sabato 1 ottobre 2016

Imperial Assault - Nexu

01 ottobre 0 Comments

Cari naviganti, torno in mezzo a voi dopo svariati giorni a parlare nuovamente di modellismo. 
Quest'oggi vi racconterò passo passo come ho realizzato i Nexu: docili creaturine pelosette e patatose dell'universo Star Wars. 
Fra le miniature di Imperial Assault, gioco da tavolo della Fantasy Flight Games, ci sono anche due di questi simpatici animaletti tutti occhi, denti e artigli. 
Prendendo come sempre spunto dai bellissimi video tutorial del buon Sorastro, ho dipinto queste due miniature al meglio delle mie possibilità e, devo dire, ne sono abbastanza soddisfatta. 

Ecco qua la carta del Nexu e la relativa miniatura così come esce dalla scatola. 



Veniamo ai singoli passaggi da me effettuati. 
I colori Citadel utili a dipingere i Nexu sono i seguenti: 

Rakarth Flesh, Screaming Skull, Nuln Oil, Agrax Earthshade, Tyrant Skull, Lahmian Medium, Stormvermin Fur, Deamonette Hide, Bugman's Glow, White Scar, Ushabti Bone, Steel Legion Drab, Druchii Violet, Mephiston Red, Evil Sunz Scarlet, Eshin Grey, Abaddon Black, 'Ardcoat, Mechanicus Standard Grey.


Si comincia con il solito primer, in questo caso grigio, e si attende l'asciugatura. 

Il secondo passaggio avviene con il Rakarth Flesh steso sul corpo del Nexu, evitando coda, occhi, escrescenze sulla schiena e bocca, ripassando solo alcune zone di luce (la parte alta della schiena, delle cosce, delle zampe anteriori, le costole, le parti sporgenti delle zampe...), con lo Screaming Skull

Terminato questo passaggio, la mossa successiva è il dark wash, con una parte di Nuln Oil e una di Agrax Earthshade ripassando ogni zona precedentemente dipinta. 

Il passo successivo, con il Tyrant Skull, è una passata di colore a pennello rigorosamente asciutto su tutta la pelliccia. 

A questo punto, un altro bagno di colore si effettua con il Lahmian Medium mixato all'Agrax Earthshade. Tre parti di Lahmian e una di Agrax. Questo "bagno" però servirà solo per le zone d'ombra e dove vorremmo far risultare sporca la pelliccia del Nexu. Sotto la pancia, nella zona inguinale, sotto il mento e sulla parte finale delle zampe, vicino agli artigli. 

Con il solito mix di Nuln Oil (3 parti) e Agrax Earthshade (due parti), andiamo a fare le striature della pelliccia, rendendo il nostro Nexu tigrato.

Una volta asciutto, con il Stormvermin Fur, andiamo a colorare le escrescenze sulla schiena. Una successiva passata di Nuln Oil darà loro un effetto sfumato.

E' la volta dell'interno bocca e delle gengive, che dipingeremo con il Deamonette Hide, evitando accuratamente le zanne. 

Mentre attendiamo che la bocca si asciughi, schiariamo le escrescenze della schiena, unendo allo Stormvermin Fur una punta di Screaming Skull. Possiamo fare questo passaggio quante volte vogliamo, schierendo sempre un po' di più, per far risaltare la cima degli spuntoni che dovranno venire più chiari.



Con il Bugman's Glow, schiarito con una punta di White Scar, andiamo a fare la coda. Il colore ottenuto lo andiamo poi a mixare con il Deamonette Hide, per sfumare la bocca, in particolare la lingua. Passaggio che faremo più volte per donare alla bocca ulteriori punti luce. 

Con il Steel Legion Drab andiamo a sporcare i denti, dando risalto alla zona più vicina alle gengive, per rendere le fauci del Nexu molto "cattive". La bocca, in questa miniatura, è forse la cosa più importante e vale la pena spendere del tempo per sfumarla e darle un'aspetto davvero spaventoso. Con l'Ushabti Bone, andremo a ripassare i denti, facendo attenzione a non coprire la zona vicino alle gengive. Il dente va sfumato ancora, fino a rendere bianca la parte più appuntita delle zanne con il White Scar. 
Una volta asciutta, passiamo a un Dark Wash, con Druchii Violet (tre parti) e l'Agrax Earthshade (una parte), evitando ovviamente i denti. Con lo stesso mix, andiamo a fare anche la coda. 



Eccoci arrivati agli occhi. Con il Mephiston Red, coloriamo tutti e 4 gli occhi e una volta asciutti li ripassiamo con il mix che abbiamo usato per coda e bocca precedentemente. A questo punto creiamo un punto luce con l'Evil Sunz Scarlet. 
Con il Bugman's Glow e un pochino di White Scar diamo luce alla coda e nuovamente alle gengive e alla punta della lingua. 

Siamo quasi pronti per passare alla colorazione della base, ma prima dobbiamo dipingere gli artigli delle zampe con l'Abaddon Black, creando sfumature e punti luce con l'Eshin Grey e il White Scar

Con il Lahmian Medium andiamo a simulare la saliva, bagnando quindi la bocca, i denti, le gengive e parte del pelo sotto al mento.

Per la basetta ho fatto di testa mia e non ho usato il grigio che usa Sorastro, ma un bel verde, decorandolo poi con ciuffi d'erba dell'Army Painter. Uno dei due Nexu l'ho contraddistinto da una banda rossa sulla basetta e poi ho passato una spruzzata di Tamiya T80 opaco su tutta la miniatura una volta asciugata completamente. 

