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sabato 1 giugno 2019

Progetto Mökki, il Cottage finlandese - Parte 1

01 giugno 0 Comments

Naviganti, bentrovati!

E' un bel po' che qua non si parla di modellismo, così oggi voglio iniziare a raccontarvi del mio viaggio, questa volta immobile e virtuale, nel mondo dei cottage tipici finlandesi. Avete presente quelle deliziose casette rosse, coi tetti e gli infissi bordati bianco, che punteggiano le coste dei laghi in quel della Finlandia (e non solo)? Ecco, loro; ma partiamo dall'inizio. Ho sempre avuto una fascinazione per le case di legno, non so dirvi il perché. Baite, cottage, bungalow, il famoso "log cabin", insomma. E il mio sogno è possederne uno piccolino, accogliente e e immerso nella natura sulla riva di uno degli 888 mila laghi finlndesi. Amante come sono della Finlandia, spero di riuscire a comprarmene uno in vecchiaia, per poterci passare qualche mese l'anno quando sarò in pensione. Sempre ammesso di andarci :)



Nell'attesa che questo sogno possa un giorno realizzarsi, ho deciso di intraprendere questa avventura, ovvero costruirne uno in miniatura. Precisamente in scala 1:12, con tanto di arredamento. In Finlandia il termine mökki è spesso usato durante l'estate: se viaggiate nel paese dei mille laghi nel periodo che va da maggio a settembre, questa parola tornerà famigliare anche a voi. Il mökki, è il luogo magico in cui si riuniscono le persone per passare più tempo a stretto contatto con la natura. Fa parte del panorama anche il pontile sul lago e una piccola barchetta tirata a riva. In Finlandia, effettivamente, il cottage in riva al lago è diventato un vero e proprio simbolo nazionale, nonché un must have per tutti i finlandesi DOC. Per quanto riguarda il design interno, ai cottage vengono solitamente portati arredamenti e complementi d'arredo usati, quasi sempre in legno, mescolando lo stile nuovo (un po' IKEA per intenderci) con quello più antico.



La costruzione del mio diorama è già iniziata e, al momento, sono a circa una trentina di ore di lavoro; ma andiamo per gradi. Iniziamo con l'elenco delle attrezzature e dei materiali che sto usando per il mio progetto estremamente fai da te e molto poco "professionale", visto che non sono un'esperta di modellismo statico. 
Come per gli altri post sul modellismo che ho fatto in passato, anche in questo caso ci tengo a specificare che non si tratta di una vera e propria guida, ma di un diario di bordo, che faccio più per me che per voi. Non escludo che possa però risultare utile a qualche neofita del modellismo, come me. 

Insomma, partiamo! 

Materiali e attrezzatura usati per - PAVIMENTO, MURI, INFISSI: 

  • Matita.
  • Gomma da cancellare.
  • Righello.
  • Carta millimetrata.
  • Liste di balsa da 10 cm per 1 metro. Minimo una decina, per la scala 1:12.
  • Colla vinilica a presa rapida specifica per legno. 
  • Pennelli di varie misure e punte. 
  • Scotch di carta.
  • Occhiali protettivi.
  • Guanti in lattice.
  • Mascherina.
  • Lima.
  • Carta vetrata.
  • Uno straccio per i pennelli.
  • Scottex.
  • Acquaragia.
  • Forbici.
  • Taglierino manuale professionale. 
  • Bulini di varie misure.
  • Dremel.
  • Colori di vario tipo, come Citadel, Vallejo, bianco Shabby opaco e smalti Humbrol - se potete evitate quelli a base d'acqua, perché imbarcano la balsa (io ho intenzione di usare persino colori sconsigliati per il legno, a mio rischio e pericolo!). 
  • Primer nero.
  • Lo ammetto: sto usando anche la stampante 3D, nello specifico la Ender 3. 
  • Cartoncino.




