lunedì 8 settembre 2014

# La Stanza degli Ospiti

127.0.0.Alessandro Berselli


Come vi avevo preannunciato sabato scorso, oggi ho un ospite d'eccezione qua su 127.0.0.1.

Lo so, un post di lunedì è una novità, ma sono tutta emozionata perché ho l’onore di avere come ospite nel mio blog niente popo’ di meno che Alessandro Berselli. Scrittore prolifico del panorama letterario bolognese e anche nazionale, mi ha concesso una splendida intervista e di questo lo ringrazio infinitamente. 

Facciamo prima qualche presentazione, nel caso non conosciate Alessandro. (Vergogna!) 

Alessandro Berselli nasce a Bologna nel 1965 ed esordisce come umorista nel 1991; le sue “Lettere al condominio” lo portano nel 1992 al Maurizio Costanzo Show. Dal 2003 inizia un’attività parallela di scrittore noir. 

Tra i suoi lavori ricordo: 
Storie d’amore, di morte e di follia
Io non sono come voi
Cattivo;
Non fare la cosa giusta;
Il metodo crudele;
Anni zero;
E l’ultimissimo libro Anche le scimmie cadono dagli alberi.


Andiamo a leggere cosa ci racconta questo scrittore così irriverente.

1.      Carissimo Alessandro, innanzitutto grazie per aver accettato di fare capolino nel mio blog! La prima domanda che vorrei farti, ispirata da Io non sono come voi, è: chi è davvero Alessandro Berselli? Come ti presenteresti a qualcuno che non ti conosce e non ha mai letto nulla di tuo?

Sono un narratore. Mi interessa raccontare storie e inventare personaggi che le interpretino, meglio se disturbati e con qualche problema a mantenersi allineati con le regole della vita. Ergo tutti miei potenziali alter ego. Ergo. Alter. Ego. Le uniche tre parole latine che conosco. Ah, no. Ci sono anche do ut des. E sursum corda.

2.      Tu hai cominciato come umorista e poi sei passato al noir. Detto fra noi, è un po’ come passare dal palo alla frasca o mangiare un cavolo a merenda. Ci spieghi questo tuo strano percorso letterario?

In realtà c'è una certa coerenza, data da un comune livello di follia. Mi interessa la parte sbagliata degli esseri umani, e credo non ci sia nulla come il noir e l'umorismo caustico e corrosivo per raccontarla. Questo è il filo rosso che unisce la mia produzione. Un grandangolo sull'uomo del terzo millennio visto dal punto di vista del suo agire sociale.
Pretenzioso ma l'ambizione è quella. I registri che vengono usati sono dettagli. Con la mia produzione noir l'obiettivo era sulla violenza pronta a detonare che forse è presente in ognuno di noi, la cosiddetta banalità del male. Nella produzione umoristica è più giocata su tic e piccole manie, e il mio ultimo ANCHE LE SCIMMIE CADONO DAGLI ALBERI è esemplare da questo punto di vista. Ma probabilmente si parla di una umanità altrettanto deviata. Solo inesplosa.

3.      In quale momento della vita e perché, hai capito che la tua strada sarebbe stata la scrittura?

Onestamente non saprei. Forse quando ho capito che scrivere è terapeutico, e tirare fuori le mie dark sides attraverso la parola scritta equivaleva a una seduta di autoanalisi. Ma devo dire che c'è anche grande divertimento. La scrittura è onanismo, un modo di masturbare i propri neuroni mostrandosi agli altri. Onanista ed esibizionista.

4.      Immagino che come scrittore tu abbia letto tantissimo nel corso degli anni; da quali autori hai tratto maggior ispirazione?

Un milione. Sono un lettore onnivoro. Tanti classici, molti noir, quasi tutto Stephen King, i minimalisti degli anni ottanta, gli scrittori cannibali. Ma anche fumetti, letteratura rosa. Quando qualcosa mi incuriosisce, la leggo. Preferisco gli americani. Gli italiani mi interessano relativamente, con clamorose eccezioni però.

5.      Parliamo di Lettere al condominio. In che modo sei arrivato al grande pubblico e persino al Maurizio Costanzo Show? 

Casualmente. Mandandole alla redazione di Costanzo e accettando la partecipazione in trasmissione.  La vita spesso è fatta di opportunità fortuite, e questo è uno di quei casi.
 Molti di quei materiali finirono poi su Comix e, lo scorso anno, riscritti e aggiornati, nel mio libro più folle, IL METODO CRUDELE, sessantanove lettere (e il numero non è casuale) su sesso e dintorni al tempo del terzo millennio.

6.      Parlando invece di Storie d’amore, di morte e di follia; hai mai fatto una follia per amore?

Passiamo alla domanda sette? :-) A parte gli scherzi, sì. O forse no. L'amore è intrinsecamente folle, quindi l'agire non può che essere di conseguenza. Ho detto io intrinsecamente?

7.      In quale dei tuoi libri c’è qualcosa di profondamente autobiografico?

Il più autobiografico è NON FARE LA COSA GIUSTA, anche se il protagonista è ai miei antipodi, un tardoyuppie vacuo tutto preso da se stesso e dal successo. Però c'è l'analisi di un rapporto in crisi, che in quel momento stavo vivendo, facendone una sorta di autopsia sentimentale nella quale ho cercato, scrivendone, di rispecchiarmi. E' stato un libro doloroso ma dove la compartecipazione dell'autore è evidente. Ho sofferto molto nella stesura. Ma è stato anche catartico.

