giovedì 30 gennaio 2014

127.0.0.Serena Scandellari - Intervista seconda parte

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Eccomi di nuovo a parlare con Serena Scandellari che, come sempre gentile e disponibile, mi ha dedicato altro tempo per terminare l'intervista, parlandoci ancora una volta di lei e del suo secondo lavoro, questa volta. L'Anima al Diavolo.

Sentiamo cosa ha da dirci!

Ciao Serena, parto subito con una domanda complicata! Che cos’è l’Anima, per te?

  L'anima è una parte di te che nessuno vede, nemmeno tu, e che rischi di trascurare come tutto ciò che non hai sempre sotto gli occhi. Se la trascuri troppo può finire per avvizzirsi, ammalarsi, soffrire e far soffrire te. 

E il Diavolo?

  Il diavolo è come il Nulla di Fantàsìa. Avrete letto o almeno visto tutti La storia infinita, vero? Quel capolavoro meraviglioso che andrebbe studiato a scuola. Il diavolo/Nulla è quello che arriva quando smetti di creare ed inventare la realtà come la vuoi tu, quando ti fai bastare quello che viene e che magari non ti piace nemmeno. E' un parassita che si nutre di te, ma solo se glielo permetti.

Ci spieghi come mai hai scelto questo titolo?

  Perchè il libro parla proprio di questo: di una ragazza che si era persa e che sta cercando di rimettersi insieme, nuova e migliore di prima, e non senza difficoltà, naturalmente.

Parlaci liberamente di questo tuo secondo lavoro, raccontaci di lui, come potresti raccontarci di un amico. Chi è L’Anima al diavolo?

  Lui è una lei, tanto per cominciare, perchè credo che l'introspezione sia donna, salvo rare, seppur brillanti, eccezioni. E' una tipa che parla di cose scomode, cammuffandole un po' con l'ironia, un po' con la leggerezza, perchè spera così che possano capirla meglio tutti. E' una che racconta la sua verità a chi la vuol sentire, e insieme a se stessa.

Quale messaggio vorresti trasmettere ai tuoi lettori, con questo libro?

  I messaggi sono diversi. Il primo e più importante è che non importa quanto hai sbagliato, quanto ti sei incasinato, quanto sei andato fuori strada: c'è sempre un modo per rimediare, per sistemare, per ricominciare il viaggio. Sempre. Gli altri messaggi saranno diversi a seconda di chi legge, perchè il lettore fa il libro tanto quanto lo scrittore e li lascio quindi trovare e decidere a voi. 

Quale dei due libri è stato scritto più di getto? Quale, quindi, aveva più fretta di uscire dalla tua penna?

  Entrambi. Sono argomenti diversi, ma sono tutte e due storie che dovevo raccontare: L'amore è un uccello ribelle soprattutto a me stessa. L'anima al diavolo, invece, a tutti.

L’idea di spalmare il libro con simpatici estratti Wikipedia è stata, a mio parere, davvero carina, come è nata?

  Scopri come nascono le buone idee e diventerai ricca. Poi dimmelo, magari.

Sei d'accordo con l'affermazione di Raymond Chandler "Non seguire alcun consiglio, non mostrare mai il lavoro svolto, evitare i critici”?

  Certo, se sei Raymond Chandler. Nel senso che sicuramente funzionava bene per lui, quindi faceva bene a far così, ma ognuno ha i propri metodi. Io ho i miei due o tre pre-lettori che trovo indispensabili, ad esempio, e anche dopo aver finito un libro mi piace sapere che cosa ne pensano gli altri, sennò tanto vale scrivere un diario e tenerlo chiuso nel cassetto.

Hai qualche rito che metti in atto prima o durante la scrittura? Un luogo che ti concilia, qualche particolare tecnica narrativa, una musica, ad esempio?

  Non riesco a scrivere con la musica. Mi serve silenzio, perchè mi distraggo facilmente. A parte questo, nessun rito particolare. Preferisco scrivere di mattina, ecco, a mente fresca.

Cosa stai leggendo in questo momento?

  Sto leggendo un saggio di psicologia difficilissimo di cui non capisco quasi niente, ma spero che mi si infili nel cervello in qualche modo subliminale. E' un periodo che i romanzi mi annoiano, ma passerà, appena mi innamorerò di nuovo di una storia.

