sabato 31 ottobre 2020

PHASMOPHOBIA - Guida e Recensione

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Torno il 31 Ottobre, la notte di Halloween, dopo quasi un anno di pausa dal blog; pausa non voluta, ma dettata da molte circostanze, fra le quali pandemia, smart working e impegni vari, che mi hanno tenuta occupata. Torno però, come si dice qua a Bologna, in grande spolvero, perché il post di oggi è a dir poco adatto alla notte di Halloween.


Devo fare una doverosa premessa, prima di iniziare: sono una persona estremamente scettica riguardo il mondo del paranormale, oserei dire scetticissima, però fin da ragazzina le storie di fantasmi mi hanno sempre affascinata e così, con gli anni, mi sono appassionata a tutto ciò che riguarda il mistero, ma lo faccio sempre con gli occhi della scienza. Diciamo che la mia visione coincide del tutto con quella di Massimo Polidoro, per intenderci. Come dicevo, negli anni ho letto libri (seri) sull’argomento, visto documentari e studiato un bel po’ i casi più eclatanti riguardanti lo spiritismo. Bene, arrivo al punto: poco tempo fa, precisamente il 18 Settembre scorso, è uscito su Steam un gioco intitolato Phasmophobia, nel quale, in sostanza, si diventa Ghost Hunters. Potete capire quindi la mia gioia quando mi sono vista il trailer e ho compreso il funzionamento di questo titolo. Beh, ho iniziato a giocarci e, malgrado i molti difetti di cui dopo parleremo, me ne sono innamorata. Lo trovo divertentissimo anche in solo, ma ansiogeno al tempo stesso. Ci ho fatto un sacco di partite e visto molte live su Twitch, notando diversi giocatori che non hanno compreso appieno le meccaniche, le strategie da adottare o magari più semplicemente non conoscono la strumentazione perché non si sono mai interessate al mondo del ghost hunting.


E qua mi è venuta l’idea di tornare sul blog con un nuovo post. Una recensione, ma soprattutto una guida, utile a tutti coloro che vogliono approcciarsi a questo gioco, senza avere le basi riguardo il ghost hunting. Una doverosissima premessa è che il gioco indie è uscito in Early Access e da poco è uscita la versione Beta (quindi è affetto da alcuni bug e non ci sono ancora molte informazioni riguardo il gioco in generale), quindi questa recensione/guida, sarà in continua evoluzione e potrei aver serenamente commesso degli errori involontari dati da informazioni sbagliate trovate sulla pagina Wiki non ufficiale. Vi consiglio comunque di mettere fra i preferiti questo post, per non perdervi i futuri aggiornamenti.


Ora basta cincischiare e veniamo al dunque. Che cos’è Phasmophobia?


La parola Phasmophobia significa “paura dei fantasmi” ed è un titolo perfetto per questa nuova uscita videoludica, visto che il giocatore deve improvvisarsi investigatore del paranormale, ovvero cacciatore di fantasmi. Si tratta quindi di un horror psicologico investigativo e cooperativo fino a 4 giocatori. Il team di sviluppo, Kinetic Games, è piccolino, ma se questo è l’inizio, il loro futuro sarà certamente radioso. Pensate che è uno dei giochi più portati su Twitch al momento. Su Everyeye.it si legge:


Per la seconda settimana consecutiva, Phasmophobia è il gioco più venduto su Steam, superando colossi come Baldur's Gate 3, GTA V, Among Us e Cyberpunk 2077. Un risultato incredibile per un gioco sviluppato da una sola persona, capace al suo picco di raggiungere quota 85.000 giocatori connessi in contemporanea. Il lancio del gioco è previsto per il 2021.


Ci tengo a precisare, da appassionata dell’argomento, che tutta la strumentazione utilizzata nel gioco è reale, esiste (anche se nata per altri scopi) e viene utilizzata anche nel serio campo della ricerca sul paranormale. NO, NON MI RIFERISCO ALLE PALESI INTERPRETAZIONI TEATRALI. (Questa la capiranno in pochi).


Andiamo a vivisezionarlo :)

 

COMANDI E INTERFACCIA DI GIOCO


Partiamo dai comandi, personalizzabili e molto semplici; ci si muove con ASWD, con E si prendono gli oggetti, con F si posizionano, con G si lasciano cadere a terra, con Q (o con la rotellina del mouse) si switchano gli oggetti che si hanno in mano – se ne possono portare fino a 3 alla volta – con C ci si accuccia, tenendo premuto SHIFT si “corre”- lo virgoletto perché in realtà si va solo un pelino più veloci -, con T si accende la torcia quando si ha in mano un altro oggetto (fra cui la stessa torcia), con J si accede al taccuino, tenendo premuto V si può attivare la chat vocale del gioco per parlare con i compagni vicini a noi (o per usare lo Spirit Box e la Tavola Ouija -anche se in certi casi pare che possano rispondere senza l'uso della V, visto che l'entità è sempre in ascolto) e tenendo premuto B si attiva la portante del Walkie Talkie per parlare con quelli distanti. Un cenno particolare va fatto per la videocamera, che può essere ruotata al fine di trovare la giusta inquadratura, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse e poi F per posizionarla. Quasi tutti gli oggetti possono essere accesi con il tasto destro del mouse (accendino, Spirit Box, torcia, torcia UV, ecc…). Personalmente consiglio di giocarlo con l’audio in game, ovvero con V e B, al posto di usare Discord o programmi simili, perché l’atmosfera ne guadagna decisamente.


Riguardo l’interfaccia non c’è molto da dire, perché è semplice, pulita e intuitiva. Il gioco è stato tradotto in diverse lingue e il riconoscimento vocale (ovvero ciò che capiscono le entità quando parlate) è anche in italiano. Non è ancora perfetto, ma del resto siamo in fase Beta, quindi possiamo perdonarglielo. Se poi consideriamo che il gioco si aggira sugli 11 Euro, gli si perdona quasi tutto :)


Potrete giocare in stanze pubbliche, crearne una privata per giocare con i vostri amici o entrare in una già esistente. Una volta dentro la stanza, dovrete scegliere l’equipaggiamento adatto da portarvi dietro, uno dei contratti proposti e cliccare su Invia. A questo punto sarete pronti per la vostra indagine paranormale… ma facciamo un passo alla volta.


Una cosa che ho incredibilmente apprezzato è la totale assenza di colonna sonora. Il gioco si concentra esclusivamente sui rumori ambientali e il mio consiglio è quello di giocarlo in cuffia col volume a palla. Vedrete che vi servirà un cambio di mutande a fine partita, soprattutto se giocate in solo.


 

MODALITA’ VR PER MASOCHISTI :)


Fra le impostazioni di gioco è presente il menù VR Setting, con una buona quantità di parametri modificabili. E’ possibile anche muoversi in modalità teleport, per evitare problemi di motion sickness. Consiglio di smanettarci un po’ senza demordere, per trovare il proprio setup, evitando il rischio di sentirvi male. La compatibilità è quasi perfetta e potrete giocarlo con ogni visore. E’ possibile persino creare dei Team misti di giocatori in VR e altri no. L’immersività è a dir poco bellissima. La versione VR è persino migliore di quella normale. Phasmophobia è realizzato con Unity e nonostante la grafica non sia e non voglia essere un punto di forza, è più che sufficiente per contribuire alla costruzione efficace di un'atmosfera inquietante e coinvolgente. Del resto, questo titolo è stato concepito prevalentemente per il VR e vi assicuro che si vede.

 

PERSONAGGI - LIVELLO DI DIFFICOLTA’ - MORTE


Dunque, partiamo col dire che i personaggi per il momento non sono customizzabili e sono anche la pecca più grossa del gioco, visto che sono a dir poco inguardabili (però fanno ridere un sacco per come si muovono). Potrete solo scegliere uno degli avatar presenti e basta. Non ci sono skill, non ci sono attrezzature personalizzate, non c’è niente. Solo il livello. Attualmente il level cap sembra non esserci e più vengono svolte missioni di grado professionale, più si ottengono punti XP e dollari utili a comprare nuove attrezzature.


I livelli di difficoltà sono tre.


DILETTANTE – Le missioni sono più semplici, fattibili con meno attrezzatura e si hanno ben 5 minuti (dal momento dell’apertura della porta dell’edificio) durante i quali l’entità non potrà farvi del male, utili per ispezionare il luogo e trovare la posizione dell’entità.


INTERMEDIO – Le missioni sono un po’ più impegnative e avrete solo 2 minuti di totale sicurezza.


PROFESSIONALE – Le missioni sono decisamente più complesse, le entità saranno più inclini all’attacco e non avrete né 5 né 2 minuti di tempo per bighellonare. In compenso, se avrete successo, farete più dollari e più punti XP.


MORTE:


Quando un membro del team ci lascia le penne, è bene che un sopravvissuto scatti una foto al cadavere dell’amico, perché l’assicurazione ripaga parte del costo delle attrezzature perse. Questo però pare non accadere quando si gioca a livello professionale.


Come dite? Volete evitare di morire? Allora la soluzione è solo una. Riconoscere la fase di attacco e nascondersi in fretta in un armadio, una stanza chiudendo la porta (possibilmente non quella dove c’è la presenza) o un armadietto di metallo. Spegnete la torcia, state perfettamente immobili e zitti. Sì, perché l’entità, a prescindere dall’uso che farete della chat vocale (V) o del Walkie Talkie (B), vi ascolta. Vi ascolta SEMPRE. Quindi se non volete farla arrabbiare prima del previsto o morire male, parlate lo stretto necessario quando siete dentro l’edificio e quando attacca state in totale silenzio fino alla fine della fase di attacco.

