martedì 29 novembre 2016

Star Wars Destiny

29 novembre 0 Comments

Ben tornati, cari naviganti :)

Come avrete notato sono stata molto tempo senza postare nulla. Purtroppo un problema di salute mi ha tenuta a distanza da molte attività, blog compreso, ma oggi sono di nuovo qua con voi per aprire una nuova etichetta dedicata al neonato gioco di carte Star Wars Destiny della Fantasy Flight Games, distribuito da Asterion.

Per l'occasione io e la mia dolce metà, grandi fan della saga, abbiamo inaugurato anche un canale Youtube e una pagina Facebook. Vi lascio i link! 






Il gioco esce ufficialmente il primo dicembre 2016, ma noi siamo già in possesso degli starter kit di Kylo Ren e Ray, nonché di diversi booster pack, grazie a un launch party organizzato dai ragazzi del Goblin nella nostra città. 

Andiamo a vedere di cosa si tratta. 


Parliamo di un gioco di carte e dadi collezionabili che nasce inizialmente con due pack da 24 carte ciascuno e i relativi 9 dadi. Già così è possibile fare partite molto divertenti, ma acquistando qualche booster pack nel corso del tempo, il gioco prenderà una piega molto più interessante e complessa.   

Le regole, contenute in un singolo foglio fronte retro all'interno della confezione di gioco, sono molto semplici e si apprendono a una velocità disarmante. Dopo nemmeno cinque minuti di gioco, avrete già preso possesso della meccanica che, lasciatemelo dire, è del tipo "molto più facile a farsi che a dirsi". La parte più complicata sarà solo quella di trovare la giusta strategia per battere l'avversario.

Il gioco comprende svariati tipi di carte, nello specifico esistono: 
  • Le carte personaggio
  • Le carte miglioria
  • Le carte supporto
  • Le carte evento
  • Le carte territorio

Le carte personaggio, come si evince dal nome, sono dedicate ai vari protagonisti del gioco come Kylo, Rey, Finn, ecc.. Alcune di queste carte sono uniche, ad esempio non potrete avere in gioco due Ray. Quelle con questa particolarità sono contrassegnate da un piccolo asterisco visibile prima del nome. 

Ogni personaggio ha il suo relativo dado, ma in certi casi i dadi sono due. Alcuni personaggi, come Kylo Ren, ad esempio, possono essere giocati anche in versione elite, ovvero a due dadi. La cosa però vi costerà più punti. Chi ha un po' di dimestichezza con altri giochi simili, saprà che alcune carte costano punti e che non è possibile iniziare una partita superando la cifra prestabilita di punti che, nel caso di Destiny, è 30. 

Se deciderete di giocare Kylo Ren a un dado solo, la sua carta vi costerà 10 punti, ma se la scelta ricadrà sulla versione elite, allora vi costerà 13 punti. Questo, come avrete capito, modificherà la vostra possibilità di iniziare la partita con un numero X di personaggi. 


Le migliorie possono essere a uso singolo (vedi la granata), oppure no. Come per i personaggi, alcune carte miglioria hanno il loro relativo dado. Alla morte di un personaggio, certe migliorie possono passare agli altri eroi della nostra mano.

Anche i supporti possono o meno avere il proprio dado, come ad esempio il Caccia Tie. Capirete se una specifica carta è provvista di dado, dalla grafica stessa della carta, che ne riporterà le relative facce. 

Le carte evento, come si capisce chiaramente, sono eventi che è possibile scatenare durante la partita. Quasi tutte le carte hanno un costo in risorse, perciò per poterle giocare dovrete possedere il numero di risorse richiesto. 

Le carte territorio sono i campi dove si combatterà la nostra battaglia e ogni carta di questo tipo ha una sua peculiarità. 

Per quanto riguarda i token, abbiamo: 
  • I danni
  • Le risorse
  • Gli scudi

Ogni giocatore partecipa alla partita con un suo mazzo e inizia decidendo quali personaggi gettare nella battaglia, il tutto senza superare i famosi 30 punti in totale. 

Si posizionano sul tavolo le carte a faccia in su, con i relativi dadi poggiati sopra e si sceglie un territorio a testa. 

A questo punto si lanciano i dadi e chi fa il numero più alto, decide quale dei territori usare durante la partita. Il giocatore in questione decide anche chi degli altri giocatori inizia per primo, consegnandogli il territorio -volendo può anche tenerselo-. Chi possiede il territorio, come ho detto, ha sempre l'iniziativa, mentre gli altri giocatori posizionano a piacimento sui loro personaggi due scudi. Non è possibile avere più di tre scudi a personaggio. Gli altri territori, a questo punto, vengono scartati e messi via.

Tenete presente che si può giocare anche in tre o quattro persone, ma (parere personalissimo della sottoscritta) in due è molto più bello. 

La fase successiva sarà quella di mescolare il proprio mazzo, che deve essere di 30 carte e pescarne 5 che, dopo una prima occhiata, sarà possibile sostituire in numero variabile. Si guarda la propria mano e si decide se può andare bene così com'è oppure no, poi, se è il caso, si sceglie quante carte cambiare (volendo, anche tutta la mano) rimettendo nel mazzo (e rimescolando) le carte che non ci piacciono. A quel punto si ripesca il numero di carte mancante all'intera mano, che non deve superare il numero di cinque. 

