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sabato 2 settembre 2017

Listography # 44 - Top 5 Great First Date Ideas for Me

02 settembre 0 Comments

Le cinque migliori idee per un primo appuntamento. 

Torno dopo mesi e mesi, e ancora mesi, con un post dedicato all'etichetta Listography, o come li chiamo io "filler", ovvero quei post riempitivi utili fra un post impegnativo e l'altro. Oggi il tema tratta delle cinque migliori idee avute per un primo appuntamento. 
Non che io abbia mai avuto moltissimi primi appuntamenti, ma qualcuno lo ricordo. 

1 - In ordine cronologico mi torna in mente il mio primo appuntamento al buio. Me lo ricordo perché ancora ci rido. Parliamo del periodo Cretaceo, ovvero quando andavo ancora alle superiori. Non ho idea del perché m'infilai in una situazione simile, ma lo feci. Ci trovammo davanti al Mc Donald's, in pieno centro. Ci eravamo sentiti solo al telefono (nemmeno mi ricordo come nacque tutta la faccenda) e non ricordo neppure il suo nome. Ricordo però che mi disse "sono alto, biondo e ho gli occhi azzurri. Indosserò una felpa (blu? Boh... ) e avrò uno zaino Invicta in spalla". 
Lo aspettai qualche minuto sotto al portico del Mc Donald's, poi vidi arrivare un ragazzo identico alla sua descrizione. Ovviamente era davvero carino... e, manco a dirlo, non era lui. Mentre ero lì che rimiravo quello stinco di manzo immaginando già il giorno delle nostre nozze e il visetto dei nostri tre splendidi bambini, una mano battè sulla mia spalla. 

Toc Toc. 

Mi voltai e vidi il mio appuntamento al buio. 

Non aveva affatto mentito, ci tengo a dirlo. Era davvero alto, davvero biondo, e aveva davvero gli occhi azzurri, una felpa blu e lo zaino Invicta. Peccato che si era dimenticato di parlarmi dei denti storti, degli occhiali da vista spessi come un fondo di bottiglia, dell'acne portentosa e dei trenta chili di troppo. Ci volle tutto il mio tatto e tutta la mia pazienza per dirgli di no, perché continuò a tempestarmi di chiamate e inviti fuori. Non fu nemmeno tanto l'aspetto fisico a farmi scappare, alla fine, quanto il carattere appiccicaticcio ed estrememente noioso e logorroico che dimostrò nelle telefonate successive. Un ragazzo di una noia mortale. Lo avrei mandato a spendere anche fosse stato il famoso stinco di manzo. :)

Certo, non è una delle cinque migliori idee per un primo appuntamento, ma dovevo raccontarla proprio per mettervi in guardia sugli appuntamenti al buio. Sono una pessima idea, soprattutto di questi tempi! 

2 - Un altro primo appuntamento che ricordo bene, fu col mio primo e unico colpo di fulmine. Ve la faccio breve perché non voglio ammorbarvi gli zebedei. 
Persi la testa a prima vista e decisi che con quel ragazzo dovevo assolutamente uscire, così feci una cosa che non è da me e lo invitai a cena fuori, facendo io la prima mossa. Roba da matti, ve lo assicuro. Contrariamente a tutte le mie aspettative, il ragazzo accettò. 
Ci frequentammo qualche mese, poi però la storia finì. Tornando alla "migliore idea", posso dirvi che lo portai in un'osteria minuscola e tremendamente romantica, con tanto di caminetto acceso accanto al nostro tavolino. Cenammo a lume di candela a suon di panini e birra e poi andammo sui colli a veder le stelle con altre due birrette prêt-à-porter. Non accadde una mazza quella stessa sera, se ve lo state chiedendo, ma io ero comunque la ragazza più felice di tutta la città :)  