Ovviamente il primo passo è quello di disegnare la planimetria del cottage su carta millimetrata. Ho scelto una scala 1:12 per due motivi diversi. Il primo è che in questo modo, gli interni diventano quasi "vivibili". Capitemi, intendo dire che è più semplice creare mobilio e suppellettili vari. Una scala più ridotta mi avrebbe costretto a fare dei lavori veramente di fino, per creare anche solo una sedia. La scala 1:12, per me che sono una pivella del modellismo, è perfetta per non impazzire. Il secondo motivo è che in giro si trovano tantissimi oggetti in questa scala già pronti da acquistare. Se non dovessi riuscire a costruire qualcosa per la poca esperienza, potrei sempre acquistare un frigo, per esempio, su Amazon o su siti specializzati in modellismo. Per non parlare del fatto che in questa scala, un osservatore esterno riesce a cogliere ogni dettaglio in modo molto chiaro.
Certo, il diorama mi verrà bello grande e dovrò trovare un mobiletto adatto a ospitarlo, ma questo è un aspetto che avevo già messo in conto. 

Dopo aver disegnato la planimetria in scala, ho iniziato a riportare le misure sulla balsa. Per chi non lo sapesse, la balsa è un legno molto morbido, che si taglia facilmente con un cutter manuale. Non possedendo attrezzature da taglio professionali o da falegname, ho scelto un materiale gestibile "a manazza". Il taglio lungo la venatura del legno è semplicissimo e la lama affonda come fosse nel burro (infatti consiglio di maneggiarlo con delicatezza, altrimenti si rischia di romperlo), mentre il taglio fatto in senso perpendicolare alla venatura è più difficile e ha due aspetti negativi. Il primo è che la balsa tende a sfrangiarsi, quindi va fatto con grande attenzione e il secondo è che si fa parecchia fatica, quindi consiglio di usare il Dremel (con l'apposita punta), come ho fatto io. 



Una volta tagliati tutti i pezzi, ho aperto le finestre e le porte, dopo di che ho cominciato a lavorare i pavimenti per simulare un parquet rovinato dal tempo. Con un bulino ho creato delle lunghe liste di legno distanziate 1 cm per i pavimenti e 2 cm per le pareti. 

Il mio Mökki si compone di una piccola cucina, una camera da letto, un antibagno, un bagno, un salottino, un patio con relativa scaletta e un riparo per gli attrezzi sul retro. 
Realizzerò anche parte degli esterni, con alberi, sottobosco, acqua, una panchina, il pontile e una piccola imbarcazione a remi.

La prima cosa che ho dipinto è la boiserie che ho deciso di fare internamente lungo tutte le pareti. Ho usato la vernice Shabby Chic bianca opaca, dando due mani. Essendo una vernice a base d'acqua, imbarca un pochino la balsa, ma usandola a pennello rigorosamente asciutto, sono riuscita a contenere il difetto. Una volta asciugata poi, è sufficiente lasciare i pezzi sulla scrivania con sopra un peso (come dei libri) per fare in modo che il legno torni perfettamente in asse. 
A questo punto ho stampato gli infissi in 3D usando il PLA. Ahimé lo avevo solo giallo fluo, quindi ho dovuto usare del Primer nero della Army Painter per coprire completamente il colore di fondo. Il prossimo passaggio sarà dare lo smalto Humbrol bianco in più mani, sperando che il giallo estremo del PLA vada a scomparire completamente.
Con il cartoncino invece realizzerò la cornice della boiserie e i battiscopa. Sto ancora pensando a come creare gli infissi delle porte, ma penso che userò la stampa 3D con del PLA in "legno".



Per ora vi lascio con queste prime immagini. Ci vediamo fra qualche altra decina di ore di lavoro :) Approfitto per ringraziare pubblicamente mio marito per l'aiuto che mi ha dato con le misure in scala e l'utilizzo della stampante 3D. Ringrazio anche il collega Nazzareno per la realizzazione della base in legno del diorama e della base che userò come "fondamenta" della casa.

sabato 1 ottobre 2016

Imperial Assault - Nexu

01 ottobre 0 Comments

Cari naviganti, torno in mezzo a voi dopo svariati giorni a parlare nuovamente di modellismo. 
Quest'oggi vi racconterò passo passo come ho realizzato i Nexu: docili creaturine pelosette e patatose dell'universo Star Wars. 
Fra le miniature di Imperial Assault, gioco da tavolo della Fantasy Flight Games, ci sono anche due di questi simpatici animaletti tutti occhi, denti e artigli. 
Prendendo come sempre spunto dai bellissimi video tutorial del buon Sorastro, ho dipinto queste due miniature al meglio delle mie possibilità e, devo dire, ne sono abbastanza soddisfatta. 