AGGIORNAMENTO MAGGIO 2021: Ora le entità possono tentare di aprire porte e armadietti (ad eccezione di quelle che trapassano le pareti), quindi è bene tenere la maniglia della porta, per evitare che l'entità tenti di entrare.


Vi accorgerete che è iniziata la fase di attacco, perché la luce della vostra torcia inizierà a sfarfallare. Avrete a quel punto circa 5 secondi per nascondervi. Ah, un consiglio, spesso non conviene correre.


In ogni modo, se doveste morire, non abbandonerete il gioco, ma diverrete eterei anche voi, potendo quindi girare per casa liberamente, vedere l’entità se si materializza, seguirla, avvertire gli amici o andare al furgone per dir loro sanità e livello di attività. Se però volete giocare seriamente e di ruolo, allora è bene che il compagno passato a miglior vita resti in completo silenzio, come giustamente sarebbe nella realtà.


 

IL FURGONE


Il furgone è la vostra base operativa mobile, quando vi recate nei luoghi abbandonati (o meno) e infestati. Sul mezzo, che sarà parcheggiato ogni volta di fronte all’edificio in questione, - non chiedetevi chi guida, non lo scoprirete mai! – troverete tutta una serie di strumenti che vi servirà per monitorare la situazione, e dovrete fare avanti e indietro diverse volte durante il corso dell’indagine. Vediamo la strumentazione a bordo, una alla volta:


-          Computer: Sul monitor di questo PC vedrete le videocamere di sorveglianza dei luoghi. Alcune sono parte integrante dell’edificio e altre dovrete piazzarle voi, nella stanza o corridoio dove ritenete sia l’entità. Cliccando sulla tastiera attiverete o disattiverete il faretto IR. Cliccando invece sul mouse, passerete da una videocamera all’altra. Ricordatevi di spegnere sempre le luci del posto, quando piazzate una camera, altrimenti in IR non vedrete una mazza :D Le videocamere servono principalmente per individuare eventuali Orbs, ovvero piccole sfere di luce che volteggiano per la stanza e che vengono considerate una prova.


-          Lavagna: Sulla lavagna ci saranno le informazioni riguardanti la missione, il nome dell’Entità quando era in vita e la lista degli obbiettivi da portare a termine, che sono sempre 4. Il primo sarà uguale per tutte le missioni, ovvero individuare che tipo di entità infesta l’edificio. Gli altri tre invece sono randomici e potranno variare. Di solito i più frequenti sono:


A: Fare una foto a un lavandino con l’acqua sporca. Ve la spiego meglio: dovrete aprire i rubinetti dei lavandini che troverete in casa e attendere che l’entità ci passi accanto, sporcando l’acqua. A volte è l’entità stessa ad aprirli, ma per velocizzare la cosa, consiglio di farlo personalmente. Se il rumore dell’acqua vi darà fastidio, potrete poi chiudere di nuovo il rubinetto. Il lavello resterà pieno comunque.

AGGIORNAMENTO MAGGIO 2021: Questa missione è stata eliminata, perché troppo complicata da ottenere (ma se l'entità sporca l'acqua in un lavandino, fate comunque la foto, perché otterrete dollari extra). In compenso ne hanno messa un'altra, secondo me, molto più difficile, ovvero usare l'incenso durante la fase di attacco.


B: Impedire un attacco usando il crocefisso. Questa non è semplicissima da portare a termine, perché significa cercare di far arrabbiare l’entità fino a provocare un attacco e spesso e volentieri non è una bella cosa :D Consiglio, a tal proposito, di gettare il crocefisso a terra, nella stanza dove è presente l’entità.


C: Fare una foto all’entità.


D: Avere prova di un evento paranormale usando il lettore EMF.


E: Purificare l’area con l’incenso.


F: Assistere con almeno un membro della squadra ad un evento paranormale.


Ecc... 


 

-          Monitor 1: Sul primo monitor in alto a sinistra troverete la planimetria dell’edificio, con segnalate le stanze, le uscite e soprattutto la posizione del generatore della corrente (è randomica), che spesso le entità si divertono a staccare. Con il pulsante quadrato bianco a sinistra, cambierete la vista dei vari piani. Una volta posizionati i diversi sensori, sulla mappa vedrete anche la loro posizione e li vedrete cambiare colore ogni volta che l’entità ci passerà davanti.


-          Monitor 2: Sul monitor di fianco potrete consultare gli esiti dei sensori sonori che avrete sparso per l’edificio. Un bip vi farà capire che quel particolare sensore si è attivato.


-          Monitor 3: Sotto la mappa della casa, potrete tenere sempre controllata la vostra sanità mentale. Importantissima, considerando che più sarà bassa e più l’entità vi attaccherà, rischiando quindi di farvi secchi. La sanità scenderà quando starete molto al buio, quando vedrete l’entità in faccia, quando assisterete a eventi paranormali e quando utilizzerete la Tavola Ouija. Al contrario non salirà mai, se non quando prenderete gli ansiolitici. AGGIORNAMENTO MAGGIO 2021: Ora i vostri avatar sono colorati, per permettervi di riconoscervi all'interno dell'edificio dal furgone. Hanno introdotto anche la MEDIA della sanità mentale e un obbiettivo nuovo (scendere sotto il 25% di sanità media del gruppo).


-          Monitor 4: Nell’ultimo monitor, il più importante insieme a quello della sanità mentale, potrete vedere l’attività paranormale messa in atto dalle varie entità. Vedrete calma piatta, dei picchi durante i quali magari l’entità giocherà con le luci della casa, farà suonare telefoni, sposterà oggetti, ecc… e gli attacchi, che avverranno quando il livello di attività toccherà il 10.




 IL TACCUINO


Premendo J accederete al vostro taccuino. Vi consiglio di leggerlo bene. Troverete alcune preziose informazioni riguardo le tipologie di entità che incontrerete, l’album delle foto che avrete scattato e la pagina dove inserire le prove trovate.


Riguardo alle prove è bene sapere che ne esistono di due tipologie differenti.


Le prime, saranno quelle che vi serviranno per capire con che tipo di entità avete a che fare e sono semplici triplette, che una volta inserite daranno un solo risultato.


Le seconde, invece saranno foto che farete nel corso delle indagini, come alle ossa trovate in giro e interazioni con le entità, come foto al Lettore EMF quando si accede, alla Tavola Ouija, alla bambola Vudù, al Libro Spiritico quando viene scritto, alle impronte sul sale lasciato a terra, alle impronte digitali, all’acqua sporca nei lavandini, o alla stessa entità dovesse palesarsi, ecc…, che vi daranno invece dollari extra a fine partita.


Le prove relative alle triplette sono sempre le stesse: Temperatura di congelamento (rilevabile con il termometro o con il vapore che vedrete uscire dalla vostra bocca, quando va sotto lo zero), impronte digitali (rilevabili con la torcia UV e fotografabili), sfere di luce, ovvero Orbs (rilevabili con il posizionamento delle videocamere IR), Libro Spiritico (se l’entità dovesse scriverci sopra), Spirit Box (se l’entità dovesse rispondere a una vostra domanda – a tal proposito le risposte saranno sempre in inglese, per ora, anche se farete domande in italiano. Alla vostra domanda “Dove sei?”, l’entità potrebbe rispondere “Here”, oppure “Away” o ancora “Behind”, ecc… -), EMF livello 5.


 

TIPOLOGIA ENTITA’ – LE LEGGENDE


Le entità con le quali avrete a che fare avranno comportamenti simili per certi versi e discordanti per altri, ma saranno sempre 11 (almeno nella Beta).


Ombra – Direi che non ha bisogno di spiegazioni, giusto?


Spettro – Nemmeno lui :)


Spirito – Lui neppure :)


Fantasma – E neanche lui. :D


Poltergeist - Il termine deriva dal tedesco e significa Spirito Rumoroso (geist - spirito, poltern - bussare). Si manifesta sostanzialmente con il presunto movimento improvviso di oggetti: quadri che cadono, mobili che si spostano, elettrodomestici che si accendono e si spengono, pietre e sassi che volano, ecc…


Revenant – Chiamato anche Draugr, è una creatura non morta della mitologia norrena. I Revenant sono noti per avere numerosi doti magiche. Altre abilità sono l'entrare nei sogni dei viventi, maledire le persone e portare la malattia in un villaggio; possono inoltre creare un'oscurità temporanea durante il giorno visto che, sebbene preferiscano l'attività notturna, non sembrano essere vulnerabili alla luce del Sole.


Yurei - Gli Yūrei sono i fantasmi della tradizione giapponese. Il nome è composto dai kanji yū ("flebile", "evanescente", ma anche "oscuro") e rei ("anima" o "spirito"). Come per le controparti occidentali, si tratta di anime dei defunti che sono incapaci di lasciare il mondo dei vivi e raggiungere in pace l'aldilà.


Oni - Gli Oni sono uno specifico tipo di ogre o troll della tradizione giapponese. Di solito sono raffigurati come mostri rabbiosi, con molti occhi e corna che spuntano dalla testa, la pelle colorata e con una mazza chiodata di ferro.


Demone - Nella cultura religiosa e nella filosofia greca, è un essere che si pone a metà strada fra ciò che è divino e umano, con la funzione di intermediario tra queste due dimensioni. Nel linguaggio letterario il termine Demone è usato talvolta con il significato di "Diavolo e Demonio".