E con la speranza - e sicurezza - che Serena possa ancora innamorarsi di una storia, la ringrazio per il tempo che mi ha dedicato e le auguro un grande futuro come scrittrice. Sono certa che avrò l'onore di ospitarla ancora nel mio blog a breve, magari con il suo terzo libro :)
Grazie Serena, grazie per averci fatto vivere altre due vite, quella di Elisa e quella di Bianca, perché come ha scritto il grande Umberto Eco...

"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito... perché la lettura è un’immortalità all’indietro."

venerdì 24 gennaio 2014

L'anima al Diavolo di Serena Scandellari

24 gennaio 0 Comments

Dopo la pubblicazione de L’Amore è un uccello ribelle, Serena Scandellari ci riprova - e ci riesce magnificamente - con L’anima al Diavolo edito dalla Felici Editore.

Ecco un pochino di trama!

Bianca aveva un lavoro in un’agenzia di aspiranti modelli e attori, un lavoro strapagato. Ora, dopo un tracollo nervoso, è ridotta a fare la sostituta centralinista interinale. Nel frattempo sta scrivendo un libro dal contenuto misterioso e lotta con tutta una serie di malattie psicosomatiche che racconta in modo tragicomico al suo psicologo. Poco alla volta, Bianca spiega al dottore quale fosse il vero scopo dell’agenzia.

E come ho fatto per L’amore è un uccello ribelle, ecco cosa ne pensa la sottoscritta de L’anima al Diavolo.

Mi è piaciuto.
Mi è piaciuto anche più del primo libro, tanto che sto già fremendo per leggere il prossimo (non ho dubbi che ci sarà). 
Malgrado mi sia immedesimata di più nella Elisa de L’Amore è un uccello ribelle - caratterialmente parlando - la storia di Bianca mi è piaciuta molto. 
Peccato dover limitare questa mia recensione per non correre il rischio di spoilerare qualcosa, perché avrei davvero molto da dire.

Posso dirvi che Bianca dice quello che pensa, senza filtri. Racconta al terapeuta le sue “disgrazie” con un’autoironia fuori dal comune.  Bianca è una ragazza psicologicamente insofferente e insoddisfatta, soprattutto del mondo del lavoro e somatizza questa ansia e frustrazione in fastidiose malattie psicosomatiche di svariata natura che, per altro, le si manifestano nei momenti meno opportuni. Malattie e stranezze che Serena ci descriverà brevemente piazzando qua e là per il libro un estratto da Wikipedia, strumento che la sua Bianca è solita consultare per quasi tutto, soprattutto per il pessimo vizio dell'autodiagnosi che accomuna parecchie persone.  

 Il testo si snoda in un modo molto originale: capitolo uno, capitolo uno e mezzo e così via.
Avete letto bene! La trama si alterna fra presente e passato, fra la vita attuale di Bianca, e il racconto del suo passato presso l’agenzia di moda, che lei snocciola seduta dopo seduta al suo terapeuta, o come ama chiamare affettuosamente: Doc.

La lettura di questo libro è scorrevole, forse ancor più del primo lavoro di Serena. Io l'ho letteralmente divorato. Questo espediente narrativo dell'alternaza passato e presente non mi permetteva di scollare gli occhi dalle pagine. 
Ne L'anima al Diavolo vi imbatterete in colpi di scena niente male. Capirete che spesso niente è come sembra e penserete che a volte le coincidenze proprio non esistono. C'è sempre un momento nel quale è possibile redimersi e la speranza non va mai persa. E' un libro che ci mette in guardia, che ci fa riflettere sul mondo e sulla nostra interiorità e che ci pone almeno due quesiti: dov'è il limite della nostra coscienza? Quand'è che cominciamo a sentirci davvero colpevoli?

Le mie ultime parole voglio dedicarle ad una chicca: la suoneria del cellulare di Bianca, personalizzata per quando a telefonarle è sua madre. Non ve lo voglio svelare. Mi limiterò a confessarvi che mi sono ribaltata dalla sedia dal ridere! :)

L'AUTRICE

Serena Scandellari è nata nel 1975 a Bologna, dove vive. E’ laureata in Lingue e letterature straniere moderne. Ha fatto tanti lavori, nessuno che fosse collegato con la laurea in lingue: PR, centralinista, impiegata in una finanziaria, barista, direttrice di una catena di negozi d’abbigliamento, booker presso un'agenzia di moda della quale non intende rivelare il vero nome neanche sotto tortura. E’ stata attrice amatoriale a teatro, e si è molto divertita; adesso organizza eventi culturali, mostre, cene letterarie, corsi di scrittura e workshop come libera professionista, perché ha deciso che non vuole mai più avere un capo in vita sua. L’anima al diavolo è il suo secondo romanzo (il primo, "L’amore è un uccello ribelle", è stato pubblicato nel 2013 da Miraviglia Editore). 