Ecco qua la carta del Nexu e la relativa miniatura così come esce dalla scatola. 



Veniamo ai singoli passaggi da me effettuati. 
I colori Citadel utili a dipingere i Nexu sono i seguenti: 

Rakarth Flesh, Screaming Skull, Nuln Oil, Agrax Earthshade, Tyrant Skull, Lahmian Medium, Stormvermin Fur, Deamonette Hide, Bugman's Glow, White Scar, Ushabti Bone, Steel Legion Drab, Druchii Violet, Mephiston Red, Evil Sunz Scarlet, Eshin Grey, Abaddon Black, 'Ardcoat, Mechanicus Standard Grey.


Si comincia con il solito primer, in questo caso grigio, e si attende l'asciugatura. 

Il secondo passaggio avviene con il Rakarth Flesh steso sul corpo del Nexu, evitando coda, occhi, escrescenze sulla schiena e bocca, ripassando solo alcune zone di luce (la parte alta della schiena, delle cosce, delle zampe anteriori, le costole, le parti sporgenti delle zampe...), con lo Screaming Skull

Terminato questo passaggio, la mossa successiva è il dark wash, con una parte di Nuln Oil e una di Agrax Earthshade ripassando ogni zona precedentemente dipinta. 

Il passo successivo, con il Tyrant Skull, è una passata di colore a pennello rigorosamente asciutto su tutta la pelliccia. 

A questo punto, un altro bagno di colore si effettua con il Lahmian Medium mixato all'Agrax Earthshade. Tre parti di Lahmian e una di Agrax. Questo "bagno" però servirà solo per le zone d'ombra e dove vorremmo far risultare sporca la pelliccia del Nexu. Sotto la pancia, nella zona inguinale, sotto il mento e sulla parte finale delle zampe, vicino agli artigli. 

Con il solito mix di Nuln Oil (3 parti) e Agrax Earthshade (due parti), andiamo a fare le striature della pelliccia, rendendo il nostro Nexu tigrato.

Una volta asciutto, con il Stormvermin Fur, andiamo a colorare le escrescenze sulla schiena. Una successiva passata di Nuln Oil darà loro un effetto sfumato.

E' la volta dell'interno bocca e delle gengive, che dipingeremo con il Deamonette Hide, evitando accuratamente le zanne. 

Mentre attendiamo che la bocca si asciughi, schiariamo le escrescenze della schiena, unendo allo Stormvermin Fur una punta di Screaming Skull. Possiamo fare questo passaggio quante volte vogliamo, schierendo sempre un po' di più, per far risaltare la cima degli spuntoni che dovranno venire più chiari.



Con il Bugman's Glow, schiarito con una punta di White Scar, andiamo a fare la coda. Il colore ottenuto lo andiamo poi a mixare con il Deamonette Hide, per sfumare la bocca, in particolare la lingua. Passaggio che faremo più volte per donare alla bocca ulteriori punti luce. 

Con il Steel Legion Drab andiamo a sporcare i denti, dando risalto alla zona più vicina alle gengive, per rendere le fauci del Nexu molto "cattive". La bocca, in questa miniatura, è forse la cosa più importante e vale la pena spendere del tempo per sfumarla e darle un'aspetto davvero spaventoso. Con l'Ushabti Bone, andremo a ripassare i denti, facendo attenzione a non coprire la zona vicino alle gengive. Il dente va sfumato ancora, fino a rendere bianca la parte più appuntita delle zanne con il White Scar. 
Una volta asciutta, passiamo a un Dark Wash, con Druchii Violet (tre parti) e l'Agrax Earthshade (una parte), evitando ovviamente i denti. Con lo stesso mix, andiamo a fare anche la coda. 



Eccoci arrivati agli occhi. Con il Mephiston Red, coloriamo tutti e 4 gli occhi e una volta asciutti li ripassiamo con il mix che abbiamo usato per coda e bocca precedentemente. A questo punto creiamo un punto luce con l'Evil Sunz Scarlet. 
Con il Bugman's Glow e un pochino di White Scar diamo luce alla coda e nuovamente alle gengive e alla punta della lingua. 

