domenica 13 maggio 2018

# Frammenti Videoludici

Life is Strange Before the Storm


Esattamente come la prima volta che ho finito di giocare Life Is Strange (inteso come primo gioco di questa saga), mi ritrovo qua davanti a un foglio bianco e non so cosa scrivere, perché le emozioni mi attanagliano e mi confondono. Il cursore lampeggia come in segno di sfida e io, davvero, non so da dove iniziare. Life Is Strange è un vero casino da raccontare, perché è un gioco che va vissuto in prima persona. Va visto, vissuto e ascoltato. Anche questa volta, sui titoli di coda mi sono sentita spaesata e commossa e il primo pensiero è stato: "Devo rigiocarli tutti e due in fila, tutti d'un fiato" perché, secondo me, solo così è possibile metabolizzare tutto e sfornare una recensione veramente accurata. Purtroppo però, la recensione del primo l'ho già fatta (se ve la siete persa, fate un click qua), quindi dovrete accontentarvi. 
Cerchiamo di fare il punto della situazione e andiamo a vedere in che modo, questo secondo capitolo, si aggancia al primo. 


Innanzitutto è necessario comprendere che si tratta di un prequel e che giocandolo andremo quindi a scoprire il corso degli eventi prima dell'arrivo di Max alla Blackwell e lo faremo, stavolta, indossando i panni ribelli e punk di Chloe, la sua migliore amica. 

Life Is Strange: Before the Storm è quindi un'avventura grafica di tre episodi sviluppata da Deck Nine Games e pubblicata da Square Enix. La storia è ambientata cronologicamente tre anni prima degli eventi accaduti in Life Is Strange e si concentra sulle vicende tormentate della sedicenne Chloe Price, quando conobbe la compagna di scuola Rachel Amber.

La Deluxe Edition (ovvero quella comprata da me) include un capitolo bonus chiamato "Farewell" ("Addio", in italiano), che ha come personaggio giocabile Max Caulfield, tre capi d'abbigliamento a scelta da far indossare a Chloe e una Mixtape Mode, che permette ai giocatori di personalizzare le proprie playlist con la colonna sonora del gioco. In Life Is Strange: Before the Storm non è presente la meccanica dei viaggi temporali a cui siamo stati abituati nel precedente capitolo, quindi ogni azione non può essere annullata e conseguentemente modificata. Motivo per cui è necessario ponderare con grande attenzione le proprie scelte nei dialoghi. Ogni scelta che andremo a fare, avrà delle conseguenze sulla trama e sugli eventi futuri. 


Alessandra Borgonuovo, nella sua bella recensione su IGN, scrive: 

"Deck Nine è riuscita in qualcosa che non è davvero alla portata di tutti. Ha raccolto un'eredità per farne qualcosa di personale e unico, un gioco che definire banalmente prequel non renderebbe l'idea di cosa sia Life is Strange: Before the Storm, dell'identità che si è costruito passo dopo passo e di come non meriti di stare un passo indietro al gioco originale, bensì al suo fianco a testa alta. Potrei definire il gioco come un enorme palcoscenico lungo il quale prendono vita numerose piccole scene che si susseguono, si rincorrono, si ostacolano per poi convergere in un finale dal quale non c'è possibilità di ritorno né cambiamento - e forse proprio per questo fa più male." 

E continua scrivendo: 

"Per la maggior parte di questo viaggio, Life is Strange: Before the Storm non ha il sapore di un prequel ma di un'opera inedita, che sottilmente ci indirizza verso l'originale senza scimmiottarlo: trova una sua strada e si fa espressione dell'amore, della dedizione, del rispetto che Deck Nine ha portato al lavoro di Dontnod, così palese che è facile perdersi nella loro meravigliosa intepretazione di Arcadia Bay come se fosse la prima volta."

Non posso che concordare con Alessandra Borgonuovo. Before The Storm non ha affatto l'aspetto di un prequel, ma di un'opera a se stante, che viaggia perfettamente in parallelo con Life Is Strange. 


Nel primo capitolo facciamo la conoscenza di una ragazza insicura, con un carattere palesemente ingenuo, molto dolce e premuroso. Max è una "legale buona", se vogliamo, e come tale non ha un carattere forte e una personalità che s'impone sugli altri. Diciamo che è la ragazza della porta accanto. Questo aspetto però ben sia adatta, infatti, con la meccanica di gioco e la possibilità di fare un rewind del fattore tempo. L'insicurezza di Max viene in qualche modo superata potendo tornare indietro nel tempo per correggere ogni scelta sbagliata o meno fatta nel corso del gioco. 

In Before The Storm questo non accade, perché Chloe non possiede i poteri di Max e la trama, oltre ad avere un aspetto più realistico e meno paranormale, impone al giocatore di fare scelte sicure, mancando la possibilità di rimediare. Chloe, al contrario di Max, ha un carattere ribelle, "cazzuto" e per niente ingenuo. E' una ragazza tormentata dal dolore causato dalla perdita del padre che amava così tanto, dall'arrivo nella sua famiglia di un nuovo patrigno col quale non va affatto d'accordo, con una madre che si fa in quattro al lavoro per non farle mancare nulla, ma che in compenso non c'è mai e, non dimentichiamolo, con il dolore della perdita di Max, che ha abbandonato lei e Arcadia Bay  per trasferirsi a Seattle proprio quando Chloe avrebbe avuto più bisogno di lei. 

Chloe quindi, al contrario di Max, che ha avuto un'infanzia felice e genitori presenti e amorevoli, si porta appresso un buco nero al centro del petto. Un trauma che l'ha spezzata in due, che l'ha "rotta" per sempre, indirizzandola verso atteggiamenti di ribellione, alcol, fumo e persino droga. 

Mentre il primo capitolo vede una Max tutta carina ed educata intenta a indagare per risolvere diversi misteri, fra i quali i suoi stessi poteri (il gioco quindi appare più investigativo), in Before The Storm abbiamo a che fare con un dramma adolescenziale, con un risvolto introspettivo e con la crescita psicologica di un personaggio dannatamente tormentato e perseguitato dai guai. Ed è proprio il suo lato tormentato che ci fa amare così tanto Chloe, rispetto alla piccola, dolce e "banale" (poteri a parte) Max.


Una menzione d'onore va al personaggio di Rachel Amber, soltanto accennato nel primo capitolo, seppur le vicende ruotassero proprio attorno a lei. In Before The Storm, Rachel è un personaggio chiave, caratterizzato benissimo, che si integra perfettamente al carattere di Chloe, unica persona oggettivamente in grado di capire il disagio interiore che vive la ragazza e che ha imparato a nascondere magistralmente al resto del mondo. 
Rachel mi ha ricordato in qualche modo Laura Palmer e detto questo, mi fermo. 

Concludendo, possiamo dire che l'assenza dell'aspetto paranormale e investigativo si sente, ma non inficia per niente la godibilità del gioco nella sua completezza. Sarà un piacere incontrare di nuovo i personaggi che abbiamo conosciuto in Life is Strange e soprattutto, sarà davvero affascinante addentrarci nella vita di Rachel Amber e Chloe Price. Diciamo che mentre il primo lavoro della Dontnod era un videogioco a tutti gli effetti (seppur immersivo e coinvolgente a livello emotivo), con Before The Storm ci sembrerà di vivere in prima persona un film, lasciandoci sul finale con una voglia matta di continuare a vivere la vita di Chloe, per vedere cosa le riserva il futuro.

Il mio personale voto è quindi altissimo e consiglio caldamente a tutti i tipi di gamer, di giocare a entrambi i capitoli. Sarebbe un vero peccato, perderseli.      



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