mercoledì 22 gennaio 2014

127.0.0.Serena Scandellari - Intervista prima parte

22 gennaio 0 Comments

Eccomi qua con un nuovo post incentrato sull'amore per i libri. Oggi, ospite di 127.0.0.1 è Serena Scandellari, di cui vi ho parlato nel post precedente. Ho deciso di farle una breve intervista così che possiate conoscerla!

Partirei con qualche domanda che non c’entra con L’amore è un uccello ribelle, tanto per presentarti un pochino ai lettori del mio blog.

Quando hai cominciato a scrivere e perché?

    Ho iniziato a scrivere romanzi intorno al 2008, uscita da un periodo tosto, perché avevo un paio di storie che spingevano per uscire ed essere raccontate. In un modo o nell'altro, comunque, ho sempre scritto.

Chi sono i tuoi autori preferiti, da chi trai ispirazione?

    Mi piacciono principalmente gli americani. I minimalisti americani come Chuck Palahniuk e James Frey sono quelli che leggo più volentieri, perché sanno fare di ogni frase una schioppettata perfetta, che arriva dritta al cervello senza giri inutili, con tutta la potenza che può avere la parola scritta. Amy Hempel è bravissima in questo. Mi piace anche lo stile brillante di David Sedaris e Augusten Burroughs, entrambi maestri dello humour autobiografico che ti fa ridere fino alle lacrime.

Il tuo libro preferito in assoluto?


    Il libro che devo rileggere ogni tanto, tipo guida esistenziale da tenere sempre sul comodino, è Invisible Monsters di Palahniuk. Ogni riga è un capolavoro stilistico e filosofico.

Quanto c’è di autobiografico in ciò che scrivi?

    Tanto, almeno finora.

Hai altri libri nel cassetto già finiti, che magari un giorno pubblicherai?


    Ne ho uno scritto insieme a Gianluca Morozzi, un noir brillante, in attesa di editore. Vediamo.

Stai lavorando ad un terzo libro in questo momento?


    No, per ora no.

E ora parliamo de L’Amore è un uccello ribelle, il tuo primo libro: Se tornassi indietro lo riscriveresti esattamente uguale o c’è qualcosa che cambieresti?

    Non bisogna mai farsi queste domande. Se tornassi indietro magari non lo scriverei affatto, chissà. Quando riprendi in mano un tuo libro di quattro o cinque anni fa, ti dici: ma l'ho scritta io quella roba lì? A volte quello che rileggi ti piace, a volte - spesso - ti fa schifo, ma ormai è fatta, e va bene così.

I personaggi presenti nel libro sono tutti frutto della tua fantasia o qualcuno di loro esiste realmente?

    Si prende quasi sempre spunto dalla realtà quando si crea un personaggio, anche solo per un nome, o un tic, o un modo di parlare, ma anche quando hai in mente una persona vera - perfino te stesso - e cerchi di copiarla pari pari, il personaggio finisce sempre per avere un'identità propria ed andarsene per i fatti suoi.

Trovo l’idea della colonna sonora davvero brillante, come ti è venuta e con che criterio hai scelto i brani?

    Sai che mi han detto che Fabio Volo ha fatto la stessa cosa nel suo ultimo libro? Non ho verificato, ma a quanto pare l'idea era nell'aria: io l'ho solo raccolta un attimo prima di lui. I brani sono principalmente quelli che hanno accompagnato la mia vita nel periodo che ha dato ispirazione a questa storia, oppure quelli che mi sono sembrati più adatti ad accompagnare una scena mentre la stavo scrivendo.

Una domanda di rito: Perché l’amore è un uccello ribelle, secondo te?

    Perché io, alla mia età, dopo tutti i fidanzati, tutti i racconti delle amiche, tutti i film, tutti i libri, tutte le canzoni, ancora non ho capito come funziona. Parafrasando Bizet: l'amore è un uccello ribelle che non si può addomesticare, ed è davvero inutile chiamarlo se ritiene di rifiutare. Meglio di così non me l'aveva mai spiegato nessuno.

