sabato 18 aprile 2015

# Diario di viaggio # Italia

127.0.0.Sirmione - Giorno 2

Quest’oggi ritorno a parlare, dopo ben tre mesi e mezzo da quel weekend trascorso sulle rive del Lago di Garda, della bellissima Sirmione.

Perdonate la lunga assenza dal blog, ma a costo di essere ripetitiva fino alla nausea, vi ricordo che non amo postare tanto per riempire spazi vuoti. Preferisco di gran lunga prendermi il tempo necessario per scrivere un post lungo e ragionato. Tanto più che questo blog non è una testata giornalistica, ma solo il mio personale Diario di bordo senza pretese di nessun tipo, men che meno di puntuale regolarità. Per quella vi consiglio il Bifidobacterium animalis.

Bene, detto questo torniamo a Sirmione.



Dopo una colazione da paura, con un buffet così vasto da mandare gli ospiti dell’hotel Grifone in attacco di panico del tipo “E ora cosa mangio!? Con cosa comincio!? Per la Peppetta quanto ben di Dio O_O” ci siamo incamminati verso le famose Grotte di Catullo.


Grotte di Catullo
Se andate a Sirmione, dovete per forza andarci. Questo sito archeologico, conosciuto da tutti come Grotte, in realtà è un’immensa villa romana, o meglio ciò che ne resta, edificata fra il I secolo avanti Cristo (le strutture sottotanti) e il I secolo dopo Cristo (la villa); a dire il vero anche Catullo, in tutto questo c’entra poco e niente.

La denominazione di Grotte risale al 1400 a causa della riscoperta delle liriche del poeta romano Catullo (morto nel 54 avanti Cristo), dove egli descrive il ritorno nell’amata casa di Sirmione suggerendo un collegamento con i resti ancora visibili dell’antica villa, in larga parte interrati e ricoperti dalla vegetazione, tanto da sembrare quasi delle grotte. A tutt’oggi non esiste però un reale collegamento fra i resti della villa romana di Sirmione e la famiglia del poeta Catullo.




Sembra che la villa abbia avuto vita breve, perché già nel III secolo dopo Cristo era in stato di abbandono, diventando col tempo una sorta di fortificazione a protezione della penisola, luogo di sepoltura e persino una cava di materiali.

Il complesso copre un’area di circa due ettari e ha pianta rettangolare. Il piano nobile, quello dove alloggiava il proprietario, è il più danneggiato, mentre si sono conservati meglio i restanti due piani. La villa era caratterizzata da lunghissimi portici e splendide terrazze aperte sul lago e comunicanti fra loro da un belvedere. Sul lato occidentale è ancora visibile il criptoportico, una lunga passeggiata un tempo coperta. 


Grotte di Catullo
Nel corpo centrale della villa, dove si trovava un ampio giardino ora vi è il Grande Oliveto. Pensate che in tutta l’area del sito archeologico sono presenti circa 1500 ulivi, alcuni dei quali plurisecolari e dal 2012 si è ripresa la raccolta delle olive e la produzione del raro olio extravergine del secolare oliveto 'Grotte di Catullo'.

Sul lato meridionale si trovava un’enorme cisterna lunga circa 43 metri per la raccolta dell’acqua. Una zona della villa, probabilmente costruita successivamente, era dedicata alle terme.



Dal 1999, all’interno del sito archeologico, è presente anche il museo che ospita numerosi reperti venuti alla luce durante gli anni degli scavi, un plastico che riproduce la villa stessa e una piccola, ma interessante area dedicata alla formazione geologica del Lago di Garda.

La visita del sito richiede un bel po’ di tempo, perciò mettete in conto almeno due o tre ore. Quel che è rimasto in piedi della villa è davvero poco, ma vi assicuro che vi perderete fra gli ulivi, passeggerete lungo tratti altrimenti inaccessibili e scatterete foto su scorci mozzafiato lungo tutto il perimetro nord della penisola che sarebbe possibile vedere soltanto in barca. Se avrete la fortuna, come l’abbiamo avuta noi, di visitare le Grotte di Catullo in una giornata di sole, sono certa che vi tratterrete a lungo in quella macchia verde e azzurra, dove si respira aria di duemila anni fa.


Le Grotte di Catullo viste dalla barca
Le Grotte sono raggiungibili a piedi dal centro di Sirmione in circa 15 minuti e lungo la strada vi consiglio di fermarvi qualche istante nell’antichissima chiesa di San Pietro in Mavino riposando i piedi stanchi, seduti su una delle panchine lungo la strada alberata accanto all’edificio.

Secondo la tradizione, questa chiesa venne costruita dai pescatori del luogo e dedicata all’apostolo Pietro. I primi documenti che citano la chiesa di San Pietro in Mavino risalgono all’VIII secolo. Con la facciata a capanna, il rosone centrale, una sola navata, la pianta rettangolare, il basso campanile e la semplicità dei suoi interni ha il tipico aspetto di una chiesa medievale e le sue dimensioni così ridotte la rendono un luogo intimo e raccolto.


San Pietro in Mavino
A proposito di dimensioni ridotte, non dimenticatevi di visitare nel centro storico di Sirmione, proprio di fronte alla Rocca Scaligera, la microscopica chiesa di Sant’Anna. Una delle chiese più piccole che io abbia mai visto. Piccolissima e deliziosa. La chiesa, che si trova all'entrata del borgo di fronte alla Rocca, risale al 1300. All'interno vi sono decorazioni e affreschi anche quattrocenteschi. Gli stucchi sono in stile barocco. Sull'altare vi è l'effige della Madonna dipinta su una pietra con lo stemma scaligero.

Sant'Anna
No, non credo in Dio, nel caso ve lo stiate chiedendo, ma amo il silenzio, il fresco, la pace e la spiritualità che in tutti i luoghi di culto (qualsiasi culto) si respira. Diciamo che credo in “qualcosa” che va al di là di ogni religione. Credo nell’energia e nello spirito della Natura e della Terra, credo nell’equilibrio e nel Respiro del Pianeta.
Nelle chiese, insomma, amo entrare e sedermi quando non c’è nessuno.

Un’altra splendida chiesa da non perdere nel centro storico di Sirmione è Santa Maria della Neve. Edificata nel 1400, è ricca di storia, accogliente e piena zeppa di fascino. La sua facciata poggia sul muro che un tempo cingeva la cittadina ed è decorata in terracotta. Il portico a cinque arcate che la caratterizza, in origine faceva parte del cimitero, e anche questa chiesa, come San Pietro in Mavino, ha un’unica navata.


Santa Maria della Neve
Tornerò a parlare di Sirmione in un prossimo post, raccontandovi ancora del mio weekend trascorso lì e di tutte le meraviglie che questa piccola perla sul Lago di Garda può offrire al visitatore. A presto!

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