L'ultimissimo passaggio l'ho fatto con l'Ardcoat. Un Gloss che serve a lucidare le parti che ci interessano. In questo caso l'ho passato di nuovo in bocca, sugli occhi e sugli artigli.




Vi lascio con il bel video di Sorastro, dove potrete vedere ogni singolo passaggio :)




Happy Painting! 

giovedì 8 settembre 2016

InterView: Helsinki - Tiziano

08 settembre 0 Comments
E' con enorme piacere che vi ri-presento l'amico di "tastiera" Tiziano
Chi, fra i miei lettori, ha buona memoria, si ricorderà la splendida intervista 
che mi ha rilasciato non molto tempo fa, al suo ritorno da un viaggio in Finlandia.

Chi ha pessima memoria, invece clicchi qua :)

Ebbene, Tiziano è ritornato in Finlandia questa estate e il suo amore per questa terra non ha fatto altro che crescere.
Ovviamente non potevo lasciarmi scappare l'occasione di un'intervista nuova di zecca e così, eccola qua. 

Ringrazio Tiziano per il suo tempo e per l'affetto che prova per la mia amata Finlandia. Lo ringrazio perché non tutti sanno coglierla come ha fatto lui. Della sua scorsa intervista ricordo una frase in particolare, che mi ha fatto capire quanto lui sia un'anima lieve. Disse:
"Per me Helsinki ha il profumo dell'aneto e del mare."

Ed è così che è.

Vorrei inoltre esprimergli tutta la mia vicinanza e porgere un saluto qua, pubblicamente, all'amico che lo ha soprannominato l'Astronauta. Un amico che non c'è più, ma che sicuramente veglia su di lui in ogni momento.

Passiamo all'intervista, che dite?





So che è la seconda volta che ti rechi in quel della Finlandia. Ci sei voluto tornare solo perché "ti è piaciuta", o sotto sotto c'è qualche motivazione più intima e personale?


Prima di partire dei clienti mi chiedevano "dove te ne vai per le ferie?" A Casa, era la mia risposta. Non stavo mentendo, in Finlandia mi sento a casa, perciò certo, ci sono delle motivazioni personali, quelle di chi si sente bene in quel posto, semplicemente questo.

La prima volta che hai visto la Finlandia, l'anno scorso, sei partito da solo, senza conoscere una parola di finlandese (tranne olut, che significa birra!), e con un inglese molto elementare, tanto che ti è stato dato il soprannome di Astronauta. Hai viaggiato da solo anche questa volta?


Oh sì assolutamente, ma più preparato, solo il fatto di conoscere certe abitudini rende l'approccio più facile. Inoltre nei mesi precedenti mi ero preparato con delle lezioni di colloquio in inglese. Allo stesso tempo non ero solo perché il mio amico, da una vita, che mi aveva soprannominato Astronauta stava morendo, e lo fece proprio mentre ero in Finlandia, perciò non ero solo, ero con il suo ricordo, con i suoi pensieri e il giorno che se ne andò non sapevo se Helsinki era piena o vuota di lui. E' stata molto dura, perché gli ero stato vicino per tutta la sua malattia, ma lui voleva che partissi lo stesso e continuassi a fare l'astronauta. E ciò ho fatto.

Che soluzione hai trovato, riguardo l'alloggio? E che posti hai visitato in più, rispetto alla volta scorsa?


Per l'alloggio non mi sono proprio sforzato, stessa agenzia, stesso appartamento in Kallio. Punto strategico e a me comodo per gli spostamenti. A parte alcuni posti che volevo rivedere, come il caffè Vanilla a Suomenillina, solo per prendere un caffè e godermi l'incantevole posto o il Kiasma, che comunque propone sempre mostre diverse, per il resto ho visitato altri posti di Helsinki, ma anche due città: Porvoo e Turku.




Quando mi hai contattata per avere alcune dritte, mi hai chiesto se fosse possibile visitare qualche location dove fosse presente un faro. Come sai, la domanda mi ha fatto un immenso piacere, essendo io un'appassionata di fari marittimi. (Per chi non lo sapesse, ne possiedo una discreta collezione) Sei riuscito nel tuo intento?


Sì, e con grande piacere. Ero molto indeciso se andare a Söderskär, partenza in battello alle nove del mattino e rientro alle tredici, solo un'ora e mezza sull'isola, il costo non era propriamente economico per così poco tempo... ma lo rifarei ora, immediatamente.
Se piacciono i fari e le isole brulle è un viaggio che vale. Io ho avuto la fortuna che eravamo solo tre viaggiatori per Söderskär quel giorno, perciò sull'isola, o meglio sulle tre isole collegate tra loro da ponti, non c'era confusione e si poteva assaporare il piacere dell'isola con il suo vento, il sole, il rumore del mare e la vista del faro. Appena sceso dalla barca l'addetto apre il faro e poi ognuno si muove sulle isole e nel faro come vuole... il massimo per godersi appieno quest'esperienza.




Durante le nostre chiacchierate via mail, mi hai detto di essere un erborista e che ti sarebbe piaciuto trovare, in Finlandia, qualche negozio legato alla tua professione. Dicci, esistono le erboristerie, così come le conosciamo noi in Italia oppure no?