3 - Non è stato un primo appuntamento, ma comunque mi è rimasto impresso per il romanticismo della situazione. Qua siamo nel Pleistocene e all'epoca uscivo con un ragazzo nato in Bolivia, ma residente in Italia da sempre. Mi piaceva molto, devo dire, ma non ne ero innamorata e lui lo sapeva. La notte di capodanno, che non sto qua a raccontarvi, mi ritrovai da sola con lui in sella al suo scooter perché i programmi della serata andarono a monte. Beh, allo scoccare della mezzanotte, fermò inaspettatamente lo scooter, scese, aprì il sottosella e ne trasse una bottiglia di spumante e due calici di vetro. Rimasi senza fiato. Mi disse che subodorava il pacco che ci avrebbero tirato gli amici e così aveva pensato a un'alternativa per festeggiare comunque il capodanno insieme. Devo ammettere che lui era davvero un campione di romanticismo.

4 - E' arrivato il momento di parlare del mio immenso e meraviglioso marito. Uscimmo inizialmente da amici molte volte, quindi sarò sincera nel dire che il vero e proprio primo appuntamento non lo ricordo. Le cose crebbero col tempo e non ci fu un vero invito a cena, o qualcosa di simile. Ricordo però due momenti bellissimi. 

Il primo, quando ancora non stavamo insieme, riguarda una cenetta a casa sua. Casa appena comprata, ancora in fase di ristrutturazione e completamente vuota con tanto di eco che rimbombava a ogni nostra parola. Mangiammo mezza pizza a testa, su un tavolo raffazzonato che gli avevano dato in prestito. Seduti su due sedie sbilenche, nella sua sala da pranzo completamente spoglia, parlammo per ore di un mucchio di cose. Di lui, di me, delle nostre passioni e... dei giochi di ruolo alla Dungon's and Dragons! Mi raccontò la trama di un gioco inventato da lui a tema Star Wars e io rimasi affascinata dal modo in cui raccontava così bene quella storia. E' un oratore fantastico, il mio maritino. Fu una serata magica. 

5 - L'appuntamento più bello in assoluto però, fu quando andammo a Montebello, in provincia di Rimini, a visitare la rocca malatestiana e a fare un saluto allo spirito della piccola Guendalina (Azzurrina, per i più). 
Mangiammo da Pacini, passeggiammo per il piccolo borgo e lì, ci mettemmo insieme ufficialmente. Era il 27 febbraio del 2006. Sul camminamento degli armigeri, espressi un desiderio e quel desiderio poi si avverò. Tredici mesi dopo ci sposammo e quest'anno abbiamo fatto i nostri primi dieci anni di matrimonio. Ho vinto al superenalotto, sposando quest'uomo e io sono la donna più fortunata del mondo. :)

mercoledì 6 aprile 2016

Listography #42 - #43

06 aprile 0 Comments

Listography # 42 - Memorable birthdays or holidays.
Ovvero i miei compleanni o altre festività più memorabili.

Rieccomi con un post riempitivo, in attesa di terminare quello impegnato che ho in cantiere da giorni e che causa febbre altissima e bronchite non ho potuto finire. Oggi andiamo quindi di Listography, che come sapete ormai benissimo, uso solo come post filler. Un po' come le mille mila puntate inutili di Naruto :)

Dunque, compleanni memorabili direi che non ne ho mai avuti e non ho memoria nemmeno di altre festività degne di nota. Sì, certo, ci sono i compleanni e i capodanni all'estero... quelli sì. Praga, Helsinki, Monaco di Baviera... ma solo perché festeggiati in splendidi posti, non certo perché è stato memorabile quel particolare momento. 


Listography # 43 - The things you wish you had a second chance to do.
Ovvero quando avrei voluto avere una seconda possibilità.

Partiamo subito col dire che i momenti dove avrei voluto avere una seconda chance sono circa un fantastiliardo (così a sentimento), quindi vedrò di elencare solo quelli più importanti. Riflettendo attentamente sulla mia vita fino a oggi però, mi rendo conto di essere stata molto fortunata, perché le seconde chance spesso me le sono create da sola e sono sempre andate a buon fine. Parlo di quelle veramente importanti.

