lunedì 13 febbraio 2017

# Una stanza senza libri è come un corpo senza Anima.

L'Isola del Tesoro - Robert Louis Stevenson


Ritorno dopo moltissimo tempo a parlare di libri. La mia etichetta "Una stanza senza libri è come un corpo senz'anima" languisce da un po', così ho deciso di raccontarvi cosa ho letto in questi ultimi mesi. Saranno parecchi post, ve lo anticipo, perché ho letto davvero moltissimo e ci tengo a spiegarvi anche il motivo. 

Come molti di voi sapranno, non amo solo leggere, ma anche scrivere e al momento mi sto cimentando con un manoscritto per me molto importante che spero, un giorno, di pubblicare.
In questo libro, ambientato negli USA, c'è un personaggio dalle umili origini italiane che si chiama Giorgio (ma che dopo così tanti anni, tutti chiamano naturalmente George). Possiede dagli anni '60 una piccola e antica libreria sul lungomare di San Diego, in California, e in questa location che si affaccia sull'Oceano si svolge buona parte della mia storia. George è un uomo dalla spiccata intelligenza e soprattutto saggezza. Nel corso del manoscritto, George diventa prima titolare, poi amico, poi mentore e forse anche padre, di un suo dipendente, un ragazzo di nome Safran. E' un grande amante dei classici della letteratura e grazie a lui, Safran riprende a leggere e studiare, appassionandosi sempre di più all'arte della scrittura per il quale è sempre stato portato. 

Bene, dovete sapere che George è diventato, col tempo, anche mio amico. Sì, purtroppo (alcuni direbbero per fortuna), io ho spesso questo problema: i miei personaggi prendono vita e iniziano a comportarsi in modo imprevedibile, mettendomi spesso in situazioni scomode dalle quali non so come uscire. George, Safran e gli altri personaggi del mio manoscritto hanno deciso bellamente di farsi una vita propria e io, al momento, sto vivendo una sorta di blocco dello scrittore proprio perché non capisco dove vogliano andare a parare. In questi mesi di "fermo penna", quindi, ho ripreso a leggere molto e indirizzata proprio dall'amico George mi sono gettata a capofitto sui grandi classici, alcuni dei quali letti da ragazzina, ma che non ricordavo più. 

Il primo libro che mi ha suggerito George è stato L'Isola del Tesoro, quindi signori, ecco qua la mia piccola recensione del capolavoro di Robert Louis Stevenson.
Il libro nasce nel 1883 ed è uno dei più celebri libri di tutti i tempi. Come per i lavori di Conan Doyle, il libro è stato pubblicato per la prima volta a puntate in una rivista per ragazzi.
Il romanzo racconta di pirati, tesori e isole misteriose e ha sicuramente contribuito alla nascita di lavori come i Pirati dei Caraibi, la saga di Monkey Island e molto, molto altro.
La storia di questo libro è forse più affascinante del libro stesso. Un giorno, Stevenson si trovava in un cottage di campagna con la sua famiglia e il figliastro Lloyd di circa docici anni. Il ragazzino, perso nei suoi pensieri, dipingeva ad acquarello la mappa di un'isola e Stevenson affascinato da questo dipinto infantile, si mise a dare nomi di fantasia alle varie insenature, alture, porti, fiumi, ecc... e in un angolo del foglio scrisse "L'Isola del tesoro".
Fu lo stesso bambino a dire: "Come sarebbe bello leggere una storia su quest'isola!"
Stevenson completò così la mappa, e iniziò a scrivere, aiutato dalla fantasia di Lloyd e di tutta la sua famiglia. L'Isola del tesoro è quindi interamente dedicato al suo figliastro. Un libro iniziato per gioco, per far felice un ragazzino, è diventato un classico della letteratura mondiale, un romanzo senza tempo che ha ispirato centinaia di altre storie, film, videogiochi e serie TV. Se lo sarebbe mai aspettato, secondo voi?
E oggi, come dice Wikipedia: 


Non è possibile sottovalutare il contributo di Treasure Island all'immaginario collettivo. A causa di questo romanzo i pirati furono in seguito costantemente associati a mappe del tesoro (in cui il tesoro è segnato con una "X"), isole tropicali, stampelle o pappagalli portati sulla spalla. La stessa espressione "Isola del Tesoro" è entrata nel linguaggio comune e viene usata anche senza un riferimento consapevole all'opera di Stevenson.


