sabato 26 agosto 2017

# Diario di viaggio # InterView

#GuardaComeViaggio: Le abitudini di viaggio dei blogger - 1 Parte



La mia Folle amica virtuale, padrona di casa del Blog Profumo di Follia, ha lanciato un hashtag, per blogger viaggiatori e non, davvero carino e quando ho letto il suo post mi sono detta ok, facciamolo! E' proprio una bella dea.
Si tratta, in poche parole, di raccontare ai lettori del proprio blog (sia che parli esclusivamente di viaggi o, come il mio anche di altri argomenti) come viaggiamo noi amanti di trolley e passaporto. 
Dividerò il post in sezioni, scopiazzando anche in questo l'amica Folle, ma mettendoci del mio. Ho creato una lista di 10 punti, divisi in due distinti post. 

Vediamo un po' i primi 5:

1. COME SCELGO LA META?

Neuschwanstein, Baviera, Germania

Di solito la scelgo col cuore e non col portafogli, motivo per cui non mi vedrete mai andare in resort a Sharm El Sheikh, cambiare discoteca ogni sera a Ibiza o tirarmela in posti come Cortina, Courmayeur, St. Moritz o che ne so...  Malibu. Un luogo lo scelgo completamente a sentimento. Deve evocarmi qualcosa il suo nome, il suo paesaggio, la sua storia e la sua gente. Al portafogli non guardo mai, e non certo perché sia ricca, tutt'altro... è proprio perché non essendoci niente da guardare, scarto di conseguenza i viaggi troppo costosi. Resto di solito su mete che si aggirano fra il niente (oddio, proprio niente magari...) e i mille, mille e cinquecento Euro al massimo, quando proprio decido di svenarmi. 

Helsinki mi ha chiamata soltanto sentendone pronunciare il nome, Trieste mi è entrata nel cuore dopo che la mia migliore amica me ne ha parlato con immenso trasporto, Napoli l'ho sempre percepita come un parente che non vedo da secoli, il viaggio di nozze l'ho scelto in Messico e Guatemala perché affascinata dalla cultura Maya e dalla sensualissima lingua spagnola (e perché il Giappone costava il doppio). La Baviera l'ho amata grazie alla scrittrice Jane Jensen e al suo stupendo capolavoro Gabriel Knight. E così via... Insomma, scelgo la meta, se quando ne pronuncio il nome, mi torna indietro qualcosa. Altrimenti preferisco il divano di casa mia.


2. COME PRENOTO?

Escludendo il viaggio di nozze, che è stata un'eccezione, prenoto sempre in autonomia, solitamente su internet. Booking, Edreams, Trivago, ecc... sono siti utilissimi allo scopo. A meno che il viaggio non sia in territori a me completamente sconosciuti, lontanissimi, pericolosi e molto diversi rispetto ai miei usi e costumi, preferisco sempre evitare le costose agenzie. Se la meta invece è "complessa", per stare dalla parte dei bottoni e dormire sogni tranquilli, preferisco affidarmi a esperti del settore, ma finché rimaniamo in Europa, il problema della prenotazione in autonomia non si pone e visto che il portafogli langue, direi che mete simili possono aspettare.
L'unica meta "complessa" per la quale non userei l'agenzia di viaggio è l'India, ma solo perché ho la fortuna di avere dei contatti che mi aiuterebbero in tutti gli aspetti del viaggio, dall'alloggio al volo. 


3. COME PAGO?

Rigorosamente con la carta di credito o il bancomat, online su siti sicuri oppure sul posto. In contanti mi capita di pagare, anche se di rado, il ristorante o l'hotel se non l'ho pagato prima, al momento della prenotazione. Preferisco che resti sempre traccia del mio pagamento, nel caso qualche gestore voglia fare il furbo con me, quindi quando posso evito i contanti. Nero su bianco, insomma, è sempre meglio.