Il primo momento che mi viene in mente, in ordine cronologico, risale a quando da piccolina facevo ginnastica ritmica. Ero alle elementari. Le clavette mi scoraggiarono a tal punto che mollai il colpo quasi subito, al posto di lottare e continuare. Mi piaceva, ero bravina, secca come un bacchetto e snodatissima, adoravo cerchio e nastro (meno la palla), ma quelle dannate clavette così difficili da maneggiare mi hanno fatta desistere. Un vero peccato. 

Anni dopo, dalla disperazione, ho provato un po' di tutto. Nuoto, Tennis, Pattinaggio, Tai Chi Chuan, Jogging... ma niente. Alla fine mi sono "seduta" e non ho mai continuato nulla, così ora sono totalmente fuori allenamento e al primo cambio di temperatura le mie giunture scrocchiano come una vecchina incartapecorita ^^

Il secondo momento, sempre parlando di sport, riguarda i cavalli; mi pento di non aver portato avanti questa passione. Da piccola, diciamo alle medie, mio babbo mi portava a cavalcare al maneggio di un amico. Lì m'innamorai perdutamente dei cavalli -creature meravigliose- e nonostante abbia sempre desiderato fare equitazione, non l'ho mai iniziata. Il fatto poi che si trattasse di una disciplina costosa e io non avessi il becco di un quattrino, non mi ha di certo aiutato...

Sul percorso scolastico delle superiori non posso dire nulla, perché in quel periodo commisi un clamoroso errore (mi iscrissi a ragioneria), ma abbandonai immediatamente e mi diedi una seconda chance che infatti andò benone, scegliendo una scuola professionale che potesse piacermi, piena zeppa di ore di disegno e -udite udite- senza matematica per i primi tre anni!!! Ho sempre fatto schifo in matematica :)


Devo dire che tutti gli altri numerosissimi momenti dove avrei voluto avere una seconda possibilità sono proprio sciocchezze (tranne una, ma non ve la dirò, tiè), quindi ve li risparmio.


Concludo con l'ultimo fatto che mi viene in mente, roba che quando ci ripenso tutt'ora mi mangio le mani: a 17-18 anni circa, ricevetti una serissima proposta lavorativa come speaker a Radio Bologna International e io, cretina, dissi "No grazie, sto ancora studiando e non posso".


sabato 27 febbraio 2016

Listography # 41 - Your favorite movie stars

27 febbraio 0 Comments

Le mie stelle del cinema preferite. 

Uhm. Argomento spinoso. 

Amo molto il cinema e nella mia vita ho visto un sacco di film, da qualche anno però la mia pigrizia atavica mi ha portata a vederne sempre meno. Ora guardo solo quelli che reputo davvero interessanti e che incontrano al 100% i miei gusti, mentre quelli che non solleticano la mia curiosità nemmeno un po’, li lascio agli altri, perché oggi preferisco passare il mio tempo in altro modo. Facendo modellismo, per esempio, oppure videogiocando. Un tempo invece guardavo veramente di tutto, anche solo per passare una serata.

Se per stelle del cinema intendiamo fenomeni della recitazione e non solo attori pieni di fascino alla Marilyn Monroe, che era infinitamente stupenda e anche brava, per carità, ma non certo da Oscar, allora nomino i primi 10 che mi vengono in mente e che amo in particolar modo (l'ordine è spudoratamente casuale):

  •           Kathy Bates (Fra le donne, secondo me, è inarrivabile)
  •          John Noble (Da Premio Oscar persino in una serie come Fringe)
  •           Jared Leto (Guardatevi Requiem for a Dreams, altroché...)
  •           Benedict Cumberbatch (Devo anche spiegarvi il motivo?)
  •           Ian McKellen (Un altro che non ha bisogno di presentazioni)
  •           Denzel Washington (Guardatevi Malcolm X, tanto per dire)
  •           Morgan Freeman (Beh…)
  •           Julianne Moore (Mi è sempre piaciuta moltissimo, anche quando non era così      famosa)
  •           Ethan Hawke (Guardatevi Gattaca, la mia pellicola preferita in assoluto)
  •          Adam Driver (Lo ammetto, di suo ho visto pochissimo, ma il suo talento non si discute)
  •          Gillian Anderson (Mi sono innamorata di lei in X-Files e la trovo meravigliosa)

mercoledì 20 gennaio 2016

Listography #39 - #40

20 gennaio 0 Comments


Your favourite magazines.
Listography #39: Le mie riviste preferite.