Jinn - Spesso tradotto come genio, goblin o folletto, è una creatura citata nel Corano, e indica, nella religione preislamica e in quella musulmana, un'entità soprannaturale, intermedia fra il mondo angelico e l'umanità, avente per lo più carattere maligno.


Banshee – E’ una creatura leggendaria dei miti irlandesi e scozzesi. Il termine Banshee significa "donna delle fate", dal gaelico bean, "donna", e sidhe, ("fata"). E’ uno spirito femminile, descritto generalmente come una donna dai capelli fluttuanti, con indosso un vestito verde e una mantella grigia. Può apparire come una donna che canta, o piangente e avvolta da un velo.




 EQUIPAGGIAMENTO BASE


Una volta fatto l’addestramento, appena installato il gioco, potrete iniziare la vostra prima partita con l’equipaggiamento base, visto che non avrete ancora dollari per acquistare nulla.


Il base si compone di:


Una torcia decisamente poco potente, il Lettore EMF, il Libro Spiritico, la videocamera, lo Spirit Box, una torcia UV e una fotocamera con solo 5 scatti disponibili.


EQUIPAGGIAMENTO IN LOCO E DA ACQUISTARE


In loco potreste trovare: Una Tavola Ouija, la bambola Vudù, delle candele o una Prova Ossea (probabilmente i resti del povero malcapitato prima di finire nell’aldilà).


Troverete anche delle chiavi sparse in giro, che verranno segnate sul taccuino. Non vi daranno soldi extra (e non penso nemmeno punti XP), ma vi serviranno per aprire porte chiuse o fermare l’allarme delle auto parcheggiate nei garage e che le entità si divertono ad accendere mandandovi ai matti.


Da acquistare invece:


Candela, crocefisso, Glow Stick, cavalletto, sensore IR, sensore di movimento, sensore sonoro, accendino, incenso, zoom (microfono parabolico), sale, ansiolitici, termometro, torcia potente e action cam IR, in pratica una GoPro.




VEDIAMO ORA NEL DETTAGLIO L’ATTREZZATURA:


K2, ovvero il Lettore EMF: Il K-II Meter, noto anche come “Safe Range EMF (Electromagnetic field)”, è un semplice misuratore di variazioni del campo elettromagnetico in uno specifico range. Cinque Led costituiscono il display che divide le misure (in milligauss) in cinque livelli. La cosa triste è che questo strumento nasce per gli elettricisti (per individuare i cavi elettrici che passano nelle pareti) e invece ora è conosciuto in tutto il mondo come strumento per il ghost hunting… in ogni modo, in Phasmophobia, l’EMF si accende quando l’entità è vicina o quando lo passate accanto a un oggetto con il quale l’entità ha da poco interagito. E’ utile per capire dove si trovi. Se nel corso dell’indagine dovesse accendersi fino al rosso, quindi al livello 5, avrete ottenuto una prova (se scattate una foto, avrete dollari extra). 


Libro Spiritico: Nel caso non sappiate cosa sia, provate a gugolare “scrittura medianica” :) Posizionatelo a terra o su un mobile, nella stanza dove risiede l’entità. Se nel corso dell’indagine doveste trovarci sopra delle scritte, avrete ottenuto una prova (se scattate una foto, avrete dollari extra). 


Spirit Box: Non è altro che una radio che scansiona le frequenze AM a distanza di pochissimi millisecondi. Si dice che eventuali entità possano parlare tramite essa (EVP - Electronic Voice Phenomena), se si trovano a meno di 3 metri (così dice il Wiki di Phasmophobia non ufficiale). Premete V durante l’indagine e ponete delle domande, come “Dove sei?”. Se nel corso dell’indagine l’entità dovesse rispondervi (al posto di dirvi “nulla di rilevato”), avrete ottenuto una prova.


Torcia UV: Questa torcia a ultravioletti, vista sicuramente mille volte in qualche puntata di CSI, è utile per scovare tracce come impronte digitali, macchie di liquidi organici, ecc.. e persino per riconoscere banconote false. Puntatela (spegnendo la torcia normale) su porte, finestre e interruttori. Se nel corso dell’indagine doveste trovare impronte, avrete ottenuto una prova (se scattate una foto, avrete dollari extra).


Candela: La candela serve per rallentare la discesa della sanità mentale (pare che funzioni persino meglio della torcia, anche se la luce emessa è pochissima). Potreste trovarne già in loco o portarvele dietro. Per usarla dovrete avere in mano anche un accendino. Accendete prima lui con il tasto destro del mouse, cambiate oggetto e scegliete la candela, accendendola con F. La stessa procedura si fa con l’incenso. Potrete accendere anche le candele trovate in loco (che però sono meno luminose di quelle comprate), avvicinandovi con l’accendino acceso e premendo F. Usatele anche come mollichine di pane per segnarvi il percorso dal furgone alla stanza dell’entità nei luoghi enormi. Sono utili quando l’entità fa saltare il generatore.


Crocefisso: Affinché il Crocefisso possa impedire con successo un attacco, deve essere nelle vicinanze dell’entità quando inizia la caccia, possibilmente per terra. Il Crocefisso ha una portata di 3 metri per la maggior parte delle entità e di 5 metri per la Banshee (così dice il Wiki di Phasmophobia non ufficiale). Quando posizionate il Crocefisso, controllate se si trova nel raggio di azione dell’entità, potete capirlo dal fatto che sposta oggetti, gioca con le luci, muove le porte, ecc... Se lo è, la caccia non inizia, portando l’entità in uno stato passivo per un po’, altrimenti la caccia potrebbe iniziare come sempre. Se il Crocefisso scompare da terra dopo un attacco, significa che ha funzionato.

AGGIORNAMENTO MAGGIO 2021: Adesso il Crocefisso perde un braccio laterale dopo avervi protetto da un attacco; un Crocefisso vi para le chiappe per due attacchi, quindi potete capire se ha funzionato, semplicemente guardandolo.


Glow Stick: In sostanza è una torcia UV normalissima, soltanto che una volta accesa potete gettarla a terra, magari vicino a una porta, una finestra o il sale, per constatare se ci sono impronte o meno.


Cavalletto e videocamera: Il treppiede è utile per non dover appoggiare la videocamera a terra o sui mobili. Una volta comprato, potete montarci subito la camera, premendo F accanto al cavalletto e tenendo la videocamera in mano. Sono però ingombranti e non potete tenerli in tasca, ma solo in mano. Se avete il cavalletto in mano e cambiate oggetto, il treppiede vi cadrà a terra automaticamente. Non ci ho ancora provato, ma ho letto in giro che se posizionato sul davanzale di una finestra, vi permette di controllare una stanza senza bisogno di entrare nell’edificio.


Fotocamera: Fondamentale per portare a casa dollari extra, scattando foto alle prove raccolte. Ricordatevi che ogni fotocamera ha disponibili soltanto 5 scatti, quindi compratene almeno un paio.


Torce: Quella base fa veramente poca luce, consiglio di acquistare come prima cosa quella potente. Nel momento dell’attacco la vostra torcia inizierà a sfarfallare; è il momento di chiudersi da qualche parte, restare immobili al buio e in silenzio fino alla fine della fase di attacco.


Sensore IR: Un sensore a infrarossi che rileva i movimenti sia umani che paranormali. Quando è acceso, illuminerà l'area circostante con una luce intensa. Sebbene più economico del normale sensore di movimento, il sensore a infrarossi non fornisce feedback al furgone. Possono anche essere usati come "waypoint" nelle mappe più grandi, posizionandoli alle svolte o agli incroci per illuminarsi quando un giocatore si avvicina e per la navigazione al buio se il generatore è staccato.


Sensore di Movimento: È l'attrezzatura più costosa del gioco, costa 100 dollari, ma può essere molto utile per svolgere missioni secondarie.


Sensore Sonoro: E’ un sensore in grado di ascoltare i suoni e le vibrazioni più piccole nell'aria e riporta il dato al furgone. E’ utile per capire dove si sta muovendo l’entità e cosa sta facendo. Il sensore rileva i suoni anche attraverso le pareti, come lo Zoom (microfono parabolico).




Accendino e Incenso: Utile per purificare momentaneamente l’area dove c’è l’entità, ritardando la fase di attacco di 90 o 180 secondi (se l’entità si trova a meno di 6 metri da lui). Per usarlo dovrete avere in mano anche un accendino. Accendete prima lui con il tasto destro del mouse, cambiate oggetto e scegliete l’incenso, accendendolo con F e gettandolo a terra con la G. resterà acceso per 15 secondi. La stessa procedura si fa con le candele. Consiglio di usare gettare l’incenso a terra in un punto dove si è appena verificato un evento paranormale, così da avere più possibilità di rientrare nei 6 metri (così dice il Wiki di Phasmophobia non ufficiale).


Zoom (Microfono parabolico): E’ un amplificatore di suoni, anche a grande distanza (30 metri nelle mappe enormi) e a seconda di dove è direzionato, si riesce a capire da quale punto dell’edificio arriva il suono. E’ molto comodo soprattutto in aree grandi come l’Asylum o la Scuola. Quasi del tutto inutile negli ambienti piccoli. All'accensione, il display mostrerà una serie di numeri (00.0) che andranno a salire in caso di rumori.