I giocatori prendono quindi due risorse a testa da mettere nella propria riserva -questo accade a ogni inizio round-. L'operazione termina la fase di preparazione alla partita. 



Ora siamo pronti per giocare! 

Chi ha l'iniziativa, quindi il territorio, decide l'azione da fare. Salvo abilità speciali, è possibile fare una sola azione alla volta. 

Le azioni possibili sono diverse: 
  • Attivare un personaggio ruotando la sua carta in orizzontale e lanciando i rispettivi dadi. (attacco)
  • Attivare un supporto, ruotando la sua carta in orizzontale e lanciando il rispettivo dado. (attacco)
  • Usare una carta evento pagandone il relativo costo in risorse.
  • Mettere in campo una miglioria o un supporto, pagando il relativo costo in risorse (e se è il caso, posizionando sulla carta anche il relativo dado).
  • Rivendicare il territorio, attivando quindi l'abilità speciale di quella carta e terminare così il proprio turno fino alla fine del round.
  • Risolvere uno o più dadi dal suo pool. 
  • Scartare una carta per ritirare da uno a tutti i dadi del pool.
  • Passare senza fare nulla.

Fatta la nostra azione, toccherà all'avversario e così via fino alla fine del round, quando entrambi i giocatori decideranno di passare. A questo punto si ripristinano le carte esaurite (voltandole di nuovo in verticale e rimettendo su di essere il rispettivo dado), si prendono due nuove risorse da aggiungere alla riserva e si pesca un numero di carte utili a far tornare la nostra mano completa, ovvero di cinque carte. Volendo, prima di pescare, è possibile scartare qualche carta che non ci piace.

Trovo inutile, a questo punto, darvi ulteriori spiegazioni sulla meccanica di gioco, visto che dopo 5 o 6 alternanze di queste azioni, sarete senza dubbio padroni della tecnica. L'importante sarà leggere attentamente il contenuto delle carte e muoversi di conseguenza, usando in modo astuto le risorse, gli scudi e soprattutto le abilità di ogni carta. 

Parliamo piuttosto dei dadi. Quelli usati da Destiny sono classici dadi a 6 facce e ogni faccia ha un suo bel simbolino che dopo poco imparerete a memoria :) 

I simboli che incontrerete saranno: 
  • Colpo in mischia con o senza modificatore.
  • Colpo a distanza con o senza modificatore.
  • Scudo con o senza modificatore.
  • Risorsa con o senza modificatore.
  • Distruzione di risorse con o senza modificatore.
  • Scarto dalla mano dell'avversario con o senza modificatore.
  • Concentrazione.
  • Abilità speciale.
  • Blank.
Vediamoli uno per uno. 

Il colpo in mischia infligge uno o più danni (le due spade incrociate) e non si differenzia da quello a distanza (il blaster), se non per la diversa possibilità di difendersi dall'uno o dall'altro da parte dell'avversario. 

Lo scudo ci permetterà di mettere uno o più scudi sui nostri personaggi. 

La risorsa ci permetterà di prendere una o più risorse. 

La distruzione elimina una o più risorse dalla riserva dell'avversario.

Lo scarto elimina una o più carte dalla mano dell'avversario. 

La concentrazione ci permette di voltare un dado su una faccia a nostra scelta.

L'abilità speciale attiva, appunto, l'abilità della relativa carta di quel dado. 

Il modificatore cambia il numero di danni/scudi/risorse/ecc... di quel dado e necessita 
SEMPRE di un altro dado simile senza modificatore. 

Esempio: Se esce 1 danno in mischia e un dado +2 danni in mischia, il totale di danni sarà tre, ma se esce un +1 danno in mischia e un dado +2 danni in mischia, nessuno dei due dadi avrà effetto. 

Il blank è ovviamente un risultato vuoto.

La vittoria della partita verrà decretata da uno dei seguenti fattori: 

  • I personaggi dell'avversario sono stati tutti uccisi. 
  • L'avversario ha terminato sia le carte in mano, che nel proprio mazzo. A questo punto, quando entrambi i giocatori passeranno la mano, quello che ha finito tutte le carte sarà considerato sconfitto. 

Termino questo mio primo post dedicato a Star Wars Destiny, lasciandovi con il trailer di gioco ufficiale della Fantasy Flight Games, e mi raccomando... che la Forza sia con voi!






sabato 1 ottobre 2016

Imperial Assault - Nexu

01 ottobre 0 Comments

Cari naviganti, torno in mezzo a voi dopo svariati giorni a parlare nuovamente di modellismo. 
Quest'oggi vi racconterò passo passo come ho realizzato i Nexu: docili creaturine pelosette e patatose dell'universo Star Wars. 
Fra le miniature di Imperial Assault, gioco da tavolo della Fantasy Flight Games, ci sono anche due di questi simpatici animaletti tutti occhi, denti e artigli. 
Prendendo come sempre spunto dai bellissimi video tutorial del buon Sorastro, ho dipinto queste due miniature al meglio delle mie possibilità e, devo dire, ne sono abbastanza soddisfatta. 

Ecco qua la carta del Nexu e la relativa miniatura così come esce dalla scatola. 