E va bene! Lo ammetto. Quando ero alle medie compravo sempre Cioè e TV Sorrisi e Canzoni! Contenti!? Ohhhh, ora che l’ho detto passiamo alle cose serie. 

Le mie riviste preferite, sia cartacee che on line (soprattutto on line), sono quelle che parlano di scienza, tecnologia, fotografia, videogiochi e viaggi.

Eccone alcune, tanto per fare qualche esempio:

· National Geographic
· Le scienze
· Focus
· Touring
· Geo
· Meridiani
· Fotografare
· Hardware Upgrade
· Tom’s Hardware
· PC Professionale
· Wired
· PC Gamer
· The Games Machine

Visto che questo Listography però è cortissimo, unirò anche il numero 40, tiè!


The best gifts you've ever received.
Listography #40: I regali più belli che hai ricevuto.

Ecco, questo è un Listography interessante, sul quale ho dovuto ragionare parecchio perché per me i regali sono importanti non tanto per l’oggetto in sé, quanto per il significato che si nasconde dietro di esso.

- A proposito di significato, senza dubbio il regalo più bello che abbia mai ricevuto e che credo resterà imbattibile a vita, è una stella (vera). Me l’ha regalata diversi anni fa mio marito, per un compleanno. Non dimenticherò mai il momento nel quale scartai quel pacchetto così strano e sottile e il mio stupore quando realizzai di cosa si trattasse. 


- Il secondo regalo più bello me lo ha fatto inconsapevolmente la mia amata Helsinki quando, durante il mio primissimo viaggio in una Finlandia ghiacciata, mi attirò verso quella panchina sul molo. Non so quanti di voi guardino The Big Bang Theory, ma quella panchina per me è come il posto sul divano per Sheldon Cooper. Quella panchina è il mio posto. 

“In un universo in continuo divenire quello è un punto di coerenza unico. 
Se la mia vita fosse esprimibile per mezzo di una funzione in un sistema di riferimento cartesiano quadridimensionale, 
quel posto, 
dal primo istante in cui mi ci sono seduto, 
sarebbe lo 0,0,0,0.”


Le persone che mi conoscono bene, se un giorno dovessi misteriosamente scomparire, non chiamerebbero nemmeno Chi l’ha visto? Questo perché saprebbero perfettamente dove trovarmi: seduta lì.



- Molti di voi sapranno che colleziono fari marittimi, quindi, fra i regali più belli che ho ricevuto, ci metto anche tutti i fari che nel corso degli anni mi sono stati regalati da svariate persone, ma in particolare ne cito uno, donatomi dalla mia migliore amica, sul quale ha fatto dipingere a mano il mio nome insieme a quello di mio marito e dei nostri due bambini pelosi; la mia famiglia.

-La stessa amica, in un’altra occasione, mi ha regalato una bella cornice con all’interno una mia fotografia mentre sorrido felice tutta intenta a indicare col braccio la mia panchina sul molo di Helsinki. Uno di quei regali che inumidisce gli occhi di commozione.

- Sempre lei, che come avrete capito è un drago nel fare il regalo perfetto, mi ha regalato una splendida teiera in ceramica con dipinti a mano i nostri bimbi pelosetti. Bellissima.

- Ah, e un ciondolo Pandora a forma di faro, decisamente meraviglioso. 

- Ormai molti anni fa un amico di vecchissima data mi regalò un maglioncino grigio a collo alto abbastanza anonimo. Carino, ma molto semplice e per niente appariscente. Beh, penso sia uno dei capi d’abbigliamento del mio armadio che ho usato più spesso. Se dovessi trovare un aggettivo per quel maglioncino direi “accogliente”. E’ uno di quei regali ai quali ti affezioni col tempo. Quando lo scartai, pensai “Carino!”, ma senza troppi sentimentalismi; ora invece gli voglio proprio bene.