Mettiamoci d'accordo per cosa intendo io per erboristeria. Un negozio che vende e conosce le erbe, quelle sfuse, quelle per tisane ed infusi e non solo prodotti pronti. Perciò no, non ne ho trovate di questo tipo, solo un negozietto a Porvoo aveva una ventina di erbe sfuse ma non era solo un'erboristeria. Per il resto non ne ho trovate, ho visto solo dei negozi di prodotti bio e naturali, ottimi ma diverse dalle erboristerie.

So che sei stato al Nuuksio National Park e insieme a una guida hai fatto una passeggiata fra foreste e laghi di circa 15 chilometri. E' un'esperienza che feci anche io, qualche anno fa e devo dire, la trovai meravigliosa. Ce la racconti?

Quando ho iniziato ad organizzare questo viaggio mi son detto: "Ok Helsinki, ok le isole e il mare, ma la Finlandia è soprattutto foreste e laghi, devo visitare anche questo aspetto della natura" Scopro così il parco nazionale di Nuuksio. 

Perfetto, non lontano da raggiungere, ovviamente ci sono i mezzi pubblici ecc... poi mi son detto che da solo in mezzo a un parco avrei fatto un giretto “classico” senza vederlo bene. Scopro un sito che organizza passeggiate nel parco, gli scrivo e mi da' alcune date disponibili per il periodo che mi interessava, ma siccome il viaggiare da soli permette di scegliere sul momento quello che vuoi fare, non volevo prenotare e ancorarmi ad una data, così quando arrivo ad Helsinki decido per una data, ma il gruppo era al completo e la guida mi dice che però sarebbe stato disponibile la domenica seguente. Rispondo che ok, è pure l'ultimo giorno del mio viaggio e mi sembra perfetto per il parco. Al mattino dell'appuntamento mi ritrovo solo io con la mia guida, lo aveva fatto lo stesso pur essendo solo io.

La passeggiata la si potrebbe riassumere in poche parole: verde, tanto, acqua, tappeti muschiati, uccelli, tanta aria buona, un paio di scarpe rotte, tanti frutti di bosco e funghi. Meno in sintesi dico che l'esperienza è stata piacevole e istruttiva allo stesso tempo, la mia guida, biologo, conosceva ogni sentiero ufficiale e non del parco, ma soprattutto è stato ricco di informazioni sulla conformazione geologica e biologica della zona e della Finlandia. La passeggiata con pranzo in un'area attrezzata con griglie è stata piacevolissima seppur stancante per uno come me non avvezzo a tale scarpinate. 


Un aneddoto: al primo dei quindici laghi che abbiamo visto la guida mi dice che l'acqua si può bere, perplesso non dico nulla, al terzo lago me lo ridice e gli chiedo: Sei sicuro? Si china sul bordo del lago e beve... a quel punto i miei dubbi cedono e bevo anche io... beh sono qui che scrivo senza malattie di sorta e con il gusto di un'acqua leggera ed effettivamente pura.

Sei rimasto sulla terraferma, o hai messo piede su qualche isola?


Penso che metà del mio tempo di questa vacanza lo abbia trascorso su battelli e isole. Ho visitato Vallisaari, aperta al pubblico dal maggio di questo anno, è praticamente di fronte a Suomenlinna, parte dell'isola non è ancora visitabile perché protetta dal punto di vista naturalistico. Vallisaari è molto bella con i suoi bastion,i ma l'isola ad essa collegata Kuninkaansaari è ancora più incantevole, ha una piccola baia dove sono rimasto per ore, ma non ti fornisco le coordinate precise, la voglio solo per me :-)


Poi come detto prima sono stato a Söderskär, ma anche per andare a Porvoo ho scelto di prendere il battello che faceva un bel giro sull'arcipelago dando un'idea delle centinaia di isole che emergono dal mare, alcune abitate, altre solo da uccelli e piante altre ancora solo spuntoni di roccia con sopra un albero giunto lì chissà come.
Poi a Turku, un'isola molto abitata per i canoni finlandesi, dove ho visitato l'Art Chapel un'opera architettonica sull'esempio della Cappella di Kamppi, tutta in legno, ma con forma e struttura diversa, un'oasi di pace.




Qual è stata la tua impressione quando hai rivisto Helsinki per la seconda volta? L'hai trovata cambiata? Se sì, in meglio o in peggio?

No, non l'ho trovata cambiata nonostante il tempo sia stato più freddo e piovoso dello scorso anno. Era più bagnata :-) ma sembra che quello che per me era pioggia per i finlandesi era solo un leggero disturbo umido, imperterriti senza ombrello e a maniche corte... io no.

Credi che ci tornerai ancora, in Finlandia? Quali altri posti ti piacerebbe visitare, della Terra dei Mille Laghi?


Immagino che la prima parte della domanda sia retorica :-) 

Certo che sì, forse in inverno o più facilmente in estate. Dove? Verrebbe da dire ovunque, anche se un pensiero forte va verso appunto la zona dei laghi e le isole Åland. I laghi perché ne ho fatto un assaggio a Nuuksio e mi sono piaciuti molto e poi sono l'emblema di questa nazione. Le Åland perché ho un debole per le isole e il mare.

Ti sei portato a casa qualche souvenir?

Solo un cioccolato della Fazer con i pop corn salati all'interno. I veri souvenir li ho nel cuore. Certi paesaggi e la quiete che donano sono nelle mie foto, ma soprattutto dentro di me.




