sabato 20 dicembre 2014

# Diario di viaggio # Germania

127.0.0.Monaco di Baviera -Neuschwanstein- Giorno 11


Cari viaggiatori, oggi torniamo a parlare di Germania e lo facciamo visitando uno dei castelli giudicati fra i più belli del mondo. Questo post è particolarmente complicato, sia perché mi sta molto a cuore sia perché si potrebbe scrivere un’intera enciclopedia sull'argomento e ridurre la mole di informazioni a un solo post è certamente difficile, ma ci proverò. Cominciamo? Seguitemi…

Ludwig II
Ludwig II. 
Ve l'ho presentato come Il Re Triste, il Re Folle, il Re delle Favole… ve lo ricordate, vero? 
Vi ho accennato, alcuni post addietro, qualche dettaglio di questo bambino schivo, solitario, intelligente, affascinante e diventato Re troppo presto. Aveva solo 18 anni quando salì al trono; pochi, pochissimi. Eppure Ludwig non si perse d’animo e tentò, a modo suo, di essere un vero Re. Ci provò per il suo popolo, per l’amore che nutriva per la sua terra e i bavaresi, ma non per brama politica o sete di potere. 

Il ragazzo, appassionato d’arte, architettura, storia, letteratura, musica e affascinato dalla natura, aveva un sogno: costruire rifugi per se stesso, luoghi magnifici e isolati dal mondo, dove poter rivivere le storie e le gesta dei personaggi di cui era profondamente innamorato, eroi di opere epiche. Rievocare i cavalieri della tavola rotonda alla ricerca del Santo Graal. Cavalieri dal cuore puro, senza macchia, coraggiosi e indomiti al punto da sacrificare la propria vita per uno scopo nobile. 

Ludwig desiderava sfuggire dal mondo che lo circondava, si sentiva nato nell’epoca sbagliata e guerre, dispute e politica non lo interessavano, anzi lo infastidivano, gli davano il voltastomaco. Grazie al suo status di sovrano, attingendo ai fondi di famiglia (si dice mai dalle casse dello stato) Ludwig riuscì a costruire tre castelli, Linderhof e Herrenchiemsee di cui vi ho già parlato, e il meraviglioso e unico al mondo Neuschwanstein.


Ne avrete certamente sentito parlare, visto che questo castello ha ispirato la Disney per il suo logo e per i castelli delle sue svariate favole (Biancaneve, Cenerentola, ecc…) e persino la serie dei Cavalieri dello Zodiaco (Pandora).

Fin da bambino Ludwig desiderava costruire un posto come questo e quando finalmente poté realizzare il sogno tanto agognato, nella sua mente tutto era già pronto e disegnato. Neuschwanstein non è un semplice castello, ma un monumento, un omaggio al genio del suo amato amico e compositore Richard Wagner e un tempio dedicato al Santo Graal. Non è una rocca, una magione, una fortificazione, ma un intero regno, un luogo fuori dal tempo, un posto sacro, una bolla di pace, paradiso, bellezza, arte, Luce e Spirito, completamente distaccata dal mondo terreno e immersa nella natura lussureggiante e selvaggia delle foreste bavaresi. 

Mettere piede a Neuschwanstein significa dimenticare concetti come spazio e tempo.

Il castello si trova a sud, vicinissimo a Hohenschwangau, di cui vi ho già parlato, nei pressi di Fussen. Il suo nome lo si deve alla località di Schwangau (che tradotto significa Contea del Cigno). Neuschwanstein significa invece Nuova Pietra del Cigno. Se avete letto il mio post su Hohenschwangau, ricorderete che il vecchio nome del castello in rovina recuperato e ricostruito dal padre di Ludwig, Massimiliano II, era SchwansteinPietra del cigno.

Neuschwanstein conta la bellezza di seimila visitatori al giorno nel periodo estivo per un totale all’anno di un milione e quattrocentomila turisti ed è stato proposto persino per entrare a far parte delle sette meraviglie del mondo moderno; al momento è uno dei finalisti.

Il castello si trova arroccato sul ciglio di una gola, in cima a un costone di roccia, ai piedi del quale si trova il paese di Schwangau. La sua posizione è particolarmente scenografica grazie anche al vicino lago e alla presenza della foresta tutt’attorno. Venne eretto sulle rovine di due antichi castelli già noti al sovrano quando aveva solo tredici anni. Lo sappiamo perché Ludwig lo scrisse in un diario personale nel 1859, cinque anni prima della sua ascesa al trono.