- Rimanendo in tema abbigliamento, ma passando dagli amici alle ex storie d'amore, ricordo con piacere due regali in particolare. Uno è una Kefiah, il tipico copricapo mediorietale, usato da noi occidentali come sciarpa e molto in voga fra gli adolescenti negli anni '90. Il ragazzo in questione me la prestò una sera d'inverno nella quale avevo molto freddo. Feci un apprezzamento sul fatto che sopra c'era il suo profumo così buono e lui allora, molto dolcemente, mi disse: "Tienila tu, così potrò essere con te anche nell'assenza". Sono passati vent'anni, ma ce l'ho ancora. 

- Il secondo regalo che ho nel cuore, fatto da un ex fiamma, fu invece una margherita che sorride disegnata col Paint. Non aggiungerò altro, perché non c'è altro da aggiungere.  

- Esattamente quando mi serviva, ho ricevuto una proposta editoriale proprio in quel momento lì. E io alle coincidenze non ci credo. Il libricino che ho pubblicato insieme ad altri autori, resta uno dei “regali” più importanti io abbia mai ricevuto dal destino.

- Mia suocera, invece molto più prosaica, un giorno mi ha regalato una cosina davvero divertente: il voodoo da ufficio. Beh, non ci crederete, ma ha funzionato! Ho corso il rischio di tornare alla mia vecchia mansione, ma alla fine la cosa non è andata in porto. : )


- Molti anni fa, più o meno nel 2007, un medico di Piacenza con il quale entrai casualmente in confidenza e col quale scambiai una fitta anche se breve corrispondenza, mi spedì un pacchettino inaspettato, con al suo interno il film in dvd Ogni cosa è illuminata, tratto dal libro di J. Safran Foer. Inutile spiegare altro. 


Quel medico, strepitoso esemplare di essere umano, è una di quelle rarissime persone dall’anima lieve, dalla profonda spiritualità, con un’immensa cultura che va dai giambi alla metrica dei poeti elegiaci o da Ipponatte a Spoon River o dal 6° canto del Paradiso alla scienza. Un cervello col quale potrei parlare per giorni e giorni ininterrottamente, senza stancarmi mai. Una di quelle persone alle quali infilerei una chiavetta usb nell’orecchio, per fare il download e salvare tutta quella meravigliosa materia grigia, così che non possa andar perduta. Come si fa a non ammirare un medico che ti dice: 

“Il mio problema più grande è quello di saper aiutare il paziente nel periodo terminale della sua vita: non voglio assolutamente che soffra e non voglio nessun tipo di accanimento terapeutico, cerco di fare in modo che nella maniera più tranquilla e serena si addormenti.

Ma le assicuro che non è facile combattere con parenti che vogliono il prete e rifiutano la morfina o con medici che in nome della Bioetica o di una strana fede pensano che le sofferenze servano a purgare i peccati o che fino all'ultimo si debba essere svegli per poter chiedere perdono a Dio... ma come può essere tanto sadico Dio? Io penso, se c'è, che sia un Dio d'amore e che non voglia che i suoi uomini soffrano.

Ad ogni modo siamo un esperimento mal riuscito.” 

- Un altro regalo meraviglioso è stato la collana Come un Epigramma, dell’artista Imelde Corelli Grappadelli, regalatami da mia suocera per festeggiare l’uscita del mio libricino di poesie Impronte. Gioiello fatto a mano e unico al mondo, al quale ho dedicato persino un post. Chi se lo fosse perso, faccia un saltino qua


- Arrivando, in ordine cronologico, alle ultime festività, non posso non menzionare l’iWatch regalatomi dal mio folle marito e i due bellissimi pupazzi fatti a mano da Astra di Demodex Posi e Nega, i due gattini alieni di Yu, protagonista del mio Anime preferito dell’infanzia Creamy Mami, che in italiano divenne L’Incantevole Creamy.