Ringrazio Serena per la bellissima intervista e per il tempo che mi ha dedicato! Vi lascio con il suo Booktrailer :)





sabato 18 gennaio 2014

L'amore è un uccello ribelle di Serena Scandellari

18 gennaio 0 Comments
Quest'oggi vorrei dedicare uno spazio (che sarà spalmato su 4 post in ordine cronologico) ad un'amica: Serena Scandellari.
Ci conosciamo ormai da una vita, ma per parecchi anni ci siamo perse di vista. Il caso e Facebook, come per molte amicizie ritenute ormai perdute, hanno permesso di ritrovarci abbastanza di recente e ne sono veramente felice.
La nostra è stata un'amicizia particolare e per un lungo periodo strettissima. Del tipo che ero in pianta stabile a casa sua oppure lei era in pianta stabile a casa mia, eppure chiacchierando, qualche sera fa, ci siamo accorte di aver rimosso entrambe il momento esatto nel quale la nostra amicizia è nata.
Mi piace pensare che sia capitato e basta, senza un perché.

Ci hanno unito diversi interessi, due fra tutti la passione per la scrittura e il disegno. Passavamo ore a inventare storie e personaggi e nel contempo a disegnarli, ascoltando come sottofondo un sacco di musica. Ricordo Luca Carboni, con il suo (per me unico) album Persone Silenziose (parliamo del 1989-90!). Riscoperto da poco per molti grazie al suo recente duetto con Tiziano Ferro.
Quell'album per me è Serena. Ogni volta che lo ascolto mi rivedo seduta al grande tavolo di casa sua a disegnare, invidiando il suo immenso talento e la sua bella casa accogliente.

Beh, tutto questo per dire che Serena è riuscita a realizzare un suo sogno. Pubblicare libri, diventare scrittrice. Ne sono usciti due per ora, ma visto che voglio andare con ordine, oggi parlerò del primo. L'amore è un uccello ribelle, edito dalla casa editrice Miraviglia.


Ecco un pochino di trama:

Elisa è una ragazza bolognese dalla vita apparentemente perfetta: è bella, guadagna bene facendo un lavoro che le piace, ha un fidanzato affascinante e una cockerina di nome Scema. Ha degli amici che adora, come Angela detta Gigi, innamorata di un chitarrista rock che un giorno è partito per un tour e non è più tornato, e Gian, un tenore gay con un grande senso dell'umorismo e una vita sentimentale piuttosto frivola. Elisa dovrebbe solo smettere di tormentarsi il cervello. Dovrebbe accettare la sua vita così com'è e smettere di chiedersi sempre la stessa cosa. Sempre la stessa. Tonino si è trasferito a Bologna dalla provincia di Napoli. Fa l'art director in un'agenzia pubblicitaria ed è sempre incasinato, arruffato come Massimo Troisi nei film o come Superman nei panni di Clark Kent. Una mattina, per caso, si imbatte in Stefania, una ragazza siciliana che entrerà con prepotenza nella sua vita e con la quale potrebbe essere amore; potrebbe, se non fosse per il ricordo di quegli occhi che Tonino ancora cerca in tutti gli altri occhi. Basterà una proiezione mattutina di Eternal Sunshine of the Spotless Mind a ricordare che, per quanto ci si provi, è difficile cancellare dalla mente la persona che si è amata davvero.

  
Ed ecco cosa ne pensa la sottoscritta:

Mi è piaciuto.
Serena, e non lo dico perché si tratta di un'amica, ha talento da vendere. Possiede uno stile narrativo particolare, scorrevole e pulito. Una pagina tira l'altra. Uno di quei libri da cui non è facile staccarsi, uno di quelli che ti seguono dappertutto. E' ironico e divertente, ma con una storia seria e delicata, che fa riflettere. Strappa risate ad alta voce alternate a malinconici sospiri. Ci sono scene talmente esilaranti che vi verrà voglia di leggerle ad alta voce a qualcuno per poter ridere insieme e altrettante emozionanti che avrete voglia di tenere solo per voi, come un piccolo segreto.
Gli amici di Elisa sono i nostri amici. Ognuno di noi ha un amica come Angela, un amico come Gian e ognuno di noi può facilmente rispecchiarsi nella trama di questo libro.
Serena racconta le vite di questi ragazzi in modo brillante, accompagnando il tutto con una bella colonna sonora. Avete capito bene, è un libro corredato da una splendida soundtrack. Qua e là sono sparsi suggerimenti su quale brano ascoltare durante la lettura e personalmente trovo questa cosa a dir poco geniale. Vi consiglio, come ho fatto io, di leggerlo seguendo le istruzioni! Infilatevi una cuffia, piazzatevi davanti a Youtube e ogni qual volta Serena vi suggerisce un brano, mandatelo in play continuando a leggere.