Siamo quasi pronti per passare alla colorazione della base, ma prima dobbiamo dipingere gli artigli delle zampe con l'Abaddon Black, creando sfumature e punti luce con l'Eshin Grey e il White Scar

Con il Lahmian Medium andiamo a simulare la saliva, bagnando quindi la bocca, i denti, le gengive e parte del pelo sotto al mento.

Per la basetta ho fatto di testa mia e non ho usato il grigio che usa Sorastro, ma un bel verde, decorandolo poi con ciuffi d'erba dell'Army Painter. Uno dei due Nexu l'ho contraddistinto da una banda rossa sulla basetta e poi ho passato una spruzzata di Tamiya T80 opaco su tutta la miniatura una volta asciugata completamente. 

L'ultimissimo passaggio l'ho fatto con l'Ardcoat. Un Gloss che serve a lucidare le parti che ci interessano. In questo caso l'ho passato di nuovo in bocca, sugli occhi e sugli artigli.




Vi lascio con il bel video di Sorastro, dove potrete vedere ogni singolo passaggio :)




Happy Painting! 

domenica 28 agosto 2016

Imperial Assault - Darth Vader

28 agosto 0 Comments

Proseguendo sulla scia di colori, pennelli e miniature, oggi vi racconterò in che modo ho dipinto Darth Vader. Come vi ho detto nello scorso post, all'apparenza sembra facile, visto che è tutto nero, ma vi assicuro che non lo è affatto. Anzi, devo dire che l'ho trovato particolarmente lungo e complesso.

Come ho già spiegato, le miniature di Imperial Assault della Fantasy Flight Games, sono quasi perfette, quindi da limare c'è molto poco, ma Vader ha un difettuccio diverso dal solito. La spada laser non è perfettamente dritta, quindi, prima ancora di dare il Primer nero al Signore Oscuro della Forza, è necessario sistemare quell'antiestetica curvatura.

Con l'aiuto del phon tenuto a bassa temperatura, ho scaldato e quindi ammorbidito la spada laser tenendola in posizione corretta con le mani finché non si è raffreddata.

Ecco la relativa carta.

Una volta raggiunto il risultato ottimale, ho dato il Primer nero e ho atteso che si asciugasse. Come sempre ci è voluta una notte.



Il giorno successivo ho iniziato a dipingere.
I colori Citadel utili per Darth Vader sono ben 15. Cinque di più rispetto alle Guardie Imperiali. Lo avreste mai detto, da uno che va in giro in armatura completamente nera?


Eccoli qua:


  • Mechanicus Standard Grey,
  • Russ Grey,
  • Fenrisian Grey,
  • Nuln Oil,
  • Runefang Steel,
  • Abaddon Black,
  • Ceramite White,
  • Mephiston Red,
  • Wild Rider Red,
  • Evil Sunz Scarlet,
  • Caledor Sky,
  • Ironbreaker,
  • Bloodletter,
  • Lahmian Medium,
  • Ardcoat

Purtroppo mi mancano ancora alcuni colori perché visto il costo, li sto acquistando a "puntate". Attendo l'ennesimo corriere proprio fra un paio di giorni. Nello specifico, per Vader, mi mancavano il Russ Gray e il 
Fenrisian Grey, ma sono riuscita a sopperire alla mancanza usando un trucchetto: ho schiarito il Mechanicus Standard Grey con una punta di White Scar

Come prima cosa ho creato un mix di Abaddon BlackWhite ScarMechanicus Standard Grey, ottenendo un grigio molto scuro e l'ho passato sull'armatura, lasciando da parte la spada laser, il mantello, il casco, gli stivali e la base.

A questo punto ho schiarito la miscela con dell'altro White Scar per applicare un secondo layer di colore, solo sulle parti sporgenti del vestito (come ad esempio le nocche delle mani), creando così qualche effetto di luce. 

Visto che gli highlights non sono mai sufficienti, ho aggiunto ancora del White Scar alla miscela e ho schiarito di nuovo le parti che devono risultare più luminose (vedi le pieghe dei guanti, del pantalone nel ginocchio della gamba davanti e delle braccia). Questo passaggio l'ho fatto svariate volte, fin quando non ho trovato buono il risultato finale.



Una volta attesa l'asciugatura, ho steso il mio adorato Nuln Oil, lo Shade nero, sulle stesse zone, evitando quindi sempre il mantello, il casco, la spada laser, gli stivali e la basetta. 