Veniamo ai singoli passaggi da me effettuati. 
I colori Citadel utili a dipingere i Nexu sono i seguenti: 

Rakarth Flesh, Screaming Skull, Nuln Oil, Agrax Earthshade, Tyrant Skull, Lahmian Medium, Stormvermin Fur, Deamonette Hide, Bugman's Glow, White Scar, Ushabti Bone, Steel Legion Drab, Druchii Violet, Mephiston Red, Evil Sunz Scarlet, Eshin Grey, Abaddon Black, 'Ardcoat, Mechanicus Standard Grey.


Si comincia con il solito primer, in questo caso grigio, e si attende l'asciugatura. 

Il secondo passaggio avviene con il Rakarth Flesh steso sul corpo del Nexu, evitando coda, occhi, escrescenze sulla schiena e bocca, ripassando solo alcune zone di luce (la parte alta della schiena, delle cosce, delle zampe anteriori, le costole, le parti sporgenti delle zampe...), con lo Screaming Skull. 

Terminato questo passaggio, la mossa successiva è il dark wash, con una parte di Nuln Oil e una di Agrax Earthshade ripassando ogni zona precedentemente dipinta. 

Il passo successivo, con il Tyrant Skull, è una passata di colore a pennello rigorosamente asciutto su tutta la pelliccia. 

A questo punto, un altro bagno di colore si effettua con il Lahmian Medium mixato all'Agrax Earthshade. Tre parti di Lahmian e una di Agrax. Questo "bagno" però servirà solo per le zone d'ombra e dove vorremmo far risultare sporca la pelliccia del Nexu. Sotto la pancia, nella zona inguinale, sotto il mento e sulla parte finale delle zampe, vicino agli artigli. 

Con il solito mix di Nuln Oil (3 parti) e Agrax Earthshade (due parti), andiamo a fare le striature della pelliccia, rendendo il nostro Nexu tigrato.

Una volta asciutto, con il Stormvermin Fur, andiamo a colorare le escrescenze sulla schiena. Una successiva passata di Nuln Oil darà loro un effetto sfumato.

E' la volta dell'interno bocca e delle gengive, che dipingeremo con il Deamonette Hide, evitando accuratamente le zanne. 

Mentre attendiamo che la bocca si asciughi, schiariamo le escrescenze della schiena, unendo allo Stormvermin Fur una punta di Screaming Skull. Possiamo fare questo passaggio quante volte vogliamo, schierendo sempre un po' di più, per far risaltare la cima degli spuntoni che dovranno venire più chiari.



Con il Bugman's Glow, schiarito con una punta di White Scar, andiamo a fare la coda. Il colore ottenuto lo andiamo poi a mixare con il Deamonette Hide, per sfumare la bocca, in particolare la lingua. Passaggio che faremo più volte per donare alla bocca ulteriori punti luce. 

Con il Steel Legion Drab andiamo a sporcare i denti, dando risalto alla zona più vicina alle gengive, per rendere le fauci del Nexu molto "cattive". La bocca, in questa miniatura, è forse la cosa più importante e vale la pena spendere del tempo per sfumarla e darle un'aspetto davvero spaventoso. Con l'Ushabti Bone, andremo a ripassare i denti, facendo attenzione a non coprire la zona vicino alle gengive. Il dente va sfumato ancora, fino a rendere bianca la parte più appuntita delle zanne con il White Scar. 
Una volta asciutta, passiamo a un Dark Wash, con Druchii Violet (tre parti) e l'Agrax Earthshade (una parte), evitando ovviamente i denti. Con lo stesso mix, andiamo a fare anche la coda. 



Eccoci arrivati agli occhi. Con il Mephiston Red, coloriamo tutti e 4 gli occhi e una volta asciutti li ripassiamo con il mix che abbiamo usato per coda e bocca precedentemente. A questo punto creiamo un punto luce con l'Evil Sunz Scarlet. 
Con il Bugman's Glow e un pochino di White Scar diamo luce alla coda e nuovamente alle gengive e alla punta della lingua. 

Siamo quasi pronti per passare alla colorazione della base, ma prima dobbiamo dipingere gli artigli delle zampe con l'Abaddon Black, creando sfumature e punti luce con l'Eshin Grey e il White Scar. 

Con il Lahmian Medium andiamo a simulare la saliva, bagnando quindi la bocca, i denti, le gengive e parte del pelo sotto al mento.

Per la basetta ho fatto di testa mia e non ho usato il grigio che usa Sorastro, ma un bel verde, decorandolo poi con ciuffi d'erba dell'Army Painter. Uno dei due Nexu l'ho contraddistinto da una banda rossa sulla basetta e poi ho passato una spruzzata di Tamiya T80 opaco su tutta la miniatura una volta asciugata completamente. 

L'ultimissimo passaggio l'ho fatto con l'Ardcoat. Un Gloss che serve a lucidare le parti che ci interessano. In questo caso l'ho passato di nuovo in bocca, sugli occhi e sugli artigli.




Vi lascio con il bel video di Sorastro, dove potrete vedere ogni singolo passaggio :)




Happy Painting! 

giovedì 8 settembre 2016

InterView: Helsinki - Tiziano

08 settembre 0 Comments
E' con enorme piacere che vi ri-presento l'amico di "tastiera" Tiziano. 
Chi, fra i miei lettori, ha buona memoria, si ricorderà la splendida intervista 
che mi ha rilasciato non molto tempo fa, al suo ritorno da un viaggio in Finlandia.

