lunedì 24 marzo 2014

# Diario di viaggio # Italia

127.0.0.Corte d'Aibo

Sono appena tornata da un fine settimana rilassante, trascorso presso un agriturismo non troppo distante da Bologna (parliamo di soli 20 km), dove ho passato due giorni immersa nella natura.
Parlo dell’Agriturismo Corte d’Aibo.

Si trova nel cuore del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, dove si possono trovare vigneti, colli, calanchi, boschi, laghetti, frutteti e campi coltivati.
L’agriturismo è composto da un nucleo centrale risalente al XVI secolo, nato come torre fortificata e poi trasformato in un piccolo convento. Narrano antiche scritture del Cinquecento che i canonici del monastero di Monteveglio acquistarono appezzamenti nella località “alle vigne di Daibo”. Quelle stesse terre furono poi acquistate alla fine degli anni ’80 da un gruppo di giovani viticoltori che recuperarono i vigneti già esistenti e ne realizzarono di nuovi, attuando una profonda valorizzazione di questa splendida zona.

L’agriturismo offre ospitalità in 12 stanze ottimamente arredate e fornite di ogni comfort. Il ristorante invece propone piatti tipici della zona accompagnati dai vini biologici prodotti dalla stessa azienda.
La struttura dell’agriturismo è quella di un piccolo borghetto molto antico, formato da 4 o 5 caseggiati.

Arrivando dalla strada principale, il primo che si incontra è il ristorante, ricavato dall’antico fienile. Rustico, in legno e pietra, accogliente e pulito. Attorno ad esso circolano liberamente galline (con tanto di gallo), un sacco di gatti e Miele, la dolcissima e cicciona cagnolina. Fra il parcheggio e il ristorante troviamo un albero di Fico particolarissimo. Interrato per metà il tronco a causa dell’innalzamento della collina, è cresciuto allargando e contorcendo le sue braccia al cielo, rendendo il suo aspetto davvero bizzarro. Il caseggiato a fianco è l’ex porcilaia (si vedono ancora le mangiatoie, che nella ristrutturazione non sono state toccate di proposito) e ricovero per gli animali, divenuto il corpo che ospita le 12 stanze, tutte con bagno privato e alcune delle quali con l’idromassaggio. Il Wi Fi non funziona perfettamente, purtroppo, a causa dei muri antichi troppo spessi. Muri che però rendono le stanze molto silenziose. Il piano superiore è piuttosto caldo, perché le stanze sono a ridosso dell’invisibile, ma presente, locale caldaie. Se siete freddolosi è il piano che fa per voi, altrimenti vi consiglio le stanze del piano inferiore.
La 7 ha anche l’idromassaggio, la vista sul biolago e l’uscita sul retro, con tanto di tavolinetto, quattro sedie di legno e posacenere.


Menzione speciale va proprio al biolago. Una parola a dir poco sconosciuta che identifica un ibrido lago-piscina. Mi spiego meglio: si tratta di una piscina, intesa come una grande vasca in pietra costruita dall’uomo, con tanto di scaletta in metallo per risalire dopo una nuotata, ma gestita in tutto e per tutto come un lago. I sistemi di filtraggio sono naturali, non esiste addizione di cloro o di altri prodotti chimici per la sua pulizia (che effettuano manualmente e periodicamente) e il suo mantenimento è totalmente affidato alla natura.
Proprio per questo motivo, il biolago è diventato la casa di svariate specie vegetali e animali come rane, piccoli pesci, libellule e altri tipi di animali, confermando quindi l’assoluta genuinità dell’acqua e il rispetto per l’equilibrio dell’ecosistema acquatico.
In questo biolago d’estate è possibile fare il bagno, ovviamente rispettando rigorosamente alcune regole. La sensazione generale, e sulla pelle, sarà quella di aver fatto una nuotata in un lago vero e non in una banale piscina. Un’esperienza sicuramente unica nel suo genere!
L’edificio successivo, lungo il vialetto dietro il ristorante, è la sala della colazione. Una saletta deliziosa, con un bel caminetto. La colazione a buffet prevede un po’ di tutto, dal salato (prosciutto, formaggio, pane di diverse tipologie, uova sode – immagino delle loro galline – burro e frutta) al dolce come torte caserecce, marmellate, cornflakes, yogurt e un meraviglioso barattolo di cremino Fiat da spalmare! Camminando oltre si incontrano invece le cantine, dove avviene la produzione del vino biologico dell’azienda.
Dall’agriturismo partono diversi sentieri che permettono di passeggiare lungo le vigne e nei boschi circostanti, nonché di arrivare ad un secondo laghetto immerso in una piccola vallata sovrastata dai famosi calanchi tipici di questa zona.
Corte d’Aibo non produce però solo vino biologico, ma anche pane (fenomenale quello scuro), pasta fresca, grappa, nocino, aceto, miele e addirittura una linea di prodotti per il corpo al vino rosso che prende il nome di Sveva.
Potrete trovare campioncini da testare, direttamente nelle stanze. Bagnoschiuma, dopobarba, sapone, crema viso e corpo. Tutto rigorosamente al vino rosso. E’ possibile acquistare in loco anche tutta questa serie di prodotti.
Che altro dire di questo delizioso pezzettino di paradiso, se non invitarvi a provarlo in prima persona, magari per un fine settimana di primavera, all’insegna del relax, della natura e del buon cibo?

Il mio parere è assolutamente positivo, i prezzi sono onesti e la cordialità è di casa. Credo che qualunque stagione abbia i suoi vantaggi, d’estate per la possibilità di fare il bagno nel biolago e prendere il sole in totale privacy, d’autunno per godere dei colori della natura che cambiano e fare lunghe passeggiate, in primavera per il clima e lo sbocciare della vegetazione che è un incanto e d’inverno per stazionare davanti al caminetto immersi nel silenzio della vallata innevata, magari sorseggiando un bel bicchiere di nocino fatto in casa. Il mio personale voto a questo agriturismo è un 8 pieno!

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