La voce narrante del romanzo, ovvero il protagonista, è tale James (Jim) Hawkins, un quattordicenne che vive e lavora con sua madre e suo padre, molto malato, nella locanda "Ammiraglio Benbow", affacciata sul mare in un villaggio vicino Bristol, Black Hill Cove.
Un vecchio filibistiere ubriacone di nome Billy Bones si presenta un giorno alla porta della locanda, trascinandosi dietro un misterioso baule rovinato dal tempo e dalla salsedine, la cui chiave penzola attaccata al suo collo. Il marinario, scorbutico e puzzolente, si ferma in pianta stabile alla locanda pagando però solo per la prima settimana e ben presto Jim capisce che quest'uomo sempre perennemente alticcio e cagionevole di salute data l'età, ha il timore di essere stato seguito da un altro marinaio minaccioso e pericoloso con una gamba sola. 
Poco dopo un ex compagno di pirateria di Billy si presenta alla locanda chiedendo sue notizie e fra i due scoppia un violento alterco. A seguire anche un misterioso cieco compare alla taverna, consegnando a Billy Bones la Macchia Nera, un presagio di morte.
  
Jim affascinato da tutta questa storia, ma al contempo anche impaurito, studia (e serve) il lupo di mare fino alla sua improvvisa dipartita causata da un infarto, avvenuta poco dopo quella di suo padre. Prima di morire però, il marinaio confessa a Jim, che si sta prendendo cura di lui, di essere stato un pirata al seguito del famigerato Capitano Flint e che i suoi vecchi compagni lo stanno cercando per impossessarsi del segreto che potrebbe condurli all'Isola del Tesoro.
Quando il filibustiere esala l'ultimo respiro, Jim e la madre decidono di aprire il baule per scoprire finalmente cosa contiene. La cassa è piena di dobloni e i due decidono di prendere solo la parte che spetta loro per il vitto e l'alloggio che ancora non era stato saldato. In quel momento, però, una banda di marinai cerca di fare irruzione nella locanda con violenza, così Jim e sua madre sono costretti a scappare. Jim riesce a portare via uno strano pacchetto rinvenuto nel baule, di cui lui diventerà il solo custode. 

Sarà quel pacchetto a portare Jim fino all'Isola del Tesoro.
In quanto a trama, beh, mi fermo qua.

Si tratta di un libro famosissimo del quale sono state fatte anche decine di trasposizioni cinematografiche per cui immagino che molti di voi saranno al corrente del resto della storia, ma... se come me, non ricordate nulla, preferisco evitare di fare spoiler e vi invito a leggere il libro. Tornerete ragazzini, ve lo assicuro.
Stevenson racconta le avventure di Jim e dei suoi nuovi compagni in modo magistrale, divertente e persino realistico. La sua tecnica narrativa vi terrà incollati alle pagine e in poco tempo vi ritroverete a leggere il bel finale. Mi è piaciuto averlo di nuovo fra le mani ed è stato quasi un viaggio indietro nel tempo. Mi è piaciuto così tanto che non appena finito, mi sono gettata a capofitto su un altro classico della lettaratura mondiale, questa volta di Jules Verne. Il bellissimo Ventimila Leghe Sotto i Mari, di cui parlerò fra qualche giorno proprio qua sul blog.
Vi anticipo solo che sarà un post molto lungo e sentito, perché Ventimila Leghe Sotto i Mari (e il suo "seguito" L'Isola Misteriosa) mi hanno colpito in modo particolare. Sono due libri che tutti, e sottolineo tutti, dovrebbero leggere almeno una volta nella vita. 


"Guardammo, e, corpo di mille bombe, la vecchia goletta non c'era più. 
Io non ho mai visto una banda di minchioni restare lì con un'aria più istupidita."

"Questo Ben Gunn che uomo è?" 

"Non saprei, signore. Non sono sicuro che sia sano di mente." 

"Se hai qualche dubbio dì pure che non lo è." Riprese il dottore.

"Un uomo rimasto tre anni a rosicchiarsi le unghie sopra un'isola deserta non potrà mai apparire sano di mente come uno di noi. Non è conforme alla natura. Ma tu mi dicevi che
sospirava un pezzo di formaggio, no?" 

"Sì, signore, formaggio." 

"Ebbene, Jim, vedi che a qualcosa giova essere ghiotto. Tu conosci la mia tabacchiera, no? E mai mi vedesti prender tabacco. O sai perché? Perché nella tabacchiera tengo un pezzo di formaggio parmigiano: un formaggio fatto in Italia, assai nutriente. Ebbene, sarà per Ben Gunn."

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