Sale: Ogni barattolo genera tre mucchietti di sale da posizionare strategicamente nella zona di azione dell’entità (il barattolo vuoto potete gettarlo via con G), così che possa venir disturbata o che possa lasciare impronte, visibili sia a occhio nudo che con la torcia UV. Scattare una foto a un’impronta sul sale vi darà dollari extra. Alcune entità il sale lo temono e se entrano in contatto con lui durante la fase di caccia, smettono immediatamente. Consiglio di gettare a terra, accanto al sale posizionato nei punti di passaggio, un Glow Stick.


Calmanti: Ogni confezione di pillole ripristina la sanità mentale del 40%, fino ad arrivare al 100%. Sono vitali in quei posti enormi che possono essere la Scuola o l’Asylum.


Termometro: Serve per controllare la temperatura delle varie stanze e stabilire dove si trova l’entità. Portatevelo sempre dietro alla prima uscita. In genere, la temperatura sotto i 10 gradi indica la presenza dell’entità, che una volta arrabbiata e infastidita potrà farla andare anche sotto zero. A quel punto vedrete il vostro alito bianco e saprete che siete arrivati al congelamento.


Action Cam IR (GoPro): In sostanza è una videocamera IR che vi metterete in testa e dal furgone un vostro compagno potrà notare se ci sono Orbs mentre camminate. Non occupa spazio in mano, quindi è considerato un quarto oggetto. E’ molto utile anche per guidare verso l’uscita un compagno che si è perso all’interno di un edificio enorme. Per togliervelo dalla testa dovrete avere uno slot libero in mano.


Bambola Vudù: Fate una foto alla bambola e vi porterete a casa dei dollari extra. Voci di corridoio dicono che se la portate fuori dall’edificio, farete arrabbiare l’entità che attaccherà più spesso.


Osso: Fate una foto all’osso e vi porterete a casa dei dollari extra.


Tavola Ouija: La tavola non la troverete sempre, ma pare che spawni nel 33% dei casi. Cliccandoci potrete accenderla e fare domande all’entità, ma a scapito della sanità mentale che calerà (5 - 10%) a meno che non sia un Demone. Per usarla fateci un clic sopra, così da accenderla. Si illuminerà di rosso. Con il tasto V tenuto premuto, potrete fare domande. Le possibilità che l’entità risponda sembra siano del 67% e che si arrabbi del 33%. Se l’uso della tavola fallisce (ve ne accorgerete perché si spegneranno sia la tavola che le luci della casa), la sanità cala del 40% (anche se è un Demone), con l’altissimo rischio di un immediato attacco. Fate una foto alla Tavola e vi porterete a casa dei dollari extra.


 

La mia personale strategia a prescindere dal livello di difficoltà.


Per prima cosa consiglio di segnarvi su un foglietto il nome dell’entità e se risponde a tutti o solo alle persone sole, così da averlo sempre a portata di mano. Magari cercate di ricordarvi anche la posizione del generatore o quanto meno il piano della casa dove si trova. Altra cosa, appena avete i soldi comprate, esattamente in questo ordine le torce potenti, il termometro, il sensore di movimento, l’incenso con l’accendino e il crocefisso. Il resto viene dopo.

AGGIORNAMENTO MAGGIO 2021: Adesso dovrete scoprire voi, se l'entità risponde a tutti o solo alle persone sole!

La prima cosa da fare è capire in che stanza o corridoio si trova l’entità, quindi armatevi di termometro, zoom se siete in posti enormi e K2. Consiglio di giocare sempre in 3-4 giocatori. Meglio 4 per l’Asylum e la Scuola, dove inizialmente è bene dividersi per trovare la stanza prima possibile. Potete anche lasciare tutta l'attrezzatura fuori dalla porta d'ingresso, così da averla subito a disposizione senza dover rientrare ogni volta nel furgone. Una volta dentro, consiglio di accendere le luci delle zone più grandi, come corridoi o open space. Non accendetele tutte, perché potreste far saltare il generatore.

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE MAGGIO 2021: Ora, in professionale, il generatore è staccato di default, quindi la temperatura dell'edificio è bassa ovunque. Il trucco è che un solo giocatore entri, lo accenda, ed esca. Si aspetta tutti insieme un paio di minuti in modo che la temperatura risalga e a quel punto si è pronti per usare il termometro, altrimenti completamente inaffidabile (salvo la temperatura non scenda sotto zero).

Una volta trovata la stanza, posizionate il Libro Spiritico, gettate a terra il K2 e il termometro (se riuscite, cercate di appoggiare queste cose contro il muro, di fronte a dove metterete la videocamera, così da poterle vedere dal furgone). Tornate al furgone a prendere la videocamera (ricordatevi di spegnere la luce!), il sale, i Glow Stick, lo Spirit Box e il sensore di movimento. Solo alla fine utilizzate il resto dell’attrezzatura, soprattutto se avete i 5 o 2 minuti di calma a disposizione.


Durante la fase di attacco, l’entità chiuderà le porte dell’edificio che danno sull’esterno - a chiave - e non potrete uscire fino alla fine. La cosa migliore da fare quindi è nascondersi al buio in una stanza, armadietto di metallo o armadio, spegnere la torcia, non muoversi e stare in totale silenzio. Dopo una ventina di secondi circa riaccendete al volo la torcia per vedere se sfarfalla. Se ha smesso, siete momentaneamente salvi, ma è consigliabile uscire dall’edificio e andare al furgone per controllare la sanità mentale e l’attività. Dopo un attacco di solito l’entità resta nervosetta per un po’, meglio non farla arrabbiare oltre se non è strettamente necessario (vedi per farle una foto o per interrompere la caccia grazie al Crocefisso).


Posizionate il sale e i sensori in punti di passaggio, come corridoi, soglie delle porte o pareti della stanza dove magari avete sentito dei passi o visto spostare oggetti.



Vi lascio qualche link ufficiale e utile qua sotto: 



Qua potrete trovare le domande (per ora in inglese) da fare alle entità a seconda dello strumento utilizzato. Se impostate il riconoscimento vocale in italiano, traducetele e parlate in italiano, l’entità vi capirà, anche se risponderà comunque in inglese. Non è una lista ufficiale!

 

https://giochipertutti.org/come-parlare-ai-fantasmi-in-phasmophobia-tutte-le-domande-sul-riconoscimento-vocale/


Altro link utilissimo è il Discord Ufficiale: https://discord.com/invite/QxvWuqX


Circola voce che siano previsti aggiornamenti e patch migliorative (e per fixare eventuali bug) fra non molto. Mentre si parla di nuovi scenari e attrezzature, una volta uscito ufficialmente il gioco. Allo stato attuale delle cose, una volta scaricato da Steam, fate un clic col tasto destro su “Gioca” e poi su proprietà. Scegliete il quarto tab della finestra che si aprirà e nel menù a tendina scegliete Beta per attivarla. Portate a termine tutti gli aggiornamenti e accedete al gioco… a proposito:


L’avete vista la nuova Lobby addobbata per Halloween? Carinissima :)



Per concludere, invece, vi lascio con le parole di Kotaworld.it


C’è da dire che la vera protagonista di Phasmophobia è sicuramente la "phobia" stessa, l'ansia, la tensione che viene creata giocando il titolo. Impossibile non immedesimarsi con il nostro alter-ego virtuale, necessitare di una pausa fuori dall'edificio anche noi, per ripristinare un po' di tranquillità e salute mentale. Ciò che abbiamo apprezzato di Phasmophobia è che non sfrutta banali jumpscare per spaventare il giocatore, ma lo fa in maniera molto più subdola e psicologica, giocando moltissimo sul sonoro e sui dettagli, come un oggetto che troviamo spostato dalla sua posizione originaria, una porta che troviamo aperta mentre prima era chiusa, o una luce accesa che prima era spenta. Spesso ci è capitato di domandarci "hai acceso tu la luce della cucina?" e risponderci tutti "no" a vicenda. Ecco, sono momenti come questi che fanno venire i "brividini" lungo la schiena, e che sono decisamente più efficaci nello spaventare di un jumpscare ormai diventato quasi clichè.


Invito tutti i giocatori di Phasmophobia a segnalarmi refusi, errori e suggerimenti per migliorare questa guida.

mercoledì 18 dicembre 2019

InterView: Scozia - Luca

18 dicembre 0 Comments

Buongiorno, cari Naviganti!
Eccomi di ritorno con un'altra intervista dedicata ai viaggi e ai posti che restano nel cuore... oggi ospito Luca, amico e collega di lavoro che condivide con me uno strano sentimento, ovvero un amore inspiegabile e incondizionato per un luogo in particolare, un amore nato persino molto tempo prima di visitarlo. Sto parlando della Scozia! 
Prima di leggere la bellissima intervista che mi ha rilasciato, voglio però ringraziarlo per il tempo che mi ha dedicato e per l'impegno col quale si è gettato a capofitto nell'impresa.
E ora... andiamo in Scozia! 


Edimburgo. La prima tappa di una vacanza lunga 21 giorni. La prima domanda è: perché proprio la Scozia e non un altro paese... che so... la Norvegia? E cosa ti è piaciuto in particolar modo di questa città?


Perché la Scozia per me è stata da sempre... la Scozia! Sono innamorato della Scozia fin da quando ero bambino, non c'è un particolare motivo: non nutrivo una particolare attrazione per i fantasmi, né tanto meno allora ero attratto dal whisky, che ho imparato ad apprezzare un po' più avanti, né particolarmente dalle cornamuse o dal kilt. Semplicemente l'amore è nato così... o forse è sempre stato dentro di me, considerando anche le esperienze avute durante il mio viaggio.

Durante la seconda tappa, ti è giusto accaduto un fatto che ha dell'incredibile. Hai voglia di raccontarcelo?

