mercoledì 24 settembre 2014

# La Stanza degli Ospiti

Sisu, ecco come sono per mia sorella


Questo post del mio vecchio diario non può assolutamente andare perso, quindi lo riporto fedelmente qua su 127.0.0.1. 

Ecco come mi vede la mia sorella d'Anima.

Mia sorella è reticente.
Sempre e comunque, ma soprattutto quando parla di sè.
E' reticente nel modo di muovere le dita, nel gesticolare sempre misurato, perennemente sotto controllo, negli sprazzi di sorriso, all'improvviso, imbarazzanti nella loro immediatezza, disarmanti nell'essenzialità di una cornice troppo stretta per un quadro che si dilata all'infinito.
Mia sorella non parla mai a vanvera, non dice mai cose di sproposito, è sempre accorta, sempre pacata, sempre sulla punta di una riflessione che è in procinto di sfuggirle dalle dita, e guai se accadesse questo, guai se un millimetro fuori dalla sbarra di cemento armato scoprisse un buco nero che incombe, o ne avesse la più plateale delle conferme.
Non è scettica a priori, ha un orecchio musicale, dunque, come ogni persona che "sente" la musica, è portata all'ascolto.
Non si limita mai ad un sentire superficiale, però, no, lei ascolta proprio, analizza, taglia, cuce, fa magistrali ricami e dopo ti presenta un arazzo fantastico, che prima, nel guazzabuglio dei tuoi pensieri, non avevi notato.
Non è suo, è tuo, ma lei ha il supremo dono di presentartelo già completato.
Come sa ascoltare e non solo genericamente sentire, mia sorella raramente parla, mia sorella racconta.
Non si limita ad un gattonare impacciato sopra la supeficie delle cose, lei va diretta in profondità.
Mia sorella è come un Faro, a pelo d'acqua, dà Luce all'oscurità circostante più di quanta ne conservi per lei stessa.
Mia sorella quando è imbarazzata, o emozionata, o profondamente commosa, ride.
Una risata strana, un pò rauca, un pò esitante, che suona come un singhiozzo accuratamente soffocato con la mano.
Mia sorella è diventata grande ad otto anni, per questo conserva sempre l'espressione estasiata, partecipe, innocente e ferita di un bimbo.
Mia sorella ha imparato a cavarsela da sola, dunque è in grado di smussare gli angoli, dribblare gli ostacoli, proiettarsi all'obbiettivo e fare tabula rasa degli ostacoli sul percorso.
Ha quel genere di fiducia incondizionata nelle sue capacità che solo chi si è trovato nella merda fino al collo può sviluppare così sapientemente, e che nasconde un vago retrogusto di insicurezza.
Mia sorella è insicura, profondamente insicura, solo nella misura in cui insicurezza significa non dare tutto per scontato, non arroccarsi su spiegazioni superficiali, non essere certi, spocchiosamente sicuri, di avere imparato tutto.
Mia sorella è sicura dell'Amore, è sicura dell'Amore per suo marito, per suo padre, per la sua mamma, per i suoi gatti, per i suoi amici, per sua sorella minore.
Mia sorella odia le guerre, odia la violenza, odia le risposte mancate, le sedie vuote, le promesse non mantenute, i tradimenti scontati, la più scontata delle mancanze di coraggio.
Mia sorella, come chiunque sappia quanto è plateale la presenza proprio nell'assenza più manifesta, ha il supremo terrore di non esserci, se qualcuno dovesse avere bisogno di lei.
Mia sorella sa cosa vuol dire non esserci, e quando lei c'è, per tutti, per tutte le persone che ama, c'è per la bimba di otto anni che ancora le bussa dentro, e riga con un taglierino il cuore.
Mia sorella ha i capelli scuri, la coda di cavallo stretta stretta, gli occhi lucidi come biglie di vetro, le fossette quando sorride, se è rilassata si siede a gambe incrociate e si sente A CASA solo lassù, nella Terra dei Laghi, perchè mia sorella, come la terra dei laghi, ha maturato un particolare tipo di coraggio, una particolare predisposizione dell'Anima, che i finlandesi raccontano con una sola parola, che racchiude un mondo: SISU.
Sisu è esattamente quel che mia sorella mi ha insegnato: il coraggio di non arrendersi neanche nelle condizioni più disperate e la straordinaria abilità di trasformare queste situazioni disperate in esorcizzazione.
L'esorcizzazione di vivere alla grande, e non unicamente sopravvivere, non tanto "grazie a " (che a farlo siam bravi tutti) ma "nonostante".
Mia sorella è il sisu di vivere "nonostante" e "malgrado", e di protendersi comunque verso il mare, come una cattedrale bianca nel centro di Helsinki.
Ho due fratelli e una sorella sola: mia sorella è la parte migliore di quello che potesse capitarmi.
E tanto mi basta.
Romina
E' la cosa più bella che qualcuno mi abbia mai detto. Mi rivedo in ogni parola.
Perché è vero. Io mi sento quella cattedrale che sovrasta la città e la protegge. Immagina quella piazza senza la cattedrale. Con un buco vuoto al centro, l'assenza di quel guardiano bianco sarebbe così tremenda e straziante da rendere Helsinki una bambina abbandonata in un luogo sconosciuto e in una notte di tempesta.
Non potevo trovare una sorella migliore.
Impossibile, perché una sorella migliore non c'è. 
O te, o nessun'altra.

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