C'è un posto, fra tutti quelli che hai visitato la prima volta e questa, che ti è rimasto particolarmente nel cuore? E perché?

Sedersi su delle rocce levigate dal tempo, assaporare il profumo del mare, l'aria pulita e godersi il silenzio che si crea dentro... ovviamente tutto ciò non toglie bellezza ai tanti posti visitati.

Come molti sanno, la cucina finlandese non è per tutti i palati, in particolar modo non è adattissima al palato italiano. So però che a te è piaciuta molto e hai voluto assaggiare molti piatti del posto. Hai mangiato qualcosa di nuovo, rispetto alla prima volta? E cosa ti è piaciuto e cosa no?

Ho gustato di nuovo tanti loro piatti che avevo già provato, poi ho cercato, trovandolo, il Kalakukko (un pane ripieno di pesce) e la birra Sahtia (nella lavorazione e nel filtraggio viene usato anche il ginepro) il primo è un piatto impegnativo e sicuramente più invernale, in agosto, nonostante il tempo piovoso, non ci dice proprio. 

La seconda mi è piaciuta, non la si beve con la leggerezza con cui si beve una comune birra ma è decisamente da provare, anche perché una volta le birre erano sul tipo della Sahtia, aromatizzate, intense, corpose.
Vorrei aggiungere per chi vuole andare in Finlandia e pensa che sia tutto costoso... è vero ma si può anche spendere meno, molto meno di quello che si pensa. Nei mercati coperti, meglio quello di Hakaniemi, si trovano tanti di quei piatti pronti al costo di un fast food, ma qualitativamente cento volte meglio. I ristoranti li ho provati, ottimi, ma decisamente molto più costosi di quelli italiani.


So che ami molto la letteratura finlandese e in particolar modo Arto Paasilinna, del quale hai letto tutti i libri. Quale, tra questi, consigli a qualcuno che non è mai stato in Finlandia, ma ha voglia di scoprila grazie alle pagine di un libro?

Sicuramente “L'anno della lepre”, “Il mugnaio urlante” e “I veleni della dolce Linnea”, anche se secondo me andrebbero letti tutti. Per chi invece ha visitato Helsinki e volesse rivivere la città attraverso dei romanzi, divertenti e profondi allo stesso tempo, propongo la trilogia, tradotta in italiano, di Minna Lindgren.

Ricordo che l'anno scorso non interagisti molto con la gente del posto. Questa volta è andata meglio? Che impressione ti sei fatto?

Come detto mi ero preparato con l'inglese e conoscevo anche qualche parola in più in finlandese. Potrei dire che è andata meglio, ma non ne sono molto contento, mi domando ancora se è colpa della mia timidezza o della riservatezza finnica, ma non è stato facile interagire oltre alle frasi convenute da cliente. Rimane pur sempre la loro cordialità ma se vuoi attaccar bottone in Finlandia devi proprio essere un bravo sarto :-)


Fortunatamente proprio sotto il mio appartamento c'era un pub che sembrava fosse uscito dagli anni '60 con tanto di juke box originale e funzionante. Ogni sera ci ho fatto un salto e come si dice negli stereotipi dei finlandesi quando bevono sono più disponibili, ho parlato con un paio di ragazzi e mi ha fatto piacere confrontarmi e ridere delle stranezze delle nostre nazioni, con uno di questi ho messo a dura prova il mio inglese, perché un finnico alticcio non pronuncia proprio bene l'inglese :-)


Allo stesso tempo ho avuto il privilegio di essere invitato nella casa del responsabile dell'agenzia di b&b e fare una lunga chiacchierata. Lo stesso dicasi con la guida di Nuuksio, otto ore insieme si parla per forza. E mi è piaciuto il suo punto di vista sulla riservatezza finnica. Mentre passeggiavamo, in un sentiero dall'altro lato, sale una donna che appena ci incrocia abbassa lo sguardo, la guida si gira verso di me è dice: "In Finlandia è semplice: non si è obbligati a salutare quando si va in montagna. Non è più semplice?"
Effettivamente è vero, è più semplice. Però mi ha dato una dritta dicendomi che la popolazione del Savo, zona dei laghi, invece è definita dai Finlandesi del sud più chiacchierona. Peccato che non ho chiesto cosa significa in pratica... dicono forse tre parole invece che due? Chissà.




Siamo di nuovo al momento Marzullo. Fatti una domanda, e datti una risposta :)

Pensavo che con la seconda intervista questa domanda venisse evitata :-)


Vediamo... mi domanderei: Perché rilasci queste interviste sulla Finlandia?


Per condividere le mie esperienze, le mie avventure. Per riviverle io per primo e magari avvicinare qualcuno a questa bella nazione. Qualora invece l'effetto sugli altri sarà opposto... beh tanto meglio, vorrà dire che ci saranno meno turisti e più spazio per me in Suomi :-)


In questa intervista, ho una domanda in più. 

Se la Finlandia fosse:

Un oggetto: La Vihta, i ramoscelli di betulla che usano nella sauna per “frustarsi”. Scelta obbligata per via dei tanti alberi di betulla e sia perché la Vihta si usa in uno dei momenti più intimi per i finlandesi: la sauna.

Una canzone: I walk alone di Tarja, il titolo e la canzone, se la senti, dice tutto.