Se proprio devo trovarci un difetto, da bolognese quale sono, posso dire che mi aspettavo di vedere più città. E' vero che la trama rapisce completamente e Bologna diventa solo un contorno, ma un pochino mi è mancato leggere di Piazza Maggiore, dei portici di Saragozza o della bellissima Piazza Santo Stefano.

Ciò che mi ha toccato in particolar modo, invece, è il concetto di fondo che L'amore è un uccello ribelle affronta; cancellare da cuore e mente qualcuno che abbiamo amato sul serio è davvero un'impresa titanica.
Vero, verissimo.

Insomma, ritengo che sia una lettura consigliatissima. Sono certa che non ve ne pentirete. Per ora vi lascio qua, ma il prossimo post avrà un ospite d'onore :)

venerdì 17 gennaio 2014

Impronte – il mio primo Horcrux

17 gennaio 4 Comments

Con un mese esatto di anticipo rispetto a ciò che avevo previsto, ieri mi sono state consegnate alcune copie del libro Impronte, di cui vi avevo già parlato. Si tratta del nuovo numero (l’ottavo) della collana di poesia contemporanea, della Casa Editrice Pagine, dove insieme ad altri 12 autori ho pubblicato alcune delle mie poesie.
Sono molto soddisfatta. E’ una bella sensazione sapere di aver lasciato un’impronta, appunto, nel mondo. Piccolissima, infinitesimale, apparentemente inutile, ma che mi sopravviverà.
Qualcosa di me rimarrà ai posteri, anche dopo che io non ci sarò più e non importa quanto sia piccola;  è comunque un pezzetto della mia Anima.

E’ come un Horcrux.

I fan di Harry Potter capiranno cosa intendo dire, a tutti gli altri dico che un Horcrux è un oggetto in cui un Mago Oscuro ha nascosto un frammento della propria anima al fine di raggiungere l'immortalità. (Wikipedia)

Fra pochi giorni il libro sarà in vendita sul sito della Casa Editrice e su Amazon!
Non appena avrò una data certa, farò un nuovo post ovviamente corredato da tutti i link utili all’acquisto!

Vi lascio con una delle mie poesie contenute nel libro. 

Controluce

Foglie d’autunno danzano controluce
in un vortice di vento sul finir d’ottobre,
il silente tramonto nel frusciar di betulle
dipinge d’oro il sentiero del colle mio caro.

Indugio sul passo col capo chino
tessendo la trama di antichi pensieri,
le mani in tasca e lo sguardo perduto
ostaggio arreso a indelebile memoria.

martedì 14 gennaio 2014

Concorso Letterario "Natale che storia"

14 gennaio 0 Comments

Sto partecipando a un concorso letterario indetto dalla Camst, intitolato “Natale che storia”. 
Il concorso è in piedi dal 2 dicembre 2013 e scadrà il 31 gennaio 2014, termite ultimo per votare i racconti in gara.
Purtroppo il metodo con cui le storie vengono valutate non è molto meritocratico, considerando che vinceranno i racconti più votati dal popolo della rete (in sostanza non vince il racconto scritto meglio, ma solo chi ha più amici, parenti e colleghi).
Un po' come in politica :)

In ogni modo ho partecipato come sempre, con spirito goliardico. Così, per gioco.
Sono stata fra i primi 10 in classifica per un po’ e poi ho, senza pensarci, smesso di farmi pubblicità condividendo il racconto su Facebook, Twitter, Google+, ecc… scivolando così inesorabilmente al 54esimo posto.
Da ieri l’altro, ho ricominciato a postarlo a destra e a manca in rete, e lentamente sto scalando di nuovo la classifica. Oggi sono al 31esimo posto.

Considerando che il concorso scade il 31 gennaio, ho ancora tempo per entrare nella rosa dei primi 10 (coloro i quali saranno premiati), quindi ho pensato bene di dedicare un post sul mio blog al racconto così che possiate leggerlo e darmi un piccolo aiutino.

Potrete votare sia via Facebook che via mail.

Ringrazio tutti quanti fin da ora!