Chi ha pessima memoria, invece clicchi qua :)

Ebbene, Tiziano è ritornato in Finlandia questa estate e il suo amore per questa terra non ha fatto altro che crescere.
Ovviamente non potevo lasciarmi scappare l'occasione di un'intervista nuova di zecca e così, eccola qua. 

Ringrazio Tiziano per il suo tempo e per l'affetto che prova per la mia amata Finlandia. Lo ringrazio perché non tutti sanno coglierla come ha fatto lui. Della sua scorsa intervista ricordo una frase in particolare, che mi ha fatto capire quanto lui sia un'anima lieve. Disse:
"Per me Helsinki ha il profumo dell'aneto e del mare."

Ed è così che è.

Vorrei inoltre esprimergli tutta la mia vicinanza e porgere un saluto qua, pubblicamente, all'amico che lo ha soprannominato l'Astronauta. Un amico che non c'è più, ma che sicuramente veglia su di lui in ogni momento.

Passiamo all'intervista, che dite?





So che è la seconda volta che ti rechi in quel della Finlandia. Ci sei voluto tornare solo perché "ti è piaciuta", o sotto sotto c'è qualche motivazione più intima e personale?


Prima di partire dei clienti mi chiedevano "dove te ne vai per le ferie?" A Casa, era la mia risposta. Non stavo mentendo, in Finlandia mi sento a casa, perciò certo, ci sono delle motivazioni personali, quelle di chi si sente bene in quel posto, semplicemente questo.

La prima volta che hai visto la Finlandia, l'anno scorso, sei partito da solo, senza conoscere una parola di finlandese (tranne olut, che significa birra!), e con un inglese molto elementare, tanto che ti è stato dato il soprannome di Astronauta. Hai viaggiato da solo anche questa volta?


Oh sì assolutamente, ma più preparato, solo il fatto di conoscere certe abitudini rende l'approccio più facile. Inoltre nei mesi precedenti mi ero preparato con delle lezioni di colloquio in inglese. Allo stesso tempo non ero solo perché il mio amico, da una vita, che mi aveva soprannominato Astronauta stava morendo, e lo fece proprio mentre ero in Finlandia, perciò non ero solo, ero con il suo ricordo, con i suoi pensieri e il giorno che se ne andò non sapevo se Helsinki era piena o vuota di lui. E' stata molto dura, perché gli ero stato vicino per tutta la sua malattia, ma lui voleva che partissi lo stesso e continuassi a fare l'astronauta. E ciò ho fatto.

Che soluzione hai trovato, riguardo l'alloggio? E che posti hai visitato in più, rispetto alla volta scorsa?


Per l'alloggio non mi sono proprio sforzato, stessa agenzia, stesso appartamento in Kallio. Punto strategico e a me comodo per gli spostamenti. A parte alcuni posti che volevo rivedere, come il caffè Vanilla a Suomenillina, solo per prendere un caffè e godermi l'incantevole posto o il Kiasma, che comunque propone sempre mostre diverse, per il resto ho visitato altri posti di Helsinki, ma anche due città: Porvoo e Turku.




Quando mi hai contattata per avere alcune dritte, mi hai chiesto se fosse possibile visitare qualche location dove fosse presente un faro. Come sai, la domanda mi ha fatto un immenso piacere, essendo io un'appassionata di fari marittimi. (Per chi non lo sapesse, ne possiedo una discreta collezione) Sei riuscito nel tuo intento?


Sì, e con grande piacere. Ero molto indeciso se andare a Söderskär, partenza in battello alle nove del mattino e rientro alle tredici, solo un'ora e mezza sull'isola, il costo non era propriamente economico per così poco tempo... ma lo rifarei ora, immediatamente.
Se piacciono i fari e le isole brulle è un viaggio che vale. Io ho avuto la fortuna che eravamo solo tre viaggiatori per Söderskär quel giorno, perciò sull'isola, o meglio sulle tre isole collegate tra loro da ponti, non c'era confusione e si poteva assaporare il piacere dell'isola con il suo vento, il sole, il rumore del mare e la vista del faro. Appena sceso dalla barca l'addetto apre il faro e poi ognuno si muove sulle isole e nel faro come vuole... il massimo per godersi appieno quest'esperienza.




Durante le nostre chiacchierate via mail, mi hai detto di essere un erborista e che ti sarebbe piaciuto trovare, in Finlandia, qualche negozio legato alla tua professione. Dicci, esistono le erboristerie, così come le conosciamo noi in Italia oppure no?

Mettiamoci d'accordo per cosa intendo io per erboristeria. Un negozio che vende e conosce le erbe, quelle sfuse, quelle per tisane ed infusi e non solo prodotti pronti. Perciò no, non ne ho trovate di questo tipo, solo un negozietto a Porvoo aveva una ventina di erbe sfuse ma non era solo un'erboristeria. Per il resto non ne ho trovate, ho visto solo dei negozi di prodotti bio e naturali, ottimi ma diverse dalle erboristerie.

So che sei stato al Nuuksio National Park e insieme a una guida hai fatto una passeggiata fra foreste e laghi di circa 15 chilometri. E' un'esperienza che feci anche io, qualche anno fa e devo dire, la trovai meravigliosa. Ce la racconti?