4. COME VIAGGIO?

Mi piace molto il treno (è forse il mio mezzo di trasporto preferito) e tanti anni fa lo usai per andare a Monaco di Baviera, viaggiando circa dieci ore di notte, ma non in cuccetta. Arrivai moribonda, perché non c'è pericolo che io riesca a dormire in viaggio. Ho sempre paura che qualcuno mi rubi la valigia, mi faccia del male o di perdere la stazione. L'unico momento in cui riesco è in volo, perché non ho preoccupazioni di questo tipo. Però mi rendo conto che l'aereo è in assoluto il mezzo più comodo, veloce e sicuro. Detesto invece partire in auto. Un tempo non avevo questo problema (ci andai persino a Praga in pieno inverno), ma invecchiando e mettendo su coscienza, mi rendo conto che le autostrade sono luoghi troppo pericolosi, quindi cerco sempre di viaggiare in treno o in aereo. E poi vogliamo parlare del bagno sempre a disposizione? 

Certo, questo non è un momento storico ideale per viaggiare, ma non possiamo di sicuro farci schiacciare dalla paura. Però devo confessarvi una cosa: In quanto moglie di un ferroviere, mi piace vincere facile. :)

Attendo con ansia l'avvento del teletrasporto.


5. DOVE DORMO?
Helsinki Hellsten, Finlandia

Cerco sempre e solo le tre P. Pulizia. Privacy e Posizione. 
Me ne sbatto se la zona è rumorosa (tanto dormo con i tappini), me ne sbatto se non ci sono persiane e tapparelle (male che vada uso la mascherina), me ne sbatto se il letto non è comodissimo, basta che sia pulito e me ne sbatto se il posto non abbonda di belle recensioni. 
Mi è capitato di dormire in ottimi ostelli, in dignitosissimi hotel a una stella, pensioni, b&b, baite, agriturismi e una volta, tanto tempo fa, persino in una casa "cantoniera", se così la vogliamo chiamare. Di norma cerco sempre posti puliti, con bagno in camera, economicamente accessibili e posizionati strategicamente rispetto a quello che voglio visitare della città. 

Non m'importa se il posto è arredato male, se c'è o meno il ristorante, se la colazione fa pena (tanto prendo sempre un caffè e buona grazia) o se manca di servizi base come la cassaforte, l'ascensore o il parcheggio. 

La mia soluzione preferita però, è l'appartamento indipendente. Niente orari da rispettare, si cucina quando si vuole facendo la spesa (il che è un grosso risparmio in termini di soldi) e spesso, non c'è nemmeno bisogno di conoscere il proprietario. A Helsinki, ad esempio, c'è la possibilità di affittare mini appartamentini totalmente accessoriati e deliziosi, utilizzando una prassi particolare. Al momento della prenotazione, il proprietario invia una mail con le istruzioni per l'accesso all'appartamento, ovvero l'indirizzo esatto con tanto di mappa,  il codice numerico da inserire nel tastierino che apre il portone del palazzo e un secondo codice che serve per aprire una piccola buchetta numerata presente nell'androne, che contiene le chiavi dell'appartamento. Al momento di andare via, si inseriscono le chiavi nella buchetta e solo dopo che il proprietario ha controllato in che stato avete lasciato la casa, preleva i soldi dal vostro conto. Se, ovviamente, avete danneggiato qualcosa, ve lo fa sapere e aggiumge al costo dell'affitto, anche quello del danno che avete arrecato.Vi assicuro che è un metodo semplice, che si basa sulla fiducia (non per niente siamo in Finlandia) e che funziona. A disposizione avevamo due biciclette, la lavanderia del palazzo, la sauna e una convenzione con alcuni ristoranti. Per la mia spiccata misantropia, questo metodo è eccezionale. Come Sheldon Cooper, sono una grande fan e sponsorizzatrice di qualunque cosa possa sostituire l'interazione umana. O quanto meno, l'interazione umana frutto di convenzioni sociali non opzionali. 


Termino qua la prima parte di #GuardaComeViaggio e vi rimando alla seconda, che posterò fra pochi giorni! Buon Viaggio, Naviganti! 

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