L’edificio, immaginato dal Sovrano, un architetto e due scenografi, si estende per seimila metri quadrati su quattro piani e numerose torri alte anche ottanta metri ed è dedicato al Cavaliere del Cigno di Lohengrin, leggendaria opera ripresa da Wagner, il quale però non visitò mai il castello. La prima pietra è stata posata il 5 settembre del 1869. La costruzione del castello diede da lavorare per circa due decenni a centinaia e centinaia di persone, muratori, artigiani, artisti, architetti e manovali di ogni tipo. Divenne il maggior centro d’impiego della regione e vennero persino risarciti con una pensione i familiari dei dipendenti deceduti per incidenti sul lavoro (si parla di una trentina di operai in tutto). Nel 1886 il palazzo si poté definire ormai quasi concluso. L’impressione che si ha guardando il castello, con tutte quelle torri e pinnacoli più che altro decorativi, è che sia un naturale proseguimento delle Alpi alle sue spalle e l’effetto scenico, vi assicuro, è davvero spettacolare.

«È mia intenzione far ricostruire l'antica rovina del castello di Hohenschwangau, nei pressi della gola del Pöllat, nello stile autentico delle antiche fortezze dei cavalieri tedeschi e devo confessarVi di rallegrarmi molto all'idea di potervi soggiornare un giorno; vi dovranno essere sistemate numerose camere per gli ospiti, confortevoli e accoglienti, dalle quali si potrà godere una stupenda vista sull'augusto monte del Säuling, sulle montagne del Tirolo e sulla vasta pianura; Voi Lo conoscete bene, l'adorato ospite che vorrei ospitarvi; il luogo è uno dei più belli che si possano trovare, sacro e inavvicinabile, un tempio degno di Voi, divino amico, che faceste fiorire l'unica salvezza e la vera benedizione del mondo. Vi ritroverete anche reminiscenze dal 'Tannhäuser' e dal 'Lohengrin'; in ogni senso questo castello sarà più bello e confortevole di quello più in basso di Hohenschwangau, che annualmente viene dissacrato dalla prosa di mia madre; gli Dei dissacrati si vendicheranno e si tratterranno con Noi, lassù sulle ripide cime, allietati dall'aura del Paradiso.»
                                                                                                         (Ludovico II di Baviera)

La madre di Ludwig non era contenta delle spese pazze del figlio e nemmeno del suo rapporto così stretto con Richard Wagner, ma comunque fece visita a Neuschwanstein in occasione del suo sessantesimo compleanno. Anche Ludwig visse pochissimo in questa residenza, che era progettata più come un palcoscenico che come abitazione reale. In totale ci trascorse soltanto 172 giorni.
Accanto al castello, nella citata Gola del Pöllat, vi è un ponte alto novanta metri che promette ai forti di cuore, di osservarlo in tutto il suo splendore stagliarsi contro le magnifiche Alpi bavaresi e innalzarsi quasi a toccare il cielo.

Il ponte di Maria - Marienbrücke
Frontalmente si ergono due torri identiche in mattoni rossi fortemente in contrasto con il resto del castello in pietra chiara e tetto scuro. Passando sotto lo stemma reale bavarese si entra direttamente nella corte d’onore che è disposta su due livelli: uno strategicamente costruito per permettere una vista strepitosa sul panorama circostante e l’altro avrebbe dovuto ospitare una cappella gotica lunga novanta metri che però non è mai stata costruita, rimanendo solo un progetto del quale si può ammirarne la planimetria a grandezza naturale riprodotta a terra con mattonelle bianche.
La struttura che unisce i due livelli della corte d’onore è la Torre Rettangolare, dietro la quale si trovano la Casa dei Cavalieri e la Dimora delle Dame. Entrambe le strutture riprendono le forme del Castello di Antwerp che compare nel primo atto del Lohengrin di Wagner. L'intero complesso è sormontato da miriade di pinnacoli e camini ornamentali, mentre il fronte sul cortile d'onore presenta due splendidi affreschi con la scena di San Giorgio nell'atto di uccidere il drago.

Una volta terminato completamente, il castello avrebbe dovuto ospitare più di duecento stanze, ma alla morte del Re, soltanto una quindicina erano già state finite. Le stanze private del Sovrano sono otto e occupano il terzo piano, mentre il quarto è quasi completamente occupato dalla Sala dei Cantori. Malgrado l’aspetto fiabesco e antico, il castello era dotato di tutti comfort disponibili all’epoca, come un sistema di riscaldamento centralizzato, una linea telefonica (una delle prime di tutta la Germania), un sofisticatissimo sistema di campanelli per richiamare la servitù che funzionava con una batteria a secco, bagni con acqua corrente calda e fredda e addirittura scarichi automatici.