Un'aforisma: Questa è davvero difficile perciò copio e incollo Oscar Wilde con “Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.”



domenica 28 agosto 2016

Imperial Assault - Darth Vader

28 agosto 0 Comments

Proseguendo sulla scia di colori, pennelli e miniature, oggi vi racconterò in che modo ho dipinto Darth Vader. Come vi ho detto nello scorso post, all'apparenza sembra facile, visto che è tutto nero, ma vi assicuro che non lo è affatto. Anzi, devo dire che l'ho trovato particolarmente lungo e complesso.

Come ho già spiegato, le miniature di Imperial Assault della Fantasy Flight Games, sono quasi perfette, quindi da limare c'è molto poco, ma Vader ha un difettuccio diverso dal solito. La spada laser non è perfettamente dritta, quindi, prima ancora di dare il Primer nero al Signore Oscuro della Forza, è necessario sistemare quell'antiestetica curvatura.

Con l'aiuto del phon tenuto a bassa temperatura, ho scaldato e quindi ammorbidito la spada laser tenendola in posizione corretta con le mani finché non si è raffreddata.

Ecco la relativa carta.

Una volta raggiunto il risultato ottimale, ho dato il Primer nero e ho atteso che si asciugasse. Come sempre ci è voluta una notte.



Il giorno successivo ho iniziato a dipingere.
I colori Citadel utili per Darth Vader sono ben 15. Cinque di più rispetto alle Guardie Imperiali. Lo avreste mai detto, da uno che va in giro in armatura completamente nera?


Eccoli qua:


  • Mechanicus Standard Grey,
  • Russ Grey,
  • Fenrisian Grey,
  • Nuln Oil,
  • Runefang Steel,
  • Abaddon Black,
  • Ceramite White,
  • Mephiston Red,
  • Wild Rider Red,
  • Evil Sunz Scarlet,
  • Caledor Sky,
  • Ironbreaker,
  • Bloodletter,
  • Lahmian Medium,
  • Ardcoat

Purtroppo mi mancano ancora alcuni colori perché visto il costo, li sto acquistando a "puntate". Attendo l'ennesimo corriere proprio fra un paio di giorni. Nello specifico, per Vader, mi mancavano il Russ Gray e il 
Fenrisian Grey, ma sono riuscita a sopperire alla mancanza usando un trucchetto: ho schiarito il Mechanicus Standard Grey con una punta di White Scar

Come prima cosa ho creato un mix di Abaddon BlackWhite ScarMechanicus Standard Grey, ottenendo un grigio molto scuro e l'ho passato sull'armatura, lasciando da parte la spada laser, il mantello, il casco, gli stivali e la base.

A questo punto ho schiarito la miscela con dell'altro White Scar per applicare un secondo layer di colore, solo sulle parti sporgenti del vestito (come ad esempio le nocche delle mani), creando così qualche effetto di luce. 

Visto che gli highlights non sono mai sufficienti, ho aggiunto ancora del White Scar alla miscela e ho schiarito di nuovo le parti che devono risultare più luminose (vedi le pieghe dei guanti, del pantalone nel ginocchio della gamba davanti e delle braccia). Questo passaggio l'ho fatto svariate volte, fin quando non ho trovato buono il risultato finale.



Una volta attesa l'asciugatura, ho steso il mio adorato Nuln Oil, lo Shade nero, sulle stesse zone, evitando quindi sempre il mantello, il casco, la spada laser, gli stivali e la basetta. 

Successivamente ho applicato un nuovo strato di luce, aggiungendo ancora una punta di White Scar alla miscela. 

Con un mix di White Scar (proprio una puntina) e Mechanicus Standard Gray, ho creato l'effetto luce sul mantello e sul casco. Anche questo passaggio l'ho fatto più volte, aggiungendo a ogni strato una puntina di bianco al mix, dando risalto alle spalle, alla cima della testa, alla maschera e alle volute più esterne del mantello. 

La stessa tecnica l'ho usata per dipingere il petto, ma con un mix di Abaddon Black Mechanicus Standard GrayIronbreaker, per rendere un effetto simile al metallo e anche in questo caso ho dato svariati strati di colore sempre più chiari per creare un effetto luminoso nei punti giusti, arrivando con l'ultimo strato a dare solo l'Ironbreaker.

Con il Mephiston Red, il Caledor Sky e l'Ironbreaker ho fatto i minuscoli led sul petto. (Che ahimé, nelle mie orrende foto non si vedono). 

Sempre con l'Ironbreaker ho dipinto la cintura, la catena al collo e l'elsa della spada, dopo di che ho steso un altro strato di Nuln Oil solo in queste zone.



Terminati i punti luce (una sequenza infinita), sono passata a dipingere la spada laser.

Anche in questo caso qualcuno potrebbe dirvi "Vabbè, è tutta rossa. E' facilissimo!" Beh, sappiate che potrete rispondere serenamente che è facilissimo un corno. 

Prima di tutto è necessario stendere uno strato di Ceramite White, un bianco dalla consistenza potente che è perfetto per creare basi molto luminose adatte agli strati successivi di colore.

Poi si passa al Mephiston Red, dopo di che all'Evil Sunz Scarlet (in questo caso solo sulla parte frontale della spada), poi al Wild Rider Red, sempre di fronte, e a un mix di Wild Rider Red e di Ironbreaker per dare un tocco di luce elettrica. Quest'ultima fase va fatta almeno tre volte, schiarendo strato dopo strato con dell'altro Ironbreaker fino ad arrivare a un singolo passaggio di Runefang Steel.