Quando ho iniziato ad organizzare questo viaggio mi son detto: "Ok Helsinki, ok le isole e il mare, ma la Finlandia è soprattutto foreste e laghi, devo visitare anche questo aspetto della natura" Scopro così il parco nazionale di Nuuksio. 

Perfetto, non lontano da raggiungere, ovviamente ci sono i mezzi pubblici ecc... poi mi son detto che da solo in mezzo a un parco avrei fatto un giretto “classico” senza vederlo bene. Scopro un sito che organizza passeggiate nel parco, gli scrivo e mi da' alcune date disponibili per il periodo che mi interessava, ma siccome il viaggiare da soli permette di scegliere sul momento quello che vuoi fare, non volevo prenotare e ancorarmi ad una data, così quando arrivo ad Helsinki decido per una data, ma il gruppo era al completo e la guida mi dice che però sarebbe stato disponibile la domenica seguente. Rispondo che ok, è pure l'ultimo giorno del mio viaggio e mi sembra perfetto per il parco. Al mattino dell'appuntamento mi ritrovo solo io con la mia guida, lo aveva fatto lo stesso pur essendo solo io.

La passeggiata la si potrebbe riassumere in poche parole: verde, tanto, acqua, tappeti muschiati, uccelli, tanta aria buona, un paio di scarpe rotte, tanti frutti di bosco e funghi. Meno in sintesi dico che l'esperienza è stata piacevole e istruttiva allo stesso tempo, la mia guida, biologo, conosceva ogni sentiero ufficiale e non del parco, ma soprattutto è stato ricco di informazioni sulla conformazione geologica e biologica della zona e della Finlandia. La passeggiata con pranzo in un'area attrezzata con griglie è stata piacevolissima seppur stancante per uno come me non avvezzo a tale scarpinate. 


Un aneddoto: al primo dei quindici laghi che abbiamo visto la guida mi dice che l'acqua si può bere, perplesso non dico nulla, al terzo lago me lo ridice e gli chiedo: Sei sicuro? Si china sul bordo del lago e beve... a quel punto i miei dubbi cedono e bevo anche io... beh sono qui che scrivo senza malattie di sorta e con il gusto di un'acqua leggera ed effettivamente pura.

Sei rimasto sulla terraferma, o hai messo piede su qualche isola?


Penso che metà del mio tempo di questa vacanza lo abbia trascorso su battelli e isole. Ho visitato Vallisaari, aperta al pubblico dal maggio di questo anno, è praticamente di fronte a Suomenlinna, parte dell'isola non è ancora visitabile perché protetta dal punto di vista naturalistico. Vallisaari è molto bella con i suoi bastion,i ma l'isola ad essa collegata Kuninkaansaari è ancora più incantevole, ha una piccola baia dove sono rimasto per ore, ma non ti fornisco le coordinate precise, la voglio solo per me :-)


Poi come detto prima sono stato a Söderskär, ma anche per andare a Porvoo ho scelto di prendere il battello che faceva un bel giro sull'arcipelago dando un'idea delle centinaia di isole che emergono dal mare, alcune abitate, altre solo da uccelli e piante altre ancora solo spuntoni di roccia con sopra un albero giunto lì chissà come.
Poi a Turku, un'isola molto abitata per i canoni finlandesi, dove ho visitato l'Art Chapel un'opera architettonica sull'esempio della Cappella di Kamppi, tutta in legno, ma con forma e struttura diversa, un'oasi di pace.




Qual è stata la tua impressione quando hai rivisto Helsinki per la seconda volta? L'hai trovata cambiata? Se sì, in meglio o in peggio?

No, non l'ho trovata cambiata nonostante il tempo sia stato più freddo e piovoso dello scorso anno. Era più bagnata :-) ma sembra che quello che per me era pioggia per i finlandesi era solo un leggero disturbo umido, imperterriti senza ombrello e a maniche corte... io no.

Credi che ci tornerai ancora, in Finlandia? Quali altri posti ti piacerebbe visitare, della Terra dei Mille Laghi?


Immagino che la prima parte della domanda sia retorica :-) 

Certo che sì, forse in inverno o più facilmente in estate. Dove? Verrebbe da dire ovunque, anche se un pensiero forte va verso appunto la zona dei laghi e le isole Åland. I laghi perché ne ho fatto un assaggio a Nuuksio e mi sono piaciuti molto e poi sono l'emblema di questa nazione. Le Åland perché ho un debole per le isole e il mare.

Ti sei portato a casa qualche souvenir?

Solo un cioccolato della Fazer con i pop corn salati all'interno. I veri souvenir li ho nel cuore. Certi paesaggi e la quiete che donano sono nelle mie foto, ma soprattutto dentro di me.




C'è un posto, fra tutti quelli che hai visitato la prima volta e questa, che ti è rimasto particolarmente nel cuore? E perché?

Sedersi su delle rocce levigate dal tempo, assaporare il profumo del mare, l'aria pulita e godersi il silenzio che si crea dentro... ovviamente tutto ciò non toglie bellezza ai tanti posti visitati.

Come molti sanno, la cucina finlandese non è per tutti i palati, in particolar modo non è adattissima al palato italiano. So però che a te è piaciuta molto e hai voluto assaggiare molti piatti del posto. Hai mangiato qualcosa di nuovo, rispetto alla prima volta? E cosa ti è piaciuto e cosa no?