Successivamente ho applicato un nuovo strato di luce, aggiungendo ancora una punta di White Scar alla miscela. 

Con un mix di White Scar (proprio una puntina) e Mechanicus Standard Gray, ho creato l'effetto luce sul mantello e sul casco. Anche questo passaggio l'ho fatto più volte, aggiungendo a ogni strato una puntina di bianco al mix, dando risalto alle spalle, alla cima della testa, alla maschera e alle volute più esterne del mantello. 

La stessa tecnica l'ho usata per dipingere il petto, ma con un mix di Abaddon Black Mechanicus Standard GrayIronbreaker, per rendere un effetto simile al metallo e anche in questo caso ho dato svariati strati di colore sempre più chiari per creare un effetto luminoso nei punti giusti, arrivando con l'ultimo strato a dare solo l'Ironbreaker.

Con il Mephiston Red, il Caledor Sky e l'Ironbreaker ho fatto i minuscoli led sul petto. (Che ahimé, nelle mie orrende foto non si vedono). 

Sempre con l'Ironbreaker ho dipinto la cintura, la catena al collo e l'elsa della spada, dopo di che ho steso un altro strato di Nuln Oil solo in queste zone.



Terminati i punti luce (una sequenza infinita), sono passata a dipingere la spada laser.

Anche in questo caso qualcuno potrebbe dirvi "Vabbè, è tutta rossa. E' facilissimo!" Beh, sappiate che potrete rispondere serenamente che è facilissimo un corno. 

Prima di tutto è necessario stendere uno strato di Ceramite White, un bianco dalla consistenza potente che è perfetto per creare basi molto luminose adatte agli strati successivi di colore.

Poi si passa al Mephiston Red, dopo di che all'Evil Sunz Scarlet (in questo caso solo sulla parte frontale della spada), poi al Wild Rider Red, sempre di fronte, e a un mix di Wild Rider Red e di Ironbreaker per dare un tocco di luce elettrica. Quest'ultima fase va fatta almeno tre volte, schiarendo strato dopo strato con dell'altro Ironbreaker fino ad arrivare a un singolo passaggio di Runefang Steel.

Con un mix di Bloodletter (tre parti), un colore Glaze e di Lahmian Medium (due parti), un Technical, ho creato il riflesso rosso della luce laser sul drappo interno del mantello, su parte della maschera, sulle gambe e sul petto. 



Terminati i ritocchi finali di rito qua e là, ho colorato la basetta di nero e passato il protettivo e fissante Tamiya TS13 su tutta la miniatura, mentre con l'Ardcoat ho fatto il casco e la spada.

Purtroppo mi manca il protettivo opaco, quindi il mio Vader è venuto più lucido rispetto a quello di Sorastro, così come mi sono venute più lucide le Guardie Imperiali. Il risultato finale però mi soddisfa comunque.

Per concludere, posso dirvi che Darth Vader richiede una grandissima dose di pazienza, moltissimi strati di colore ogni volta sempre più chiari e molto, molto più impegno del previsto, perciò se qualcuno vi dovesse dire "Eh ma è tutto nero! Ti piace vincere facile", vi consiglio di mandarlo in esilio su Hoth, magari in costume da bagno. 

Ci rileggiamo fra qualche giorno, con un post dedicato al mitico Boba Fett che, udite udite, ha voluto dipingere mio marito, accompagnando l'intento con le ultime parole famose: "Farò la mia prima esperienza con una miniatura facile: Boba Fett".

Certo, come no. Facile un paio di palle :)

Vi lascio con il bel video di Sorastro, al quale mi sono ispirata e dal quale potrete capire il numero infinito di layer usati per dipingere la miniatura di Vader. Una faticaccia notevole, lasciate che ve lo confessi... 
May the Force be with you.



lunedì 22 agosto 2016

Imperial Assault - Guardie Imperiali

22 agosto 0 Comments

Speravate fossi sparita ehhh? Razza di cialtroni che non siete altro! E invece eccomi qua, dopo un periodo di stop e meritate ferie, a cianciare di modellismo. Rientrata dal mare, mi sono rimessa a dipingere e quest'oggi tornerò a parlarvi di Imperial Assault, splendido gioco da tavolo della Fantasy Flight Games, distribuito in Italia da Asterion, e delle miniature su cui ho lavorato in questi giorni: le Guardie Imperiali.

