mercoledì 2 marzo 2016

# Diario di viaggio # Italia

127.0.0.Sirmione - Giorno 3

Con un ritardo veramente mostruoso che dimostra quanto questo blog non sia una testata giornalistica, ma un mero tentativo di tenere una sorta di diario virtuale, oggi riparleremo di Sirmione, perché il mio breve diario di viaggio si era interrotto al secondo giorno di tre.

Vi avevo parlato di alcuni localini dove mangiare o fare aperitivo, delle affascinanti Grotte di Catullo e dei suoi ulivi, e di qualche piccola e graziosa chiesa da visitare. Vi avevo consigliato come arrivarci, in quale periodo andarci e più o meno come muovervi. Se volete rispolverare quei consigli fate un salto nel mio primo post che ho scritto su Sirmione e anche qua, nel secondo.

Quest’oggi vi racconterò qualche altra curiosità su questa splendida chicca tutta italiana.
Sirmione, conosciuta come La Perla del Lago di Garda, che come sapete è il più grande lago italiano, ha visto passare fra le sue strade parecchie personalità come Maria Callas, Giosuè Carducci, Gabriele D’Annunzio, Ezra Pound, James Joyce, Aristotele Onassis e persino Napoleone.


Dopo aver visitato le Grotte di Catullo e il loro museo, è tappa obbligatoria la Rocca Scaligera, edificata nel XIII secolo dalla potente famiglia degli Scaligeri di Verona.

Il famoso castello, con la sua darsena, è ancora perfettamente conservato fin dai tempi in cui forniva protezione al borgo e al porto. Appena entrati, tramite un ponte levatoio, si accede al rettangolare cortile principale che è circondato da alte mura e da tre torri angolari merlate a coda di rondine, tipiche dell’architettura scaligera. A sinistra è possibile vedere quella di avvistamento, mentre attraversando un altro ponte levatoio, si entra nel secondo cortile, dove una scala di 146 gradini sale fino ai camminamenti sulle mura, dai quali è possibile ammirare la darsena e tutto il borgo.

La Rocca Scaligera è completamente circondata dalle acque ed è dotata di un portico interno che ospita un piccolo lapidario romano e medievale.


Dovete sapere che su questa Rocca circola una romantica leggenda.

Si narra che molto tempo fa, nel castello vivesse una ragazza di nome Arice con il suo innamorato Ebengardo. I due erano felici e la loro vita trascorreva serena, ma un giorno accadde qualcosa di tragico: Un cavaliere chiese riparo durante una notte buia e tempestosa e i due non si sentirono di negargli un tetto sulla testa e un pasto caldo solo per una notte.

Il cavaliere però, una volta lasciato solo, sbalordito e invaghito dalla straordinaria bellezza di Arice, s’infilò di soppiatto nella sua stanza. La ragazza gridò terrorizzata e cercò di difendersi dalle insistenti avances del cavaliere, il quale per farla smettere la pugnalò. Sentite le grida, in suo soccorso giunse Ebengardo che alla vista della sua amata ormai morta e distesa in un lago di sangue, afferrò quello stesso pugnale e nella colluttazione trafisse a morte il cavaliere.

La leggenda vuole che ancora oggi, nelle notti di tempesta, si possa vedere l'anima di Ebengardo vagare per il castello alla ricerca di Arice.



Leggende a parte, Sirmione è naturalmente avvolta da una propria aura magica e per avvertirla vi basterà passeggiare per le sue stradine. La stessa aura magica potrete assaporarla con un bel giro in barca attorno alla cittadina, alla scoperta di scorci mozzafiato, spiagge straordinarie, giardini nascosti e segreti sbocchi di vapore termale che nascono sotto il pelo dell’acqua.




Se non riuscite a prendere la barca, cercate di avventurarvi sulle sponde del lago tentando di fare il giro del borgo centrale a piedi. Vi assicuro che non ve ne pentirete. Scoprirete un sacco di angolini romantici, alberi frondosi nei rami dei quali graziosi scoiattoli saltellano allegramente e in particolare cercate di raggiungere la spiaggia più famosa, dall’evocativo nome di Jamaica Beach. Il colore dell’acqua, in quel punto, è pazzesco.



A proposito delle acque del lago di Garda, dovete sapere che a Sirmione si mangia particolarmente bene e le porzioni sono anche piuttosto abbondanti.

La cucina è ovviamente incentrata sul pescato del lago, con ottime trote, coregoni, lucci, carpioni o alborelle. Pensate che sono almeno 40 le diverse specie ittiche, quasi tutte autoctone, che si possono trovare nella cucina locale. Una specialità del luogo sono le àole salè, si tratta di alborelle conservate in salamoia da consumare cotte alla griglia e irrorate da olio extravergine d’oliva.

Per altro sul Lago di Garda viene prodotto un olio extravergine d’oliva veramente straordinario, vista la presenza di importanti uliveti. Anche le tagliatelle asparagi e trota, il risotto con la tinca, la pasta al persico, il carpaccio di trota, i bigoli con le sarde e molti altri piatti, meritano di essere provati negli svariatissimi e deliziosi localini di Sirmione.


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