venerdì 19 settembre 2014

# Una stanza senza libri è come un corpo senza Anima.

Il mastino dei Baskerville


Perdonate l'assenza, ma ho avuto una brutta influenza barra bronchite barra "uno dei due polmoni fa uno strano suono, non mi piace per niente" (cit. del mio medico di base) causata dal freddo assassino preso in Trentino e ne sto uscendo piano piano solo in questi giorni a suon di antibiotici, sciroppi, aerosol, e chi più ne ha più ne metta.

Rieccomi quindi, ancora tossicchiante e malaticcia, a parlare del prossimo libro di Sherlock Holmes, che ho appena finito di rileggere (ebbene sì, l'avevo già letto, ma un ripassino non fa mai male): Il mastino dei Baskerville. 

Si tratta di un romanzo pubblicato inizialmente a puntate, come sempre sullo Strand Magazine, nel corso del biennio 1901-1902.

Dopo la tragica morte del famoso detective, Doyle ricevette pressanti richieste da parte dei lettori e dell’editore e dovette resuscitare il suo personaggio. Doyle si era stancato di Sherlock e lo aveva ucciso proprio per terminare la saga e dedicarsi ad altro, ma il successo fu tale che non riuscì a liberarsi di lui in nessun modo.

In questo libro, Sherlock torna insieme al fidato amico Watson -come se nulla fosse accaduto, perché nella cronologia del personaggio "il Mastino" viene prima delle Memorie di Sherlock Holmes - a indagare su un misterioso caso ambientato nella tetra brughiera del Devon.

Una cosa di cui non molti sono al corrente, è la passione che Doyle aveva per lo spiritismo, l'horror alla Poe e quello che oggi chiameremmo noir; in questo nuovo libro, forse per distaccarsi appunto dalle solite trame poliziesche londinesi, stende una storia dai tratti vagamente cupi e paranormali.

Ecco un pochino di trama:

Nella brughiera del Dartmoor, nel Devon, l'anziano sir Charles Baskerville viene trovato morto nel cortile della sua lussuosa villa, apparentemente ucciso dalla paura. Il suo medico personale, nonché amico, James Mortimer, è convinto che a ucciderlo sia stato un mostro; un orribile creatura che si aggirerebbe nella brughiera sotto forma di gigantesco mastino infernale. Sulla famiglia dei Baskerville aleggia infatti un’antica maledizione risalente a due secoli prima, si dice provocata dal comportamento dell’antenato sir Hugo Baskerville. L’uomo, invaghito di una ragazza che non ricambiava affatto le sue attenzioni, si mise a importunarla, ma lei di tutta risposta scappò. L’uomo la rincorse, ma venne sbranato da un cane comparso all’improvvisso dagli inferi. Lei, assistendo alla terribile scena, morì di spavento. Da allora il mostro sembra perseguitare gli eredi maschi di Baskerville Hall, portando loro una morte violenta.
Per risolvere il mistero e proteggere il giovane sir Henry, ultimo baronetto e membro vivente della famiglia Baskerville giunto in Inghilterra per prendere possesso delle proprietà dello zio appena deceduto, il dottor Mortimer chiede aiuto a Sherlock Holmes. Holmes, scettico, rifiuta l'idea di una maledizione ma, attirato dalla vicenda particolarmente intrigante, accetta di occuparsi del caso chiedendo al dottor Watson di accompagnare il dottor Mortimer e sir Henry a Dartmoor, per svolgere le indagini preliminari mentre lui è occupato a sbrigare delle faccende rimaste in sospeso a Londra, promettendo loro di raggiungerli appena possibile.
Durante la sua permanenza a Baskerville Hall, Watson scopre che più di una tra le persone vicine a sir Henry nasconde un oscuro segreto e dopo aver assistito ad alcuni strani accadimenti è costretto ad ammettere a se stesso che qualcosa di soprannaturale sta davvero accadendo nella brughiera, dove all'imbrunire si sentono ululati terrificanti.

Mi fermo qui per non fare spoiler. Molto piacevole e intrigante, dal finale affatto scontato, questo ennesimo libro su Sherlock Holmes è un piccolo gioiellino che nella vostra libreria non può mancare, soprattutto se siete amanti del mistero e dei polizieschi. Felicissima che i lettori e l’editore abbiano rotto le palle all’annoiato Doyle, vi consiglio la lettura de Il Mastino dei Baskerville.

BAU BAU.

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