Ho gustato di nuovo tanti loro piatti che avevo già provato, poi ho cercato, trovandolo, il Kalakukko (un pane ripieno di pesce) e la birra Sahtia (nella lavorazione e nel filtraggio viene usato anche il ginepro) il primo è un piatto impegnativo e sicuramente più invernale, in agosto, nonostante il tempo piovoso, non ci dice proprio. 

La seconda mi è piaciuta, non la si beve con la leggerezza con cui si beve una comune birra ma è decisamente da provare, anche perché una volta le birre erano sul tipo della Sahtia, aromatizzate, intense, corpose.
Vorrei aggiungere per chi vuole andare in Finlandia e pensa che sia tutto costoso... è vero ma si può anche spendere meno, molto meno di quello che si pensa. Nei mercati coperti, meglio quello di Hakaniemi, si trovano tanti di quei piatti pronti al costo di un fast food, ma qualitativamente cento volte meglio. I ristoranti li ho provati, ottimi, ma decisamente molto più costosi di quelli italiani.


So che ami molto la letteratura finlandese e in particolar modo Arto Paasilinna, del quale hai letto tutti i libri. Quale, tra questi, consigli a qualcuno che non è mai stato in Finlandia, ma ha voglia di scoprila grazie alle pagine di un libro?

Sicuramente “L'anno della lepre”, “Il mugnaio urlante” e “I veleni della dolce Linnea”, anche se secondo me andrebbero letti tutti. Per chi invece ha visitato Helsinki e volesse rivivere la città attraverso dei romanzi, divertenti e profondi allo stesso tempo, propongo la trilogia, tradotta in italiano, di Minna Lindgren.

Ricordo che l'anno scorso non interagisti molto con la gente del posto. Questa volta è andata meglio? Che impressione ti sei fatto?

Come detto mi ero preparato con l'inglese e conoscevo anche qualche parola in più in finlandese. Potrei dire che è andata meglio, ma non ne sono molto contento, mi domando ancora se è colpa della mia timidezza o della riservatezza finnica, ma non è stato facile interagire oltre alle frasi convenute da cliente. Rimane pur sempre la loro cordialità ma se vuoi attaccar bottone in Finlandia devi proprio essere un bravo sarto :-)


Fortunatamente proprio sotto il mio appartamento c'era un pub che sembrava fosse uscito dagli anni '60 con tanto di juke box originale e funzionante. Ogni sera ci ho fatto un salto e come si dice negli stereotipi dei finlandesi quando bevono sono più disponibili, ho parlato con un paio di ragazzi e mi ha fatto piacere confrontarmi e ridere delle stranezze delle nostre nazioni, con uno di questi ho messo a dura prova il mio inglese, perché un finnico alticcio non pronuncia proprio bene l'inglese :-)


Allo stesso tempo ho avuto il privilegio di essere invitato nella casa del responsabile dell'agenzia di b&b e fare una lunga chiacchierata. Lo stesso dicasi con la guida di Nuuksio, otto ore insieme si parla per forza. E mi è piaciuto il suo punto di vista sulla riservatezza finnica. Mentre passeggiavamo, in un sentiero dall'altro lato, sale una donna che appena ci incrocia abbassa lo sguardo, la guida si gira verso di me è dice: "In Finlandia è semplice: non si è obbligati a salutare quando si va in montagna. Non è più semplice?"
Effettivamente è vero, è più semplice. Però mi ha dato una dritta dicendomi che la popolazione del Savo, zona dei laghi, invece è definita dai Finlandesi del sud più chiacchierona. Peccato che non ho chiesto cosa significa in pratica... dicono forse tre parole invece che due? Chissà.




Siamo di nuovo al momento Marzullo. Fatti una domanda, e datti una risposta :)

Pensavo che con la seconda intervista questa domanda venisse evitata :-)


Vediamo... mi domanderei: Perché rilasci queste interviste sulla Finlandia?


Per condividere le mie esperienze, le mie avventure. Per riviverle io per primo e magari avvicinare qualcuno a questa bella nazione. Qualora invece l'effetto sugli altri sarà opposto... beh tanto meglio, vorrà dire che ci saranno meno turisti e più spazio per me in Suomi :-)


In questa intervista, ho una domanda in più. 

Se la Finlandia fosse:

Un oggetto: La Vihta, i ramoscelli di betulla che usano nella sauna per “frustarsi”. Scelta obbligata per via dei tanti alberi di betulla e sia perché la Vihta si usa in uno dei momenti più intimi per i finlandesi: la sauna.

Una canzone: I walk alone di Tarja, il titolo e la canzone, se la senti, dice tutto.

Un'aforisma: Questa è davvero difficile perciò copio e incollo Oscar Wilde con “Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.”



domenica 28 agosto 2016

Imperial Assault - Darth Vader

28 agosto 0 Comments

Proseguendo sulla scia di colori, pennelli e miniature, oggi vi racconterò in che modo ho dipinto Darth Vader. Come vi ho detto nello scorso post, all'apparenza sembra facile, visto che è tutto nero, ma vi assicuro che non lo è affatto. Anzi, devo dire che l'ho trovato particolarmente lungo e complesso.