Se vi siete persi i miei post relativi agli Stormtroopers e all'AT-ST, fate un salto qua e qua.

Come per le miniature precedenti, mi sono ispirata ai lavori di Sorastro. Qua potete vedere alcuni suoi video tutorial davvero ben fatti (solo in inglese).

Come sempre, dopo aver controllato e limato eventuali difetti della plastica (quasi inesistenti, devo dire), ho steso il Primer bianco sulle quattro Guardi Imperiali e, una volta asciutte, ho iniziato a dipingerle. 




Per le Guardie Imperiali i colori Citadel adatti sono 10: 

  • Mechanicus Standard Grey, 
  • Evil Sunz Scarlet, 
  • Bloodletter, 
  • Mephiston Red, 
  • Nuln Oil, 
  • Wild Rider Red, 
  • Runefang Steel, 
  • Abaddon Black, 
  • Carroburg Crimson, 
  • Ardcoat gloss varnish. 


La prima cosa che ho dipinto, con il Runefang Steel non diluito è l'arma, ad eccezione dell'impugnatura che ho fatto con l'Abaddon Black sempre puro, unito al Mechanicus GreyPoi, con il Mephiston Red leggermente diluito in acqua, ho dipinto la tunica e il casco, occhi compresi che, una volta asciutti, ho ripassato con l'Abaddon Black.



Rispettando i tempi di asciugatura, sono passata alla parte che mi diverte sempre moltissimo, il "bagno" con i colori di tipo Shade. Prodotti strepitosi dei quali ho già avuto modo di parlare e che arrivano in fessure altrimenti irraggiungibili dal pennello, fornendo alla miniatura un aspetto magnifico. Gli Shade hanno la consistenza dell'acqua ed esistono in svariate sfumature di colore, dal nero petrolio al seppia, dal rosso intenso al verde sotto bosco.

In questo caso ho usato il Nuln Oil (lo Shade nero) per l'arma e il Carroburg Crimson (un tono particolare di rosso) per la Guardia Imperiale. 

Il passo successivo, dopo l'asciugatura, è stato creare effetti di luce sui drappi sporgenti della tunica con una sequenza tono su tono di rosso, partendo con il più scuro Evil Sunz Scarlet (diluito), passando al più chiaro Wild Rider Red (diluito). Sempre attendendo il giusto tempo di asciugatura (è il passaggio più lungo e noioso che va fatto dopo ogni singolo strato di colore), è stata la volta dei ritocchi finali, usando un altro colore che amo, il tipo Glaze, precisamente il Bloodletter



I Glaze sono colori molto simili agli Shade, come tipologia, con la differenza che sono leggermente più consistenti e lucidi. Anche in questo caso, l'ho passato su tutta la miniatura, arma esclusa.

A questo punto, una volta asciutte, ho spruzzato sulle quattro miniature il protettivo e fissante Tamiya TS13 e ho steso solo sul casco (che sarebbe di metallo), il lucido Ardcoat

Per finire ho colorato le basi di nero, ma due le ho volute distinguere, così le ho bordate d'argento. In questo modo, durante il gioco, è più facile gestire le diverse squadriglie.

Devo dire che le Guardie Imperiali mi hanno dato molto meno filo da torcere rispetto ai Troopers o all'AT-ST, ma il risultato l'ho trovato altrettanto soddisfacente!



Restate sintonizzati, perché il prossimo post parlerà dell'Oscuro Signore della Forza, Darth Vader, che sembra facile, visto che è tutto nero, ma non lo è! :)

May the force be with you, a tutti voi. 

domenica 10 aprile 2016

Imperial Assault - AT-ST

10 aprile 0 Comments

Eccoci arrivati al secondo post dedicato a Imperial Assault, gioco da tavolo della Fantasy Flight Games, e alle sue miniature così divertenti da dipingere. Dopo aver terminato gli Stormtroopers, (potete leggere il relativo post cliccando qua) le mie manine fremevano per cominciare qualcosa di ancor più sfizioso, così sono passata subito agli AT-ST.