Con un mix di Bloodletter (tre parti), un colore Glaze e di Lahmian Medium (due parti), un Technical, ho creato il riflesso rosso della luce laser sul drappo interno del mantello, su parte della maschera, sulle gambe e sul petto. 



Terminati i ritocchi finali di rito qua e là, ho colorato la basetta di nero e passato il protettivo e fissante Tamiya TS13 su tutta la miniatura, mentre con l'Ardcoat ho fatto il casco e la spada.

Purtroppo mi manca il protettivo opaco, quindi il mio Vader è venuto più lucido rispetto a quello di Sorastro, così come mi sono venute più lucide le Guardie Imperiali. Il risultato finale però mi soddisfa comunque.

Per concludere, posso dirvi che Darth Vader richiede una grandissima dose di pazienza, moltissimi strati di colore ogni volta sempre più chiari e molto, molto più impegno del previsto, perciò se qualcuno vi dovesse dire "Eh ma è tutto nero! Ti piace vincere facile", vi consiglio di mandarlo in esilio su Hoth, magari in costume da bagno. 

Ci rileggiamo fra qualche giorno, con un post dedicato al mitico Boba Fett che, udite udite, ha voluto dipingere mio marito, accompagnando l'intento con le ultime parole famose: "Farò la mia prima esperienza con una miniatura facile: Boba Fett".

Certo, come no. Facile un paio di palle :)

Vi lascio con il bel video di Sorastro, al quale mi sono ispirata e dal quale potrete capire il numero infinito di layer usati per dipingere la miniatura di Vader. Una faticaccia notevole, lasciate che ve lo confessi... 
May the Force be with you.



lunedì 22 agosto 2016

Imperial Assault - Guardie Imperiali

22 agosto 0 Comments

Speravate fossi sparita ehhh? Razza di cialtroni che non siete altro! E invece eccomi qua, dopo un periodo di stop e meritate ferie, a cianciare di modellismo. Rientrata dal mare, mi sono rimessa a dipingere e quest'oggi tornerò a parlarvi di Imperial Assault, splendido gioco da tavolo della Fantasy Flight Games, distribuito in Italia da Asterion, e delle miniature su cui ho lavorato in questi giorni: le Guardie Imperiali.

Se vi siete persi i miei post relativi agli Stormtroopers e all'AT-ST, fate un salto qua e qua.

Come per le miniature precedenti, mi sono ispirata ai lavori di Sorastro. Qua potete vedere alcuni suoi video tutorial davvero ben fatti (solo in inglese).

Come sempre, dopo aver controllato e limato eventuali difetti della plastica (quasi inesistenti, devo dire), ho steso il Primer bianco sulle quattro Guardi Imperiali e, una volta asciutte, ho iniziato a dipingerle. 




Per le Guardie Imperiali i colori Citadel adatti sono 10: 

  • Mechanicus Standard Grey, 
  • Evil Sunz Scarlet, 
  • Bloodletter, 
  • Mephiston Red, 
  • Nuln Oil, 
  • Wild Rider Red, 
  • Runefang Steel, 
  • Abaddon Black, 
  • Carroburg Crimson, 
  • Ardcoat gloss varnish. 


La prima cosa che ho dipinto, con il Runefang Steel non diluito è l'arma, ad eccezione dell'impugnatura che ho fatto con l'Abaddon Black sempre puro, unito al Mechanicus GreyPoi, con il Mephiston Red leggermente diluito in acqua, ho dipinto la tunica e il casco, occhi compresi che, una volta asciutti, ho ripassato con l'Abaddon Black.



Rispettando i tempi di asciugatura, sono passata alla parte che mi diverte sempre moltissimo, il "bagno" con i colori di tipo Shade. Prodotti strepitosi dei quali ho già avuto modo di parlare e che arrivano in fessure altrimenti irraggiungibili dal pennello, fornendo alla miniatura un aspetto magnifico. Gli Shade hanno la consistenza dell'acqua ed esistono in svariate sfumature di colore, dal nero petrolio al seppia, dal rosso intenso al verde sotto bosco.

In questo caso ho usato il Nuln Oil (lo Shade nero) per l'arma e il Carroburg Crimson (un tono particolare di rosso) per la Guardia Imperiale. 

Il passo successivo, dopo l'asciugatura, è stato creare effetti di luce sui drappi sporgenti della tunica con una sequenza tono su tono di rosso, partendo con il più scuro Evil Sunz Scarlet (diluito), passando al più chiaro Wild Rider Red (diluito). Sempre attendendo il giusto tempo di asciugatura (è il passaggio più lungo e noioso che va fatto dopo ogni singolo strato di colore), è stata la volta dei ritocchi finali, usando un altro colore che amo, il tipo Glaze, precisamente il Bloodletter



I Glaze sono colori molto simili agli Shade, come tipologia, con la differenza che sono leggermente più consistenti e lucidi. Anche in questo caso, l'ho passato su tutta la miniatura, arma esclusa.

A questo punto, una volta asciutte, ho spruzzato sulle quattro miniature il protettivo e fissante Tamiya TS13 e ho steso solo sul casco (che sarebbe di metallo), il lucido Ardcoat

Per finire ho colorato le basi di nero, ma due le ho volute distinguere, così le ho bordate d'argento. In questo modo, durante il gioco, è più facile gestire le diverse squadriglie.