Siamo arrivati e abbiamo soggiornato due giorni a Edinburgo, poi siamo partiti per il viaggio vero e proprio. La prima tappa prevista era un B&B a Pitlochry, paesino di cui ignoravo completamente l'esistenza. Beh. stiamo entrando nel paese quando vediamo un cartellone che pubblicizza una rappresentazione in costume che si sarebbe tenuta nel campo degli Highland Games.

"Che bello! Andiamo?" Chiedo ai miei compagni di viaggio.

"Figurati! Chissà dov'è!" Replica la mia fidanzata di allora (sempre pronta all'avventura...).

A questo punto, di getto e senza che avessi avuto il benché minimo sentore di localizzazione del posto ho detto:

"E' più avanti... basta voltare a sinistra alla seconda strada..."


Siccome guidavo, io sono andato avanti ed effettivamente, alla seconda a sinistra e poi, di nuovo a sinistra abbiamo trovato il campo degli Highland Games con tutti gli scozzesi schierati nelle loro uniformi (kilt e tutto il resto). Poi le cornamuse hanno intonato le prime note. La cosa strana è che ho puntato dritto e convinto verso il posto, senza che avessi nessun indizio di dove potesse essere. 
Come se lo sapessi già...

Quali sono stati i luoghi che hai visitato fra Aberdeen e Aultbea?

In realtà solo due: Forres e Loch Ness.
Il primo, in realtà, dice poco: in effetti non abbiamo avuto nessun ricordo particolare se non la visita al pub del paese (siamo entrati e tutti ci hanno guardato come se fossimo gli unici bianchi in un bar di Harlem...) e il tramonto alle dieci di sera. Del secondo cosa si può dire di più che non sia stato già scritto? Loch Ness, a guardarlo, è un lago normalissimo (neppure troppo bello), ma se lasci andare lo sguardo sulla superficie dell'acqua dalla riva piano piano fino alle acque più profonde, ti sembra veramente di vedere qualcosa (una gobba ?) che si muove là sotto. Senza contare il fatto che quando siamo arrivati all'Urqart Castle (ormai i ruderi) che domina il lago, ci ha accolto la silhouette di uno scozzese in costume, stagliato contro il lago che suonava Amazing Grace con la sua cornamusa... splendidamente coinvolgente. 
Se noi italiani riuscissimo a fare risaltare le nostre infinite vestigia così come fanno gli altri popoli con le loro poche cose, potremmo tutti vivere di rendita con il turismo.
Poi ci siamo immersi nel mare di erica delle Highlands, per arrivare su, fino a Aultbea, dalla signora McLennan... ferrarista convinta!



Cosa non bisogna assolutamente perdersi nella zona delle Highlands?

Semplicemente... le Highlands stesse! Le Highlands sono particolari: vegetazione generalmente bassa, cespugli di erica e cardi spinosi (il cardo è il fiore simbolo della Scozia, e questo la dice lunga...), strade strette, a una carreggiata con piazzole per fare passare le altre vetture e panorami brulli.
Occorre amare la terra selvaggia (ma non nel senso dell'Africa, con cui non ha assolutamente nulla a che fare, per fortuna).

Parlaci un po' dei castelli che hai visitato. C'è un posto che ti ha colpito in particolare, che magari ti ha suscitato emozioni forti e contrastanti?

Sicuramente i due castelli più "emozionanti" sono anche i più famosi: Dunnottar Castle (dalle parti di Aberdeen) ed Eilean Donan Castle (nelle Highlands). 
Dunnottar è un castello (più che un castello ormai sono rovine) arroccato su una scogliera cui si accede attraverso un sentiero stretto. Non è MAI stato conquistato, anche perché l'ingresso principale è protetto da un contrafforte naturale e le mura sono a picco sulla scogliera. E' consigliabile visitarlo in un giorno brumoso: in quel caso offre il meglio di sé! (A Dunnottar, Zeffirelli ha girato e ambientato il suo Amleto). 
Eilean Donan invece è di tutt'altro genere: è preferibile visitarlo in un giorno di Sole, è quasi intatto, spicca come la Luna piena nel paesaggio delle Highlands. E' sulla riva del mare e se si riesce ad aspettare il flusso di marea lo si vede passare da un castello appoggiato sulla battigia ad una semi-isoletta in mezzo alle acque... molto bello. (Ad Eilean Donan hanno ambientato parte del film "Highlander" con Sean Connery e Cristopher Lambert). 
Gli altri castelli sono tutti molto belli, ma sembrano quasi "normali" in confronto a questi due.



So che dalle parti del castello di Eilean Donan hai avvertito una sensazione unica, molto "strana", che si può riassumere dicendo che ti sei sentito finalmente "a casa". E' una sensazione che conosco bene che provo ogni volta che metto piede a Helsinki, ma vorrei sentire anche da te, come ci si sente sul serio, perché se non lo si è mai provato, è quasi impossibile da comprendere.

E' stata la seconda strana sensazione che ho avuto nel mio viaggio in Scozia (dopo quella di Pitlochry): stiamo scendendo verso Glasgow e ci fermiamo lungo la strada (in un punto nei dintorni di Corran, nella parte est della Scozia), scendo dall'auto e mi siedo su un sasso ai lati della strada guardando il Loch Linnhe: ho avuto la netta, chiara sensazione di essere arrivato a casa... come quando si torna da un lungo viaggio e si oltrepassa l'uscio della propria casa: un senso di pace e tranquillità che non ho provato nemmeno quando siamo tornati a Bologna, e che in realtà non ho mai più provato in tutta la mia vita (come per Pitlochry, non avevo mai sentito nominare Corran...)


Oban e il suo Whisky. Parlaci un po' di lei.

"Uisge beatha" (acqua di vita), potrebbe già dire tutto. In realtà le isole le abbiamo solo sfiorate e viste dalla costa (c'era chi non amava il traghetto sul mare un po' mosso), ma per tutto il tragitto nella parte nordest della Scozia la tappa nei pub a degustare il loro whisky (meno alcolico di quello esportato) bevuto suggendolo rigorosamente assieme all'acqua della sorgente con cui viene fatto, è stato un "must".



L'ultima tappa, prima di tornare a Edimburgo, se non erro è stata Glasgow. Ti ha colpito qualcosa di questa città, che magari non ti aveva fatto lo stesso effetto a Edimburgo?

Edimburgo mi ha ricordato la mia città: un centro storico caratteristico che ti accoglie e raccoglie, ti abbraccia con i locali caratteristici e le strade strette, il castello che ti domina e dall'altra parte la collina di Holyrood (ovviamente c'è anche la parte più periferica e moderna, uguale a tante altre città). 
Glasgow è completamente diversa: una città moderna che ricorda Milano o Torino, con molti più parchi e molto più verde sparso in giro per la città. In generale non ci sono cose particolari da vedere: cattedrali, musei e parchi. Però anche qua è successa una cosa particolare (nulla a che vedere con quanto mi è capitato a Pitlochry o a Corran).
A me piace il calcio e simpatizzo per una squadra scozzese: il Celtic di Glasgow, che è la seconda squadra della città (la prima è il Rangers). Il Celtic è la squadra di un quartiere di Glasgow e casualmente abbiamo prenotato il B&B proprio in quel quartiere, a due passi dal pub che è il ritrovo dei tifosi della squadra... non avrei potuto chiedere di più!



Veniamo a domande più prosaiche. Per noi italiani la gastronomia è una cosa sacra. Come e cosa si mangia, in Scozia?

Sono britannici, loro non mangiano, si nutrono.
Ho trovato molte differenze fra l'alimentazione delle Lowlands (tutte le regioni sotto la spaccatura del Loch Ness) in cui si mangia molto "all'inglese": carne, verdure cotte (rigorosamente non condite) qualche "pudding" e poco altro, e l'alimentazione delle "Highlands": più a base di pesce (soprattutto al nord), veramente squisito e di carne di pecora o montone (a chi piace) condito da molta più verdura cruda. 
Dappertutto gli immancabili "fish and chips" ambulanti (ovviamente molti di più nelle grandi città, piuttosto che nei paesini).
Nei pub non si mangia... si beve. 
Nel primo B&B mi hanno proposto tre tipi di colazione: all'inglese (con Black Pudding), alla scozzese (con Haggis) e all'europea (pane bianco, burro e marmellata). Le ho provate tutte e tre.
L'Haggis è fatto con le interiora di pecora... lasciamo stare! 
Il Black Pudding è fatto con del sanguinaccio di toro... per carità!
Mi sono buttato sull'europea! Anche se poi in seguito non ho disdegnato altre colazioni diciamo... "fantasiose": ho mangiato salmone ai ferri e anche aringa affumicata, entrambi deliziosi!
Menzione d'onore per le marmellate (arancia e fragola soprattutto) e per il burro (salato).

E le persone? Quali impressioni hai avuto sulla popolazione scozzese?

Sono estremamente cortesi con gli stranieri e, a differenza degli inglesi, cercano di farsi capire, anche se il loro dialetto è veramente terribile (a questo proposito rimando all'aneddoto che ho descritto più avanti). Nelle grandi città la vita è ovviamente più frenetica che nei paesi, ma ho notato che tutti frequentano molto i parchi (nota: io sono andato in Scozia d'estate... probabilmente d'inverno si vede meno gente in giro.)

Quali soluzioni hai trovato per soggiornare e per spostarti?

