine vulcanica.
- E allora, un giorno scomparirà?
- Probabile.
- Speriamo di non esserci, quel giorno.
- Rassicuratevi, Pencroff; non ci saremo più perché non abbiamo alcun desiderio di finire qui i nostri giorni, e finiremo per andarcene.
- In attesa - concluse Spilett, - sistemiamoci come se fosse per sempre.  
Non bisogna mai far nulla a metà.

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