Ne ho sicuramente dimenticati altri e mi dispiace, perché per me ogni regalo è speciale: è un ricordo che IO decido di legare a quella persona, anche se magari quella persona mi ha regalato qualcosa tanto per non arrivare a mani vuote. A volte capita, no? 

Io amo però quei regali che si fanno “perché sì. Perché l’ho visto e ti ho pensata”. E quelli sono bellissimi, perché lì un pensiero c’è sul serio e l’oggetto materiale passa in secondo piano. Oppure ecco, quei regali del tipo “tieni, voglio che questo lo abbia tu”. Wow! Quelli sì che sono regali che mi riempiono d'orgoglio e mi rendono onorata di un’amicizia. E’ una prova di affetto e fiducia senza pari. Io sono legata tremendamente a un oggetto, ma voglio che lo tenga tu. Che diventi tuo, che tu lo custodisca per me, per sempre. 

Cosa c’è di più bello nel ricevere qualcosa che per qualcun altro è così importante?

venerdì 27 novembre 2015

Listography #38: Your hobbies past and present.

27 novembre 2 Comments
 

I miei hobby passati e presenti.

Un post per niente facile, perché dovete sapere che sono affetta da un serio, serissimo, problema: mi appassiono a troppi argomenti. Sono una persona curiosa che ha sempre voglia di imparare cose nuove (input! input!) e questo però mi ha portato a sapere un po’ di tutto, ma a non essere specializzata in niente e, come potete immaginare, la faccenda è alquanto frustrante, per me che vorrei imparare un fantastiliardo di cose. In compenso la mia pigrizia fisica, è inversamente proporzionale alla mia iperattività mentale.

Vediamo… in ordine cronologico, direi che il primo hobby è stato scrivere. Scrivo da quando ero alle elementari, l’ho sempre adorato. Ho scritto un milione di cose, lettere, poesie, diari, racconti, fiabe, sceneggiature, di tutto. A tal proposito vi ricordo che potete leggere qualche mia poesia nel libro Impronte che potete trovare su Amazon .



Una pietra che rotolata dai capricci della gravità traccia un solco.
Il vento che soffia incessante plasmando le dune.
La goccia d’inchiostro che impregna il foglio.
Erosioni, trascinamenti, impatti, marchi, tratti.
Segni impressi da un corpo su altri corpi, tracce ora delicate ora nette che attraversano
il contemporaneo, nel susseguirsi di parole che si fa immagine.
C’è tutto questo dentro i versi di “Impronte”, ultima nata tra le collane della casa
editrice Pagine.
Versi liberati dall’angustia di un cassetto o più prosaicamente da una cartella su pc,
che attraverso la pubblicazione, forse l’esempio più professionale di “impronta”,
sperimentano la sensibilità del lettore.

Poi ho sempre amato la scienza e in particolar modo la medicina forense e la biologia. Uno dei miei sogni era diventare anatomopatologa forense. Sì, ben prima dei vari CSI, se ve lo state chiedendo. Fra le mie numerose letture, spiccano molti testi scientifici, utili anche per documentarmi sui racconti gialli che scrivo. Ricordo con piacere un giorno di moltissimi anni fa, quando dopo l’ennesima giornata trascorsa in biblioteca seduta a leggere un tomo enorme di anatomopatologia, la bibliotecaria mi chiese: “Allora, quando hai l’esame?” 
 Mi aveva scambiato per una studentessa universitaria tutta intenta a ripassare. Alla mia risposta:   “Veramente sto leggendo questo testo per cultura personale e perché mi aiuta nei racconti che scrivo”, lei strabuzzò gli occhi, assunse un colorito verdognolo e mi disse: “Ma, ma… ci sono immagini orribili lì dentro… autopsie, viscere, gente morta…” Io mi misi a ridere. Col senno di poi, penso proprio che mi prese per una pazza, anzi, magari pure per una potenziale serial killer : )

La mia seconda passione è stato il disegno. Ho disegnato un macello nella mia vita e “da grande” ho scelto una scuola che avesse quasi venti ore di disegno alla settimana su quaranta totali. Ho smesso da po’, ma ci penso spesso. Sarebbe bello un giorno avere una stanza da adibire allo scopo con tutta l’attrezzatura necessaria come cavalletti, tele, pennelli, tavolozze, fogli da disegno di ogni tipo e grammatura, chine, pantoni, pastelli, acquerelli, Caran d’ache, matite, carboncini, tempere e chi più ne ha più ne metta. E magari una bella vista dalla finestra che possa coadiuvare l’ispirazione.