Come ho già spiegato, le miniature di Imperial Assault della Fantasy Flight Games, sono quasi perfette, quindi da limare c'è molto poco, ma Vader ha un difettuccio diverso dal solito. La spada laser non è perfettamente dritta, quindi, prima ancora di dare il Primer nero al Signore Oscuro della Forza, è necessario sistemare quell'antiestetica curvatura.

Con l'aiuto del phon tenuto a bassa temperatura, ho scaldato e quindi ammorbidito la spada laser tenendola in posizione corretta con le mani finché non si è raffreddata.

Ecco la relativa carta.

Una volta raggiunto il risultato ottimale, ho dato il Primer nero e ho atteso che si asciugasse. Come sempre ci è voluta una notte.



Il giorno successivo ho iniziato a dipingere.
I colori Citadel utili per Darth Vader sono ben 15. Cinque di più rispetto alle Guardie Imperiali. Lo avreste mai detto, da uno che va in giro in armatura completamente nera?


Eccoli qua:


  • Mechanicus Standard Grey,
  • Russ Grey,
  • Fenrisian Grey,
  • Nuln Oil,
  • Runefang Steel,
  • Abaddon Black,
  • Ceramite White,
  • Mephiston Red,
  • Wild Rider Red,
  • Evil Sunz Scarlet,
  • Caledor Sky,
  • Ironbreaker,
  • Bloodletter,
  • Lahmian Medium,
  • Ardcoat

Purtroppo mi mancano ancora alcuni colori perché visto il costo, li sto acquistando a "puntate". Attendo l'ennesimo corriere proprio fra un paio di giorni. Nello specifico, per Vader, mi mancavano il Russ Gray e il 
Fenrisian Grey, ma sono riuscita a sopperire alla mancanza usando un trucchetto: ho schiarito il Mechanicus Standard Grey con una punta di White Scar. 

Come prima cosa ho creato un mix di Abaddon Black, White Scar e Mechanicus Standard Grey, ottenendo un grigio molto scuro e l'ho passato sull'armatura, lasciando da parte la spada laser, il mantello, il casco, gli stivali e la base.

A questo punto ho schiarito la miscela con dell'altro White Scar per applicare un secondo layer di colore, solo sulle parti sporgenti del vestito (come ad esempio le nocche delle mani), creando così qualche effetto di luce. 

Visto che gli highlights non sono mai sufficienti, ho aggiunto ancora del White Scar alla miscela e ho schiarito di nuovo le parti che devono risultare più luminose (vedi le pieghe dei guanti, del pantalone nel ginocchio della gamba davanti e delle braccia). Questo passaggio l'ho fatto svariate volte, fin quando non ho trovato buono il risultato finale.



Una volta attesa l'asciugatura, ho steso il mio adorato Nuln Oil, lo Shade nero, sulle stesse zone, evitando quindi sempre il mantello, il casco, la spada laser, gli stivali e la basetta. 

Successivamente ho applicato un nuovo strato di luce, aggiungendo ancora una punta di White Scar alla miscela. 

Con un mix di White Scar (proprio una puntina) e Mechanicus Standard Gray, ho creato l'effetto luce sul mantello e sul casco. Anche questo passaggio l'ho fatto più volte, aggiungendo a ogni strato una puntina di bianco al mix, dando risalto alle spalle, alla cima della testa, alla maschera e alle volute più esterne del mantello. 

La stessa tecnica l'ho usata per dipingere il petto, ma con un mix di Abaddon Black,  Mechanicus Standard Gray e Ironbreaker, per rendere un effetto simile al metallo e anche in questo caso ho dato svariati strati di colore sempre più chiari per creare un effetto luminoso nei punti giusti, arrivando con l'ultimo strato a dare solo l'Ironbreaker.

Con il Mephiston Red, il Caledor Sky e l'Ironbreaker ho fatto i minuscoli led sul petto. (Che ahimé, nelle mie orrende foto non si vedono). 

Sempre con l'Ironbreaker ho dipinto la cintura, la catena al collo e l'elsa della spada, dopo di che ho steso un altro strato di Nuln Oil solo in queste zone.



Terminati i punti luce (una sequenza infinita), sono passata a dipingere la spada laser.

Anche in questo caso qualcuno potrebbe dirvi "Vabbè, è tutta rossa. E' facilissimo!" Beh, sappiate che potrete rispondere serenamente che è facilissimo un corno. 

Prima di tutto è necessario stendere uno strato di Ceramite White, un bianco dalla consistenza potente che è perfetto per creare basi molto luminose adatte agli strati successivi di colore.

Poi si passa al Mephiston Red, dopo di che all'Evil Sunz Scarlet (in questo caso solo sulla parte frontale della spada), poi al Wild Rider Red, sempre di fronte, e a un mix di Wild Rider Red e di Ironbreaker per dare un tocco di luce elettrica. Quest'ultima fase va fatta almeno tre volte, schiarendo strato dopo strato con dell'altro Ironbreaker fino ad arrivare a un singolo passaggio di Runefang Steel.

Con un mix di Bloodletter (tre parti), un colore Glaze e di Lahmian Medium (due parti), un Technical, ho creato il riflesso rosso della luce laser sul drappo interno del mantello, su parte della maschera, sulle gambe e sul petto. 



Terminati i ritocchi finali di rito qua e là, ho colorato la basetta di nero e passato il protettivo e fissante Tamiya TS13 su tutta la miniatura, mentre con l'Ardcoat ho fatto il casco e la spada.