Abbiamo scelto di utilizzare la formula Full Fly&Drive, prenotando da qui sia il volo, che l'auto, che i vari soggiorni nei B&B: ci siamo trovati ottimamente; l'unica difficoltà è stata trovare i vari B&B (soprattutto nei paesini). 
La guida a sinistra non è risultata particolarmente difficile, basta avere un po' di attenzione soprattutto nelle rotonde, in cui si gira in senso opposto al nostro (sensazione stranissima !) ... e poi comunque i pedali dell'acceleratore, del freno e della frizione sono sempre nello stesso ordine!

Immagino che ti sarai portato a casa qualche souvenir! Cosa ti sei comprato per te, o da regalare ad amici e parenti?

Poca roba per me (solo un giaccone impermeabile Burberry e una bottiglia di whisky) e quasi nulla per gli altri (soliti ninnoli), anche perché le finanze erano limitate e i costi elevati (gli ingressi ai castelli costavano parecchio). 
Il giaccone mi è durato molti anni... la bottiglia di whisky, molto meno!



Se un giorno decidessi di fare il tuo stesso tour, quali consigli mi daresti, per vivere questo viaggio al meglio? Parlo di mezzi di trasposto, gastronomia, pernottamenti, abbigliamento, usi e costumi e luoghi che non dovrei assolutamente perdermi.

Io, ovviamente, non rifarei lo stesso percorso, se non per alcune tappe fondamentali (Edinburgo, i castelli più famosi), ma consiglierei a tutti di fare, più o meno, il percorso che ho fatto io, con le stesse modalità: avere già tutto prestabilito può sembrare poco "nomade" ma, soprattutto nelle località più conosciute il turismo è veramente tanto e andando alla ventura si rischia di non trovare posto. E comunque consiglio un viaggio il più possibile "itinerante": non esiste un posto che meriti una tappa più lunga di quattro giorni al massimo (nemmeno Edinburgo).

Ci racconti un aneddoto che ti è successo in loco?

Nulla di particolare, ma che rende l'idea del clima scozzese. L'ultima tappa del viaggio è stata di nuovo Edinburgo e l'ultima sera prima del rientro abbiamo deciso di farci l'ultimo fish and chips. Era sera e la temperatura sarà stata intorno ai 22-23 gradi, noi eravamo vestiti con magliette e pullover mentre il ragazzo del carretto del Fish&Chips era in t-shirt. Per tutto il tempo della nostra permanenza in Scozia il tempo era stato più che clemente: sempre Sole (o comunque niente pioggia) tranne il giorno in cui abbiamo visitato il Dunnottar Castle: giorno di bruma e nebbiolina (che metteva in risalto i ruderi), così abbiamo commentato positivamente con lo scozzese la nostra fortuna in quel periodo:

"E' una bella estate, vero ?" commentiamo.

"No, it is not." Risponde lui.

"Why?" Chiediamo stupiti.

"It is a TORRID summer!" Replica.

Al che io guardo la mia fidanzata di allora chiusa nel K-Way imbottito con il bavero rialzato... e per fortuna non commento.

Se la Scozia fosse:

Un colore: Blu.
Un libro: Il signore degli anelli.
Un sentimento: Serenità e amore.
Un suono: La cornamusa (capisco che è scontato, ma è così).
Un sapore: Il whisky (idem).


Ecco la solita, ultimissima domanda alla Marzullo. Ovvero fatti una domanda e datti una risposta su questo straordinario viaggio, che immagino rifaresti senza ombra di dubbio!

Ovviamente lo rifarei anche domani.
La domanda è: Cosa mi è rimasto dentro della Scozia?
Risposta: La Scozia !
Molto alla Marzullo.

P.S. Ti ringrazio per avermi fatto fare quest'intervista... mi ha fatto ritornare dentro a una delle cose più belle della mia vita!

Luca

domenica 20 ottobre 2019

InterView: 22 Giorni in Tibet - Rita

20 ottobre 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti! 
Eccomi di nuovo qua a parlarvi di un altro viaggio, questa volta intrapreso da una collega e amica di nome Rita. Andiamo quindi a leggere la sua bellissima intervista e a gustarci i suoi scatti. A tal proposito voglio ringraziarla pubblicamente per almeno 3 cose. La prima è l'impegno messo nel redigere questa stupenda intervista, la seconda sono le fotografie che hanno superato le mie aspettative (sono stata davvero indecisa su quali usare, perché sono tutte bellissime) e la terza, beh... lei sa a cosa mi riferisco ;)

Ciao Rita! Prima di tutto grazie mille per il tempo che hai deciso di dedicare al mio blog! Iniziamo subito con una domanda facile facile. Perché hai scelto proprio il Tibet, per questo tuo ultimo viaggio?

Perché era (e rimane un po') un paese abbastanza misterioso per me; perché ha una caratteristica evocativa; perché ultimamente mi piacciono abbastanza le montagne; perché era nella lista "viaggi che vorrei fare" e perché il mio abituale compagno di viaggio mi ha chiesto: "Cosa ne dici del Tibet?"

Quali tappe hai scelto?

Le tappe non le ho scelte io, vedi risposta 4.

C'è un luogo in particolare che ti ha colpita? Un villaggio, una chiesa, un mercato, ecc... e perché?

Nell'ordine: il Potala e lo Jokhang Temple a Lhasa e la città di Lhasa; il regno di Guge all'estremo ovest del Tibet e il Monte Kailash. Il Potala mi ha colpito perché è imponente e stupefacente solo vederlo da lontano; rimane uno dei rari esempi - e comunque il più bello - dei luoghi sopravvissuti della civiltà tibetana; è stata la residenza dell'ultimo (XIV) Dalai Lama prima che fuggisse in India ed è stato per secoli un importante testamento della cultura del Tibet e del credo della sua popolazione e viene visitato prevalentemente da tibetani che arrivano dai territori più sperduti del Tibet; è patrimonio dell'UNESCO.



Il Jokhan Temple (Casa del Budda) mi ha colpito perché è il centro spirituale del Tibet e la meta più sacra per tutti i pellegrini buddisti tibetani; nella sala centrale si trova l'oggetto più antico e prezioso del Jokhang, una statua a grandezza naturale di Sakyamuni, quando aveva 12 anni. Questa venne portata in Tibet nel 700 d.C. ed è tutta dorata ornata di gioielli. I pellegrini si prostrano davanti a questa statua da secoli. E' la più sacra agli occhi del popolo tibetano. Il tetto del Jokhang offre una splendida vista del Barkhor (circuito pellegrini) e del Palazzo Potala. I tetti d'oro sono superbamente realizzati con numerosi uccelli, animali, campane ed altre figure complesse.

Il regno di Gughe, ad ovest del monte Kailash, è una regione di vastità e bellezza meravigliose, che stupisce per la cromaticità delle erosioni e dei suoi canyon e che conserva antichi resti di cittadine che sembrano fondersi con le falesie rocciose e il panorama. A Gughe si visitano i siti più importanti: Toling, che fu il monastero principale di questa vasta regione del Tibet, dove sono sopravvissuti stupendi affreschi nel Tempio Rosso e nel Tempio Bianco che, secondo il Prof. Tucci, costituiscono l’esempio più elevato dello stile artistico del Tibet Occidentale. 



Quindi Tsaparang, la grandiosa città rupestre che fu capitale del regno: dall'aspetto misterioso, trasporta in un mondo fuori dal tempo ai cui piedi vivono piccole comunità rurali, si possono scoprire affreschi di impareggiabile bellezza nascosti tra le grotte.
Se non hai sette anni di tempo per trovare te stesso tra le montagne del Tibet, come il protagonista del film di Jean-Jacques Annaud, puoi comunque toccare il vertice della spiritualità con un trekking: quello che conduce alla pianura di Barkha, dalla quale si erge come un gigantesco chörten (stupa o reliquario) o altrimenti ribattezzato in italiano, il 'Panettone', il Monte Kailash. Venerata da oltre un miliardo di fedeli buddhisti e hindu, e bon (antica religione pre buddista) e da altre 3 religioni che si possono definire "minori", la montagna più sacra dell'Asia tocca il cielo con i suoi 6714 metri. Dalle sue vette nascono i quattro principali fiumi del continente: ossia l'Indo, il Sutlej, il Brahmaputra e il Karnali, si capisce perché il luogo sia considerato il centro del mondo, anzi, l'ombelico del mondo!



Tibetani e indiani ritengono di dover compiere un pellegrinaggio presso il Kailash almeno una volta nella vita. Il percorso consiste in un giro rituale attorno alla vetta lungo circa 53 chilometri e alla quota media di 5000 metri fino nel punto più alto: il passo Dolma La a 5630 metri. Il pellegrinaggio sul solo versante tibetano è praticabile con un cammino di tre giorni, ma molti devoti lo percorrono in un solo giorno oppure in molti giorni, perché fanno 3 passi alla volta toccandosi fronte, cuore e labbra, si prostrano per terra, si rialzano e rifanno 3 passi, ecc... per 53 km! Il tutto affrontato con sofferenza, perché elemento essenziale della redenzione: compiendo l'intero circuito (Kora) di pellegrinaggio intorno alla vetta si cancellano i peccati di tutta una vita.