8.      Cattivo e Non fare la cosa giusta, sembrano quasi un consiglio. O un’ammissione. In questi due libri - e non solo in questi - parli di due sentimenti dalla connotazione fortemente negativa. La  cattiveria e un disagio interiore che porta al tradimento e alla menzogna, che ardono sotto una facciata di quotidiana e banale normalità. Che rapporto c’è fra te e il lato oscuro dell’animo umano?

Ottimo, visto che io sono tutto un lato oscuro. Con cui cerco più o meno di vivere pacificamente, accettando vizi e virtù della natura umana. Mi piace indagare queste componenti del nostro agire. E costruirci personaggi che sappiano interpretarne le distorsioni. Mia mamma mi chiede spesso perché il suo bambino non riesce a parlare di cose normali, di persone che stanno bene. La risposta è che non lo so. 

9.      Anche ne Il metodo crudele, in un certo qual modo, vige follia e cattiveria, e spesso persino i tuoi status su Facebook, social network su cui sei molto attivo, trasudano cinismo e irriverente ironia. Il tuo prorompente e corrosivo sarcasmo è attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette o esiste qualche momento nella vita dove coccoli gattini pucciosi, ti commuovi di fronte a un tramonto e magari aiuti qualche vecchina ad attraversare la strada?

Sono una persona dolcissima, amo gli animali e detesto pedoni e ciclisti. American psycho (libro meraviglioso) mi lascia emotivamente indifferente anche nelle sue pagine più truci, ma poi piango se guardo Io e Marley. Questo non depone a favore della mia sanità mentale, ma non posso farci nulla. La psichiatria si sta occupando del mio caso, con poco successo a dire il vero.

10.  Lo so che è una domanda da non fare mai a uno scrittore, ma quale, fra i libri o racconti (come ad esempio Anni zero) scritti da te, hai particolarmente a cuore?

NON FARE LA COSA GIUSTA, perché è indiscutibilmente il mio libro più importante, ma quello dove ho raggiunto la mia cifra piena e definitiva è ANCHE LE SCIMMIE CADONO DAGLI ALBERI. Umorismo caustico, personaggi politicamente scorretti, cattiveria spalmata a piene dosi, uso del dialogo come strumento di narrativa. Ne vado piuttosto fiero.

11.  E ora veniamo all’ultimo libro pubblicato, Anche le scimmie cadono dagli alberi. L’ho divorato in una giornata, te lo dico. Il protagonista del libro, Samuel, è un ragazzo cinico, irriverente, sarcastico e a tratti persino cattivo e senza scrupoli, ma sempre dannatamente umoristico e forse anche autoironico. Ma guarda un po’. Perché, secondo te, la gente è affascinata dai personaggi cattivi e perché, solitamente, le donne finiscono sempre per innamorarsi degli stronzi? E’ davvero così o si tratta solo di sciocchi stereotipi?

I personaggi malvagi e problematici sono quelli che ci affascinano di più perché si crea il contrasto con quello che siamo realmente. Quindi il gioco di ruolo è più forte, più divertente. Leggere è inventare mondi, e i mondi con delle asperità, con degli estremi, hanno più appeal. Prendiamo Samuel Ferrari. Un trentenne irrisolto, programmato per sbagliare, che fa dell'errore, soprattutto in materia sentimentale, la sua missione esistenziale. E intorno a lui una galleria di personaggi deliranti a fargli da cornice.

12.  Quali sono, secondo te, le doti che uno scrittore deve assolutamente possedere e quali i difetti che sarebbe necessario eliminare?

Ridurre e semplificare. Diceva Carver che se una cosa puoi dirla con dieci parole non usarne 15, usane 10. E Wittgenstein che ogni cosa che può essere detta con parole può anche essere detta con parole semplici. Non zavorriamo le nostre storie di pagine inutili, aggettivi, lessici improbabili. Essenzialità. E poi essere stilosi. Scritture originali che sappiano sedurre.

13.  Tre consigli, - all’epoca seguiti anche da te; - non fare quello che predica bene e razzola male! - che daresti gli aspiranti scrittori in cerca di un editore?

Non mandare manoscritti a grandi gruppi editoriali senza un agente che faccia da tramite, non li leggono. 
Puntare a piccoli editori per fare curriculum. 
Non cedere all'editoria a pagamento che chiede soldi per la pubblicazione. Sono dei banditi.

14.  Hai altri progetti in cantiere? Ci possiamo aspettare una tua nuova pubblicazione a breve?

Sto ultimando un romanzo di controinformazione erotica su un diciassettenne che non scopa e che sarà probabilmente destinato a non farlo mai. Non prima del 2016. Non mi piace inflazionarmi, i libri vanno pensati e ragionati, lasciando spazio tra una storia e l'altra.

Passiamo all'ultima domanda: 

15.  Se volessimo farci autografare una copia di uno dei tuoi libri o anche solo lanciarti un reggiseno, quali sono le date e i luoghi delle tue prossime presentazioni?

Forlì il 20 settembre, Milano il 26, Imola il 27, Firenze il 2 ottobre, Urbino il 15, Pistoia il 18. Anche mutandine, please. Sono un feticista goloso.


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