Devo dire che le Guardie Imperiali mi hanno dato molto meno filo da torcere rispetto ai Troopers o all'AT-ST, ma il risultato l'ho trovato altrettanto soddisfacente!



Restate sintonizzati, perché il prossimo post parlerà dell'Oscuro Signore della Forza, Darth Vader, che sembra facile, visto che è tutto nero, ma non lo è! :)

May the force be with you, a tutti voi. 

giovedì 7 luglio 2016

Sherlock Holmes: The Devil's Daughter

07 luglio 0 Comments

Eccoci arrivati all'ottavo gioco Frogwares dedicato al più grande consulente investigativo di tutti i tempi: Sherlock Holmes.

The Devil's Daughter, ovvero la figlia del Diavolo (che per comodità chiamerò TDD), è il secondo capitolo sviluppato con l'ausilio dell'Unreal Engine 3, ed è composto da 5 casi distinti fra loro, questa volta legati soltanto da un sottilissimo filo comune che non vi svelerò.

Il primo capitolo sviluppato con la stessa tecnologia, è Crimes and Punishments (che chiamerò CP), il quale era composto da 6 casi singoli non connessi fra di loro. Se vi siete persi la mia recensione, fate un clic qua.

Due anni dopo l'uscita di CP (che personalmente ho apprezzato, malgrado alcuni difetti) ho finalmente messo le mani su quest'ultimo gioco (uscito il 10 giugno appena trascorso) e avendolo finito proprio pochi giorni fa, posso permettermi di parlarvene un pochino finché ho fresco nella memoria tutto quanto.

Proprio perché viene usato nuovamente l'Unreal Engine 3, TDD ricalca le orme del suo predecessore non solo graficamente, ma anche nelle meccaniche di gioco molto simili. L'unica cosa palesemente variata è l'aspetto dei nostri due eroi. Sia Holmes che Watson hanno visi diversi, decisamente più affascinanti dei precedenti, nonché più giovanili.



Dall'introduzione, possiamo capire che il nostro Sherlock è in pericolo. 
Lo vediamo correre a perdifiato in una foresta, inseguito come in una caccia alla volpe da un uomo armato di fucile, il quale, a un certo punto, sembra riuscire a colpirlo. Con la visione del corpo di Sherlock che crolla al suolo a faccia in giù, torniamo in un flash back a 48 ore prima, proprio all'inizio del nostro primo caso. 

Come spesso accade nella vita di Sherlock Holmes, siamo stesi sul divano di Baker Street, preda della noia, in compagnia del fidato amico dottor Watson. Un John Watson che, lasciatemelo dire, stavolta è molto più figo di Holmes. Ho il sospetto che per il viso sia stato preso spunto dal bel Jude Law, che per altro ha interpretato proprio il fedele compagno di Sherlock nella versione cinematografica di Guy Ritchie del 2009, insieme a quell'altro pezzo di gnocco di Robert Downey Jr. 

Ditemi, si capisce che a scrivere questa recensione è una donna? :D

Il Watson di The Devil's Daughter

Il Watson di Jude Law
Devo dire che rispetto a quel che ci è stato fatto vedere nel teaser trailer (da non confondere con il launch trailer), la storia è molto meno "paranormale" di quanto mi aspettassi. Penso che la cosa abbia tratto in inganno molti giocatori, me compresa. La prima volta che l'ho visto, a causa di alcune similitudini abbastanza palesi, la mia mente è volata dritta a Silent Hill. Le atmosfere horror permeate d'oscurità, l'evanescente figura di una bambina che Sherlock insegue invano negli spettrali e tenebrosi vicoli di Londra, la presenza di una sorta di realtà parallela somigliante a un incubo e una donna inquietante di pizzo nero vestita, che sembra rappresentare il Male, me lo hanno ricordato. Ammetterete che il parallelismo viene spontaneo. 
Epperò, cari i miei videogiocatori seriali, Silent Hill non c'entra niente e a dirla tutta, nemmeno TTD c'entra qualcosa con il suo stesso trailer :)
Sì ok c'è la bambina, sì ok c'è quella misteriosa donna, ma no, niente paranormale, niente horror (non più del solito, quanto meno) e niente realtà parallele. 

Come dite? E' Sherlock Holmes, da uno scettico come lui cosa ti aspettavi? 
Avete ragione, nelle storie di Sherlock c'è la stessa quantità di paranormale che troviamo in Scooby Doo, ma questo trailer in particolare, parla molto chiaro. Giudicate voi stessi: 


Torniamo a noi. Come ho detto siamo sul divano di casa nostra al 221\b di Baker Street, in compagnia del dottor Watson intento ad attizzare il fuoco nel camino, quando giunge a farci visita la signorina Alice, la nuova e affascinante vicina di casa, insieme a un ragazzino sconvolto e infreddolito che per errore ha bussato alla sua porta al posto di quella di Holmes. Il bambino sarà il nostro primo caso. Suo padre è scomparso e noi, mossi a pietà, lo aiuteremo a ritrovarlo. 


Il caso successivo invece, riguarderà un omicidio sul campo di bocce di un circolo piuttosto famoso di Londra di cui facciamo parte, subito dopo un torneo nel quale disputeremo anche noi, nelle vesti di Holmes. 
-Un mini-gioco buttato lì, che ho trovato abbastanza divertente.-
Una maledizione lanciata dal misterioso popolo Maya e una statua che sembra aver preso vita, faranno da protagoniste a questa seconda storia. 