Purtroppo mi manca il protettivo opaco, quindi il mio Vader è venuto più lucido rispetto a quello di Sorastro, così come mi sono venute più lucide le Guardie Imperiali. Il risultato finale però mi soddisfa comunque.

Per concludere, posso dirvi che Darth Vader richiede una grandissima dose di pazienza, moltissimi strati di colore ogni volta sempre più chiari e molto, molto più impegno del previsto, perciò se qualcuno vi dovesse dire "Eh ma è tutto nero! Ti piace vincere facile", vi consiglio di mandarlo in esilio su Hoth, magari in costume da bagno. 

Ci rileggiamo fra qualche giorno, con un post dedicato al mitico Boba Fett che, udite udite, ha voluto dipingere mio marito, accompagnando l'intento con le ultime parole famose: "Farò la mia prima esperienza con una miniatura facile: Boba Fett".

Certo, come no. Facile un paio di palle :)

Vi lascio con il bel video di Sorastro, al quale mi sono ispirata e dal quale potrete capire il numero infinito di layer usati per dipingere la miniatura di Vader. Una faticaccia notevole, lasciate che ve lo confessi... 
May the Force be with you.



lunedì 22 agosto 2016

Imperial Assault - Guardie Imperiali

22 agosto 0 Comments

Speravate fossi sparita ehhh? Razza di cialtroni che non siete altro! E invece eccomi qua, dopo un periodo di stop e meritate ferie, a cianciare di modellismo. Rientrata dal mare, mi sono rimessa a dipingere e quest'oggi tornerò a parlarvi di Imperial Assault, splendido gioco da tavolo della Fantasy Flight Games, distribuito in Italia da Asterion, e delle miniature su cui ho lavorato in questi giorni: le Guardie Imperiali.

Se vi siete persi i miei post relativi agli Stormtroopers e all'AT-ST, fate un salto qua e qua.

Come per le miniature precedenti, mi sono ispirata ai lavori di Sorastro. Qua potete vedere alcuni suoi video tutorial davvero ben fatti (solo in inglese).

Come sempre, dopo aver controllato e limato eventuali difetti della plastica (quasi inesistenti, devo dire), ho steso il Primer bianco sulle quattro Guardi Imperiali e, una volta asciutte, ho iniziato a dipingerle. 




Per le Guardie Imperiali i colori Citadel adatti sono 10: 

  • Mechanicus Standard Grey, 
  • Evil Sunz Scarlet, 
  • Bloodletter, 
  • Mephiston Red, 
  • Nuln Oil, 
  • Wild Rider Red, 
  • Runefang Steel, 
  • Abaddon Black, 
  • Carroburg Crimson, 
  • Ardcoat gloss varnish. 


La prima cosa che ho dipinto, con il Runefang Steel non diluito è l'arma, ad eccezione dell'impugnatura che ho fatto con l'Abaddon Black sempre puro, unito al Mechanicus Grey. Poi, con il Mephiston Red leggermente diluito in acqua, ho dipinto la tunica e il casco, occhi compresi che, una volta asciutti, ho ripassato con l'Abaddon Black.



Rispettando i tempi di asciugatura, sono passata alla parte che mi diverte sempre moltissimo, il "bagno" con i colori di tipo Shade. Prodotti strepitosi dei quali ho già avuto modo di parlare e che arrivano in fessure altrimenti irraggiungibili dal pennello, fornendo alla miniatura un aspetto magnifico. Gli Shade hanno la consistenza dell'acqua ed esistono in svariate sfumature di colore, dal nero petrolio al seppia, dal rosso intenso al verde sotto bosco.

In questo caso ho usato il Nuln Oil (lo Shade nero) per l'arma e il Carroburg Crimson (un tono particolare di rosso) per la Guardia Imperiale. 

Il passo successivo, dopo l'asciugatura, è stato creare effetti di luce sui drappi sporgenti della tunica con una sequenza tono su tono di rosso, partendo con il più scuro Evil Sunz Scarlet (diluito), passando al più chiaro Wild Rider Red (diluito). Sempre attendendo il giusto tempo di asciugatura (è il passaggio più lungo e noioso che va fatto dopo ogni singolo strato di colore), è stata la volta dei ritocchi finali, usando un altro colore che amo, il tipo Glaze, precisamente il Bloodletter. 



I Glaze sono colori molto simili agli Shade, come tipologia, con la differenza che sono leggermente più consistenti e lucidi. Anche in questo caso, l'ho passato su tutta la miniatura, arma esclusa.

A questo punto, una volta asciutte, ho spruzzato sulle quattro miniature il protettivo e fissante Tamiya TS13 e ho steso solo sul casco (che sarebbe di metallo), il lucido Ardcoat. 

Per finire ho colorato le basi di nero, ma due le ho volute distinguere, così le ho bordate d'argento. In questo modo, durante il gioco, è più facile gestire le diverse squadriglie.

Devo dire che le Guardie Imperiali mi hanno dato molto meno filo da torcere rispetto ai Troopers o all'AT-ST, ma il risultato l'ho trovato altrettanto soddisfacente!



Restate sintonizzati, perché il prossimo post parlerà dell'Oscuro Signore della Forza, Darth Vader, che sembra facile, visto che è tutto nero, ma non lo è! :)

May the force be with you, a tutti voi. 

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