Un altro hobby nato successivamente è stato quello della fotografia, che porto avanti tutt’ora, anche se in modo completamente autonomo e amatoriale; giusto qualche giorno fa ho comprato il mio secondo obbiettivo per la Reflex e alcune lenti Close Up (l’obbiettivo Macro costa troppo per il mio portafoglio). Devo dire di avere anche un buon senso dell’estetica e un buon intuito, considerando che spesso scatto a occhio e sentimento.

Dopo un corso di astronomia, che ho seguito un po’ di tempo addietro, mi sono appassionata anche di fotografia astronomica e quel pazzo di mio marito, a fine corso mi regalò un bellissimo telescopio motorizzato Celestron che, ahimé, ho usato pochissimo. A Bologna è dura, c’è troppo inquinamento luminoso… però mi sono ripromessa di usarlo prima possibile e spero davvero di riuscirci. E’ un peccato tremendo fargli prendere della polvere nell’armadio.

Come ho detto due Listography fa, altri hobby che ho da sempre sono il videogioco e il modellismo. Ci sarebbe anche viaggiare, ma lo definirei più una sfrenata passione, che un banale hobby.

Per un pochino di tempo, a periodi alterni, mi sono dilettata con la pasta di sale, col Das e col Fimo. E’ rilassante smettere di lavorare con la testa e concentrare tutta l’energia sulle mani. Ho costruito uno chalet che ho regalato per Natale a mia suocera, la facciata di una casetta, un faro (soprannominato da me “Faro di Pisa”, perché pende), una miniatura di Gon di Masashi Tanaka e qualche altra sciocchezzuola. Anche a quest’hobby penso spesso, perché amo staccare il cervello e usare le mani. Ora, ad esempio, mi diletto con il modellismo, nello specifico aerospaziale, ma ho un neonato progetto in testa, che voglio assolutamente realizzare e che nulla ha a che fare con le astronavi, bensì col miniaturismo edilizio.

Mi diverte molto anche cucinare e sono piuttosto bravina sia col dolce che col salato (veg), ma lo farei diventare un vero hobby solo se avessi una giornata di 512 ore e una cucina più grande e attrezzata. Al momento mi diletto a farlo soltanto se ho delle cene importanti con ospiti numerosi. Altrimenti un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino e via.

Per un periodo ho fatto anche Tai Chi Chuan e per qualche misteriosa ragione non riesco a vederlo soltanto come un’arte marziale o uno sport, rispetto, ad esempio, a quando praticavo nuoto o tennis. Chissà, forse proprio perché mi aiutava a staccare la testa dal resto e a spostare l’attenzione sul mio corpo, a concentrare l’energia sui palmi delle mani, sulle piante dei piedi, sui Dan Tian. E’ una disciplina meravigliosa per il corpo, ma soprattutto per l’Anima. Mi piacerebbe un giorno vincere la mia atavica pigrizia fisica e tornarci.
Vi presento la mia musa ispiratrice e vi dico che no, non è un video in slow motion, ma è lei che è incredibile. Si chiama Junko.



Stessa cosa col tiro con l’arco, che prima o poi sicuramente farò. Ho provato questa esperienza mesi fa ed è stato amore a prima vista, quindi vorrei fare un corso appena possibile. Sarà anche considerato uno sport esattamente come il Tai Chi Chuan, ma vi assicuro che, anche se non sembra, ha moltissime affinità con quest’arte marziale.

Insomma, come avrete capito potrei continuare, ma mi fermo qua perché questi che ho elencato sono i miei hobby più importanti e penso di avervi scartavetrato gli zebedei a sufficienza. Dico bene?

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