Sala del Trono
L’unica sala non decorata con motivi tratti dalle opere di Wagner è la Sala del Trono (venti metri per dodici). Un grande salone vuoto (al momento della morte prematura del sovrano, il trono non era ancora pronto), alto tredici metri, in stile bizantino che ricorda volutamente una cappella palatina, poiché per Ludwig la regalità era strettamente connessa alla religione, allo spirito e alla devozione. Sontuose dorature l'adornano e una cupola azzurra tempestata di stelle fa da tetto all'abside di marmo bianco di Carrara dove doveva risiedere il trono, mentre le decorazioni del pavimento rappresentano piante e animali in netto contrasto con la volta celeste. 

L'atrio inferiore è affrescato con scene tratte dalla saga di Sigurd dell'Edda che in molti punti corrisponde alla saga di Sigfrido nella canzone dei Nibelunghi. Come molti dei cicli pittorici di questo castello, anche in questo caso il messaggio è molto chiaro: l'amore vero non lo si può raggiungere in terra, dove i sentimenti sono contrastanti e inquinati da pregiudizi ed emozioni negative, ma al contrario, lo si può raggiungere nell'aldilà in forma totalmente spirituale. 

Ricordate la Grotta di Venere di Linderhof? Anche se molto diversa dalla precedente, la grotta di Neuschwanstein è un’installazione molto realistica con tanto di stalattiti e stalagmiti e persino una cascata con giochi di luce colorata. Adiacente alla Grotta c'è il Giardino d'inverno. Accedere in questi due ambienti è a dir poco sbalorditivo e il contrasto fra la penombra della grotta e la luminosità della veranda esotica e tropicale è incantevole.

Camera da letto del Re
La Camera da letto di Ludwig è una vera e propria opera d’arte che ospita anche una piccolissima cappella privata consacrata a San Luigi. Soltanto alla creazione del letto hanno partecipato quattordici maestri ebanisti realizzando un baldacchino in legno finemente intarsiato che ricorda una magnifica cattedrale piena di guglie e pinnacoli. In questa magnifica stanza, lo stile cambia profondamente dal romanico al tardo gotico e gli affreschi rappresentano la storia di Tristano e Isotta. Persino la stupenda stufa in ceramica è decorata dalle figure dei due amanti.

Sala di Soggiorno
Degni di nota sono anche l'atrio superiore, lo spogliatoio del Re e la Sala di soggiorno, decorata con scene tratte dalla saga di Lohengrin; il già citato Cavaliere del Cigno.

Sala dei Cantori
La Sala dei Cantori (ventisette metri per dieci) è la più grande del castello e lascia letteralmente senza parole. Decorata con scene del Lohengrin e del Parsifal è un vero e proprio monumento calpestabile alla musica, all’amore e all’arte cavalleresca medievale.

Studio privato del Re
Come ho già detto, in ogni stanza vengono messe in scena immagini tratte dalla leggenda tedesca di Lohengrin, il cavaliere del cigno. Tema che è possibile vedere anche nel vicino castello di Hohenschwangau e che ha ripreso poi Wagner per le sue opere. Altri temi scelti da Ludwig sono Tristano e Isotta, la leggenda del Santo Graal, il Tannhäuser (Salotto e Grotta) e l’Amor Cortese (Sala da Pranzo). Di fianco al Salotto si trova la Grotta che funge da passaggio fino allo studio privato del Re.

Sala da pranzo
Anche in questo castello, come a Linderhof e a Herrenchiemsee, la sala da pranzo è collegata alle cucine (che si trovavano tre piani più in basso) attraverso un ascensore di servizio per portare le vivande ancora calde in tavola. I sei dipinti di questa sala illustrano il mondo dell'amor cortese e anche in questa stanza continua la saga di Sigund che abbiamo visto nell'atrio inferiore.

Di solito la visita guidata termina con un passaggio nella suggestiva cucina al pianterreno. Malgrado l'ambiente medievaleggiante, questa cucina è dotata di ogni innovazione tecnica dell'epoca, come gli spiedi del camino che vengono fatti girare sfruttando l'aria calda del fuoco, e la canna fumaria che incanala fumo e calore verso il basso, sotto il pavimento, per sfruttarli come impianto di riscaldamento o per mantenere calde le vivande nelle credenze in fondo alla stanza.

Chiaramente le stanze della servitù erano più spoglie. Separate dal resto del castello da porte e finestre con vetri opachi, permettevano al Re di entrare e uscire senza essere osservato. Era vietato anche l’uso dello scalone reale che conduce ai piani superiori e la servitù doveva servirsi di scale secondarie appositamente costruite.

Per qualsiasi informazione aggiornata in merito a orari, mezzi di trasporto, ecc... potete fare un salto sul sito ufficiale del castello. Vi consiglio di investire qualche Euro per l'audio guida in italiano.

Ringrazio come sempre Wikipedia per le foto degli interni e la veduta panoramica. Le altre due sono scatti miei. 

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