Io l'ho fatto... e non lo rifarò mai più. Ritengo che se una persona non è credente può tranquillamente evitare di fare questo sacrificio :) 
Il percorso, faticoso e in alcuni punti molto impervio è popolato da pellegrini la cui vista ti aiuta a distrarti dalla fatica; il panorama è costituito da molte rocce dipinte e punteggiato da miriadi di bandiere di preghiere colorate, concentrate particolarmente sul Passo di Dolma La, dove si possono lasciare anche altre cose/oggetti perché possano essere portati via... con tutto quello la credenza consegue.
La montagna non è mai stata scalata da nessuno, poiché è considerata sacra da circa un quinto della popolazione mondiale e attualmente salirvi è proibito dalla legge, perché molti credenti vi vedrebbero una profanazione. 
Piccola curiosità... il governo cinese nel 1980 offrì a Reinhold Messner la possibilità di scalarla; ma lui rifiutò sostenendo che "violare il monte Kailash è come violare qualcosa nel cuore delle persone… Meglio cercare qualcosa di più difficile: il Kailash non è nemmeno così alto o impegnativo".



Sei andata in autonomia o hai fatto un viaggio organizzato?

In Tibet, o meglio, nella Regione Autonoma del Tibet (TAR) non ci si può andare da soli, minimo bisogna essere in due e per visitarlo è necessario essere in possesso di un permesso del Tibet Tourism Bureau (TTB); occorre anche dichiarare l'itinerario dettagliato dei luoghi che si intendono visitare, di conseguenza sono andata con Avventure nel Mondo, l'associazione culturale e agenzia con cui viaggio spesso e di cui conosco abbastanza bene la filosofia, quindi so cosa aspettarmi e cosa non aspettarmi dall'organizzazione. Dato quanto scritto sopra e per modesta esperienza personale in Cina, consiglio vivamente di affidarsi a qualcuno che sappia districarsi tra i molteplici ostacoli che s'incontrano prima e durante un viaggio in Cina.

Il rapporto con la popolazione in generale come l'hai trovato?

Cordiale le rare volte in cui si è potuto in qualche modo interagire. L'ostacolo linguistico è enorme e quindi... molti sorrisi e pseudo inchini, ma pochissimi dialoghi se non per contrattare qualche souvenir! Con la nostra guida Dawa, giovane tibetano, abbiamo scambiato chiacchiere, ma prevalentemente sui riti della religione buddista (era molto devoto) o sulla sua famiglia; molti argomenti è meglio non affrontarli in Tibet. In ogni caso si tratta pur sempre di gente di montagna... di poche parole :)

E' vero che il Tibet pieno di pace e spiritualità è un luogo comune che andrebbe sfatato? 

Abbastanza sfatato, sì. Diciamo che la tanto spacciata pace c'è. C'è nelle immense vastità delle montagne, valli o territori quasi totalmente privi di presenze umane. In quei luoghi sperduti e reconditi la pace è, si può dire, "fondante". I tibetani sono un popolo sì pacifico, ma i luoghi che abita, oggi come oggi, hanno caratteristiche abbastanza occidentalizzate, anzi, meglio dire cinesizzate (un termine che probabilmente non esiste, ma che rende abbastanza l'idea di cosa vorrei dire): piccole cittadine (in termini di estensione territoriale e di numero di abitanti) attraversate da enormi strade a 4 corsie illuminate, un crescendo di costruzioni edilizie, ristoranti all'interno di palazzoni in costruzione... insomma non è un gran bel vedere, ma... il ma è l'altra faccia della medaglia: se i cinesi non avessero intrapreso la costruzione di queste infrastrutture (gasdotti, ferrovie, aeroporti), non so come sarebbe la vita quotidiana dei tibetani (per chiunque abbia la curiosità di capire cosa possa significare la presenza o meno della Cina e delle infrastrutture consiglio un qualsiasi video riguardo al passaggio carrabile confine Tibet/Nepal: 147 km. Io l'ho fatto, ci ho impiegato 12/13 ore!). 



E' un discorso molto complesso, difficile e che coinvolge vari aspetti. Non ultimo quello che il Tibet dei Lama era un paese di tipo feudale; pochi lo sanno e quelli che lo sanno lo tacciono per ragioni a me sconosciute. Detto questo... parliamo della spiritualità. La mia impressione è che noi occidentali, poco avvezzi alla ritualità quotidiana, pensiamo che il Tibet sia un paese molto spirituale secondo il nostro immaginario. In effetti il popolo tibetano è molto devoto e frequenta i monasteri in modo massiccio, ma solo i monasteri e templi delle città più grandi come Lhasa o Kumbum. Quanto alla presenza dei monaci... se ne vedono molto pochi in giro per il Tibet e nei monasteri. La pratica di vederli girare con la ciotola per il riso non è più in uso e, a parte il loro meraviglioso saio rosso e/o arancione, anche loro si sono abbastanza occidentalizzati. E anche il nostro concetto di spiritualità va un po' rivisto! :)



Come hai trovato il clima?

Rigido, per me molto rigido. Temperature di giorno dai 10 ai 15 gradi massimo e con il sole, senza sole 8-10 gradi. Di sera si abbassano notevolmente e in base all'altitudine, ma vanno circa dai 10 agli 0 gradi. Abbigliamento da montagna per i freddolosi come me compreso cuffia e guanti, un po' più leggero per le persone normali :) 
Le sistemazioni sono sempre state di livello medio o basso, nel livello medio si trovavano o le pompe di calore in stanza o molti piumini/coperte; nel basso solo molte coperte o il proprio sacco a a pelo pesante!

Quali difficoltà hai incontrato durante questo viaggio?

Personalmente nessuna, non è un viaggio easy o particolarmente comodo, ma basta prepararsi o essere abituati a viaggiare nelle condizioni del viaggiatore nel mondo e non ci saranno difficoltà.



Cosa ci racconti della gastronomia? Per un italiano è sempre traumatico mangiare all'estero. Lì, come ti sei trovata sotto questo aspetto?

Premesso che per me non è mai traumatico mangiare all'estero e non soffro di nessuna nostalgia culinaria neanche dopo 20 giorni, la cucina asiatica è tra le mie preferite. Certo, qui si parla di cucina proprio cinese, ma a me è piaciuta moltissimo! Molta verdura, poca carne, tofu, uova e anche frutta. L'unico appunto è che, nel nostro caso, abbiamo avuto sempre il pranzo compreso (io non sono abituata a pranzare in viaggio), ma sempre uguale: o riso e verdure o noodles e verdure. Entrambi anche con carne. Insomma pranzi noiosi, ma cene molto gustose. 



Per la colazione ce la siamo sempre cavata. Abbiamo acquistato nei market (e ce ne sono parecchi) i biscotti, e abbiamo apprezzato le loro colazioni spesso a base di omelette, scramble eggs, pancake, a volte yogurt, thè e/o caffè solubile e spesso pane più o meno tostato con una marmellata di fragole dal colore un po' inquietante oppure, per i forti di stomaco, la colazione cinese salata: zuppa e diversi intingoli di cui non mi sono particolarmente interessata.

Riguardo all'aspetto sicurezza/criminalità, si tratta di un paese dove si può stare tranquilli?

Tranquillissimi! I cinesi controllano tutto e tutti.

Ci racconti un aneddoto divertente che ti è capitato lì?

L'aneddoto divertente che riguarda me è capitato in Nepal nell'attesa del visto per la Cina... anzi direi all'aeroporto di Katmandu. Per il visto collettivo cinese servono almeno due foto tessera che dovrebbero avere delle misure precise e che trovi riportate sul sito apposito. Nel mio caso le dimensioni andavano bene, ma la mia faccia no! Nella foto avevo gli orecchini (giammai!) e soprattutto i capelli coprivano le orecchie! (orrore!). Quindi il paziente corrispondente addetto alla nostra cura del visto cinese, mi ha appoggiato ad un bel pullman, ha tirato fuori un cellulare cinese e mi ha fatto una bella foto senza orecchini e con i capelli dietro le orecchie! Benvenuta! 
Ma non è finita. Dopo due giorni che eravamo in Nepal, proprio nell'attesa di avere 'sto benedetto visto e l'autorizzazione per il passaggio in Tibet (non si può arrivare in aereo direttamente a Lhasa: o passi dalla repubblica cinese o dal Nepal), tra una visita alle città storiche della valle di Katmandu e una cremazione, riceviamo la telefonata del corrispondente addetto che ci dice che per la Sig.ra Rita c'è un problema e che mi devo recare all'ufficio immigrazione di Katmandu subito! Così faccio. 
Quando arrivo al cospetto del corrispondente addetto, lui molto preoccupato mi guarda e mi dice, testuale: "BIG PROBLEM MISSES RITA". 
Aiuto! Alla mia domanda "Perché, cosa è successo?", mi mostra il mio passaporto che, come gli altri, gli avevo consegnato all'aeroporto, e mi fa vedere che il visto Nepal c'era, ma non era stato vidimato dall'agente di frontiera all'aeroporto! Si erano dimenticati di apporre il timbro che vidimava la mia entrata! Infatti il corrispondente addetto mi dice che per i cinesi io risulterei clandestina! Risparmio la descrizione delle ore, dei personaggi e l'arrabbiatura che non ho potuto manifestare all'ufficio immigrazione di Katmandu per avere quel benedetto timbro. Basta girare il mondo per apprezzare le mezze ore di fila alla nostra posta! Tutto si è comunque risolto positivamente. :)



Un altro divertente, si fa per dire, aneddoto riguarda una mia compagna di viaggio. Il tutto avviene il pomeriggio prima di valicare confine Tibet/Nepal. La poverina ha cominciato a stare malissimo la mattina e dopo molti tentativi andati a vuoto di alleviarle il suo malanno e interminabili ore di trasferimento in pulmino arriviamo a Kyrong (ridente cittadina di montagna, molto piacevole), prefettura di Shigatse e la portiamo per sicurezza in ospedale (già l'aver trovato un ospedale!) 
Ospedale... non riesco a descrivere il luogo fatiscente, privo di personale, ma anche di ricoverati, per fortuna! C'erano 2 ragazzi giovanissimi: maschio e femmina che posso, esagerando, chiamare stagisti infermieri e un signore che abbiamo capito fosse il medico. Insomma... tra sfigmomanometri non funzionanti con scene comiche nel tentativo di farli funzionare, flebo inserita così... senza nessuna precauzione igienica e una app "parla e traduci" cinese/inglese e viceversa, la cui frase non dimenticherò mai: "La vostra amica non è in pericolo di vita", sono riusciti a farla guarire! :)

Quali consigli ti sentiresti di dare a chi volesse intraprendere un viaggio in Tibet?