Queste miniature sono decisamente più grandi dei Troopers e occupano non una, ma ben sei caselle del tabellone di gioco, inoltre sono le uniche che vanno montate. Sono pochissimi pezzi però, - portellone superiore (sostituibile con il portellone o un ufficiale dell'Impero), corpo, zampe, arma destra, arma sinistra, arma frontale e basetta -, e solo due sono mobili: il corpo che ruota in orizzontale sulle zampe e l'arma frontale che si muove in verticale, quindi si tratta di un assemblaggio facilissimo e rapidissimo.



Sì, facilissimo tranne l'arma frontale, che in due miniature su due (anzi tre su tre, se contiamo anche quella del video di Sorastro) non si riesce a incastrare se non limando prepotentemente i due perni interni. Per fortuna, malgrado la limatura, l'arma resta comunque mobile, ma sospetto che sia un problema generico di ogni AT-ST.



Come per i Troopers, la primissima cosa che ho fatto è stata quindi limare le imperfezioni (rarissime) della miniatura, poi ho incollato le zampe alla basetta perché decisamente troppo instabili.

Subito dopo ho dato la passata di Primer, ahimé non grigio come consiglia il buon Sorastro, visto che ne sono sprovvista, ma bianco, che è comunque ottimo.

Atteso il tempo di asciugatura (la solita nottata) ho steso su entrambe le miniature il grigio Celestra Gray - Base a pennello rigorosamente asciutto. Questo colore ha una consistenza molto pastosa e stenderlo a pennello asciutto equivale quasi a intonacare una parete. Ho dato due mani leggere, attendendo fra la prima e la seconda solo una quindicina di minuti, stando attenta a evitare accuratamente le armi e la basetta. 



Le armi le ho dipinte di Mechanicus Standard Gray - Air non diluito e una volta asciutto ci ho passato uno smalto della Humbrol metallizzato per simulare la brillantezza del metallo. Il Met 11.



A questo punto però ho atteso molto di più, a memoria direi almeno 6 ore, dopo le quali mi sono divertita a stendere il Nuln Oil - Shade, cercando di sporcare l'AT-ST nei punti più realistici, come le zampe, le giunture più nascoste o i bulloni. Ho evitato, anche in questo caso, le armi e la basetta e ho creato delle leggere colature dalla testa alle zampe, simulando un'invecchiamento simile a quello causato dagli agenti atmosferici. Cosa che adoro, perché personalmente non amo le miniature "appena uscite dal concessionario"; sono davvero poco realistiche.



Una volta asciutto, mi sono sbizzarrita con un colore strepitoso che si chiama Typhon Corrosion - Technical. Dal nome potete intuire che si tratta di un colore specifico che simula magistralmente la corrosione data dalla ruggine. E' un prodotto eccezionale che, udite udite, corrode veramente (in modo quasi impercettibile, state sereni, la vostra miniatura non sarà in pericolo), quindi nel caso voleste usarlo, fate molta attenzione alla scelta del pennello perché ve lo rovinerà sicuramente. Usate un pennello sottile ma vecchio ed economico, che magari battezzerete solo per il Corrosion. L'effetto finale è a dir poco magnifico.

A seguire, dopo la sua asciugatura, ho simulato degli effetti luce con un mix di Celestra Gray - Base e White Scar - Layer, in particolar modo sulle zampe, sugli spigoli e sulle sporgenze, e poi li ho accentuati con lo smalto metallizzato della Humbrol. Fatto questo sono passata alla basetta.



Con lo Stirland Mud - Texture steso grossolanamente, formando anche piccole montagnette di colore, ho simulato la terra smossa dal peso dell'AT-ST. Una volta asciutto (ci vuole tutta la notte) ho simulato anche i sassi e le pietre con una passata leggerissima e a pennello asciutto, di Terminatus Stone - Dry.



Senza attendere l'asciugatura questa volta, ho incollato con qualche goccina di Revel Contacta Professional, i ciuffetti d'erba dell'Army Painter (Battlefields Swamp Tuft 6mm), mentre la parte esterna della basetta l'ho colorata con il nero Abaddon Black - Air.



Passate circa sei ore da queste ultime operazioni, ho finalmente protetto tutto il modellino con una passata spray di Tamiya TS13. 



Vi presento il risultato finale che, a mio parere, non è affatto malvagio, considerando - lo ripeto - che sono solo una neofita del modellismo.

Voi che dite?




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