Nel terzo caso faremo la conoscenza di un supponente attore americano che verrà a stare da noi qualche giorno al fine di studiarci, visto che dovrà interpretare proprio Sherlock in un'importante produzione teatrale. Peccato che proprio durante la prima notte in sua compagnia, qualcuno cerchi di far saltare in aria il nostro appartamento e di ucciderci. 



Un bruttissimo incidente stradale fra carrozze, (che prevederà anche una simpatica sezione arcade a tempo) e la banca di Londra svaligiata, ci faranno invece scervellare non poco nel quarto caso. Incidente e furto sono collegati oppure no?

L'ultima indagine infine, ci riguarderà da vicino; oserei dire molto vicino. Nostra figlia adottiva, ovvero Katelyn, scomparirà misteriosamente. Saremo in grado di scoprire dove sia finita e cosa le è successo? 
Ovviamente non aggiungo altro, per non fare spoiler. 



"Sono un investigatore io, non Nathan Drake!" 

Che ne dite di passare al game play? Frogwares, che con questo nuovo gioco dedicato al consulente investigativo più famoso del mondo, ha voluto puntare su uno Sherlock meno sibillino e più d'azione, ha commesso un errore che ho trovato assai fastidioso. Al contrario di CP, in TDD ha inserito alcune scene arcade non proprio semplici, che sicuramente renderanno qualche giocatore un filo frustrato. Tanto per farvi un paio di esempi, nella prima di queste scene, ci si ritrova catapultati in una sorta di Assassin's Creed londinese de noartri, mentre in un'altra diventeremo una specie di alter ego di Indiana Jones. 
Sarebbero stati anche momenti altamente goderecci, se avessero realizzato meglio la meccanica di gioco che ahimè, lascia a desiderare parecchio.



Un altro punto sul quale Frogwares ha voluto puntare è l'umanità di Holmes che quasi sempre, anche negli stessi romanzi di Conan Doyle, rimane nascosta dietro la scorza algida dell'investigatore sempre così calcolatore e razionale, manco fosse un vulcaniano. 
Sarebbe quindi stata una bellissima idea, una gradevole svolta, vedere uno Sherlock emotivo e passionale, ma anche qua, secondo me, gli sviluppatori non hanno colto nel segno, regalandoci un finale troppo frettoloso e poco immersivo che non ci dà il tempo di empatizzare con i sentimenti di Holmes o di metabolizzare i tragici avvenimenti che lo hanno visto coinvolto. 

La caratterizzazione dei personaggi comprimari, come sempre è ben fatta, ma meno quella delle persone molto vicine a Sherlock (con una lodevole eccezione per il buon dottor Watson).  

Per quanto riguarda le perks di Sherlock, possiamo dire che rispetto al precedente capitolo ci sono poche variazioni. Anche qua potremo "fermare il tempo", studiando il nostro sospettato e traendo alcune conclusioni che però potrebbero anche essere sbagliate. Inoltre, questo tipo di osservazione accurata stavolta è a tempo, perciò bisognerà sbrigarsi a notare tutto il possibile, prima possibile, altrimenti rischieremo di eseguire un interrogatorio non proprio perfetto. 
-Sottolineo però che io ho giocato a difficoltà massima, non so sinceramente dirvi se in modalità facile, la cosa sia sempre a tempo oppure no.- 



La fervida immaginazione del nostro geniale eroe, ci permetterà di ricostruire alcuni eventi del passato in un ordine logico e cronologico (e anche di prevedere alcuni eventi futuri). Questa peculiarità, devo dire, l'ho trovata ben realizzata e godibile. Inoltre, in questi particolari momenti, la regia è molto ben curata e potremo godere di alcune belle scene in slow motion che renderanno giustizia al fascino di Sherlock Holmes.

Al termine di ogni caso, come nel precedente capitolo, potremo decidere i diversi destini dei sospettati, accusandoli o assolvendoli magari adducendo instabilità mentali. Giungeremo alle nostre conclusioni, con la stessa modalità del precedente capitolo, ovvero utilizzando una specie di interfaccia "neurale" nella quale potremo collegare indizi, prove e deduzioni. 

Non avremo a disposizione un vero inventario, poiché ogni oggetto verrà utilizzato dal nostro protagonista immediatamente. Al contrario avremo un taccuino, nel quale verranno appuntati dialoghi, prove, location sulla mappa di Londra e i sospettati che avremo avuto modo di studiare da vicino. 

I luoghi dove andremo a investigare e le stesse vie di Londra, sono realizzate davvero molto bene e sarà molto immersivo camminare per strada guardandoci attorno in ogni direzione. Peccato soltanto che queste location siano decisamente limitate. Anche le musiche sono come sempre ben fatte, così come il doppiaggio inglese.

Bene, per concludere vi consiglio caldamente questo nuovo capitolo Frogwares dedicato al più grande investigatore di tutti i tempi e se non siete ancora del tutto convinti, sappiate che non giocarlo significa perdersi un siparietto meraviglioso che mi ha fatta cappottare dalla sedia dal ridere: Sherlock in versione prete che si improvvisa esorcista, lanciando verso il Demonio le frasi più sconclusionate, con la complicità del buon Wiggins. 

Una scena memorabile, che da sola vale tutto il gioco :)


    

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