Consiglierei di andare se si è molto motivati e appassionati di montagna o di territori aspri, ma spesso molto belli. Se si è disponibili a lunghi trasferimenti per arrivare a monasteri che possono lasciare a desiderare, sapendo che sono comunque le uniche cose da "visitare" e, soprattutto, se non si hanno delle enormi aspettative.



Cosa c'era nella tua valigia, prima della partenza?

Molte cose a me, fino a quel momento, sconosciute :) Abbigliamento da montagna, scarponi, bacchette, Diamox (un farmaco per il mal di montagna). Altre cose che si possono riassumere in "lo zaino del viaggiatore".

Se il Tibet fosse:
Un libro: Qualsiasi pubblicazione di Giuseppe Tucci o "Viaggio di una pellegrina a Lhasa" di Alexandra David-Néel
Uno stato d'animo: Meraviglia
Un sapore: Burro di yak

E' arrivato il momento Marzullo. Fatti una domanda (ovviamente sul Tibet) e datti una risposta! :)

Torneresti in Tibet? No, ma sono contenta di esserci stata.



domenica 1 settembre 2019

Until Dawn

01 settembre 0 Comments

Bentrovati, cari Naviganti! 
Eccomi di nuovo qua con un post dedicato ai Frammenti Videoludici!

Con qualcosa come 4 anni di ritardo sulla tabella di marcia, - ma a noi i giochi vecchi piacciono comunque, vero? - eccomi qua a parlare di Until Dawn.



Appartenente al genere survival horror, Until Dawn ha visto la luce nel 2015. Sviluppato dalla capacissima Supermassive Games, è uscito inizialmente in esclusiva per PlayStation 4, pubblicato quindi da Sony. 
I giocatori su PC, possono trovarlo grazie a PS Now, servizio di streaming ad abbonamento Sony, con cui è possibile giocare a centinaia di classici per Play 3 e molti giochi per Play 4.

Suddiviso in 11 capitoli, incluso il prologo, questo titolo mette la vita dei protagonisti nelle mani del giocatore, il quale dovrà fare le giuste scelte al fine di far sopravvivere tutti fino all'epilogo. Come s'intuisce, il gioco ci permette di controllare tutti quanti i protagonisti, uno alla volta. Un'elemento chiave di Until Dawn sono le scelte di dialogo, da cui dipendono i rapporti fra i personaggi e che possono cambiare per sempre l'esito degli eventi proseguendo nel gioco. Parliamo quindi di un titolo ad elevata rigiocabilità, che permette di assistere a diversi filoni narrativi e diversi finali.



Incipit, come sempre senza spoiler.

Il 2 febbraio 2014, Josh Washington, le sue sorelle Beth e Hannah e i loro amici Sam, Mike, Chris, Ashley, Emily , Matt e Jessica organizzano una festa in uno chalet di proprietà della famiglia Washington presso Blackwood Mountain.
Mike, Emily, Jessica, Matt e Ashley decidono di fare un scherzo ad Hannah, la quale, umiliata, fugge nel bosco che circonda la baita. La sorella Beth, vedendola correre fuori dal cottage, dopo aver tentato di svegliare il fratello Josh (ubriacatosi insieme all'amico di lunga data Chris), decide di inseguirla per farla tornare dentro. Dopo aver raggiunto la sorella, entrambe vengono inseguite da un misterioso individuo armato di lanciafiamme, il quale le stringe in un angolo in prossimità di un dirupo, da cui entrambe cadono. Questi eventi vengono narrati nel primo capitolo del gioco, che funge da prologo all'intera storia. 

Nel primo anniversario della scomparsa delle due sorelle, Josh invita l'intero gruppo di amici nuovamente al cottage, al fine di commemorarle insieme.

Non vado oltre, per non rovinarvi nulla della trama :)



Attori.

Until Dawn vanta un lavoro veramente ben fatto a livello di motion capture, grazie all'interpretazione di attori in carne ed ossa. 

Andiamo a vederne giusto qualcuno:

- Ashley è interpretata da Galadriel Stineman, attrice in svariati film e serie TV come Fame, True Blood, Bones, Major Crimes, Rizzoli & Isles, NCIS, Law & Order, ecc... così come Christopher, interpretato da Noah Fleiss (Law & Order, Fringe, ecc...) 
- Jessica è interpretata da Meaghan Martin, cantante, attrice e doppiatrice con un curriculum di tutto rispetto. 
- Joshua è Rami Malek, famosissimo protagonista di Mr. Robot, recente premio Oscar per la sua interpretazione di Freddy Mercury in Bohemian Rhapsody e interprete di un sacco di altre pellicole famose. 
- Samantha invece è la bellissima Hayden Panettiere, attrice, cantante e modella. Ve la ricordate in Heroes?


Game Play.

Appartenendo allo stesso filone di Heavy Rain e Beyond Two Soul, Until Dawn è zeppo di bivi narrativi, quick time event dedicati alle scene d'azione e scelte (etiche e morali o meno) da fare che porteranno alla sopravvivenza o alla morte dei nostri eroi. Un gioco quindi molto più affine al cinema, che non alle classiche avventure grafiche. La trama, che controbilancia un sistema di game play piuttosto easy, è alla base di tutto. Lo scopo principale degli sviluppatori quindi, è quello di immergere il giocatore in una sorta di film interattivo, facendo vivere al possessore del gamepad un'esperienza cinematografica a 360 gradi. 
Si tratta sostanzialmente di un teen horror, ma attenzione; non fate l'errore di sottovalutare questa scelta stilistica, perché malgrado non sia un Silent Hill, che permea d'ansia ogni singolo minuto di gioco, Until Dawn regala svariati salti sulla sedia a un ritmo costante. 

Gli otto protagonisti vengono presentati tutti molto bene, soprattutto nella prima metà del gioco, e fin da subito si entrerà in empatia con i loro diversi caratteri, provando simpatia per alcuni e antipatia per altri e nonostante alcuni di loro sembrino relegati al ruolo di comprimari facendoci credere quindi di essere pedine sacrificabili, non sarà affatto semplice salvarli tutti prima dell'arrivo dell'alba, come ci viene richiesto al fine di raggiungere così uno dei finali migliori. Cosa che, vi avverto subito, al primo tentativo sarà quasi certamente impossibile.



Non c'è da preoccuparsi però, perché Until Dawn è stato pensato proprio per essere giocato più volte e le scelte che il giocatore farà, scatenando così un butterfly effect, sono sempre determinanti, cosa questa che non va mai dimenticata.   
Lungo gli ambienti sono sparsi diversi Totem di 5 tipologie (morte, guida, fortuna, perdita e pericolo), oggetti da trovare, capaci di mostrarci alcune "premonizioni", utili a comprendere come potrebbero andare i fatti in un prossimo futuro. Trovandoli tutti verrà sbloccato un video che mostrerà al giocatore i reali eventi del passato.  

Il comparto tecnico è di ottimo livello. Graficamente ben fatti sia gli scenari che la modellazione poligonale dei personaggi, in particolar modo dei volti. Riguardo al corpo, ahimé, in alcune scene i ragazzi sono un pochino "legnosi". 
Anche la colonna sonora è di altissima qualità e il doppiaggio inglese è praticamente perfetto, senza nulla togliere a quello italiano che è comunque di qualità.


  
Ci vorranno all'incirca 9 ore per portare a termine l'avventura durante la prima partita. In molte occasioni i quick time event purtroppo risultano più impattanti sulla trama di quanto lo siano i dialoghi o le scelte morali, e questo accade spesso verso la fine del gioco dove i SuperMassive volevano probabilmente portare in primo piano la parte action di un horror Movie. I comandi di gioco sono rapidi e intuitivi (la fase di tutorial spiega tutto molto bene) e ben si adattano alle funzioni del Dual Shock 4 (molto belle le sezioni dove bisogna tenere in mano il pad senza muovere un muscolo).

In conclusione Until Dawn ha tutte le carte in regola per essere un must della collezione di un possessore di PS4. L'atmosfera cinematografica c'è tutta e, seppure la trama tenda ad accelerare un po' troppo nel finale, l'interesse del giocatore non scema mai. Sul doppiaggio italiano si poteva fare qualcosa in più, ma in linea generale il risultato è più che sufficiente. Graficamente siamo appena un gradino sotto al blasonato Detroit, il metro di paragone per le avventure cinematografiche odierne, e siamo quindi ad ottimi livelli.
La rigiocabilità è ottima e in molti non si fermeranno fino a quando non avranno scovato il finale migliore. In ultima analisi Until Dawn è un must have per i fanatici delle avventure, ma anche per chi cerca una buona esperienza cinematografica da condividere in compagnia.

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