Sarà possibile fornire le proprie valutazioni nell’apposita area del sito internet dalle ore 00:00 del 2 dicembre 2013 alle ore 23:59 del 31 gennaio 2014.

Nota del 30/06/2016

Il racconto potete leggerlo facendo un click qua.

giovedì 9 gennaio 2014

Coming Soon!

09 gennaio 0 Comments
Dovete sapere che una delle mie più grandi passioni è la scrittura e nella mia vita ho scritto chilometri di righe. Tutte senza un risvolto editoriale, fondamentalmente per due motivi. Il primo è che di norma scrivo per me stessa. Il secondo è la mia proverbiale pigrizia.
Per il momento, gli unici due riconoscimenti arrivano da Trenitalia e dalla Casa Editrice Pagine del poeta Elio Pecora.
Trenitalia perché ho vinto un concorso chiamato Racconti in Linea, partecipando con un racconto breve intitolato Una Freccia nel cuore. Il tema del concorso, come avrete capito, era incentrato sui viaggi in treno e nel mio piccolo raccontino parlo di una grande amicizia che si è consolidata anche grazie alla Freccia Rossa Milano-Bologna.
Nei prossimi giorni farò un post a parte con il racconto, il podcast che lo staff di Racconti in Linea ha preparato e l’intervista radiofonica che mi è stata fatta. Riguardo l’intervista non nascondo che la cosa mi imbarazza non poco. Beh, magari la trascriverò, così che non dobbiate sorbirvi la mia voce imbarazzatissima per l’emozione e per le domande a cui non ero stata preventivamente preparata. : )

La Casa Editrice Pagine invece pubblica racconti, ma anche poesia contemporanea e spesso realizza concorsi alla ricerca di nuovi talenti. Qualche mese fa ho partecipato a un concorso di poesia assolutamente per gioco e dopo pochi giorni, la Casa Editrice mi ha chiamata per congratularsi con me visto che la poesia è piaciuta molto. Durante il corso di quella telefonata mi è stata proposta anche una collaborazione per un libro di poesie che sta per uscire, parte di una collana.
Purtroppo il mondo dell’editoria è un covo di truffatori, con qualche eccezione ovvio. Quasi tutti fanno pagare al novellino scrittore un contributo che varia a seconda del grado di “lucro” della casa editrice. Questa politica è estremamente scorretta, e non è certo un parere solo mio, ma dal mio punto di vista c’è comunque un grosso MA.

Nessuno fa niente per niente.

E’ giusto, secondo me, chiedere all’esordiente (il quale non ha niente in mano come garanzia di guadagno per la casa editrice) un piccolo contributo per l’aiuto e la visibilità che viene concessa. Certo, ci sono Editori che chiedono una fortuna, ho sentito di gente a cui sono stati spillati anche tremila Euro e l’obbligo per l’autore di acquistare un certo numero di copie del proprio libro, parliamo anche di due o trecento.   
Nel mio caso sono stata fortunata perché Pagine mi ha chiesto una cifra  tutto sommato davvero modesta in cambio però di parecchie cose. Uno spazio personale sul loro sito come visibilità, la pubblicità del libro nella loro trasmissione televisiva su Sky, uno spazio sul loro profilo ufficiale Facebook, la realizzazione di un video promozionale con una poesia scelta dall’autore stesso, la consegna di sei copie cartecee, la distribuzione del libro di poesie nelle fiere del libro di tutta Italia e la messa in vendita del libro su Amazon e sul sito della Casa Editrice, oltre che due libri di poesie in ‘omaggio’, messo tra virgolette visto che comunque fanno parte della cifra.

Ho accettato. Ho accettato per due motivi, del resto i motivi sono sempre due.
Il primo è appunto la cifra modestissima, in confronto al resto dell’editoria, che mi è stata richiesta e il secondo è perché la poesia che Pagine ha notato è dedicata al mio amatissimo papà, recentemente scomparso.
Il pensiero di veder pubblicata in un libro quella poesia, per me non ha prezzo.

Tutto questo per raccontarvi che sto per pubblicare, insieme ad altri 12 autori, un libro di poesie per la Nuova Collana di poeti contemporanei Impronte.
Se i tempi editoriali verranno rispettati, l’uscita del libro dovrebbe essere prevista per Aprile 2014, mentre potrò mettere le mani sulle primissime copie cartacee fra un mesetto.



Intanto vi anticipo il video che Pagine ha realizzato per me.


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